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30 marzo 2020

Caso Assange / Appello Per Fermare Le Torture Psicologiche


La prima serie di audizioni per l’estradizione di Julian Assange dall’Inghilterra negli Stati Uniti, dove rischia 175 anni di galera, comincerà il 24 febbraio.
Intanto le condizioni di salute del fondatore di Wikileaks continuano a peggiorare, provate dal lungo regime di isolamento nel carcere di massima sicurezza a Belmarsh, nei pressi di Londra, e dalle continue torture psicologiche che gli vengono inflitte.
A denunciarne la situazione che rischia di diventare senza non ritorno (in concreto, potrebbe non essere in condizioni fisiche né psicologiche per sostenere l’audizione) è un gruppo di ben 117 sanitari di 18 paesi al mondo, che hanno appena firmato un nuovo appello per la liberazione di Assange. Il gruppo si chiama “Medici per Assange”.
E’ (falsamente) accusato, Assange, di spionaggio per la pubblicazione di “documenti classificati”, in particolare i “registri di guerra” in Iraq e in Afghanistan, attraverso i quali sono venuti alla luce giganteschi crimini di guerra commessi dalle truppe Usa, insieme ad altre forme di criminalità e di corruzione.

La autorevole rivista medica “Lancet” ha pubblicato la lettera-appello dei 117 medici, psicologi e psichiatri di tutto il mondo che chiedono l’immediata “fine della tortura psicologica”.
“Da quando i medici – scrivono – hanno iniziato a valutare Mr. Assange presso l’ambasciata ecuadoriana nel 2015, tutte le opinioni mediche degli esperti e le raccomandazioni urgenti dei medici sono state costantemente ignorate”.
A maggio 2019 l’esperto per le Nazioni UniteNils Melzer, con altri due medici specializzati nella valutazione delle vittime di torture, aveva concluso che Assange dimostrava chiari sintomi da “tortura psicologica”. Da allora quella situazione, di tutta evidenza, è peggiorata ed Assange è in concreto pericolo di vita.
Continua il Gruppo nel suo j’accuse: “Questa politicizzazione dei principi medici fondamentali ci preoccupa gravemente, perché comporta implicazioni che vanno oltre il caso di Julian Assange. L’abuso da negligenza medica motivata politicamente costituisce un precedente molto pericoloso, minando in definitiva l’imparzialità della nostra professione, l’impegno per la salute di tutti e l’obbligo di non nuocere”.
E ancora: “I nostri appelli sono semplici. Chiediamo ai governi di porre fine alle torture sul sig. Assange e di garantire il suo accesso alla migliore assistenza sanitaria disponibile, prima che sia troppo tardi”.
In Italia, come del resto in tutto il mondo, il caso Assange viene seguito solo dalla controinformazione, mentre il mainstream mostra un quasi totale disinteresse. Nel nostro paese negli ultimi tempi sono nati alcuni gruppi social. Il Comitato per la liberazione di Julian Assange ha organizzato tre manifestazioni per la fine di febbraio: per la precisione sabato 22 a Cagliari e Milano, ed il 23 a Roma.

28 marzo 2020

COVID-19: Fatti, coincidenze e dubbi, uno spunto per riflettere...

"Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola"...diceva Voltaire, quindi vi esponiamo una serie di eventi sul Coronavirus, in modo che ognuno liberamente possa farsi la propria idea...

C’è un virus che parte da Wuhan, in Cina, e si diffonde in tutto il mondo.

Dicono che sia geneticamente molto simile al virus della Sars, l’influenza aviaria, ma che sia più forte e che abbia alcune peculiarità dell’HIV; che colpisca le vie respiratorie, sopravviva nell’aria per 30 minuti e sulle superfici addirittura per 9 giorni (ricerca tedesca).

I sintomi sono simili all’influenza: febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie come da affaticamento.

Il periodo di incubazione è di 2 settimane. Durante questo periodo, si è asintomatici ma comunque contagiosi.
Ci hanno detto che il virus è nato dai pipistrelli e dai serpenti, che poi è mutato divenendo trasmissibile all’uomo. Poi però ci dicono che il virus non attacca gli animali domestici da compagnia; com’è possibile?

Ci hanno detto che il virus è solamente una forte influenza e che a causa del virus muoiono “solo” le persone anziane o che avevano già problemi pregressi. Poi però, vediamo che il medico cinese che ha scoperto il coronavirus è morto da contagio, non aveva patologie pregresse ed aveva 34 anni; perché è l’unico giovane morto di coronavirus?

L’Oms dice che ci vorrà circa un anno e mezzo per trovare il vaccino. Ma poi vediamo che nel pieno dell’emergenza sanitaria in Europa, proprio mentre tutti gli Stati effettuano divieti e limitazioni chiudendo trasporti e frontiere, l’America invia in Europa 30.000 soldati più almeno altrettante attrezzature militari (nonostante lo stesso Trump avesse chiuso le rotte aeree dall’Europa per 30 giorni). A cosa servono questi militari?

La versione ufficiale è l’addestramento “Defender Europe 2020“; ma perché un addestramento sarebbe tanto importante da sottoporre al rischio contagio i soldati? E a quale pericolo di attacco sarebbe sottoposta l’Europa se l’operazione, traducendo, si chiama “difensore dell’Europa 2020“?

Perché la Germania punto tanto il dito contro l’Italia dicendo che non ha controllato come doveva, se il primo contagio in Europa è partito dalla Baviera?

Perché ci fanno passare come gli untori del mondo e la presidente della Bce Christine Lagarde fa dichiarazioni scandalose e criminali nel momento in cui l’Italia è in piena emergenza.

Perché Francia e Germania vietano l’export di mascherine verso l’Italia, che aveva chiesto aiuto?

Riassumendo , potremmo dire che il virus pare avere un’intelligenza notevole: ha colpito la Cina nel miglior momento della sua economia, quando si stava candidando ad essere la prima potenza mondiale e proponeva velatamente lo yuan (la moneta nazionale cinese) come valuta di riferimento mondiale al posto del dollaro americano.

La Cina, inoltre, il più grande esportatore del mondo, compra buona parte del petrolio dall’Iran (attualmente uno dei Paesi più colpiti dal coronavirus). La cosa non piace assolutamente all’America che, con il pretesto degli accordi sul nucleare, voleva dichiarare guerra all’Iran. La cosa è poi sfociata nella morte di Soleimani.

Chi si schierò apertamente da parte dell'America fu Israele.

Succede poi, nel frattempo, che l’Italia firma un accordo commerciale con la Cina, denominato “La via della seta“. Il medesimo accordo consiste nel dare all’Italia una posizione privilegiata nei rapporti commerciali con la Cina e brucia nel tempo sia Germania che Francia, le quali prima criticano l’Italia per l’accordo, poi corrono a farne uno a loro volta al fine di non perdere troppa concorrenza. Inoltre va sottolineato che l'Italia ha firmato anche un importante accordo con l'Iran (altro paese colpito dal virus) sull'Intelligenza Artificiale.

Per impedire che questo accordo faccia diventare l’Italia una nazione più forte appoggiata dalla Cina, entrano in scena i servizi segreti Francesi che concordano assieme a quelli tedeschi ed israeliani la strategia per mettere in un solo colpo in ginocchio l’economia cinese e quella italiana.

La Francia ha una centrale costruita nel 1934 esattamente nella città di Wuhan, nella quale si mettono a punto studi su virus e batteri.

La Germania trova il kamikaze di turno che in qualità di ricercatore va nella centrale e fa uscire il virus infettandosi da solo, quindi saluta dando la mano a tutti nella centrale ed in città spargendo il virus, per poi rientrare in Germania consapevole di quello che ha appena fatto. Lui è il “paziente 0” e viene mandato in Italia, precisamente a Codogno, dove fa partire il focolaio e torna in Germania.
In alternativa immaginiamo il tedesco in una seconda fase la prima fase potrebbe essere stata così: a Whuan il 15 ottobre arrivano 300 militari americani per i giochi americani e si piazzarono al 35° posto nel medagliere un incredibile disastro sportivo per gli USA o erano lì per altro? 16 giorni dopo iniziò il focolaio a Whuan appunto…

Gli israeliani (come visto alleati degli americani), che hanno una intelligence che è forse la migliore al mondo, molto probabilmente hanno già il vaccino pronto, ne ricaveranno valanghe di soldi e lo hanno già usato per proteggere i soldati americani arrivati in Europa (anche se non risulta ancora chiaro da chi ci debbano difendere o perché un’esercitazione sia tanto importante).

Ecco quindi che Francia e la Germania scaricano la colpa sui cinesi, gli americani colpiscono la Cina e gli israeliani si arricchiscono. L’Italia perde il suo motore economico prima perché si blocca il nord (intelligente questo virus, vero?), poi si ferma tutta per la felicità dell’asse franco-tedesco e dando ormaoi la possibilità all’Europa, tramite Fmi (Fondo Monetario Internazionale) e Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), di farle fare la stessa fine della Grecia, e qui torniamo alle dichiarazioni della Lagarde, che confermano che l’Ue non è altro che una dittatura europea.

La Russia resta a guardare, perché i soldati americani portati in Europa potrebbero proprio scatenare la guerra con la Russia che l’America da tanto cerca.

La Cina, per il momento, forse proprio in virtù dell’accordo commerciale firmato, resta l’unico Paese che ci sta aiutando.

Siamo troppo piccoli per sapere cosa ci sia davvero dietro a tutta la storia ma, socraticamente, solleviamo dubbi.

20 marzo 2020

Armi batteriologiche: una panoramica fattuale, utile e opportuna


Il governo degli Stati Uniti e le sue numerose agenzie e istituti d’istruzione e sanità, hanno condotto per molti decenni un’intensa ricerca sulla guerra batteriologica, in molti casi fortemente focalizzata su agenti patogeni specifici.
In un rapporto al Congresso degli Stati Uniti, il Dipartimento della Difesa ha rivelato che il suo programma di creazione di agenti batteriologici artificiali includeva la modifica di virus non fatali per renderli letali e l’ingegneria genetica per alterare l’immunologia degli agenti biologici, per rendere impossibile il trattamento e le vaccinazioni. Il rapporto militare ha ammesso che all’epoca [il Dipartimento della Difesa] gestiva circa 130 strutture di ricerca sulle armi batteriologiche, molte nelle università statunitensi e altre in molti siti internazionali al di fuori della prerogativa del Congresso degli Stati Uniti e della giurisdizione dei tribunali.
Questa conoscenza non è stata un segreto per molto tempo. In un rapporto classificato del 1948, da parte del Committee on Biological Warfare del Pentagono, il principale punto di forza era che:
“Un’arma o una bomba non lascia dubbi sul fatto che si sia verificato un attacco deliberato. Ma se … un’epidemia si abbatte su una città affollata, non c’è modo di sapere se qualcuno ha attaccato, tanto meno chi”, aggiungendo fiduciosamente che “Una parte significativa della popolazione umana all’interno di aree bersaglio selezionate potrebbe essere uccisa o inabilitata” solo con piccole quantità di un agente patogeno. (1) (2)
Un manuale operativo dell’esercito americano, risalente al 1956, affermava esplicitamente che la guerra batteriologica e chimica era una parte operativa integrale della strategia militare degli Stati Uniti, non era limitata in alcun modo e che il Congresso aveva dato l’autorità militare di “First Strike” sul loro uso. Nel 1959, un tentativo del Congresso di rimuovere questa autorità di first-strike è stato sconfitto dalla Casa Bianca e le spese per armi biochimiche sono aumentate da 75 milioni a quasi 350 milioni di dollari. Questa era un’enorme quantità di denaro nei primi anni ’60. (3)
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Robert McNamara (immagine sotto) ha eseguito 150 programmi top-secret di armi batteriologiche negli anni ’60, eseguendo esperimenti sulle armi batteriologiche e test pratici su un pubblico inconsapevole, a volte in Paesi stranieri, ma spesso nei confronti di cittadini americani. McNamara ha ordinato ai Capi di Stato Maggiore Congiunto di “considerare tutte le possibili applicazioni” di questi agenti contro le nazioni nemiche, in un piano coerente per una “capacità deterrente batteriologica e chimica” totale, il piano per includere stime dei costi e una “valutazione delle conseguenze politiche internazionali”. (4) (5)
Nel 2000, The Project for the New American Century (6) (7) ha pubblicato un rapporto intitolato “Rebuilding America’s Defenses” [n.d.T. “Ricostituire le difese americane”], che conteneva un’ambizione politica radicale e bellicosa di destra per l’America. Il loro rapporto si definiva un “progetto per mantenere la preminenza globale degli Stati Uniti … e modellare l’ordine di sicurezza internazionale, in linea con i principi e gli interessi americani”. Gli autori, evidente la loro mentalità genocida, hanno affermato:
“Forme avanzate di guerra batteriologica che riescono a ‘prendere di mira’ genotipi specifici, possono trasformare la guerra batteriologica … in uno strumento politicamente utile.”
Istituzioni di ricerca sulle armi batteriologiche
Il US Army’s Medical Research Institute of Infectious Diseases di Fort Detrick, nel Maryland, è la principale struttura militare per la ricerca sulla guerra batteriologica. È esteso su 80.000 m². A metà degli anni ’80, questa sezione per le armi batteriologiche di Fort Detrick riceveva quasi 100 milioni di dollari all’anno, e questa era solo una delle molte sezioni.

Istituto di ricerca medica delle malattie infettive dell’esercito americano a Fort Detrick, nel Maryland.


Quando il Giappone ha invaso la Cina, uno dei grandi successi del Dr. Ishii (unità 731) è stato lo sviluppo di metodi per la produzione di massa di pulci e zecche infette dalla peste e da altri patogeni letali, per la distribuzione tra le popolazioni civili –il che è come gli Americani hanno imparato a usare gli insetti per scopi militari – allevare e diffondere le zecche infestate dalla malattia di Lyme, a partire dal loro segreto Plum Island Germ Laboratory nello Stato di New York. Questa è stata anche la fonte dei programmi statunitensi di allevamento e diffusione di zanzare e pulci infette da colera e febbre gialla in Cina e Corea del Nord, a prescindere dai programmi a livello nazionale sulle zanzare che gli Stati Uniti hanno inflitto alla propria gente.
Sulla base della ricerca di Ishii, condotta sugli esseri umani, l’esercito americano ha sviluppato una struttura per la guerra entomologica (con gli insetti) e inizialmente ha preparato piani per attaccare la Russia e gli Stati sovietici con bio-armi entomologiche. La struttura è stata progettata per produrre ogni mese 100 milioni di zanzare infette da febbre gialla, la sua produzione è stata testata su inconsapevoli civili americani,sganciando zanzare infette e altri insetti su vaste porzioni degli Stati Uniti. Come è tipico per le forze armate statunitensi, questi progetti a partire dagli anni ’50 e ’60 hanno ricevuto denominazioni spontanee come “Project Big Buzz” e “Project Big Itch” e “Operation Mayday” (8) (9) (10), ma erano test sulla fattibilità della produzione di miliardi di insetti, infettandoli con agenti patogeni letali, quindi raggruppandoli come munizioni e disperdendoli sulla Russia da velivoli o persino [con] missili.
Da un rapporto dell’esercito americano del marzo del 1981, uno autore ha osservato che “ci si può meravigliare di quanto (o quanto poco) sarebbe costato lanciare un attacco per mezzo di zanzare infette da febbre gialla in una città – con un pratico grafico ‘Cost per Death’che merita pure attenzione!”. Anche l’incidente di Dugway Sheep merita attenzione. (11)
Quindi abbiamo avuto “Operation Drop Kick” (12), progettata per testare vari modi di disperdere gli insetti infetti su vaste aree geografiche, i test effettuati su varie parti degli Stati Uniti continentali, compresa la maggior parte della costa orientale. Abbiamo avuto“Project SHAD” (Shipboard Hazard and Defense).  Quindi, non più tardi del 2000, abbiamo avuto l’ideazione del “Project Bacchus”per determinare la fattibilità della costruzione di un impianto di produzione di antrace in un Paese straniero, pur rimanendo non rilevato. Esistevano ovviamente altri programmi, tutti con nomi assurdi e tutti progettati per valutare la diffusione di insetti infetti e di altri agenti patogeni letali nelle popolazioni civili. Erano tenuti molto segreti poiché erano illegali, secondo il diritto interno, e violavano il diritto internazionale e molti trattati sulle armi che altre nazioni avevano firmato con gli Stati Uniti in buona fede.
Oltre a Fort Detrick, l’esercito americano ha un impianto per la produzione di armamenti batteriologici a Vigo, nell’Indiana, che è stato un enorme impianto di produzione specializzato in agenti patogeni batteriologici e in grado di produrre ogni mese 275.000 bombe contenenti botulino o un milione di bombe con antrace. A Vigo, le vasche per la fermentazione contenevano 250.000 galloni, ovvero circa un milione di litri, il che lo rendeva secondo i rapporti di gran lunga il più grande impianto al mondo per la produzione batteriale di massa.
Questo non è stato uno sviluppo recente. Vigo è stato pienamente operativo durante la Seconda Guerra Mondiale, essenzialmente una fabbrica di bio-antrace; uno dei suoi primi ordini è stato quello di Winston Churchill nel 1944 per 500.000 bombe all’antrace, e che [come] Churchill ha dichiarato doveva essere considerata solo la “prima quota”. Alla fine,[l’impianto a] Vigo è stato ceduto a Pfizer per la “produzione di antibiotici” ed è stato sostituito a metà degli anni ’50 da una nuova struttura all’avanguardia presso l’Arsenal di Pine Bluff. (13) (14) (15)
Il Daily News ha pubblicato un articolo il 24 settembre 2005, in cui descriveva in dettaglio i piani dell’esercito americano per gli acquisti all’ingrosso di antrace, relativi a una serie di contratti che erano stati scoperti da Edward Hammond, Direttore del Sunshine Project, emanati nello Utah dallo Dugway Proving Ground dell’esercito. Queste notifiche hanno richiesto a varie aziende di presentare offerte per la produzione di grandi quantità di antrace, nonché di produrre “volumi significativi” di altri agenti batteriologici. Un contratto specificava che la società di appalto “deve avere la capacità e la volontà di incrementare (l’antrace) in quantità di 1.500 litri” e “deve anche essere in grado di produrre lotti da 3.000 litri” di altri agenti batteriologici non specificati. (16) (17)
Quando l’esercito di una nazione produce patogeni batteriologici letali in quantità di milioni di litri, è tempo di smettere di fingere che non siamo impegnati in una guerra batteriologica. Non è di conforto che l’esercito possa affermare che questi sono ceppi “innocui” di agenti patogeni, dal momento che (1) qualsiasi struttura in grado di produrre agenti patogeni benigni può facilmente produrre varietà letali e (2) non esiste qualcosa come l’antrace “innocuo”.
Non vi è alcuna differenza materiale tra un programma di guerra batteriologica difensiva e offensiva, e persino gli idioti non possono rivendicare “autodifesa”, quando producono milioni di litri di antrace. Perfino il US Government Accountability Office, nel suo rapporto del 1994 su questi programmi, ha affermato che il Biological Defense Program dell’esercito americano conteneva “svariate divisioni, dipartimenti, gruppi di ricerca, bio-intelligenza e altro, affatto collegabili in qualsiasi senso alla“difesa”, ed erano per natura programmi militari, belligeranti e offensivi. Ci viene comunque assicurato che gli Stati Uniti “non hanno mai usato armi batteriologiche”, dalle stesse persone che contemporaneamente appaltavano contratti per la produzione di antrace e altri “patogeni” in più lotti di 3.000 litri. Nascondere la propaganda è impossibile da evitare in America, persino nei libri medici ufficiali di testo dell’esercito.
C’erano altri siti e strutture oltre a Fort Detrick che sono stati costruiti dall’esercito americano, esclusivamente per lo sviluppo di bio-armi, tra cui la stazione di prova di Horn Island nel Mississippi che doveva essere il principale sito di test di bio-armi e il Plum Island Germ Laboratory nello Stato di New York, da cui l’esercito ha diffuso la malattia di Lymetra la metà della popolazione dell’area.
Una parte della struttura di Plum Island è stata progettata esclusivamente per sviluppare e testare agenti patogeni animali letali che potrebbero distruggere l’approvvigionamento di cibo di una nazione nemica, come gli Stati Uniti hanno tentato di fare in Corea del Nord. I ceppi mortali dell’afta epizootica sono stati il ​​risultato di questa ricerca, che in seguito gli Americani hanno condiviso con i loro colleghi psicopatici a Porton Down nel Regno Unito, che ne hanno fatto buon uso. Un ulteriore segmento era lo sviluppo, il collaudo e la produzione di bombe contenenti quello che veniva chiamato un “acido killer per i vegetali” e che poteva distruggere cereali, chicchi e la maggior parte delle colture orticole coltivate. Ho il forte sospetto che molte delle recenti epidemie di influenza aviaria e suina siano originate da agenti patogeni creati a Plum Island.
Il libro di testo intitolato Medical Aspects of Biological Warfare (2007), pubblicato dal Surgeon-General dell’Esercito Americano, ammette la creazione di “un impianto di produzione su larga scala a Pine Bluff, nell’Arkansas”, con il nuovo impianto che ha un “laboratorio avanzato … misure che consentono la fermentazione, la concentrazione, lo stoccaggio e la creazione, a scopo militare, su larga scala di microrganismi”.
E ammette anche che nel 1951, gli Stati Uniti avevano prodotto le loro prime armi batteriologiche, bombe anti-raccolto e munizioni “antiuomo”, avendole “accumulate e create a scopo militare”. Aggiunge che la CIA aveva “sviluppato armi in modo indipendente, usando tossine tra cui il veleno di cobra e la sassitossina per operazioni segrete”, ma sfortunatamente “tutti i documenti riguardanti il ​​loro sviluppo e dispiegamento sono stati distrutti nel 1972” quando le informazioni sono divenute pubbliche. (18)
E le forze armate statunitensi hanno tentato di utilizzare a scopi militari le malattie veneree, conducendo a farse come il progetto Guatemala Syphilis, dove hanno infettato migliaia [di abitanti] e poi li hanno lasciati morire. La cronaca ufficiale, pur ammettendo la criminalità, aderisce ostinatamente alla storia di uno scopo benefico di testare i farmaci – per le migliaia a cui sono stati specificamente negati i medicinali che avrebbero salvato la loro vita. (19)
L’Esercito Americano sembra spietato, non solo nel trovare modi batteriologici per uccidere nazioni di persone, ma è ugualmente interessato a metodi per distruggere le loro scorte di cibo. Di conseguenza, ha anche confessato (almeno) un’altra dozzina di occasioni in cui erano stati liberati agenti patogeni devastanti per colture e piante, in esperimenti per testare metodi per distruggere l’intero ciclo vitale delle piante alimentari di una nazione nemica. Nel 2012, i media giapponesi hanno rivelato che il governo degli Stati Uniti aveva testato armi batteriologiche specifiche, con DNA modificato, per annientare le colture a Okinawa e Taiwan negli anni ’60 e nei primi anni ’70 e che le Forze Armate Statunitensi ne avevano testato alcune anche all’interno degli Stati Uniti continentali. Sono state anche applicate in Vietnam. Lo scopo dell’Agente Orange non è mai stato un defoliante come affermato, ma è stato sviluppato invece per distruggere le intere colture di riso del Vietnam e contaminare sufficientemente il suolo per impedire la ricrescita.
Questo testo è la Prima parte di un articolo in 3 parti.
Seconda parte: Lageopolitica delle armi batteriologiche
Terza parte: Semi geneticamente modificati: concepiti come arma 
Larry Romanoff è un consulente di gestione in pensione e uomo d’affari. Ha ricoperto posizioni dirigenziali in società di consulenza internazionali e possedeva un’attività di import-export internazionale. È stato Professore ospite presso l’Università Fudan di Shanghai, presentando casistiche in affari internazionali a classi EMBA senior. Il signor Romanoff vive a Shanghai e sta attualmente scrivendo una serie di dieci libri, per lo più legati alla Cina e all’Occidente. Può essere contattato all’indirizzo: 2186604556@qq.com. Collabora frequentemente con Global Research.

Note
(1) nasonline.org/about-nas/history/archives/collections/cbw-1941-1948.html
(2) https://www.baltimoresun.com/news/bs-xpm-2004-08-01-0408010004-story.html
(3)https://usacac.army.mil/sites/default/files/misc/doctrine/CDG/cdg_resources/manuals/fm/fm27_10.pdf
(4) http://archive.vva.org/archive/TheVeteran/2006_03/featureSHAD.htm
(5) https://rielpolitik.com/2016/08/07/cover-up-project-shad-deception-in-open-waters/
(6) https://www.loc.gov/item/lcwa00010308
(7) https://www.sourcewatch.org/index.php/Project_for_the_New_American_Century
(8) https://blackthen.com/operation-big-itch-operation-drop-kick-fleas-infected-mosquitoes-dropped-black-towns/
(9) https://military.wikia.org/wiki/Operation_Big_Itch
(10) http://self.gutenberg.org/articles/operation_may_day
(11) https://military.wikia.org/wiki/Dugway_sheep_incident (This article has many useful references)
(12) https://military.wikia.org/wiki/Operation_Drop_Kick
(13) https://www.thenation.com/article/bioterrorism-hits-home/
(14) https://libcom.org/files/Churchill%20and%20Poison%20Gas.pdf
(15) https://forum.axishistory.com/viewtopic.php?t=232989
(16) https://www.newscientist.com/article/dn8044-us-army-plans-to-bulk-buy-anthrax/
(17)https://www.newscientist.com/article/mg18725184-800-us-army-plans-to-bulk-buy-anthrax/
(18) Medical Aspects of Biological Warfarehttps://repository.netecweb.org/items/show/325
(19)https://www.cbsnews.com/news/guatemala-syphilis-experiments-in-1940s-called-chillingly-egregious/
07.02.2020
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

16 marzo 2020

Ulfkotte: noi giornalisti siamo corrotti e vi abbiamo tradito

Udo Ulfkotte«Sono stato un giornalista per circa 25 anni, e sono stato educato a mentire, tradire e a non dire la verità al pubblico». Lo confessa Udo Ulfkotte, uno dei più famosi giornalisti tedeschi. Il 13 gennaio 2017 fu trovato morto, a soli 56 anni. Diagnosi: infarto. «Senza alcuna autopsia, fu cremato immediatamente», ricorda Francesco Santoianni su “L’Antidiplomatico“, salutando il libro “Giornalisti comprati”, ora finalmente in arrivo nelle librerie italiane. «Un libro zeppo di nomi e cognomi di giornalisti (tra i quali lo stesso Ulfkotte) che si sono venduti pubblicando “notizie” inventate da servizi di sicurezza, governi, aziende, lobby», scrive Santonianni. «Un libro che, dopo un successo straordinario in Germania nel 2014, per anni non è stato più ristampato (lo trovavate, usato, sul web a cifre elevatissime) e che ora viene pubblicato in Italia dall’editore Zambon». Anziché soffermarsi «sui tantissimi episodi di conclamata corruzione e di asservimento dei media riportati nel libro», Santoianni preferisce riportare in calce l’indice del volume, clamorosamente eloquente, nonché quella che è stata l’ultima dichiarazione pubblica di Ulfkotte.
Libertà di stampa simulata: la verità esclusivamente per i giornalisti? Nel libro si parla di “verità comprate” tra “reti d’élite e servizi segreti”. Ulfkotte racconta «come fui corrotto da una compagnia petrolifera». Titoli di questo tenore: “Frankfurter Allgemeine Zeitung: dietro le sue quinte c’è a volte una testa corrotta”. Oppure: “Come i giornalisti finanziano le loro ville in Toscana”. Ulfkotte definisce «ben lubrificato» quello che chiama «il famigerato sistema dei premi giornalistici». Bel panorama, non c’è che dire: «Interviste compiacenti, viaggi come inviato speciale e frode fiscale». Uno sguardo impietoso, sul “lavoro sporco” dei giornalisti di oggi. Altro titolo: “La spirale del silenzio: cosa non c’è nei giornali”. In alternativa, il sistema media come “manganello”, ovvero: “Oggi su, domani giù: esecuzioni mediatiche”. «I media tedeschi e americani cercano di portare alla guerra le persone in Europa, per fare la guerra alla Russia», scrisse Ulfkotte poco prima di morire. «Questo è un punto di non ritorno, e ho intenzione di alzarmi e dire che non è giusto quello che ho fatto in passato: manipolare le persone per fare propaganda contro la Russia».
Aggiungeva Ulfkotte: «Non è giusto quello che i miei colleghi fanno e hanno fatto in passato, perché sono corrotti e tradiscono il popolo: non solo quello della Germania, ma tutto il popolo europeo». Amare conclusioni: «Agli Stati Uniti e all’Occidente non è bastato vincere sul socialismo burocratico dell’Est Europa, ora puntano alla conquista della Russia e alle sue risorse e poi al suo più potente vicino: la Cina». Era la sua allarmante visione geopolitica: «Il disegno è chiaro e solo la codardia dei governi europei e le brigate di giornalisti comprati assecondano questo piano di egemonia globale che, inevitabilmente, determinerà una Terza Guerra Mondiale che non sarà combattuta coi carri armati ma coi missili nucleari». I nostri mediaGiornalisti comprati«Omologati, obbedienti all’autorità e riluttanti a fare ricerche», pronti a trasformare la Russia in una minaccia reale. Udo Ulfkotte parla dell’Atlantik-Brucke, il ponte atlantista del massimo potere che costringe l’informazione «nella morsa dei servizi segreti». Parla di «contatti controversi, elogi imbarazzanti, potere sotto copertura». Tecniche di propaganda classica, spacciate per giornalismo: sono tanti «i trucchi per l’inganno verbale della politica e dei media».
Il terzo capitolo si apre nel modo più esplicito: “La verità sotto copertura: giornalisti di prima classe in linea con le élite”. Ci sono anche giornalisti “testimoni di nozze”, alla corte del potere politico. Dai “troll” di Obama al fantasma dei Rockefeller, nell’eterna Commissione Trilaterale, fino alle imbarazzanti passerelle del Bilderberg. Come comprarsi un giornalista, istruzioni per l’uso: è quella che Ulfkotte chiama “l’informazione viscida”, sostenendo che «due terzi dei giornalisti sono corrotti». Si va avanti a colpi di “piacevoli favori”, per rendere i media “compatibili” con l’agenda del potere, tra “guadagni aggiuntivi” e “lavaggi del cervello”. In tutto questo, Ulfkotte legge “il fallimento della democrazia”. Scrive: «Ho molta paura per una nuova guerra in Europa e non mi piace avere di nuovo questo pericolo, perché la guerra non è mai venuta da sé». Vero: «C’è sempre gente che spinge per la guerra, e a spingere non sono solo i politici ma anche i giornalisti». Ecco il guaio: «Noi giornalisti abbiamo tradito i nostri lettori, spingiamo per la guerra». Si ribellava, Ulfkotte: «Non voglio più questo, sono stufo di questa propaganda. Viviamo in una repubblica delle banane e non in un paese democratico dove c’è la libertà di stampa».
(Il libro di Udo Ulfkotte, “Gekaufte Journalisten”, sarò presto nelle librerie italiane, edito da Zambon, con prefazione di Diego Siragusa. Titolo: “Giornalisti comprati”).

13 marzo 2020

Media / “Giornalisti Comprati” Da Cia & C., Esce Il Libro Bomba


Arriva finalmente in libreria “Giornalisti comprati”, scritto da uno dei più celebri reporter tedeschi, Udo Ulfkotte, uscito nel 2014 in Germania ottenendo uno strepitoso successo.
Non si è potuto però godere quel successo, Udo, perché è morto tre anni dopo, il 13 gennaio 2017, in circostanze del tutto misteriose. “Infarto” è stata la diagnosi, ma non è stata effettuata alcuna autopsia. Non basta, perché il suo corpo è stato immediatamente cremato.
Il suo libro – andato a ruba – incredibilmente non è stato più ristampato in Germania ed ha avuto scarsa circolazione all’estero.
Ora viene pubblicato in Italia da Zambon.
Si tratta di un volume zeppo di nomi e cognomi di giornalisti comprati e venduti, pennivendoli e firme anche molto note in Germania che hanno redatto veline su commissione di servizi segreti, governi, lobby, aziende e via corrompendo.
Ecco l’ultima dichiarazione pubblica rilasciata da Udo Ulfkotte. Che dovrebbe far molto riflettere soprattutto i giornalisti di casa nostra.
“Sono stato un giornalista per circa 25 anni, e sono stato educato a mentire, tradire e a non dire la verità al pubblico. I media tedeschi e americani cercano di portare alla guerra le persone in Europa, per fare la guerra alla Russia. Questo è un punto di non ritorno e ho intenzione di alzarmi e dire che non è giusto quello che ho fatto in passato: manipolare le persone per fare propaganda contro la Russia e non è giusto quello che i miei colleghi fanno e hanno fatto in passato, perché sono corrotti e tradiscono il popolo non solo quello della Germania ma tutto il popolo europeo.
Agli Stati Uniti e all’Occidente non è bastato vincere sul socialismo burocratico dell’est Europa, ora puntano alla conquista della Russia e alle sue risorse e poi al suo più potente vicino: la Cina. Il disegno è chiaro e solo la codardia dei governi europei e le brigate di giornalisti comprati assecondano questo piano di egemonia globale che, inevitabilmente, determinerà una Terza Guerra Mondiale che non sarà combattuta coi carri armati ma coi missili nucleari.
Ho molto paura per una nuova guerra in Europa e non mi piace avere di nuovo questo pericolo, perché la guerra non è mai venuta da sé, c’è sempre gente che spinge per la guerra e a spingere non sono solo i politici ma anche i giornalisti. Noi giornalisti abbiamo tradito i nostri lettori, spingiamo per la guerra. Non voglio più questo, sono stufo di questa propaganda. Viviamo in una repubblica delle banane e non in un paese democratico dove c’è la libertà di stampa”.

Vista la mole di notizie, è praticamente impossibile anche solo far cenno ad alcune vicende. Può invece risultare molto istruttivo riportare l’indice dei capitoli. Da scorrere d’un fiato.

Udo Ulfkotte: Giornalisti comprati, Edizioni Zambon, 2020
Prefazione (di Diego Siragusa)
Introduzione
Primo capitolo
  • Libertà di stampa simulata: esperienze con gli editori
  •  
  • La verità esclusivamente per i giornalisti?
  •  
  • Verità comprate: reti d’élite e servizi segreti
  •  
  • Come fui corrotto da una compagnia petrolifera
  •  
  • Frankfurter Allgemeine Zeitung: dietro le sue quinte c’è a volte una testa corrotta
  •  
  • Come i giornalisti finanziano le loro ville in Toscana
  •  
  • Ben lubrificato: il famigerato sistema dei premi giornalistici
  •  
  • Interviste compiacenti, viaggi come inviato speciale e frode fiscale
  •  
  • Ignobili compagni di sbornie. Sguardo nel lavoro sporco dei giornalisti
  •  
  • Un pessimo trucco: come si truffano gli inserzionisti
  •  
  • La spirale del silenzio: cosa non c’è nei giornali
  •  
  • Oggi su, domani giù: esecuzioni mediatiche

Secondo capitolo
  • I nostri media: omologati, obbedienti all’autorità e riluttanti a fare ricerche
  •  
  • Thilo Sarrazin: un eroe popolare è stato condannato
  •  
  • Propaganda: i prussiani dei Balcani stanno arrivando
  •  
  • I trucchi per l’inganno verbale della politica e dei media
  •  
  • La perdita della credibilità

Terzo capitolo
  • La verità sotto copertura: giornalisti di prima classe in linea con le élite
  •  
  • Forma la tua opinione (Bild Dir Deine Meinung)
  •  
  • Giornalisti testimoni di nozze: come formare il proprio potere
  •  
  • Come spunta Kai Diekmann?
  •  
  • L’Atlantik-Brucke
  •  
  • Nella morsa dei servizi segreti
  •  
  • I nomi: contatti controversi
  •  
  • Elogi imbarazzanti
  •  
  • Potere sotto copertura: tecniche di propaganda classica
  •  
  • Kallmorgen e Bohnen – Dubbi di esperti di pubbliche relazioni e di giornali rinomati
  •  
  • I Trolls di Obama: la quinta colonna degli Stati Uniti d’America
  •  
  • Lo spirito del Rockefeller: la Commissione Trilaterale
  •  
  • In memoria del capo del Frankfurter Allgemeine Zeitung
  •  
  • Comprare contatti con grandi nomi? La nobiltà distrutta
  •  
  • II potente circolo Bilderberg: teoria o realtà del complotto?

Quarto capitolo
  • Comprati un giornalista – L’informazione viscida
  •  
  • Due terzi dei giornalisti sono corrotti
  •  
  • Piacevoli favori: come rendere i media compatibili
  •  
  • Rivelazione: i guadagni aggiuntivi
  •  
  • Lavaggio del cervello: le forbici nella testa
  •  
  • Votare col portafoglio: i giornalisti diventano casi sociali
  •  
  • Imparziale? L’impero dei media della SPD

Quinto Capitolo
  • Casi di studio del Fronte della Propaganda
  •  
  • L’obiettivo superiore: l’amputazione dell’identità tedesca
  •  
  • L’ora delle favole della Merkel: come il governo federale mente alla popolazione
  •  
  • Battaglia di bugie: la propaganda di Sabine Christiansen e Ulrich Wickert
  •  
  • Pubblicità da detersivo per una moneta: l’agenzia pubblicitaria Mannstein
  •  
  • Il fallimento della democrazia
  •  
  • La redazione come scena del crimine: il lato oscuro del mondo dei media
  •  
  • Che fare?

Nella foto Udo Ulfkotte

09 marzo 2020

Giornalisti comprati e collusi con la Cia. Il libro di Udo Ulfkotte finalmente in italiano

Arriva, finalmente, nelle librerie italiane “Giornalisti comprati” scritto da Udo Ulfkotte : uno dei più famosi giornalisti tedeschi; il 13 gennaio 2017 trovato morto, a 56 anni, “di infarto” e, ancora più inspiegabilmente, senza alcuna autopsia, cremato immediatamente. Un libro zeppo di nomi e cognomi di giornalisti (tra i quali lo stesso Ulfkotte) che si sono venduti pubblicando “notizie” inventate da servizi di sicurezza, governi, aziende, lobby… Un libro che, dopo un successo straordinario in Germania nel 2014, per anni, non è stato più ristampato (lo trovavate, usato, sul web a cifre elevatissime) e che ora viene pubblicato in Italia dall’editore Zambon.

Essendo davvero arduo soffermarci qui sui tantissimi episodi di conclamata corruzione e di asservimento dei media riportati nel libro, preferiamo riportare in calce l’indice. E preferiamo concludere con quella che è stata l’ultima dichiarazione pubblica di Udo Ulfkotte.
“Sono stato un giornalista per circa 25 anni, e sono stato educato a mentire, tradire e a non dire la verità al pubblico. I media tedeschi e americani cercano di portare alla guerra le persone in Europa, per fare la guerra alla Russia. Questo è un punto di non ritorno e ho intenzione di alzarmi e dire che non è giusto quello che ho fatto in passato: manipolare le persone per fare propaganda contro la Russia e non è giusto quello che i miei colleghi fanno e hanno fatto in passato, perché sono corrotti e tradiscono il popolo non solo quello della Germania ma tutto il popolo europeo.

Agli Stati Uniti e all’Occidente non è bastato vincere sul socialismo burocratico dell’est Europa, ora puntano alla conquista della Russia e alle sue risorse e poi al suo più potente vicino: la Cina. Il disegno è chiaro e solo la codardia dei governi europei e le brigate di giornalisti comprati assecondano questo piano di egemonia globale che, inevitabilmente, determinerà una Terza Guerra Mondiale che non sarà combattuta coi carri armati ma coi missili nucleari.
Ho molto paura per una nuova guerra in Europa e non mi piace avere di nuovo questo pericolo, perché la guerra non è mai venuta da sé, c’è sempre gente che spinge per la guerra e a spingere non sono solo i politici ma anche i giornalisti. Noi giornalisti abbiamo tradito i nostri lettori, spingiamo per la guerra. Non voglio più questo, sono stufo di questa propaganda. Viviamo in una repubblica delle banane e non in un paese democratico dove c’è la libertà di stampa.”

Udo Ulfkotte: Giornalisti comprati, Edizioni Zambon, 2020

Prefazione (di Diego Siragusa)
Introduzione
Primo capitolo
Libertà di stampa simulata: esperienze con gli editori
La verità esclusivamente per i giornalisti?
Verità comprate: reti d’élite e servizi segreti
Come fui corrotto da una compagnia petrolifera
Frankfurter Allgemeine Zeitung: dietro le sue quinte c’è a volte una testa corrotta
Come i giornalisti finanziano le loro ville in Toscana
Ben lubrificato: il famigerato sistema dei premi giornalistici
Interviste compiacenti, viaggi come inviato speciale e frode fiscale
Ignobili compagni di sbornie. Sguardo nel lavoro sporco dei giornalisti
Un pessimo trucco: come si truffano gli inserzionisti
La spirale del silenzio: cosa non c’è nei giornali
Oggi su, domani giù: esecuzioni mediatiche
Secondo capitolo
I nostri media: omologati, obbedienti all’autorità e riluttanti a fare ricerche
Thilo Sarrazin: un eroe popolare è stato condannato
Propaganda: i prussiani dei Balcani stanno arrivando
I trucchi per l’inganno verbale della politica e dei media
La perdita della credibilità
Terzo capitolo
La verità sotto copertura: giornalisti di prima classe in linea con le élite
Forma la tua opinione (Bild Dir Deine Meinung)
Giornalisti testimoni di nozze: come formare il proprio potere
Come spunta Kai Diekmann?
L’Atlantik-Brucke
Nella morsa dei servizi segreti
I nomi: contatti controversi
Elogi imbarazzanti
Potere sotto copertura: tecniche di propaganda classica
Kallmorgen e Bohnen - Dubbi di esperti di pubbliche relazioni e di giornali rinomati
I Trolls di Obama: la quinta colonna degli Stati Uniti d’America
Lo spirito del Rockefeller: la Commissione Trilaterale
In memoria del capo del Frankfurter Allgemeine Zeitung
Comprare contatti con grandi nomi? La nobiltà distrutta
II potente circolo Bilderberg: teoria o realtà del complotto?
Quarto capitolo
Comprati un giornalista - L’informazione viscida
Due terzi dei giornalisti sono corrotti
Piacevoli favori: come rendere i media compatibili
Rivelazione: i guadagni aggiuntivi
Lavaggio del cervello: le forbici nella testa
Votare col portafoglio: i giornalisti diventano casi sociali
Imparziale? L’impero dei media della SPD
Quinto Capitolo
Casi di studio del Fronte della Propaganda
L’obiettivo superiore: l’amputazione dell’identità tedesca
L’ora delle favole della Merkel: come il governo federale mente alla popolazione
Battaglia di bugie: la propaganda di Sabine Christiansen e Ulrich Wickert
Pubblicità da detersivo per una moneta: l’agenzia pubblicitaria Mannstein
Il fallimento della democrazia
La redazione come scena del crimine: il lato oscuro del mondo dei media
Che fare?
Epilogo
Note
Indice dei nomi
Fonte articolo: