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16 luglio 2019

Thomas Torelli Newsletter: Seminare la consapevolezza | unaltromondo.tv ✨


Swami Sivananda diceva:
<<Semina un pensiero e raccoglierai un'azione,
semina un'azione e raccoglierai un'abitudine,
semina un'abitudine e raccoglierai un carattere,
semina un carattere e raccoglierai un destino."
In questi anni sento che abbiamo seminato tantissimo.
Oltre cinquecento proiezioni in cinque anni in ogni angolo d'Italia per incontrare gente e raccontare storie di persone che sono riuscite, nonostante tutto, a scegliere l'amore.
Storie vere, storie di coraggio, storie che se raccontate e diffuse, saprebbero ribaltare completamente il paradigma sociale.
E' annaffiando ogni giorno il seme della speranza e della consapevolezza che possiamo costruire un presente (nonché un futuro) migliore.Mi ricaricano tutte le persone che incontro durante le serate ed è per questo che sto dando il massimo per un progetto che sento avrà una risonanza incredibile.
Su questi principi è nata l'idea di creare un contenitore che possa diffondere consapevolezza
Riesci ad immaginare?
Una web tv che possa alimentare il cambiamento partendo da film indipendenti, interviste ed approfondimenti, possa essere il veicolo di nuove prospettive.

Come possiamo credere nel cambiamento se costantemente i mass meddia evidenziano il lato oscuro della forza?
Certo, essere consapevoli che al fianco della luce esiste anche il buio è fondamentale ma dobbiamo andare oltre...
"Fa più rumore un albero che cade di un'intera Foresta che cresce" scriveva LaoTzu
Per andare oltre abbiamo bisogno di strumenti in grado di educarci alla bellezza di cui siamo parte perchè se noi stessi non siamo disposti a fare un cambiamento (anche piccolo) nella nostra vita, non possiamo costantemente concentrarci sulle cose che vanno male e lamentarci se le situazioni non cambiano
Come possono cambiare le cose se non siamo noi i primi a farlo?
dobbiamo partire da noi stessi per cambiare realmente le cose ed è per questo che stiamo lavorando ininterrottamente ed investendo tutto noi stessi per la realizzazione della web tv.
Un progetto sul quale, qualche anno, nessuno avrebbe mai investito ma che ora, grazie a tutti voi, si sta realizzando!
Una webtv che possa essere l'incubatore di tanti #GuerrieriArcobaleno che un domani -attraverso le loro scelte- prenderanno in mano il mondo.
abbiamo bisogno di Te

Saresti disposto ad investire meno di venti centesimi al giorno per uno strumento di così grande consapevolezza che potrà essere usato, non solo da te e dai tuoi figli, ma da una vastità immensa di persone che magari, semplicemente grazie ad un film, potranno innescare un percorso di consapevolezza?
Semplicemente pre-abbonandoti adesso sosterrai tutto questo.
La campagna di pre-abbonamenti terminerà tra pochi giorni ma è importante che tu sappia che, al di là dei benefit dedicati ai sostenitori, semplicemente abbonandoti adesso, ci aiuterai a portare a termine un progetto il cui scopo è diffondere consapevolezza, amore, luce
Credo nella luce di ogni persona, insieme possiamo farcela
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Grazie per essere al nostro fianco e di credere e realizzare, attraverso le tue scelte di ogni giorno, Un Altro Mondo


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08 luglio 2019

Gianni Minà cittadino del mondo


Ma è normale che un Capo di Stato, una delle personalità più importanti della seconda metà del novecento, una persona che ha mantenuto la sua vita personale lontano dalle luci della ribalta, inviti un giornalista straniero e la sua famiglia a mangiare un gelato a casa sua in una tranquilla domenica familiare? Io, giornalista e corrispondente di stampa estera all’Avana, ho visto come era la casa di Fidel Castro solo quando i Minà, di ritorno da un ennesimo viaggio a Cuba, mi hanno mostrato le foto della loro visita all’anziano leader, già ammalato e già in ritiro.

Per un sacco di tempo tutta la stampa accreditata sull’isola, tutti i giornali (perlomeno quelli occidentali) si sono disperati per avere qualche foto della misteriosa Delia, la moglie che gli aveva dato quattro figli maschi. Mi trovavo all’Avana negli uffici del corrispondente di “El País”, giornale spagnolo letto in tutti i paesi di quella lingua, quando al malcapitato corrispondente toccò una sonante lavata di capo via telefono da Madrid perché non riusciva ad ottenere una foto di Delia. Da sempre la stampa internazionale voleva sapere dove viveva il líder máximo, con quale donna, circondato da quali lussi, da quali vizi, da quali debolezze.

Perché, allora, invitare a casa proprio un giornalista? Me lo spiego solo pensando che il vigile e inevitabilmente sospettoso Fidel, si fidava a tal punto di quel giornalista, il primo europeo ad intervistarlo a lungo e per due volte in anni ormai lontani, da ammetterlo tranquillamente nell’intimità della sua casa, sicuro di aver invitato una persona leale e perbene, forse un amico. Ed infatti, Minà non ha trasformato quell’incontro in uno scoop, non ha venduto notizia e foto, non ha fatto merce di un incontro privato e ci ha guadagnato anche una segnalazione da parte della maestra di sua figlia, preoccupata per l’immaginazione debordante della ragazzina: nel suo tema “Una domenica che non dimenticherò mai”, aveva scritto: “quel giorno che sono andata con la mia famiglia a mangiare un gelato da Fidel”.

LEGGI ANCHE:
Napoli, il messaggio di Gianni Minà per il popolo venezuelano



Non vedevo Gianni da un paio d’anni. L’ho rivisto qualche settimana fa in  occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Napoli nell’austera Antisala dei Baroni, e l’ho rivisto circondato da molto affetto, molta simpatia e rispetto anche da un pubblico giovane che non ha vissuto un’epoca in cui giornali e televisione avevano, in gran parte, il senso della deontologia e molto entusiasmo –specie in televisione- per un mezzo per noi nuovo e in parte da inventare. Inevitabilmente ho ripensato alla sua carriera di giornalista famoso, alle trasformazioni che lo hanno condotto da animoso cronista sportivo, a sensibile scopritore di anime belle oltre i talenti, a narratore di storie sempre appassionanti ed esemplari nella sua ormai lunga esperienza di documentarista, fino alla sua decisione di rilevare, editare e dirigere una rivista di nicchia –“Latinoamerica”- che pretendeva di raccontare l’America Latina oltre le repubbliche di banane, oltre il folclore e dentro la drammatica e controversa storia del novecento.

Ho conosciuto più da vicino Minà dopo essere stata invitata a partecipare ad una puntata di “Storie” dedicata allo scrittore uruguayano Eduardo Galeano. Era una trasmissione in seconda serata, se non mi sbaglio, quieta e tranquilla, dove il conduttore favoriva la conoscenza dei personaggi invitati e delle loro storie. La serata con i coraggiosi genitori di Ilaria Alpi ha segnato, in qualche modo, l’ostracismo della RAI verso uno dei suoi migliori giornalisti; uno dei migliori, ma politicamente scorretto e quindi, scomodo. In quel tempo Gianni Minà aveva convinto Robert Redford a produrre la bella storia del giovane Ernesto Guevara e del suo amico Alberto Granado in giro per l’America Latina sulla mitica motocicletta La Poderosa. Il film fu un successo (e lo è ancora), ma a Minà non bastava. Sapeva che quella storia filmata aveva un testimone, Alberto, ancora vivo e lucidissimo. Con lui Minà è andato dietro alla troupe cinematografica, si è trascinato l’anziano ma arzillo Granado su altipiani andini e nel caldo tropicale, rievocando un viaggio iniziatico che ebbe le conseguenze che sappiamo per fare di Ernesto il Che.

Il lavoro dietro la macchina da presa che Minà ha fatto con Granado mi sembra l’esempio del suo modo così particolare di fare giornalismo: stare dietro e stimolare la parola, il ricordo, l’emozione che passano al lettore/spettatore che quasi non avverte la mediazione, si sente destinatario della testimonianza, del racconto, della vicenda. Ho questa impressione anche quando riguardo le famose interviste a Fidel o la straordinaria conversazione con Hugo Chávez, nel bel porticato di Miraflores, il Palazzo di Governo del Venezuela. Minà è seduto su una poltrona di fronte al Presidente, ogni tanto un sorso d’acqua, un goccio di caffè. Chávez racconta di sé e della sua avventura fino ad arrivare al governo, delle sue idee, delle sue realizzazioni, dei suoi nemici e dei suoi amici, delle sue speranze per il futuro dove un altro mondo è possibile.

Non c’è dubbio che l’interlocutore –Minà- sa porre le domande giuste, sa interloquire, è preparato all’intervista, conosce a fondo la questione di cui si tratta, ma la sua grande dote è quella di non farci accorgere della fatica che c’è dietro quell’intervista e di farcela godere come se fossimo stati noi a sederci al fresco, su quella poltrona. Eppure, questo suo modo va controcorrente, l’intervista è lunga, non è facilmente commerciabile, gli spettatori si stancano, i tempi attuali esigono ritmo e azione. Minà è testardo e non cede, paga, ci rimette ma non cede: questo è il suo giornalismo.

La sua avventura con la rivista “Latinoamerica” ne è una riprova. Perché all’apice di una carriera brillante, il giornalista Minà decide di imbarcarsi nell’inedita avventura di farsi editore e dirigere una rivista? Goffredo Fofi che è stato creatore e animatore di tante riviste, da “Ombre rosse” a “Linea d’ombra”, da “Lo Straniero” all’attuale “Gli Asini”, ha confessato recentemente che fare le riviste gli ha consentito di incanalare la sua irrequietezza, di aiutare la sua ansia di capire, di soddisfare il suo volontarismo etico per cui quello che si è capito, bisogna condividerlo. Non so se tutte queste ragioni servono anche nel caso di Minà; certo, entrambi hanno profonde radici cristiane, entrambi danno un senso sociale al loro lavoro e hanno pure la stessa età.

 A Minà non mancano ansia di capire e irrequietezza, ma soprattutto – nel momento in cui ha deciso di rilevare e rilanciare “Latinoamerica”, una piccola rivista di nicchia, obbedire all’imperativo di comunicare quello che lui ha capito e imparato del mondo, di tutti i sud del mondo. Un vero e proprio imperativo etico. Oggi rileggo in questi termini un’avventura durata quindici anni, cominciata nel duemila alla grande: restyling grafico magnifico, offerto da Maoloni, pioggia di contributi di firme straordinarie, 210 pagine nel primo numero, un’esagerazione per una rivista. Minà chiamava e gli amici della sua famosa agenda, rispondevano: Galeano, Sepúlveda, Frei Betto, Chico Buarque, ma anche padre Zanotelli, Silvia Baraldini (ancora in carcere a Roma), Walter Veltroni. Era il 2000, ricominciavamo con la rivista quando cominciava il Terzo Millennio e il nuovo secolo e in America Latina cominciava anche la rivoluzione chavista in Venezuela e il continente desaparecido tornava alla ribalta con una straordinaria successione di presidenti con idee e comportamenti davvero nuovi in America Latina e nel mondo: Kirchner in Argentina, Evo Morales in Bolivia, Lula in Brasile, Correa in Ecuador e Chávez, il più audace e creativo di tutti. Dietro a Chávez e alle sue idee, Cuba e Fidel Castro, l’isola ribelle che non aveva –e non ha- ceduto allo strangolamento del blocco imposto dagli Stati Uniti. Il continente riemergeva e Minà sentiva il dovere di farlo sapere e di farne conoscere le originalità, le novità nelle diverse politiche dei diversi presidenti di paesi così diversi ma assolutamente concordi sul rispetto della sovranità delle singole nazioni e, al contempo, della opportunità di unirsi in un’alleanza antimperialista. Un avvenimento simile, la rivoluzione sandinista in Nicaragua, aveva motivato, nel 1979, un gruppo di giornalisti, docenti universitari ed esperti a fondare la rivista adesso risorta a nuova vita.

Negli anni in cui ha lavorato per la casa editrice Sperling & Kupfler, Minà ha proposto e pubblicato testi di intellettuali e politici latinoamericani fondamentali per capire l’evoluzione di quel subcontinente, tra l’altro la riedizione di Le vene aperte dell’America Latina, di Eduardo Galeano, un testo così fondante che Hugo Chávez ne aveva fatto dono allo schivo presidente Barak Obama durante un incontro continentale.
Lo so, la grande popolarità di Gianni Minà affonda le sue radici in innovative trasmissioni televisive, nelle sue proposte di musicisti emergenti, nella sua simpatia per il controverso Diego Armando Maradona, per essersi lasciato strapazzare (e abbracciare) da un Massimo Troisi scatenato, perché ci ha travolto con “il bello della diretta”, perché –come se niente fosse, andava in trattoria con García Márquez e Robert De Niro, perché nella sua Agenda alla lettera F si leggeva Fidel.

Ma il mio Minà è anche quello che ha saputo vedere oltre la luce della ribalta; che dietro il talento sportivo di Cassius Clay ha visto e raccontato la tragedia del negro americano; che ha saputo raccontare, come pochi, Gabriella Ferri; che ascoltando le canzoni e i racconti di Vinicius de Moraes e di Chico Buarque de Hollanda ha saputo andare oltre la bossa nova e portare in primo piano il dramma delle dittature militari nel Cono Sur, l’eroismo delle Madres de la Plaza de Mayo. E ha sempre preferito raccontare la speranza piuttosto che rimestare nel dolore. Ha affrontato perfino, lui pigro e certamente non atletico, l’insopportabile umidità della Selva Lacandona per raccontarci, insieme a Manuel Vázquez Montalbán, la speranza di un nuovo, originale movimento, lo zapatismo.

Questo è il mio Minà, quello che ho riabbracciato giorni fa a Napoli, città che lo riconosce e lo ama e che lo ha voluto suo “cittadino onorario”.

Alessandra Riccio

Fonte:

28 giugno 2019

Beppe Scienza: Inps o fondi pensione - Peggio della Grecia?

Il privato meglio dell'Inps? No

Inps e fondi pensione. Alcuni credono che gli converrebbe non versare i contributi previdenziali all'Inps e impiegarli invece nella previdenza integrativa. Un confronto parrebbe dargli ragione. Non è affatto così: vedere «Pensioni a perdere, la propaganda degli alti rendimenti del privato» sul Fatto Quotidiano del 27-5-2019.

Italia peggio della Grecia? No

Il Sole 24 Ore ha scritto che "l'Italia è più rischiosa della Grecia". Ma la realtà finanziaria è più complessa di come appare ai giornalisti confindustriali; e di come la presenta quella presa in giro che è l'educazione finanziaria in Italia. Vedere «Risparmio, rendimento e rischio non sempre vanno a braccetto» di Beppe Scienza sul Fatto Quotidiano del 10-6-2019.
Saluti

Beppe Scienza

Dipartimento di Matematica
Università di Torino
via Carlo Alberto 10
10123 Torino

www.beppescienza.it
www.ilrisparmiotradito.it

27 giugno 2019

Nexus Edizioni: GLI APPUNTAMENTI ESTIVI DI NEXUS!


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In collaborazione con Nexus Edizioni
presenta

EVENTO DI FINE STAGIONE 2018/2019 DI BORDER NIGHTS RADIO


Domenica 30 giugno alle 15.00, Via Cal della Veia 30 (TV)

Tra gli ospiti della conferenza Tom Bosco e Tiziana Chiarion, rispettivamente direttore editoriale di Nexus New Times e direttrice editoriale di Nexus Edizioni.
Prenotazione obbligatoria al 347/7022919 (Sonia)
All'ingresso è richiesto un contributo di 10 € per sostenere l'evento
In serata buffet a cura di Mozzarisella e Siqut
in collaborazione con Nexus Edizioni
presenta

VIAGGIO IN... aperitivi con l'autore!

Aperitivo e conferenza con TOMMASO FURLAN

Mercoledì 3 LUGLIO 2019 ore 19.30
Golf Hotel, Vicenza.

VeraClasse in collaborazione con il Golf Hotel di Vicenza e Nexus Edizioni presenta una serie di serate incentrate su civiltà del mondo, archeologia, viaggi e misteri. 
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COME PARTECIPARE?
Serata con aperitivo e conferenza: quota di partecipazione 15 Euro
E' gradita la prenotazione.
Per informazioni 3475276046
eventi@veraclasse.it
E' uscito il numero 137 di Nexus New Times, approfittane per abbonarti alla rivista! 
E-Mail Facebook Twitter LinkedIn Google+
Per essere costantemente aggiornati sulle iniziative Nexus:
www.nexusedizioni.it - shop.nexusedizioni.it



TC, Nexus Edizioni srl Via Terme 51, Battaglia Terme, 35041 Padova IT
www.nexusedizioni.it

23 giugno 2019

Movimento Roosevelt: LA VOCE rooseveltiana N° 10 di Sabato, 22 Giugno 2019


La Voce Rooseveltiana


D(i)RITTI VERSO LA LIBERTÀ DAL BISOGNO
 
Siamo una comunità di cittadini che sognano il Rinascimento democratico
di cui la società ha bisogno




Editoriale
 
GIALLOVERDI DELUDENTI, MA I LORO AVVERSARI SONO RIDICOLI

di Giorgio Cattaneo



Patrizia Scanu
Se c'è qualcosa di più penoso della velleitaria barzelletta gialloverde sono i politici che sparano a man salva sui gialloverdi. Peggiore in campo, tanto per cambiare, il Pd: buono solo a demonizzare l'orco Salvini, anche se proprio il vituperato capo della Lega è stato l'unico, nel precario zoo italico, a scommettere sul ruolo di economisti sinceramente progressisti come Bagnai e Rinaldi.

Viene da domandarsi cosa mai frulli nella testa degli elettori di Zingaretti, che incredibilmente indugiano nella curiosa abitudine, davvero stravagante, di considerarsi ancora "di sinistra". Scopriranno, un giorno, che proprio la sedicente sinistra, in questi decenni, ha puntellato in modo decisivo il regime neoliberista che ha messo in croce il paese?



 
LEGGI TUTTO


TragiComix
di Mirko Bonini

TragiComix by Mirco Bonini 10
 



Secondo Noi
   
MM MOISO: ATTENTI ALLA LIBRA, CRIPTOVALUTA PRIVATA. DELEGHIAMO A FACEBOOK IL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA?

Allarme sulla Libra, minacciosa criptovaluta lanciata da Facebook (2,4 miliardi di iscritti) e appoggiata da colossi finanziari come Visa, Mastercard, Paypal e eBay. Per Marco Moiso, vicepresidente del Movimento Roosevelt, c'è il rischio che la nuova "cryptocurrency" risulti più appetibile delle valute emesse dalle banche centrali, diventando addirittura una riserva monetaria internazionale (in mani private). Vogliamo forse delegare a Zuckerberg l'economia dei governi, il finanziamento degli Stati e il welfare mondiale?
(Intervento sul blog MR).
GALLONI: INUTILE ACCORDARSI CON L'UE, MEGLIO
LO SCONTRO. TANTO VALE TRATTARE DIRETTAMENTE CON PARIGI E BERLINO


Tanto vale accordarsi con Francia e Germania, scavalcando l'Ue, dopo aver portato la comunità sull'orlo di una crisi monetaria e di nervi. Lo afferma l'economista Nino Galloni, vicepresidente MR, scettico rispetto al dialogo con l'Unione Europea: la linea moderata verso la Commissione, infatti, non considera che l'obiettivo dell'Ue consiste nella sottomissione dell'Italia. Bruxelles vuole una resa totale e incondizionata, quindi le trattative sono inutili: o si china la testa o si alza il tiro, preparandosi allo scontro (più deficit, o varo di una moneta parallela). Paradossalmente, osserva Galloni, sarebbe meglio trattare direttamente con tedeschi e francesi: oggi il comparto metalmeccanico della Germania sta entrando in crisi, e le tensioni sociali – soprattutto in Francia – stanno aumentando.
(Intervento su Scenari Economici).
NG
GC CATTANEO: CON CHE FACCIA ATTACCA FELTRI (PER LA BATTUTA
SU MONTALBANO) IL GIORNALISMO SORDOMUTO SULLA CRISI ITALIANA?


Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi si "autosospendono" dall'Ordine dei giornalisti in polemica con Vittorio Feltri, che ha osato criticare il personaggio Montalbano mentre il suo autore Camilleri è all'ospedale? Con che coraggio si permette di attaccare Feltri – si domanda Giorgio Cattaneo – il mainstream giornalistico che in questi anni non ha mai cercato la verità dietro alla crisi globale che sta devastando anche il nostro paese?
(Intervento sul blog MR, ripreso da Libreidee).
 
SONCINI: LE TRADIZIONI? INVENTATE O RECENTI. QUELLE ANTICHE, PER NON MORIRE, SI SONO TRASFORMATE

Attenti alle tradizioni: il più delle volte sono recenti o inventate di sana pianta. Lo afferma Gerardo Soncini, esponente milanese del Movimento Roosevelt, anche sulla scorta del saggio "The invention of tradition" di Hobsbawm e Ranger. Meglio tenerne conto, di fronte a politici e demagoghi tradizionalisti: le uniche vere tradizioni sopravvissute fino a noi hanno potuto evitare di estinguersi solo perché si sono evolute nel tempo, contaminandosi e trasformandosi incessantemente.
(Intervento sul blog MR).
GS
GM MAGALDI: L'ITALIA PERDE PERCHÉ LA PAURA PARALIZZA
I GIALLOVERDI, INUTILE SPERARE CHE CI SALVI TRUMP


Si illudono, Salvini e Di Maio, se sperano che Trump – sostanzialmente isolazionista – possa difendere il governo gialloverde dall'aggressività di Bruxelles. Per Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, il problema numero uno dei politici italiani è la loro stessa paura: se trovassero il coraggio di opporsi davvero ai signori dell'austerity, sostiene Magaldi, scoprirebbero che l'avversario è assai meno forte di quanto si possa immaginare
(Intervento su YouTube, ripreso dal blog MR e su Libreidee).
CARPEORO: LOTTI-PALAMARA, IPOCRITA CHI SI SCANDALIZZA SE TROPPI GIUDICI (PURTROPPO) FANNO POLITICA

In Italia possono anche crollare ponti come a Genova, ma un politico cade solo se viene colpito dalla magistratura. Lo afferma Gianfranco Carpeoro, dirigente MR, di fronte allo scandalo che coinvolge Lotti (Pd) e il magistrato Palamara. Ipocrita scandalizzarsi, protesta Carpeoro, come se non fosse a tutti noto il deplorevole interventismo politico di troppi magistrati: a Roma era Andreotti a designare il capo della Procura, e a Milano lo stesso Craxi protestò inutilmente per il sostegno politico alla nomina di Borrelli, che l'avrebbe distrutto con Mani Pulite.
(Intervento su YouTube, ripreso da Libreidee).
GC
MM MOISO: BENE CHE RADIO RADICALE SIA STATA SALVATA,
GRAZIE ANCHE ALLA LEGA. MAI TAGLIARE L'INFORMAZIONE


Radio Radicale? Ha sempre svolto un prezioso servizio di informazione pluralistica. Per questo, Marco Moiso (vicepresidente MR) esprime la sua soddisfazione per il fatto che la storica radio stia stata salvata dalla chiusura, anche se solo per un anno, grazie al voto di Salvini. Il principio da seguire, aggiunge Moiso, è quello di rompere con le politiche dell'austerity neoliberista: bisogna quindi finanziare politica, cultura e informazione, e non tagliare servizi come quelli offerti dall'emittente dei radicali.
(Intervento sul blog MR).
MAGALDI DIFFIDA IL MASSONE TRIA E AVVERTE CONTE:
SEMBRATE GIÀ IN VENDITA PER IL DOPO-SALVINI


Gioele Magaldi diffida il ministro dell'economia, Giovanni Tria, dal continuare a ostacolare il governo in carica cedendo alle pressioni dell'oligarchia neoliberista. Come massone, sostiene il presidente del Movimento Roosevelt, Tria aveva promesso di attenersi a una linea progressista. Analoghe critiche al premier, Giuseppe Conte: lui e Tria sembrano quasi due politici già "in vendita", a disposizione – in cambio di poltrone – del potere europeo che già pensa al dopo-Salvini.
(Intervento su YouTube, ripreso dal blog MR e su Libreidee).
GM
Davide Montefiori MONTEFIORI: SANI IN UN MONDO MALATO?
L'INCREDIBILE ILLUSIONE CHE LA SALUTE PRESCINDA DALL'AMBIENTE


Ce ne fosse bisogno, studiosi dell'epigenetica come il dottor Ernesto Burgio dimostrano quanto sia elevato l'impatto dell'habitat sulla nostra salute. Lo afferma Davide Montefiori, coordinatore ligure del Movimento Roosevelt impegnato anche nel Dipartimento Ambiente: è impossibile restare sani in un mondo malato. Pensare che la salute possa prescindere dalle condizioni ambientali rappresenta un'illusione, che la medicina sta infatti smentendo.
(Intervento sul blog MR in due tempi, prima parte e seconda parte).
CARPEORO: OLANDA CRIMINALE, CI RUBA LE AZIENDE
COL DUMPING FISCALE (E LA PIENA COMPLICITÀ DELL'UE)


Non c'è un'ombra di solidarietà tra i paesi Ue: e i primi a pretendere che all'Italia sia inflitta la massima dose di rigore sono proprio i paesi come l'Olanda, che in questi anni si sono distinti per scorrettezza. Lo afferma Gianfranco Carpeoro, dirigente MR. L'Olanda, sottolinea Carpeoro, ha introdotto un legislazione fiscale "criminale", attirando le nostre maggiori aziende e sottraendo in tal mondo risorse preziose all'Italia. Si domanda Carpeoro: a livello europeo è possibile dover essere governati, di fatto, da veri e propri criminali?
(Intervento su YouTube, ripreso da Libreidee).
GC
NG GALLONI: MA I MINIBOT NON SONO NÉ DEBITO NÉ VALUTA.
COSÌ L'ECONOMISTA "SMONTA" MARIO DRAGHI


I minibot ipotizzati dal governo non rappresentano nuovo debito, servono a pagare vecchi debiti della pubblica amministrazione. E non sarebbero "valuta" (illegale) neppure se scambiati tra aziende come "moneta" per pagare le tasse, perché non convertibili in euro e non spendibili fuori dall'Italia – nonché accettabili solo su base volontaria. Così l'economista post-keynesiano Nino Galloni, vicepresidente del Movimento Roosevelt, "smonta" le illazioni di Mario Draghi sul nuovo possibile sistema escogitato per saldare le aziende che ancora attendono soldi dallo Stato.
(Intervento su YouTube, ripreso dal blog MR e da Libreidee).
ALICE: SERVE UN'ETICA 2.0 PER POTERSI CONFRONTARE COI NUOVI ABITANTI DELLA TERRA, CIOÈ I NUOVISSIMI ROBOT?

Ci vorranno i robot di ultima generazione per far rinascere dalla cenere l'umanesimo che la stessa umanità sembra aver irrimediabilmente perduto? L'autore della riflessione è il torinese Roberto Alice, dirigente del Movimento Roosevelt. Tema: la necessità di rispolverare l'intera storia del nostro pensiero filosofico, di fronte all'emergere dell'intelligenza artificiale: un nuovo straordinario attore, con il quale confrontarsi.
(Intervento sul blog MR).
RA
 
GM MAGALDI: SILENZIO, PARLA VISCO (E LA POLITICA TACE).
È COSÌ CHE AVANZA QUESTA APOCALISSE STRISCIANTE


Il governatore di Bankitalia si permette di bocciare l'idea dei minibot? Ma il peggio è che la politica tace, subendo lo strapotere dell'élite finanziaria. In questo modo – sostiene Gioele Magaldi, presidente MR – avanza incontrastata l'apocalisse strisciante di cui il paese è vittima, giorno per giorno, per via della pervasività del neoliberismo che ha imposto il pensiero unico: come se esistesse un solo modo, post-democratico, di gestire la governance.
(Intervento su YouTube, ripreso da Libreidee).
 
MOISO: LE EUROPEE SECONDO LUCIA ANNUNZIATA.
OVVERO: GLI INUTILI STEREOTIPI DEL MAINSTREAM


Democrazia, welfare e Stato di diritto, schiacciati dal neoliberismo, non sono né di destra né di sinistra: in un mondo che non è mai stato così ricco di risorse disponibili, c'è bisogno di nuovi modelli politici ed economici. Così Marco Moiso, vicepresidente del Movimento Roosevelt, commenta un'analisi post-elettorale di Lucia Annunziata dopo le europee, che risente in modo deludente di tutti i preconcetti e gli stereotipi della stampa mainstream, ostile al governo gialloverde e in particolare a Salvini.
(Intervento sul blog MR).
MM


 
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MR News
 
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CON CARPEORO
IL MR RIPARTE
DALLA LOMBARDIA


Sarà Gianfranco Carpeoro (all'anagrafe, Pecoraro) a rilanciare il Movimento Roosevelt in un'area strategica come la Lombardia, in veste di commissario straordinario. Coadiuvato dal vicecommissario Gilberto Fumagalli (e dal segretario Marco Ludovico), Carpeoro guiderà una Direzione regionale composta da dirigenti MR come Felice Besostri, Paolo Mosca, Giovanni Smaldone, Michele Petrocelli e Roberto Luogo, nonché alcuni soci prescelti in virtù di precise competenze (Fiorella Rustici, Zvetan Lilov, Alberto Allas, Daniele Poli, Lorenzo Pernetti, Simona Valesi e Marco Zanandrea). Prima assemblea per la presentazione del nuovo team, venerdì 21 giugno. Obiettivo della squadra: rilanciare il MR in Lombardia con un nuovo approccio ai temi territoriali, impegnando il movimento verso un preciso protagonismo territoriale.

leggi tutto

 

Agenda MR

 

23 GIUGNO

Giugno 26
FESTA ROOSEVELTIANA
(LONDRA - h 15-18 )
 
La sezione rooseveltiana di Londra, intitolata a William Beveridge, organizza il 23 giugno una festa, con raccolta fondi per sostenere il movimento. Oltre al rinfresco che sarà offerto, verrà anche proposto un "quiz politico" mirato a socializzare e contribuire all'autofinanziamento del gruppo londinese. L'appuntamento è presso l'Inca Cgil Italian Advice Centre

(Adesioni via email a info@rooseveltmovement.co.uk).
ASSEMBLEA MR UMBRIA
(PONTE FELICINO - h 18-21)
 
Mercoledì 26 giugno 2019, ore 18-21, importante incontro regionale del Movimento Roosevelt Umbria. Temi: trasporto regionale, agricoltura, turismo, sanità e infrastrutture. L'impegno: aprire un vero dibattito democratico, in prospettiva delle prossime elezioni regionali. Appuntamento a Ponte Felcino (Perugia), presso la biblioteca Altrementi, via Puccini 86.

(Info: Simone Casagrande, simone.casagrande@movimentoroosevelt.com).



luglio 12

luglio 14
ASSEMBLEA MR PIEMONTE
(TORINO - h 19)
 
Venerdì 12 luglio assemblea piemontese dei soci rooseveltiani, come di consueto organizzata al Caffè Basaglia di Torino, via Mantova 34. All'ordine del giorno, il profondo riassetto organizzativo territoriale del Movimento Roosevelt, in vista dell'assemblea romana del 21 settembre e sulla scorta del nuovo programma intrapreso a Milano dai militanti lombardi.
ppuntamento alle 19 per apericena, riunione dalle ore 21.

(Info: Daniele Gervasoni, daniele.gervasoni@movimentoroosevelt.com).
IL PARTITO CHE SERVE ALL'ITALIA
(ROMA - h 9)
 
Si svolgerà domenica 14 luglio a a Roma (Istituto Sant'Orsola, via Livorno 50, ore 9.00) l'assemblea fondativa del "Partito che serve all'Italia", cantiere politico progressista che vede tra i suoi promotori Gioele Magaldi, Nino Galloni e Marco Moiso, insieme ad altri esponenti rooseveltiani, in collaborazione con soggetti che provengono da diverse esperienze, tutti decisi a offrire al paese un'adeguata rappresentanza politica per recuperare la sovranità democratica dell'Italia di fronte all'attuale gestione dell'Unione Europea.

www.ilpartitocheserveallitalia.it



settembre 21
ASSEMBLEA GENERALE MR
(ROMA - h 9)
 
La presidenza del Movimento Roosevelt ha fissato per sabato 21 settembre, all'Istituto Sant'Orsola di via Livorno 50 a Roma, alle ore 9.00 – la prossima assemblea generale del movimento. L'ordine del giorno, in via di definizione, potrebbe proporre tra gli altri temi la rielezione del presidente (carica attualmente rivestita da Gioele Magaldi) e le possibili migliorie da apportare allo statuto MR, migliorando la sua funzionalità.



 
   



 
Movimento Roosevelt / Democrazia contro oligarchia
 
Il mondo non è mai stato così ricco, eppure la società è colpita da diseguaglianze inaudite:
senza giustizia sociale non si possono garantire né diritti né pari opportunità.
Grazie all'opposizione artificiosa tra destra e sinistra, l'élite neoliberista ha potuto privatizzare il mondo, minando, dagli anni '70, il futuro delle istituzioni democratiche.
Oggi la vera contrapposizione politica non è più tra destra e sinistra, ma tra democrazia e oligarchia. 
Il Movimento Roosevelt è un soggetto politico meta-partitico ispirato da Gioele Magaldi
e istituito da 500 soci fondatori a Perugia  il 21 marzo del 2015.
Il nostro movimento è impegnato a smascherare la pretesa scientificità economicistica
del rigore nei bilanci pubblici, contribuendo al risveglio democratico della politica italiana, europea e mondiale.
Dobbiamo utilizzare indicatori economici che siano accurati nel misurare il benessere della collettività e ricominciare a costruire ricchezza con le politiche economiche proprie del modello post-keynesiano,
fondato sull'investimento pubblico strategico per rilanciare il settore privato.
Si tratta di una sfida culturale per la quale il Movimento Roosevelt si rivolge a tutte le persone di animo sinceramente progressista, disposte a contribuire a far crescere una nuova consapevolezza.
Per ridiventare cittadini e smettere di essere "sudditi" di anonimi tecnocrati, al servizio di potentati economici privatistici, abbiamo bisogno della consapevolezza, del supporto e dell'impegno del popolo.
L'orizzonte per il quale lavoriamo è squisitamente democratico: vogliamo restituire alla collettività
un futuro prospero e degno di essere vissuto appieno.


 
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