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11 settembre 2026

PARTE 10 DI 10: EPILOGO – Connect the Dots: Dove Finisce la Realtà e Inizia la Fantasia

WTC residuo della torre

PARTE 10 DI 10: EPILOGO – Connect the Dots: Dove Finisce la Realtà e Inizia la Fantasia

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio di dieci giorni. Abbiamo attraversato oltre un secolo di storia, dalla Roma del 1870 alla New York del 2001, passando per i conventi della Calabria, i laboratori segreti del MIT, gli uffici opachi del Liechtenstein e le pagine profetiche di Umberto Eco.

Ora è il momento di fare ciò che i media non hanno mai fatto: unire i puntini (connect the dots).

Il Filo Rosso dell'11 Settembre

Abbiamo dimostrato che l'11 settembre non è una data casuale. È un codice temporale scelto con precisione chirurgica:
- 1860: L'inizio dell'invasione dello Stato Pontificio da parte delle forze laiche (Manfredo Fanti).
- 1870: Il Proclama di Cadorna che avvia la marcia su Roma, culminata nella Breccia di Porta Pia. Per il Vaticano, è l'umiliazione suprema, la fine del potere temporale per mano della forza bruta materiale.
- 1941: La posa della prima pietra del Pentagono, il cuore del nuovo potere militare globale, in una cerimonia dai forti connotati massonici.
- 1973: Il colpo di stato in Cile, un altro tassello nella geopolitica della Guerra Fredda orchestrata dai servizi segreti.
- 2001: Il giorno della "vendetta" e del "Reset". Le Torri Gemelle, simboli del capitalismo materialista che aveva ereditato il ruolo della borghesia risorgimentale, non vengono abbattute da aerei, ma polverizzate da un'energia superiore.

La Tecnologia Proibita: La Fusione Tesla-Majorana

Abbiamo visto come la scienza ufficiale sia stata sfidata dalle prove forensi della Dott.ssa Judy Wood: le torri non sono crollate, si sono disintegrate a mezz'aria (dustification). L'acciaio è diventato polvere, le microsfere testimoniano una vaporizzazione istantanea, i sismografi tacciono sulle esplosioni, l'odore di ozono indica scariche elettriche ad alta energia.
Questa tecnologia non è apparsa dal nulla. È il frutto di un secolo di ricerche segrete:
- Da un lato, Nikola Tesla e il suo "Raggio della Morte", i cui documenti furono sequestrati dall'FBI e analizzati da John G. Trump (zio di Donald Trump), per poi scomparire nei laboratori di Area 51.
- Dall'altro, Ettore Majorana, rifugiatosi a Serra San Bruno, che teorizzò la disgregazione della materia e affidò i segreti della sua "macchina" a Rolando Pelizza.
L'11 settembre 2001 è stato il battesimo del fuoco della fusione di queste due eredità: la potenza energetica di Tesla e la precisione quantistica di Majorana, sviluppate congiuntamente da CIA, Mossad e SISMI.

10 settembre 2026

PARTE 9 DI 10: LA RETE OCCULTA – Mossad, Templari di Eco e il Grande Reset dell’11 Settembre

Il Pendolo Di Foucault di Umberto Eco

PARTE 9 DI 10: LA RETE OCCULTA – Mossad, Templari di Eco e il Grande Reset dell'11 Settembre

Abbiamo analizzato le prove scientifiche (Judy Wood, polverizzazione), seguito le tracce tecnologiche (Tesla, Majorana) e scoperto i custodi dei segreti (Trump, Pelizza, servizi deviati). Ma manca ancora un pezzo fondamentale del mosaico: chi ha orchestrato materialmente l'operazione? Perché proprio l'11 settembre? E qual è il legame tra servizi segreti, ordini cavallereschi e profezie letterarie?
In questa puntata, tiriamo i fili di una rete occulta che attraversa confini, religioni e secoli, culminata nell'attacco che ha cambiato il mondo.

Il Mossad e i "Cinque Israeliani": Osservatori o Complici?

Torniamo alla mattina dell'11 settembre 2001. Mentre le torri crollavano, cinque uomini legati al Mossad (i servizi segreti israeliani) furono arrestati nel New Jersey mentre filmavano l'evento dal tetto di un furgone della Urban Moving Systems. Le testimonianze parlano di esultanza, brindisi e frasi come "Il problema è risolto".
La versione ufficiale li ha dipinti come semplici spioni che osservavano senza sapere. Ma alla luce delle nostre indagini, emerge un'ipotesi più inquietante: erano tecnici di validazione.
Se l'arma usata era una fusione di tecnologie Tesla (USA) e Majorana (Italia), il Mossad potrebbe aver fornito la copertura logistica, il coordinamento sul campo o addirittura la tecnologia di puntamento. La loro esultanza non era sadismo, ma la soddisfazione di chi vede funzionare perfettamente un'operazione di intelligence complessa anni di pianificazione. Il loro rapido rilascio suggerisce un patto: silenzio sui dettagli tecnici (i filmati dei bagliori, le coordinate di lancio) in cambio della libertà. Israele, in questo scenario, non è solo un alleato, ma un partner tecnologico attivo nel progetto DEW.

Umberto Eco, Il Pendolo di Foucault e la Profezia Autoavverante

Nel 1988, lo scrittore e semiologo Umberto Eco pubblicò "Il Pendolo di Foucault", un romanzo che parodiava le teorie del complotto sui Cavalieri Templari. Nel libro, tre editori inventano un "Piano" millenario dei Templari per conquistare il mondo, fissando date fatidiche e collegamenti occulti.
Ma la storia ha un ironico finale: i protagonisti del romanzo vengono uccisi da veri templari moderni che credono realmente a quel piano inventato.
Eco aveva intuito una verità profonda: le narrazioni creano la realtà. Dopo l'uscita del libro, gruppi esoterici reali (sedicenti Templari, Rosacroce, frange massoniche deviate) iniziarono a usare la trama di Eco come una profezia da avverare.
Alcuni di questi gruppi, legati a ordini come i Cavalieri di Malta (che hanno sedi importanti a New York e Roma) o a conventi tradizionalisti (come quello di Serra San Bruno), videro nell'11 settembre 2001 la data perfetta per il "Reset". La distruzione delle Torri Gemelle (il tempio del capitalismo materialista) e del WTC 7 (l'archivio dei segreti) avrebbe segnato la fine di un'era e l'inizio di un Nuovo Ordine Mondiale sotto la loro guida spirituale e tecnologica.
L'11 settembre non fu solo un attacco militare; fu un rito di passaggio, un sacrificio simbolico calcolato per instaurare un'era di paura e controllo globale, esattamente come previsto nelle profezie "autoavveranti" nate dalla letteratura di Eco.

09 settembre 2026

PARTE 8 DI 10: L’EREDITÀ ITALIANA – Ettore Majorana, Rolando Pelizza e il Segreto di Serra San Bruno

Ettore Majorana

PARTE 8 DI 10: L'EREDITÀ ITALIANA – Ettore Majorana, Rolando Pelizza e il Segreto di Serra San Bruno

Mentre Nikola Tesla lavorava negli Stati Uniti sui raggi energetici, dall'altra parte dell'Atlantico un altro genio, forse ancora più profondo e enigmatico, stava rivoluzionando la fisica della materia. Il suo nome è Ettore Majorana, il fisico siciliano scomparso misteriosamente nel 1938 a soli 31 anni. La versione ufficiale parla di suicidio o fuga in Sud America. Ma un'indagine parallela, sostenuta da testimonianze scioccanti, documenti inquietanti e persino produzioni televisive, racconta una storia diversa: Majorana non morì, ma si nascose in un convento in Calabria, dove continuò le sue ricerche su una "macchina" capace di disgregare la materia. E questa macchina potrebbe essere la "sorella italiana" dell'arma usata l'11 settembre.

La Scomparsa e il Rifugio a Serra San Bruno

Il 26 marzo 1938, Ettore Majorana scomparve nel nulla durante un viaggio in nave da Palermo a Napoli. Da allora, il suo destino è stato uno dei grandi misteri della scienza. Lo scrittore Leonardo Sciascia, nel suo saggio "La scomparsa di Majorana" (1975), ipotizzò per primo che il fisico si fosse volontariamente ritirato in un monastero, incapace di reggere il peso delle implicazioni belliche delle sue scoperte.
Ma dove? Le indagini più recenti, in particolare quelle del giornalista Rino Di Stefano e le testimonianze dell'imprenditore Rolando Pelizza (scomparso nel 2022), puntano il dito verso la Certosa di Serra San Bruno, un eremo di clausura nelle montagne della Calabria.
Secondo questa ricostruzione, Majorana visse nascosto tra i frati per decenni, protetto da un silenzio complice, continuando a lavorare su teorie di fisica quantistica avanzata che andavano ben oltre la fissione nucleare.

04 settembre 2026

PARTE 3 DI 10: IL CONTESTO STORICO II – L'11 Settembre 1870: Il Proclama di Cadorna e la Fine di un'Era

Breccia di Porta Pia

PARTE 3 DI 10: IL CONTESTO STORICO II – L'11 Settembre 1870: Il Proclama di Cadorna e la Fine di un'Era

Se l'11 settembre 1860 aveva segnato l'inizio dell'assedio allo Stato Pontificio, esattamente dieci anni dopo, l'11 settembre 1870, la storia accelerò verso il suo epilogo. In quel giorno, dal quartier generale di Terni, il generale Raffaele Cadorna lanciò un messaggio destinato a passare alla storia: il Proclama ai Romani.

Non fu un semplice comunicato militare. Fu un atto politico di immensa portata. Cadorna, comandante del IV Corpo d'Armata italiano, dichiarò solennemente che l'esercito del Re Vittorio Emanuele II non entrava nelle province romane come nemico, ma come liberatore. Il suo compito, affermò, era garantire l'ordine e l'inviolabilità del suolo nazionale, invitando la popolazione a collaborare. Di fatto, era l'ultimatum finale a Pio IX: il Regno d'Italia stava per prendere ciò che considerava suo per diritto storico e geografico: Roma.

L'Invasione e la Marcia su Roma

Quello stesso 11 settembre, le truppe italiane, forte di circa 60.000 uomini, varcarono il confine presso Orte e Civitavecchia. La resistenza dello Stato Pontificio era simbolica: poco più di 13.000 soldati, tra cui i fedeli Zuavi Pontifici comandati dal generale svizzero Hermann Kanzler, non potevano fermare la marea tricolore. La marcia verso la Capitale fu rapida e quasi incruenta. Le città si arresero una dopo l'altra: Viterbo, Civitavecchia, Frosinone.

03 settembre 2026

PARTE 2 DI 10: IL CONTESTO STORICO I – L'11 Settembre 1860: L'Invasione Silenziosa dello Stato Pontificio

La Battaglia di Castelfidardo

PARTE 2 DI 10: IL CONTESTO STORICO I – L'11 Settembre 1860: L'Invasione Silenziosa dello Stato Pontificio

Mentre il mondo ricorda l'11 settembre 2001 come il giorno del crollo delle Torri Gemelle, pochi sanno che esattamente 141 anni prima, un altro 11 settembre segnava l'inizio di una operazione militare che avrebbe cambiato per sempre la geografia politica e religiosa dell'Italia. Era l'11 settembre 1860.

In quel giorno, il generale Manfredo Fanti, comandante dell'esercito del Regno di Sardegna, ricevette l'ordine di varcare il confine dello Stato Pontificio. Le truppe piemontesi entrarono nelle Marche e in Umbria, territori sotto il controllo diretto del Papa Pio IX. Non fu una dichiarazione di guerra formale, ma un'invasione militare calcolata, giustificata ufficialmente come necessaria per "ristabilire l'ordine" e impedire che le bande garibaldine, che stavano risalendo la penisola dopo lo sbarco in Sicilia, potessero attaccare Roma e scatenare una crisi internazionale con la Francia di Napoleone III, protettrice del Pontefice.

La Strategia di Cavour e il Ruolo della Massoneria

Dietro questa mossa c'era l'astuta regia del primo ministro Camillo Benso, Conte di Cavour. L'obiettivo era duplice: da un lato, bloccare Giuseppe Garibaldi (noto massone e figura carismatica del Risorgimento) prima che potesse marciare su Roma, rischiando una guerra con la Francia; dall'altro, annettere le regioni centrali al neonato Regno d'Italia sotto l'egida dei Savoia, assicurando che l'unità nazionale fosse un processo "dall'alto", controllato dalla monarchia e non dalla rivoluzione popolare.

Non è un segreto che molti protagonisti di queste vicende fossero legati alla Massoneria. Garibaldi era massone di alto grado, così come molti generali e politici dell'epoca vedevano nella fine del potere temporale dei Papi un passo necessario verso la modernità laica dello Stato. L'11 settembre 1860 può essere letto, in questa chiave, come il giorno in cui le forze laiche e massoniche iniziarono ufficialmente la loro "opera" di smantellamento del potere papale.

02 settembre 2026

PARTE 1 DI 10: PROLOGO – La Data Maledetta: Quando la Storia si Ripete (e Cambia il Mondo)

Proclama del generale Raffaele Cadorna ai romani: 1870

PARTE 1 DI 10: PROLOGO – La Data Maledetta: Quando la Storia si Ripete (e Cambia il Mondo)

11 Settembre. Per la maggior parte del mondo, questa data evoca immediatamente le immagini delle Torri Gemelle in fiamme, il crollo del World Trade Center e l'inizio della "Guerra al Terrore". Ma se vi dicessi che il destino ha scritto il suo copione su questa data molto prima del 2001? Se vi dicessi che l'11 settembre è un codice temporale che ha scandito i momenti più cruciali, e spesso più oscuri, della storia moderna?

Questa non è una semplice coincidenza. È un filo rosso che attraversa secoli, legando l'unità d'Italia, la nascita del complesso militare-industriale americano, i golpe sudamericani e l'attacco che ha cambiato il millennio.

Le Origini: 1860 e 1870

Tutto inizia l'11 settembre 1860. È il giorno in cui il generale Manfredo Fanti, al comando dell'esercito piemontese, varca il confine dello Stato Pontificio nelle Marche. È l'inizio di un'invasione militare che porterà, pochi giorni dopo, alla battaglia di Castelfidardo. L'obiettivo? Fermare Garibaldi e assicurarsi che Roma non cada nelle mani dei rivoluzionari, ma diventi parte del nuovo Regno d'Italia sotto il controllo dei Savoia. È il primo atto di forza che segna l'inizio della fine del potere temporale dei Papi.

Dieci anni dopo, l'11 settembre 1870, la storia accelera. Il generale Raffaele Cadorna, dal suo quartier generale di Terni, lancia il famoso Proclama ai Romani. È l'ultimatum. Le truppe italiane si preparano a marciare sulla Città Eterna. Nove giorni dopo, il 20 settembre, si aprirà la Breccia di Porta Pia. Per il Vaticano, quella data dell'11 settembre rimane impressa come l'inizio dell'umiliazione: il giorno in cui la forza bruta dello Stato Laico ha iniziato a smantellare il loro regno terrestre.

15 ottobre 2018

Magaldi: Draghi e Mattarella, il padrone e il maggiordomo

Come va letta, la visita di Draghi a Mattarella? «Be', come dire: il padrone è venuto a visitare il maggiordomo». Indovinato: è Gioele Magaldi a esprimersi in questi termini, per commentare l'insolita "capatina" al Quirinale, da parte del presidente della Bce, proprio mentre l'establishment finanziario, politico e mediatico spara sul governo Conte, che si è permesso di alzare il deficit al 2,4% del Pil – nella previsione 2019 del Def – sperando di cominciare a finanziare reddito di cittadinanza, taglio delle tasse e pensioni più decorose. La novità è che, dall'8 ottobre, Magaldi "esterna" – sempre di lunedì, alle 12 – sul canale YouTube di "Border Nights", dopo l'improvvisa chiusura di "Massoneria On Air" da parte di "Colors Radio", che ha licenziato il conduttore, David Gramiccioli. «L'editore, che in tre anni mi aveva lasciato la massima libertà – spiega lo stesso Gramiccioli, durante il collegamento con Fabio Frabetti – mi ha contestato il crollo del fatturato pubblicitario, legato anche a strutture sanitarie». Facile che a turbare gli sponsor sia stata l'offensiva giornalistica di Gramiccioli, che contro l'obbligo vaccinale introdotto dalla legge Lorenzin ha anche scritto e interpretato il fortunatissimo spettacolo teatrale "Il decreto".

Gramiccioli ha inoltre ospitato stabilmente Massimo Mazzucco, che smonta la versione ufficiale sull'11 Settembre. Ha dato spazio a Enrica Perucchietti, autrice di saggi su "fake news" e terrorismo "domestico" gestito da servizi segreti occidentali sotto Gioele Magaldifalsa bandiera. E "Colors Radio" ha fatto audience ogni lunedì con Magaldi, che non ha esitato a svelare la cifra massonica (occulta) di tanti uomini di potere. Gianfranco Carpeoro, ospite con Gramiccioli della prima puntata di "Gioele Magaldi Racconta", cita i "Promessi sposi": elegante, Gramiccioli, nel non infierire sulla proprietà di "Colors Radio" che l'ha lasciato a piedi senza preavviso, e senza alcun rispetto per i tantissimi, affezionati ascoltatori. Ma certo, dice Carpeoro, il comportamento dell'editore ricorda quello di Don Abbondio. "Il coraggio, uno non se lo può dare", scrive Manzoni. Specie se magari, come in questo caso, ha incontrato i "bravi", che gli hanno fatto il loro discorsetto: via Gramiccioli, o niente più contratti pubblicitari. Onore al conduttore, in ogni caso, «ottimo giornalista e uomo dalla schiena diritta», lo saluta Magaldi. Che promette: la storia non finisce qui, naturalmente. Tanto per cominciare, la voce di Magaldi il lunedì mattina trasloca su "Border Nights", grazie al tandem Carpeoro-Frabetti. E comunque, il progetto "Massoneria On Air" «riprenderà vita presto, vedremo come e dove».

Anche perché il Movimento Roosevelt, di cui Magaldi è presidente, annuncia un impegno a tutto campo, anche sulla comunicazione. La missione è chiara: intanto, difendere il governo Conte e aiutarlo di fare di più e meglio. E' vergognoso – dice Magaldi – che l'esecutivo gialloverde venga attaccato a reti unificate: per la prima volta, dopo l'orrenda stagione della Seconda Repubblica, un governo osa contestare la "teologia" del rigore, avanzando le prime proposte (ancora timide) per risollevare l'economia espandendo il deficit. «Le idee sono buone», riconosce lo stesso Carpeoro, nella speranza che poi «vengano effettivamente recepite nella finanziaria», vista la pericolosità dei super-poteri in azione, decisi a impedirlo con ogni mezzo. A fine novembre, annuncia Magaldi, lo stesso Movimento Roosevelt scenderà in campo – con un'assemblea generale a Roma – per presentare idee-forza da sottoporre poi al governo. In altre parole: siamo solo all'inizio della "primavera italiana". Superati i primi scogli, poi i gialloverdi dovranno osare di più. E i circuiti massonici progressisti, di cui lo stesso Magaldi è David Gramiccioliportavoce, «si impegneranno a livello europeo per far sì che l'operato del governo italiano sia percepito in modo corretto», nonostante il fuoco d'interdizione cui è sottoposto ogni giorno dai grandi media, asserviti ai poteri oligarchici.

Bei tempi, quando l'informazione italiana era affidata a professionisti come Stefano Andreani, prematuramente scomparso, cui Magaldi dedica un commosso ricordo. Stranissimo giornalista, Andreani, cattolico militante ma formatosi alla scuola di "Radio Radicale": un uomo onesto, capace sempre di impedire alle proprie idee di intorbidire la verità destinata ai lettori. Esattamente il contrario dell'attuale deriva del post-giornalismo italico (gridato, fazioso, omertoso e bugiardo) che "bombarda" ogni giorno Di Maio e Salvini, in ossequio a poteri che poi, magari, impongono il licenziamento di un reporter coraggioso come Gramiccioli. Poteri forti, si capisce, che – ai piani alti – hanno il volto di Mario Draghi, supermassone «ascrivibile alla peggiore contro-iniziazione, che non manca certo di spessore e capacità strategica». Non come Mattarella, che politicamente «è un "maggiordomo" paramassone, come Enrico Letta», sintetizza Magaldi. Letta e Mattarella? «Figure ancillari e servizievoli, con poca autonomia e spessore di pensiero». Draghi in visita al capo dello Stato? Ovvio: «Fu Draghi a proporre Mattarella a Renzi, per il Quirinale, e quindi oggi Mattarella "prende ordini" da Draghi, talvolta per mezzo di Ignazio Visco», il governatore di Bankitalia. Ecco dunque, chiosa Magaldi, a cosa è servito l'incontro fra Draghi è Mattarella: ha permesso «che il padrone il suo maggiordomo concertassero qualche azione comune contro le pur labili, flebili innovazioni che questo governo sta cercando di introdurre».

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03 ottobre 2018

Se Foa viene eletto, Vietnam in Rai. Ma i 5 Stelle lo votano?

Nel caso venga eletto presidente della Rai, Marcello Foa dovrà affrontare una guerriglia interna permanente, un vero e proprio Vietnam. Parola di Gianfranco Carpeoro, protagonista all’inizio di agosto di una clamorosa rivelazione: il giornalista, candidato da Salvini, fu stoppato da Berlusconi, che pure aveva già dato il suo ok al leader della Lega. Cos’era accaduto? Un giro di telefonate, innescate da Parigi: il supermassone reazionario Jacques Attali, vicinissimo a Macron, aveva interpellato nientemeno che Giorgio Napolitano, il quale avrebbe consigliato ad Attali – per bloccare l’elezione di Foa – di chiamare il massone Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo e in grado di premere sul Cavaliere, poi chiamato direttamente dallo stesso Attali. Sia Attali che Napolitano, secondo Gioele Magaldi, militano nella stessa potentissima Ur-Lodge, la “Three Eyes”, a lungo dominata da oligarchi come Kissinger, Brzezinski e Rockefeller. In web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights”, Carpeoro – avvocato, nonché autore del saggio “Dalla massoneria al terrorismo” – aveva sparato la “bomba” in tono semiserio, attribuendo la notizia a “un sogno”, provocato da una “peperonata indigesta”. «Mi risulta che l’effetto l’abbia avuto, quel “sogno”», dice ora Carpeoro, visto che si riparla di Foa come presidente della Rai.
La vera fonte del “sogno”? La prestigiosa loggia rosacrociana “Tre Globi” di Berlino, alla quale Carpeoro – a sua volta massone, già a capo del Rito Scozzese italiano – è rimasto legato. La sconcertante esternazione d’inizio estate, osserva Frabetti, è stataGianfranco Carpeoro taciuta dai media mainstream (con la sola eccezione del quotidiano “La Verità” diretto da Maurizio Belpietro), ma non è certo passata inosservata ai piani alti del potere. Ex caporedattore del “Giornale” e allievo di Indro Montanelli, Marcello Foa è l’autore del dirompente saggio “Gli stregoni della notizia”, che mette alla berlina il sistema-media, accusato di fabbricare “fake news”. Ora Foa potrebbe dunque salire finalmente sul gradino più alto della nomenklatura Rai? Nel caso, dice Carpeoro sempre in streaming web con Frabetti, non avrà vita facile: se la “Three Eyes”, foss’anche per colpa dell’imbarazzante “sogno della peperonata”, si vedesse costretta a non ostacolare più l’ascesa di Foa, il neo-presidente sarebbe comunque “assediato”, da subito, dall’ostilità accanita dello stesso establishment che sta “braccando” Salvini, tallonato da vasti settori della magistratura. Ma non è detto che Foa riesca davvero a diventare presidente: tecnicamente, secondo Carpeoro, potrebbe addirittura sbattere contro l’ipotetico veto dei 5 Stelle, in sede di commissione parlamentare di vigilanza.
«Chi ha ritenuto che il mio non fosse un sogno ma la verità – dice oggi Carpeoro – può aver pensato che forse, in quel momento, qualcuno lo stesse “sputtanando”». Insomma, la trama della “Three Eyes” era ormai venuta allo scoperto. «Bisogna capire però se l’effetto-sputtanamento è stato solo un modo per guadagnare tempo, per poi vedere di “vendere” in un altro modo il siluramento di Foa, o se invece abbiano proprio deciso di “mollare il colpo”, per poi gestire la faccenda diversamente». Oggi, aggiunge Carperoro, «l’unico modo per silurare ugualmente Foa è premere sui 5 Stelle affinché siano loro a farlo fuori: e quel tipo di potere, questa possibilità ce l’ha». Gli unici che possono affondare la candidatura di Foa, insiste Carpeoro, sono proprio i pentastellati: «Non può più farlo Forza Italia, perché sarebbe una conferma della “peperonata”. Non può farlo Salvini, perché sarebbe una sconfitta troppo grossa, per lui. E non hanno la forza di farlo i vari residui di opposizione». I 5Marcello Foa Stelle, dunque? «Sono gli unici che hanno la possibilità di silurare Foa, ma non so se ne abbiamo la motivazione». Tuttavia potrebbero piegarsi «di fronte a una coercizione grande, da parte di un soggetto come una Ur-Lodge».
Attenzione, precisa Carpeoro: «Non dico che lo vogliano fare o che lo faranno, dico solo che – ex ante – gli unici che hanno questa possibilità sono loro: una possibilità concreta, politica, non necessariamente una volontà o un’inclinazione». Morale, il destino di Foa sembra a un bivio: «O viene silurato dai 5 Stelle adesso, o viene eletto. Ma ovviamente, un secondo dopo l’eventuale elezione, entrerebbe in una specie di Vietnam, di Cambogia, dove qualcuno punterà la clessidra e preparerà un conto alla rovescia». Quanto all’affidabilità dei 5 Stelle, non da oggi lo stesso Carpeoro esprime perplessità – soprattutto sul conto di Luigi Di Maio, che considera esser stato ampiamente “sovragestito” proprio da quel genere di poteri forti evocati dal famoso “sogno della peperonata”. Prima ancora delle elezioni, Carpeoro dichiarò ripetutamente che Di Maio entrava e usciva dall’ambasciata Usa di via Veneto a Roma, e che ad accompagnarlo a Washington nei santuari delle Ur-Lodges neo-aristocratiche fosse il politologo Michael Ledeen. Esponente di vertice della supermassoneria sionista, Ledeen è citato da Giovanni TriaCarpeoro nel suo saggio sui legami fra massoneria e terrorismo islamico targato Isis: lo mette addirittura in relazione all’omicidio del premier svedese Olof Palme, nell’ambito di un opaco circuito di cui facevano parte Licio Gelli e l’allora parlamentare statunitense Philip Guarino.
A evocare nuovamente l’ombra delle Ur-Lodges è anche Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, di cui lo stesso Carpeoro è un autorevole esponente. Magaldi ha attaccato direttamente il ministro dell’economia, Giovanni Tria: «Un massone non dichiarato ma presentatosi come progressista, eppure oggi allineato al rigore europeo promosso dal supermassone neo-aristocratico Draghi, che infatti lo ha apertamente elogiato». Carpeoro invita a fare un passo indietro: «I 5 Stelle – ricorda – hanno subito il siluramento del precedente candidato al ministero dell’economia». Si tratta di Paolo Savona, bloccato dal “niet” di Mattarella. «Quindi – prosegue Carpeoro – Tria è la conseguenza di una scelta di campo che i 5 Stelle hanno condiviso, o sbaglio?». In altre parole: l’accettazione di una linea più morbida con Bruxelles, imposta tramite il Quirinale. «A questo punto – conclude Carpeoro – o cambiano idea, o si tengono Tria. Bisogna capire perché dovrebbero cambiare idea (perché si potrebbero tenere Tria, invece, lo sappiamo già)». Quello di Tria è ovviamente un ruolo di garante: tramite minacce, come l’impennarsi dello spread, «il potere che “sovragestisce” l’Europa ha fatto sapere ai 5 Stelle che, senza la presenza di un suo garante, sarebbe cominciata una specie di guerra totale, contro l’Italia, e quindi è passato Tria». Ora, bisogna vedere se è cambiata la situazione: «I 5 Stelle rivendicheranno una maggiore indipendenza? Io ne dubito». Sarebbe quindi possibile mettere sotto pressione Di Maio e soci, al punto da indurli a boicottare Foa?

30 settembre 2018

Magaldi: Tria si dimetta, se “serve” massoni ostili all’Italia

E' assolutamente ridicolo e inaccettabile che il "fratello" Giovanni Tria affermi di «aver fatto il proprio giuramento da ministro nell'interesse della nazione», collegando questo giuramento alla sua ostinata pervicacia nel voler difendere un paradigma economico ispirato alla più occhiuta e malnata austerità e nel considerare i privati diktat dei mercati come coincidenti con il bene collettivo dei cittadini. Ostinarsi a voler difendere nel rapporto deficit-Pil il limite dell'1,6% o qualunque altra asticella astratta e priva di fondamento scientifico (meno del 2%, o anche il 3% previsto dai Trattati di Maastricht e cosi via) significa fare gli interessi di gruppi massonici neoaristocratici già ben rappresentati, nella loro distruzione dell'economia italiana, da personaggi come Mario Draghi, Ignazio Visco, Sergio Mattarella, Carlo Cottarelli, eccetera. Al contrario, il massone Giovanni Tria era stato designato alla guida del Mef in qualità di libero muratore sedicente progressista, che avrebbe dovuto contribuire ad inaugurare un "new deal" nella governance economica del Bel Paese.

Un nuovo corso significativamente postkeynesiano, e in grado di puntare più sulla crescita del Pil (e di altri fattori non meno rilevanti, per valutare lo stato di salute di un sistema economico complesso) che non sull'ottuso rigore dei conti pubblici: Gioele Magaldipolitica, quest'ultima, che negli ultimi anni si è dimostrata chiaramente fallimentare, peggiorando i rapporti relativi tra deficit, debito e Pil. Del resto, quale soluzione di continuità vi sarebbe tra l'azione di Tria e quella dei suoi predecessori (i massoni neoaristocratici Pier Carlo Padoan, Fabrizio Saccomanni, Vittorio Grilli e Mario Monti, che ebbe l'interim al Mef come presidente del Consiglio dal 16 novembre 2011 all'11 luglio 2012) alla guida del ministero economia e finanze, se tutta la gestione dei problemi economici italiani attuali fosse ridotta al problema di avvicinarsi il più possibile al principio neoliberista, dogmatico e funesto del pareggio di bilancio?

Insomma, il "fratello" Tria si decida: o sta dalla parte del popolo sovrano italiano oppure, infrangendo il suo giuramento "nell'interesse della nazione", sta facendo gli interessi di gruppi apolidi sovranazionali e privati di caratura contro-iniziatica. Ma se Tria sta dalla parte di Mario Draghi (presidente Bce), Ignazio Visco (governatore di Bankitalia), Sergio Mattarella e Carlo Cottarelli (su questi ultimi due si veda l'artico pubblicato da 'Affari Italiani' "Governo, Magaldi: e il paramassone Mattarella incaricò il massone Cottarelli") e in perfetta continuità e accordo con il paradigma dell'austerity imposto in modo feroce sin dal governo del controiniziato Mario Monti, allora si dimetta. E una volta che Tria si sia dimesso, Matteo Salvini, Luigi Di Maio e gli altri legittimi azionisti politici del governo Conte chiamino a dirigere il Mef Paolo Savona (come originariamente proposto), supportato da un gabinetto economico speciale che includa Nino Galloni, Antonio Maria Rinaldi, Alberto Bagnai, Claudio Borghi e altri economisti di chiara ispirazione postkeynesiana.

(Gioele Magaldi, "Attenzione alle trame dei massoni neoaristocratici Draghi, Visco e Cottarelli e secondo avvertimento al fratello Tria", dal blog del Movimento Roosevelt del 28 settembre 2018. Magaldi è presidente del Movimento Roosevelt e gran maestro del Grande Oriente Democratico, movimento massonico progressista).

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12 giugno 2018

GIALLO PALME / IL LEADER DEL CAMBIAMENTO “DOVEVA MORIRE”


Olof Palme, un giallo mai risolto. L'assassinio del premier più 'innovativo' d'Europa resta ancora oggi un incredibile buco nero, nonostante i 32 anni trascorsi. E restano in piedi quelle piste massoniche legate ai "poteri forti" mai battute a sufficienza, nonostante la sterminata mole di lavoro – inutile – degli 007 svedesi.
Ecco cosa ha dichiarato, qualche mese fa, un criminologo di Stoccolma, Leif Gustav Willy Persson: "Probabilmente l'assassino di Olof Palme è ancora in vita e nel delitto potrebbero essere coinvolti la polizia o qualche esponente dell'esercito". Non ha mai creduto, Persson, nella colpevolezza del presunto assassino, un piccolo criminale di strada, quello che oggi definiremmo un 'balordo', Christer Pettersson.
E proprio Pettersson voleva incontrare il figlio del premeir ammazzato, Marten Palme, nel 2004, per "raccontare alcuni particolari del delitto". Ma l'incontro non potè mai avvenire, perchè due giorni dopo la conversazione telefonica il presunto assassino venne trovato con il cranio fracassato. I destini della vita.
E' invece conservato negli ormai strapolverosi faldoni giudiziari il testo di un messaggio, inviato tre giorni prima dell'assassinio del premier (28 febbraio 1986). A spedirlo nientemeno che il Venerabile Licio Gelli, il quale ragguagliava il confratello Philip Guarino su una novità: "Informa il nostro amico che la palma svedese verrà abbattuta". Più chiari di così, è il caso di dirlo, si muore.
Ma chi era mai Guarino? Un fedelissimo dell'entourage di George Bush senior e stretto collaboratore di Michael Leeden, l'eminenza grigia di tutti i servizi a stelle e strisce, negli ultimi anni anche ottimo amico di Marco Carrai, il braccio destro di Matteo Renzi.
Sul giallo Palme ha a lungo indagato il super giornalista d'inchiesta e scrittore svedese Stieg Larson, il quale aveva raccolto una montagna di documenti e con ogni probabilità si accingeva a scrivere un libro bomba: consegnò un voluminoso dossier alla polizia in grado di documentare i rapporti tra i servizi segreti e i presunti killer. Ma forse sbagliò indirizzo, visto che fu poi trovato morto, ovviamente per arresto cardiaco, in circostanze – come si suol dire – 'misteriose'.
Tutta la vicenda Palme è stata inquadrata in un contesto di conflitti tra massonerie internazionali da un esperto del tema, l'avvocato Gianfranco Carpeoro: si tratta di un cosiddetto "massone progressista", alla stregua di Gioele Magaldi, che un paio d'anni fa ha scritto una sorta di enciclopedia delle "Ur Lodges" che dominano nel mondo, espressione di quella "massoneria conservatrice" impersonata da Mario Draghi, Mario Monti & C. Tornata oggi di grande attualità, alla luce degli scontri per la nomina di Paolo Savona al ministero dell'Economia nell'esecutivo gialloverde.
Ricostruisce Carpeoro: "Olof Palme era il padre spirituale del welfare europeo, il sistema di diritti estesi su cui la sinistra moderna e riformista ha costruito il benessere dell'Unione europea nel dopoguerra: cioè quel sistema contro cui si batte strenuamente l'Unione europea del rigore e dell'austerithy".
Già impegnato nel movimento socialista europeo, Carpeoro ha partecipato in modo diretto a non pochi congressi del partito di Palme, il quale più di ogni altro rappresentava il volto del cambiamento possibile e per questo "doveva morire". Proprio come, in Italia, Aldo Moro.

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22 marzo 2018

Nuova Sezione nel Blog Emanuela Orlandi: "LA BANDA DELLA MAGLIANA"

Nuova sezione nel Blog
Nuova sezione nel Blog di Emanuela Orlandi:
"LA BANDA DELLA MAGLIANA"

In questi primi tre articoli approfondiamo quello che era l'Italia criminale prima della venuta della "Banda":
 Il Clan dei Marsigliesi
(parte 1 e parte 2)
Il sequestro Ortolani
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02 gennaio 2018

Ur-Lodges, gli uomini al comando: la mappa del vero potere

Mario Draghi (classe 1947, presidente della Banca centrale europea dal 2011, affiliato alla "Edmund Burke", alla "Pan-Europa", alla "Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum", alla "Three Eyes" e alla "Der Ring"). Giorgio Napolitano (classe 1925, già presidente della Repubblica italiana, affiliato alla "Three Eyes"). Massimo D'Alema, affiliato alla "Pan-Europa" e alla "Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum". Mario Monti (classe 1943, economista, senatore a vita e presidente del Consiglio italiano dal 2011 al 2013, affiliato in forma più o meno coperta alla United Grand Lodge of England e alla Ur-Lodge "Babel Tower"). Fabrizio Saccomanni (classe 1942, banchiere, economista, già direttore generale della Banca d'Italia dal 2006 al 2013, dal 2013 al 2014 è stato ministro dell'economia del governo Letta, affiliato alla "Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum" e alla "Edmund Burke"). Pier Carlo Padoan (classe 1950, economista, dal 24 febbraio 2014 ministro dell'economia nel governo Renzi e nel governo Gentiloni, affiliato alla "Pan-Europa" e alla "Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum").
Gianfelice Rocca (classe 1948, tra i più importanti imprenditori italiani, presidente di Techint e di Assolombarda, affiliato alla "Three Eyes"). Domenico Siniscalco (classe 1954, economista, banchiere, già ministro dell'economia dal 2004 al 2005, affiliato Padoan, Draghi e Viscoalla "Edmund Burke"). Giuseppe Recchi (classe 1964, top manager, affiliato alla "Three Eyes"). Marta Dassù (classe 1955, saggista, già sottosegretaria e viceministra degli affari esteri, attualmente nel cda di Finmeccanica, affiliata alla "Three Eyes"). Corrado Passera (classe 1954, banchiere, manager, politico, già ministro dello sviluppo economico dal 2011 al 2013 nel governo Monti, affiliato alla "Atlantis-Aletheia"). Ignazio Visco (classe 1949, economista, governatore della Banca d'Italia dal 2011, affiliato alla "Edmund Burke"). Enrico Tommaso Cucchiani (classe 1950, banchiere e top manager, affiliato alla "Three Eyes"). Alfredo Ambrosetti (classe 1931, economista, fondatore e presidente emerito di The European House-Ambrosetti, affiliano alla "Pan-Europa").
Carlo Secchi (classe 1944, economista e politico, affiliato alla "Three Eyes", alla "Pan-Europa" e alla "Babel Tower"). Emma Marcegaglia (classe 1965, imprenditrice e top manager, affiliata alla "Pan-Europa"). Matteo Arpe (classe 1964, banchiere e top manager, affiliato alla "Edmund Burke"). Vittorio Grilli (classe 1957, economista, direttore generale del ministero del Tesoro dal 2005 al 2011 e ministro dell'economia con il governo Monti, affiliato alla "Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum"). Giampaolo Di Paola (classe 1944, ammiraglio, ministro della difesa dal 2011 al 2013 con il governo Monti, affiliato alla Al-Baghdadi"Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum"). Federica Guidi (classe 1969, imprenditrice, già ministro dello sviluppo economico del governo Renzi, affiliata alla "Three Eyes").
Angela Merkel (classe 1954, politica, cancelliera tedesca dal 2005, affiliata alla "Golden Eurasia", alla "Valhalla" e alla "Parsifal"). Vladimir Putin (classe 1952, attuale presidente della Federazione Russa, affiliato alla "Golden Eurasia"). Christine Lagarde (classe 1956, avvocatessa e politica francese, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, affiliata alla "Three Eyes" e alla "Pan-Europa"). George W. Bush (classe 1949, presidente degli Stati Uniti dal 2001 al 2009, affiliato alla "Hathor Pentalpha"). Michael Ledeen (classe 1941, giornalista, intellettuale e politologo statunitense, affiliato alla "White Eagle" alla "Hathor Pentalpha"). Condoleezza Rice (classe 1954, politica, affiliata alla "Three Eyes" e alla "Hathor Pentalpha", già esponente di punta dell'amministrazione Bush). Abu Bakr Al-Baghdadi (classe 1971, terrorista iracheno, leader dell'Isis e Califfo dell'autoproclamato Stato islamico, affiliato alla "Hathor Pentalpha").
José Manuel Durão Barroso (classe 1956, portoghese, docente universitario, politico, presidente della Commissione Europea dal 2004 al 2014, affiliato alla "Pan-Europa" e alla "Parsifal"). Olli Rehn (classe 1962, politico finlandese, già vicepresidente della Commissione Europea, affiliato alla "Pan-Europa" e alla "Babel Tower"). Tony Blair (classe 1953, premier britannico dal 1997 al 2007, affiliato alla "Edmund Burke" e poi alla "Hathor Pentalpha"). David Cameron (classe 1966, premier britannico dal 2010, affiliato alla "Edmund Burke" e alla "Geburah"). Pedro Passos Coelho (classe 1964, primo ministro del Portogallo dal 2011, affiliato alla "Three Eyes", alla "Edmund Burke" e alla "White Eagle"). Mariano Rajoy (classe 1955, primo ministro della Spagna dal 2011, affiliato alla "Pan-Europa", alla "Valhalla" e alla "Parsifal"). Antonis Samaras (classe 1951, politico, già primo Mariano Rajoyministro della Grecia, affiliato alla "Three Eyes"). Jean-Claude Trichet (classe 1942, economista e banchiere francese, presidente della Bce dal 2003 al 2011, affiliato alla "Pan-Europa", alla "Babel Tower" e alla "Der Ring".
Bernard Arnault (classe 1949, imprenditore francese, dominus della Louis Vuitton Moët Hennessy, affiliato alla "Three Eyes" e alla "Edmund Burke"). Nicolas Sarkozy (classe 1955, politico, presidente della Repubblica francese dal 2007 al 2012, affiliato alla "Edmund Burke", alla "Geburah", alla "Atlantis-Aletheia", alla "Pan-Europa" e alla "Hathor Pentelpha"). Manuel Valls (classe 1962, già primo ministro francese, iniziato a suo tempo nel Grand Orient de France e poi affiliato alla "Edmund Burke", alla "Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum" e alla "Der Ring"). Christian Noyer (classe 1950, banchiere, attuale governatore della Banca di Francia, affiliato alla "Pan-Europa", e alla "Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum"). Mark Rutte (classe 1967, primo ministro dei Paesi Bassi dal 2010, affiliato alla "Three Eyes" e alla "Pan-Europa"). Ben van Beurden (classe 1958, top manager olandese, ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla "Geburah" e alla "Der Ring"). Wolfgang Schäuble (classe 1942, Massoni, il libropolitico, attuale ministro delle finanze tedesco, attuale maestro venerabile della "Der Ring", affiliato alla "Joseph de Maistre"). Peter Voser (classe 1958, top manager olandese e ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla "Pan-Europa"). Bill Gates (classe 1955, imprenditore statunitense fondatore della Microsoft, affiliato alla "Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum").
(Elenco sintetico di eminenti personalità italiane e internazionali affiliate a superlogge neo-conservatrici e reazionarie, fornito da Marco Moiso sul blog del Movimento Roosevelt e desunto dal libro di Gioele Magaldi "Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges". Secondo Magaldi, già "venerabile" della loggia romana Monte Sion del Grande Oriente d'Italia e poi iniziato alla superloggia sovranazionale progressista "Thomas Paine", le 36 logge madri di cui ha rivelato l'esistenza costituirebbero l'autentico "back-office" del potere mondiale. Nel dopoguerra e fino agli anni '70, sostiene Magaldi, la leadership internazionale è stata esercitata in questo ambito da strutture di orientamento progressista, rooseveltiano e keynesiano, con esiti misurabili in Europa dall'impegno di personaggi come l'inglese William Beveridge, "l'inventore" del welfare, e lo svedese Olof Palme, punta avanzata della miglior socialdemocrazia europea. Poi, dagli anni '80, anche gli esponenti della tradizione socialista – da Blair a D'Alema, da Manuel Valls allo stesso Napolitano – sarebbero stati affiliati a Ur-Lodges di segno neo-feudale e oligarchico, massime interpreti della globalizzazione più vorace e privatizzatrice).

17 novembre 2017

Nexus Edizioni: "KALERGI" di Matteo Simonetti


NUOVA USCITA!!

KALERGI

La prossima scomparsa degli europei

di Matteo Simonetti
Un saggio che rivela la storia nascosta dell'Unione Europea, la quale sin dalle origini nasce come opera antidemocratica delle élite finanziarie contro i popoli europei. Attraverso l'analisi degli scritti, del pensiero e delle azioni del conte Kalergi, considerato il Padre dell'Europa, vi sarà mostrato il ruolo della massoneria, degli Stati Uniti e dei loro sodali europei e dei banchieri di origine ebraica, nella distruzione del nostro continente. Si tratta di una distruzione che investe i suoi capisaldi culturali, la sua economia, fino alla sostituzione etnica degli stessi europei, perpetrata ad uso e consumo del mercato e dei suoi dominatori. Partendo dal contesto politico che segue la prima guerra mondiale, lo sguardo dell'autore giunge all'oggi, osservando criticamente una intera teoria di personaggi della cultura e della politica impegnati in questo compito genocida. Immersi in una realtà di debito pubblico, tagli al sociale, colonizzazioni economiche, azzeramento delle identità culturali – perché tale guazzabuglio è questa Europa dell'Euro - possiamo difendercene soltanto conoscendone la genesi.

L'AUTORE

Matteo Simonetti, nato nel 1971, vive a Potenza Picena. Docente liceale di storia e filosofia, giornalista pubblicista per varie testate nazionali quali Secolo d'Italia e Indipendente, nonché per altre riviste culturali tra cui Il Borghese e Percorsi di Cultura Politica, è autore di diversi saggi di carattere storico, politico e filosofico tra cui Stasera dirige Nietzsche, Demonocrazia, Hannah l'antisemita. Si occupa degli aspetti socio-politici delle produzioni artistiche e culturali per giungerne all'analisi politica vera e propria. Già cultore della materia in Storia delle Relazioni Internazionali presso l'Università di Teramo e docente del Master "E. Mattei" sul Vicino e Medio Oriente, svolge da anni un'intensa attività di conferenziere in tutta Italia. È attivo anche in rete, con la pubblicazione di articoli e video interventi per siti quali Il Giornale del Ribelle e Byoblu. Suoi attuali campi di indagine sono la manipolazione della massa attraverso i media, il linguaggio e i nuovi tabù del pensiero unico.

PREFAZIONE DELL'AUTORE A QUESTA NUOVA EDIZIONE

Da quando un paio di anni fa uscì la prima edizione di questo mio testo, il nome e l'operato di Kalergi è giunto a molte più orecchie e cervelli rispetto a quanto non fosse successo fino ad allora. Non posso sapere in che misura, ma credo di aver dato un contributo determinante in tal senso. Se è vero che oggi la percentuale della popolazione sensibile a questa tematica è ancora minima, è anche vero che si è parlato di Kalergi persino nella televisione generalista.
Mentre scrivo, qualche "pezzo grosso" del giornalismo sta derubricando il Piano Kalergi a bufala, a fakenews, a visione complottista, senza – manco a dirlo – aver letto nulla di ciò che ormai è noto circa questa parte della storia europea. Contemporaneamente si sta definendo un sistema orwelliano di psicopolizia che intende colpire pecuniariamente e con la detenzione chi questi temi, additati ovviamente come 'bufale', li sottopone a critica e revisione da anni, dimostrando che si tratta di fatti storici e non di squinternate teorie complottiste. Secondo i nuovi indirizzi legislativi, l'accusa di complottismo dovrebbe essere certificata da non si sa quale commissione di esperti, in pieno dispregio delle regole democratiche della libertà di opinione, del pluralismo, della libertà di ricerca e via dicendo.
Tutto ciò è paradossale. La democrazia, per difendersi da immaginari aggressori, ripudia se stessa tra gli applausi dei demoprogressisti. Uno spettacolo davvero pietoso.
Politici servi del potere economico, ignoranti quando non in malafede, masse obnubilate dalla pappa pronta dei libri di testo scolastici e dai talk show televisivi, fanno a gara a chi la spara più grossa. Da un lato accettano senza remore false flag come l'incendio del Reichstag e l'incidente di Gleiwitz...



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