30 ottobre 2018

MIRELLA GREGORI / IN USCITA UN LIBRO SULLA SUA SCOMPARSA


Ora finalmente esce un libro "Mirella Gregori, storia di una scomparsa", autore il giornalista Mauro Valentino e prefazione di Pietro Orlandi, il fratello di Manuela.
Il solito quesito che in questi casi ci si pone: potrà servire a far riaprire le indagini? Come scalare l'Everest, visto che l'omologa vicenda di Manuela Orlandi, che pure ha visto negli ultimi mesi grosse novità (la permanenza a Londra a metà anni '90 pagata dal Vaticano), non fa segnare per ora nessuno sviluppo sotto il profilo giudiziario, con una procura capitolina del tutto inerte.
Mostra però ottimismo l'autore: "Credo che nel libro ci siano alcuni elementi importanti per riaprire il caso. Riportando le indagini a livelli più credibili, lontani quindi da quegli scenari internazionali e vicende vaticane in cui si è impantanata". Ci sorge qualche perplessità, a tal proposito, visto che quella di Manuela è invece tutta dentro le mura vaticane con ovvie implicazioni estere.
Ma proseguiamo. "A cominciare dal luogo della scomparsa – osserva Valentino – dalla citofonata con cui Mirella viene attirata nella trappola. Si dovrebbe tornare a quel maledetto 7 maggio 1983, a ciò che accadde in quei minuti. Credo che gli attori possibili di questo crimine siano pochi e tutti legati a quel crocicchio di vie divise dalla statua del Bersagliere (a piazzale di Porta Pia, ndr), dove Mirella disse di avere un appuntamento".
E aggiunge: "Mesi fa ci furono delle rivelazioni di un monsignore novantenne, anonimo, il quale raccontò che Mirella sarebbe fuggita di casa con la promessa di restare nascosta per qualche giorno, e in cambio avrebbe avuto in regalo un motorino Ciao. Sarebbe rimasta in un appartamento all'Anagnina, poi uccisa e il cadavere gettato nel fiume". Una vicenda, francamente, poco verosimile.
nella foto Mirella Gregori e, a destra, Emanuela Orlandi

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