17 dicembre 2018

PANTANI / SILENZIO TOTALE SUL GIRO DEL ’99 TAROCCATO DALLA CAMORRA


Che fine ha fatto il fascicolo giudiziario su Marco Pantani e il Giro d'Italia del 1999 comprato dalla camorra? Due anni e mezzo fa il legale della famiglia, Antonio De Renzis, chiese alla Procura di Napoli la riapertura dell'inchiesta, allegando una ponderosa documentazione sul ruolo giocato dalla malavita organizzata nel taroccare – attraverso un vorticoso giro di scommesse – quel Giro in cui "Pantani non doveva arrivare a Milano".
Si è rivolto alla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, De Renzis, dopo l'archiviazione decisa dalla procura di Forlì, che pur avendo acquisito una gran mole di prove in grado di certificare il condizionamento dei clan, le pressioni sull'equipe medica a Madonna di Campiglio e aver raccolto le testimonianze di sportivi, addetti ai lavori e soprattutto di alcuni 'collaboratori di giustizia', sostenne che non però non si potevano provare quelle manovre intimidatrici, pur così evidenti. Alla procura di Forlì, infatti, non sanno quasi niente di camorra e dei suoi metodi, pur se da anni è penetrata nel tessuto economico e produttivo.

Tant'è. Archiviazione. Come è successo per il secondo filone d'inchiesta, quello della morte di Marco al residence Le Rose di Rimini. Un chiaro omicidio, con tutti i segni e le tracce ben evidenti che solo alla procura di Forlì non hanno visto. Rituale, è arrivata poi la pietra tombale della sentenza di Cassazione. Suicidio, pur se il suo corpo presentava (proprio come nel caso di David Rossi) molte ferite, segni di trascinamento… e altre cento anomalie, documentate in un ampio dossier dall'avvocato De Renzis.
Il quale, appunto, ad agosto 2016, ha inoltrato alla Dda di Napoli la richiesta di riaprire le indagini su quel maledetto Giro, del quale per primo parlò Renato Vallanzasca in carcere, raccogliendo le confidenze di un camorrista recluso. Da qui il via alle indagini che hanno portato alle verbalizzazioni bollenti di vari pentiti di camorra i quali hanno fornito ragguagli sulle mani della malavita organizzata per taroccare il Giro.
Riteneva, De Renzis, che la Dda di Napoli fosse il luogo più adatto dove poter effettuare ulteriori indagini e caso mai incrociarle con altre, tenuto conto della vasta esperienza accumulata dalla Dda in tanti anni di lavoro. Il fascicolo è stato assegnato al pm Antonella Serio.

E invece? Dopo due anni e mezzo il silenzio più totale. Nessuna notizia. Nel frattempo a quanto pare per la difesa della famiglia Pantani è subentrato un nuovo legale, Sabrina Rondinelli, che contattata per aver conferma circa la nomina e le novità sul caso, si chiude a riccio e sostiene di non voler parlare con i giornalisti.
Cosa ha fatto in questi mesi la Rondinella per smuovere le acque? E' mai venuta a Napoli, dalla sua Sicilia, per parlare con i magistrati? Perchè alimenta questo buio totale e questo silenzio che fa tanto rumore?

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16 dicembre 2018

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Vogliamo condividere con Te questo bellissimo messaggio che ci è arrivato e che ci da la forza per andare oltre a noi stessi
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<<Choose love In questo film documentario e' racchiuso il vero significato dell' Amore. Per non distruggere e distruggersi. Siamo ancora in tempo. Iniziative cosi' dovrebbero essere un tam tam per tutto l' Universo. Consiglio vivamente.. Si torna a casa dopo con tanta ricchezza interiore. Ringrazio... perche' ci siete.>> Antonella

<<Visto domenica scorsa a Bologna. Voglio prima rivederlo a casa, ma già così.... un pugno nello stomaco. Intenso e commovente. Ti mette di fronte a una sfida quasi impossibile. Eppure.... eppure si può.>> Vincenzo
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15 dicembre 2018

Nuovi articoli sul Blog di Emanuela Orlandi

New article
Pubblicati due nuovi articoli nel Blog di Emanuela Orlandi:

La pista di Bolzano (con video)
L'identikit dell'uomo della BMW (con video)

Buona lettura

Tempeste a comando? chi c'è dietro al tempo che fa

Durante tutta la lunga storia dell'umanità i fenomeni atmosferici e le catastrofi naturali hanno sempre rappresentato un qualcosa d'ineluttabile, totalmente disancorato da qualsivoglia attività antropica venisse svolta sul pianeta. Alluvioni, siccità, ondate di gelo o di caldo, così come terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti, uragani o trombe d'aria potevano forse venire attribuiti all'ira degli dei o alla volontà divina, ma la responsabilità dell'uomo nell'ambito di tali catastrofi non è mai andata oltre alla recriminazione per non essere riuscito ad ingraziarsi adeguatamente il "Padreterno".
Solamente nel corso dell'ultimo secolo si è iniziato ad avere la percezione (o la presunzione) che l'attività degli esseri umani potesse in qualche misura condizionare il clima terrestre ed i grandi eventi naturali che tormentano il nostro pianeta.....
Intorno alla metà del secolo scorso vennero compiuti i primi esperimenti di "bombardamento" delle nubi temporalesche per evitare il rischio di grandine e di irrorazione delle nuvole con cristalli di sale per favorire la formazione della pioggia. Mentre negli anni 80 l'allarme causato dal tristemente noto buco nell'ozono mise per la prima volta l'attività antropica sul banco degli imputati di un potenziale disastro a livello globale.

Durante gli ultimi decenni il convincimento che l'attività umana, volontariamente o involontariamente, sia in grado di condizionare tanto il clima quanto gli eventi naturali si è fatto progressivamente sempre più strada.
Da un lato la comunità scientifica mondiale attraverso i rapporti dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha ufficialmente attribuito all'attività antropica, in particolare alle emissioni di anidride carbonica, il presunto aumento della temperatura di alcuni gradi che dovrebbe progressivamente avvenire nel corso del XXI secolo, meglio conosciuto come "riscaldamento globale". Ufficializzando scientificamente come l'attività dell'uomo sia in grado di mutare radicalmente il clima dell'intero pianeta e dando vita a tutta una serie di contromisure (la cui utilità resta assai dubbia) a partire dalla ratifica del protocollo di Kyoto e dalla creazione del progetto Agenda 21. Dichiarando esplicitamente come l'attività dell'uomo sia in grado di modificare in profondità il clima dell'intero pianeta, fino al punto da stravolgerne pesantemente gli equilibri.

Da un altro lato è ormai assodato come grandi opere infrastrutturali e attività estrattive o industriali siano in grado d'interagire anche pesantemente con l'ambiente a livello locale. Basti pensare alla mastodontica diga delle tre gole in Cina che ha cambiato significativamente il clima di un'intera regione, così come altre grandi dighe hanno reso prosperi o aridi territori di vastissime dimensioni. O considerare l'attività di fracking finalizzata all'estrazione petrolifera che è in grado di provocare eventi sismici anche di notevoli proporzioni. O ancora andare con la mente a disastri nucleari come quello di Cernobyl o di Fukushima che hanno stravolto profondamente l'equilibrio ambientale di enormi zone del nostro pianeta.

Ma se è vero che il clima e l'ambiente possono essere influenzati dall'attività umana in maniera accidentale (inquinamento, grandi opere, disboscamento intensivo, estrazione di combustibili fossili, attività industriali) è altrettanto vero che l'uomo sta dimostrando di essere potenzialmente in grado di stravolgere il clima e l'ambiente anche in virtù di scelte consapevoli. A Dubai per esempio, così come in molte zone della Cina e non solo, ormai da tempo le nubi vengono sistematicamente irrorate con cristalli di sale per aumentare le precipitazioni. E sempre a Dubai è allo studio perfino un progetto per la "costruzione" di una catena montuosa artificiale, finalizzata a cambiare il corso delle correnti e favorire la pioggia nel deserto.

Spostandoci dal locale al globale sono più di una le operazioni di geoingegneria che da tempo vengono portate avanti sottotraccia, dal progetto Haarp del Dipartimento della Difesa statunitense alla controversa questione delle scie chimiche, consistenti nell'irrorazione in atmosfera per mezzo di aerei civili e/o militari di tutta una serie di sostanze della più svariata natura, con lo scopo di condurre esperimenti concernenti la risposta degli ecosistemi agli stimoli indotti o con l'intenzione di cambiare le condizioni climatiche di alcune aree specifiche del pianeta, o ancora di veicolare vaccini ed agenti chimici presso le popolazioni. Naturalmente l'intera comunità internazionale nega la presenza di qualsiasi progetto indirizzato a stravolgere globalmente il clima e l'ambiente, ma non occorre essere complottisti per comprendere come nell'ambito della geoingegneria siano molte le operazioni riguardo alle quali l'opinione pubblica deve rimanere all'oscuro.
Se l'uomo potenzialmente è in grado di controllare il clima, dovrebbe essere chiaro a tutti come chi abbia fra le mani le chiavi di questo controllo possieda di fatto la più letale fra tutte le armi in circolazione. Il controllo climatico a livello globale può infatti permettere a chiunque sia in grado di gestirlo, di ridurre in ginocchio qualsiasi nazione "scomoda" mettendone in crisi l'economia e provocando catastrofi "naturali" in grado di creare molti più danni di quanto possa fare un bombardamento tradizionale.
Anche nell'ambito della "guerra ambientale" i progetti e le sperimentazioni non mancano affatto, ma come è logico aspettarsi tutto avviene nella segretezza più assoluta, mentre qualsiasi informazione trapeli a questo riguardo viene immediatamente bollata come delirio complottista di qualche esaltato.
La sensazione preponderante è quella che si vivesse più tranquilli quando a controllare il clima e l'ambiente erano gli dei, il Padreterno o il fato (a seconda di quali fossero le credenze religiose di ciascuno) ed almeno esisteva la speranza che bastasse qualche rito propiziatorio o qualche preghiera per sistemare tutto. 
Oggi che l'uomo in qualche misura sta coltivando l'ambizione di sostituirsi a "Dio" la speranza sembra essere ormai in via di estinzione e le conseguenze potrebbero produrre problemi che travalicano di gran lunga quelle che sono le nostre possibilità di piccoli esseri umani, di passaggio su un grande pianeta.

Marco Cedolin
Fonte Dolcevita online

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14 dicembre 2018

[Reseau Voltaire] Les principaux titres de la semaine 14 dic 2018

Réseau Voltaire
Focus




En bref

 
L'opération « Timber Sycamore » continue
 

 
L'Unesco saisie d'une plainte contre la France et la Turquie
 

 
L'Ukraine révèle le mobile de l'incident de Kertch
 

 
António Guterres et les « fakes news » du Pacte sur les migrations
 

 
Bernard Kouchner entre illégalement en Syrie
 

 
Les Cinq Yeux contre Huawei
 

 
Israël ne parvient pas à fournir à la Finul de preuves de l'existence de tunnels du Hezbollah
 

 
Israël-Liban : qui viole la résolution 1701 ?
 

 
Tsahal nettoie les tunnels du Hezbollah à sa frontière
 

 
Riyad finance la Mouqata'a, tandis que Doha finance Gaza
 
Controverses
Fil diplomatique

 
La France augmente sa contribution aux financements climat
 

 
Allocution télévisée d'Emmanuel Macron en réponse à la crise sociale
 

 
Discours d'Édouard Philippe en réponse aux émeutes
 

 

« Horizons et débats », n°27/28, 10 décembre 2018
L'incident de Kertch
Partenaires, 10 décembre 2018
sabonnement    Réclamations