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28 maggio 2020

Un Giorno con l’affascinante, fastidioso e triste David Icke. Non posso credere che questo sia l’uomo che lo UK Establishment teme.


David Icke mi ha invitata a casa sua. È stato strano. È stato meraviglioso e preoccupante. Ma bannarlo per le sue teorie squinternate sul 5G e il coronavirus non lo fermerà. In realtà, lo farà solo arrabbiare.
“David sta per pubblicare un video per criticare la gestione della censura da parte di RT.”
Il messaggio, proveniente dal figlio di Icke, è arrivato un paio di settimane dopo una bellissima gita all’isola di Wight, dove avevo trascorso la giornata ad intervistare David Icke. Questa mia intuizione non autorizzata era nata mentre il mio editore era in vacanza e noi eravamo a corto di contenuti e idee. All’epoca ero il volto di un segmento di notizie satiriche per RT, e volevamo fare alcune interviste più creative e più lunghe. Quando ho contattato Icke, sono stata sorpresa di sapere che aveva visto alcuni dei miei video per RT e che sarebbe stato felice di invitarmi.
Così sono partita assieme a due cameraman abbastanza grandi da ricordare i giorni calcistici di Icke e quell’intervista di Wogan e l’umiliazione nazionale che ne seguì. Negli ultimi anni, Icke ha tenuto conferenze sold-out in tutto il mondo, realizzando video per i social media e scrivendo libri su libri con le sue teorie su tutto, dalla rete segreta che controlla ogni nostro passaggio ai pericoli dei vaccini (lì non ci sono pericoli, a proposito) … e, naturalmente, le lucertole che controllano il mondo (Tony Blair è uno di loro … a quanto pare).
David Icke è accogliente. Ci ha mostrato con grande entusiasmo il suo compatto appartamento sull’Isola di Wight. C’era un DVD del film Matrix accanto alla sua televisione, ha detto di averlo rivisto l’altra sera. David Icke è ospitale. Ha terminato il tour nel suo piccolo studio, dove scrive le sue miriadi di libri autopubblicati e sviluppa le sue “teorie”. Ma David Icke parla in modo assoluto. Va bene, perché per un po’ è innegabilmente divertente. Come studio del personaggio, è affascinante. Un mix tra Alan Partridge, una sorta di leader di culto … e Nigel, l’amico di pub di tuo padre.
Il Figlio di Dio parla. Un sacco.
Ci sediamo per un’intervista ed è qui che le cose si fanno difficili. David parla molto. Le sue riflessioni saltano da un argomento all’altro, perché tutto è collegato, hai presente? Ama il suono della sua stessa voce. Siamo stati tutti ingannati. “Loro” non vogliono che tu sappia della ragnatela … le solite cose. Puoi cercarlo online.
Tranne che invece non puoi o comunque non così facilmente. Perché la scorsa settimana Facebook ha eliminato la pagina di Icke. Aveva centinaia di migliaia di iscritti. Ma va bene, perché tu (insieme ai suoi 900 mila followers ) puoi guardare la sua reazione all’eliminazione della pagina Facebook sul suo canale YouTube. Oh aspetta, no. Non puoi. Perché anche YouTube ha eliminato il suo canale.
Le ditte tecnologiche hanno preso una posizione dura con i teorici della cospirazione che parlano durante la pandemia. I messaggi di Icke, secondo cui esiste un legame tra il 5G e il coronavirus, o che il coronavirus è una bufala per controllare la popolazione e renderla più dipendente dallo stato, rientrano in quella categoria. Visibilmente, l’assurdo Icke, in chat è pericoloso.
Il bannaggio di Icke è stato accolto con favore dal CCDH, che lo accusa di antisemitismo e razzismo (ci sono prove a sostegno di questo). Ma più in generale, c’è un disagio per la crescente censura online. I capi di diversi gruppi per i diritti civili hanno scritto su YouTube all’inizio di questo mese lamentandosi di “severe restrizioni alla condivisione delle informazioni”.
Sull’Isola di Wight, durante la nostra intervista, Icke continua a tornare alla sua famosa apparizione da Wogan, quando si è proclamato figlio di Dio sulla TV britannica nel 1991. Quello era il suo punto zero, la gente lo indicava e rideva strada. Oggi, dice, la gente si ferma e gli dice quanto lo amano. “Veramente?” Mi domandi. Parlando di celebrità, questa è piuttosto di nicchia. Un personaggio eccentrico, certo. Oltre ogni modo famoso e pericoloso? Non proprio.
Vaccinato dalla realtà?
Poco dopo camminiamo verso il lungomare e siamo fermati da un uomo intorno ai venti, trent’anni. Sembra … normale. Indossa un cappello, sfoggia alcuni tatuaggi e tiene in braccio un bambino. La mamma nascosta dietro loro.
“Ciao David. Vorrei solo dirti quanto ti amo. ” “Perché lo ami?” Chiedo. “Sono solo le cose che dice, mi hanno fatto impazzire, il mio modo di guardare il mondo è completamente trasformato.” “Credi a tutto?” Ho sondato ulteriormente. “No, non tutto, ma alcuni pezzi sì …” la sua voce si spegne. David afferra la manina rotondetta del bambino. “E chi è questo ragazzino?” “Questo è Kenny.” Ci salutiamo e ci dirigiamo verso l’appartamento di David. “Oh, David!” il tizio chiama di nuovo mentre torniamo indietro. Lui sorride e tiene Kenny con orgoglio con una mano sul petto. L’altra mano sta indicando il bambino. “Non è vaccinato!”
Quello è stato il momento clou. Quando ho visto il lato sinistro delll’ “innocuo eccentrico” Icke, dietro le sue congetture. Sono fiducioso che Icke creda di fare la cosa giusta e che desideri solo il meglio per quelli che lo circondano. Ma questo giustifica l’irresponsabilità di sostenere pratiche palesemente pericolose, come non vaccinare i tuoi figli?
Abbiamo passato molto tempo con le pubblicazioni e lavorato sui soliti video solo per sfornare ciò che andava in priorità. Altre cose continuavano a mettersi in mezzo. Non sembrava giusto ma non c’era fretta. E poi blam! Il messaggio del figlio di Icke. Se non pubblichi presto il video, dice, accuseremo RT di censura. A quel punto, nessuno in Direzione aveva nemmeno visto il pezzo. Ecco perché è stato così comico. Allo stesso tempo ci racconta il pensiero degli Icke (è un’azienda di famiglia). Anche RT è ora parte della cospirazione tradizionale contro Icke.
Dopo aver subito questa pressione, mi sono sentita meno incline a finire il pezzo, che alla fine ha perso la sua lucentezza.
Nutrire la bestia
Icke è stato intervistato su Talk Radio ed era stato su London Live, ma nessuno di quei canali si avvicina al livello di vetriolo come RT. Qualcosa mi ha detto che pubblicare un’intervista (per quanto stravagante) con un teorico della cospirazione, in un’intervista sfumata in cui non discuto su ogni suo punto ma gli permetto di raccontare apertamente, nel tentativo di essere Louis Theroux al femminile, potrebbe portare me e il canale ad avere un sacco di guai. I media lo adorerebbero.
Questo è esattamente ciò che è accaduto a un canale televisivo poco guardato chiamato London Live, che appartiene al proprietario di Evening Standard Evgeny Lebedev. Ha avuto un biasimo dal regolatore dei media britannico Ofcom per aver trasmesso una lunga intervista con Icke. Ofcom ha dichiarato che la decisione di London Live di trasmettere l’intervista a Icke “ha avuto il potenziale di causare danni significativi agli spettatori” durante la pandemia perché i suoi punti di vista non sono stati sufficientemente contestati dall’host.
Aspetta un secondo. Sicuramente non viviamo in una società in cui le affermazioni sono prese per buone. Altrimenti ai politici sarebbe vietato dire la metà delle cose che dicono, o le persone non sarebbero in grado di scrivere stupidaggini sui loro profili di app per appuntamenti, o l’industria della bellezza non affermerebbe che le creme possono rimuovere le rughe. E nonostante questo, alcune dichiarazioni molto più stravaganti di Icke, sarebbero abbastanza pericolose da imbavagliarlo?
Brian Rose, il presentatore di London Live che è pazzo di Icke, sta pubblicizzando a lettere maiuscole il suo (rinvigorito) stato di reietto trasmettendo nuove interviste con Icke su qualcosa che sta chiamando Digital Freedom Platform. Sembra esserci molto interesse.
Ho seguito la formazione Ofcom e capisco la necessità di un equilibrio. Le interviste di London Live (ce ne sono diverse con Icke e hanno ottenuto milioni di visualizzazioni su YouTube prima che fossero rimosse) non tentano nemmeno di contestare le sue opinioni. Ma anche per un giornalista più interrogativo, quando ti trovi di fronte a qualcuno di livello superiore come Icke, che crede che la realtà sia un arazzo simulato di bugie controllato da un gruppo di anfibi d’élite, è difficile sapere da dove cominciare. In effetti, più Icke parla (e parla MOLTO), più senti che gli stai dando la corda con cui appenderanno le sue fantasmagoriche discussioni.
Ma tutto ciò non ha senso. Se c’è qualcosa che ho imparato da Icke dal nostro (francamente delizioso) giorno insieme, è che vietarlo lo nutrirà soltanto. Proprio come quando l’Australia non gli ha concesso un visto. O i locali si rifiutano di ospitare i suoi discorsi. Alimenterà le sue teorie, rivendicando la cospirazione del “LORO devono impedirmi di dirti la verità”, alimenterà il suo senso di importanza personale, perché è il prescelto, dotato di tutta questa conoscenza e, alla fine, nutrirò la sua popolarità.
Perché diciamocelo, la gente ama una buona cospirazione.
Di Polly Boiko, Senior Editor con sede a Londra. Prima di allora è stata il volto del progetto satirico online ICYMI, e ha riferito di eventi importanti come corrispondente del Regno Unito per RT International. Seguila su Twitter @polly_boiko
Fonte: www.rt.com
Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di Francesca

27 maggio 2020

Covid-19 / Vietate Le Autopsie Dal Governo. Calpestate Salute & Ricerca


Governi killer. Tutti quegli esecutivi che da quando è scoppiata la pandemia per il Covid-19 hanno stravolto leggi & buonsenso impedendo di effettuare ogni autopsia, quando si abbia il sospetto che il decesso sia da attribuire al coronavirus.
Ai confini della realtà. Calpestando ogni diritto della scienza per capire sul serio la portata della pandemia. Ingenerando un “pandemonio” di cifre del tutto strampalate. Creando un autentico calderone nel quale finiscono per mescolarsi decessi d’ogni tipo.

Alla faccia del progresso, del contrasto reale al virus e d’un minimo principio di civiltà.
E’ possibile mai che tutto ciò avvenga in molti paesi, ben compresa l’Italia, e che nessuno osi dire qualcosa in contrario? Che sia imbavagliata ogni forma di opposizione e denuncia al cospetto di tale scempio?
Un altro massacro scientifico, perfettamente legalizzato.

IL TESTO SENZA TESTA
Leggiamo il testo della Circolare diffusa il 2 aprile a tutti gli ospedali italiani dal Ministero della Salute retto da Roberto Speranza.
Ecco l’articolo 1 del testo. “Per l’intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di Covid-19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio”.

Roberto Speranza
Passiamo all’articolo 2. “L’Autorità Giudiziaria potrà valutare, nella propria autonomia, la possibilità di limitare l’accertamento alla sola ispezione esterna del cadavere in tutti i casi in cui l’autopsia non sia strettamente necessaria. Analogamente le Direzioni sanitarie di ciascuna regione daranno indicazioni finalizzate a limitare l’esecuzione di riscontri diagnostici ai soli casi volti alla diagnosi di causa del decesso, limitando allo stretto necessario quelli da eseguire per motivi di studio e di approfondimento”.
Vi rendete conto di quanto stabilisce tale folle circolare?
Ispezione esterna del cadavere?
Ma siamo nel cuore della Papuasia?
Eppure, in un documento redatto giorni prima (per la precisione il 22 marzo) dalla Società Italiana di Anatomia Patologica, veniva espressamente messo nero su bianco: “Qualora all’esito della valutazione preliminare si ritenga che un decesso possa essere dovuto al Covid-19, i successivi accertamenti devono essere orientati alla conferma della diagnosi e alla precisa definizione del ruolo dell’infezione di Sars-Cov-2 nel determinismo della morte”.
Più chiari di così. Ma il governo se ne è ampiamente fregato di tale raccomandazione.

SCRIVE “NATURE
Vediamo cosa scrive a maggio (adesso) l’autorevole Nature a proposito della fondamentale importanza delle autopsie, soprattutto in tempi di coronavirus.
“Il rallentamento dell’autopsia ostacola la ricerca di come uccide il coronavirus. I sistemi sanitari, i blocchi e i requisiti di sicurezza hanno ostacolato gli sforzi per raccogliere i tessuti dai pazienti che sono stati cruciali per la ricerca”.

Così esordisce la giornalista scientifica di Nature, Heidi Ledford.
Che così continua: “Quando la pandemia di coronavirus si abbattè sulla città di Bergamo, in Italia, a partire da febbraio, l’ospedale Papa Giovanni XXIII fu rapidamente sopraffatto. I medici si sono attivati per dedicare l’ospedale, uno dei più grandi della regione, alle cure delle persone con Covid-19”.

Andrea Gianatti col suo staff medico
“Presto, tuttavia, il patologo Andrea Gianatti e i suoi colleghi iniziarono a spostare la loro attenzione su una priorità meno visibile: le autopsie. ‘E’ nata la necessità di capire come la malattia colpisce i vari organi’, afferma Gianatti. ‘E il modo più efficace era eseguire l’autopsia’”.
Prosegue Ledford: “Le autopsie sono un lavoro scrupoloso in condizioni normali; durante un’epidemia di malattia infettiva, il rischio aggiuntivo richiede precauzioni di sicurezza che le rendono ancora più ardue. Dal 16 marzo, il team di Gianatti ha eseguito 80 autopsie di persone che si sono dimostrate positive al coronavirus. ‘Il gruppo in genere gestisce solo 150 autopsie in un anno. Pochi ospedali, in Italia, dispongono delle attrezzature e delle risorse di sicurezza per avviare un’impresa simile’, afferma Gianatti”.
Prosegue la reporter di Nature: “I ricercatori di tutto il mondo si sono affrettati a studiare Covid-19, una malattia che attacca principalmente i polmoni, ma ha anche effetti sconcertanti su cuore, reni e cervello. La furia pandemica e i relativi blocchi hanno complicato gli sforzi per raccogliere i campioni di tessuto di cui i ricercatori hanno bisogno per capire come il nuovo coronavirus provoca tale caos. Ora, i patologi sono alla ricerca di modi per raccogliere sistematicamente tali campioni e condividere i risultati”.
Ledford, nel suo reportage, raccoglie le voci di diversi ricercatori internazionali, impegnati nella lotta contro il coronavirus e per difendere strenuamente la prassi scientifica dell’autopsia.

PARLANO I PATOLOGI
Afferma il patologo Roberto Salgado degli ospedali GZA-ZNA di Anversa, in Belgio: “Abbiamo bisogno di quei tessuti per determinare cosa sta uccidendo i pazienti colpiti da Covid-19. E’ la polmonite? Sono coaguli di sangue? Perché sviluppano insufficienza renale? Non ne abbiamo idea”.
Sostiene un altro patologo di fama, Andrew Connolly, dell’Università della California, San Francisco. “Una pandemia è un momento difficile per concentrarsi sulla raccolta di tessuti per la ricerca. I sistemi sanitari sono travolti; gli elementi essenziali, compresi i dispositivi di protezione individuale e i reagenti di laboratorio, sono scarsi e gli operatori sanitari stanno già assumendo un enorme rischio personale nel prendersi cura dei loro pazienti”.

Dichiara Phil Quinlan, direttore del Clinical Research Collaboration Centre dell’Università di Nottinghan, in Inghilterra: “Mentre i ricercatori fanno fatica a comprendere i numerosi effetti di Covid-19 sul corpo umano, chiedono a gran voce l’accesso ai campioni dei pazienti. La richiesta è cresciuta rapidamente nei primi giorni dell’epidemia nel Regno Unito”. E aggiunge: “Se non hai una connessione diretta con un medico coinvolto in un programma di sperimentazione clinica, quasi sicuramente non otterrai campioni in questo momento”.
Commenta Heidi Ledford: “Il National Biosample Centre a Milton Keynes, nel Regno Unito, è stato convertito in un centro di elaborazione dei test Covid-19. Anche i campioni come il sangue di pazienti Covid-19 sono difficili da trovare”.

Phil Quinlan
E continua: “Anche nel mezzo dell’epidemia, alcuni centri hanno trovato il modo di raccogliere dati. In Brasile, la patologa Marisa Dolhnikoff dell’Università di San Paolo e i suoi colleghi hanno utilizzato autopsie minimamente invasive per prelevare campioni di tessuto. Invece di utilizzare la procedura standard, che può richiedere la rimozione di interi organi, il team di Dolhnikoff effettua biopsie con ago da varie posizioni del corpo, usando gli ultrasuoni come guida”.
Sottolinea Dolhnikoff: “La tecnica è considerata più sicura di una normale autopsia, che espone il patologo agli agenti infettivi e quindi spesso deve essere eseguita in una sala dedicata con un flusso d’aria che minimizzi il rischio, un allestimento che in Brasile pochi ospedali hanno”.
Il team della patologa carioca ha analizzato decine e decine di campioni da polmoni, cuore, fegato, reni, milza, pelle e cervello, e sta cercando di capire perché i coaguli di sangue sono così comuni nei pazienti con Covid-19 grave.
Passiamo negli Stati Uniti e vediamo cosa ne pensa un altro patologo intervistato da Ledford, vale a dire Matthew Leavitt, direttore medico di Lumea, una società di “patologia digitale” a Lehi, nell’Utah. “Per determinare cosa sta succedendo in quegli organi, i ricercatori hanno bisogno di un gran numero di campioni. In un ambiente normale, l’autopsia risponde alle domande su un paziente. Nel caso di una nuova malattia emergente, l’autopsia è fondamentale per tutta l’umanità”.
Tutta l’umanità. Capito?

DATABASE SALVAVITA
La reporter scientifica di Nature racconta un’altra significativa esperienza, quella portata avanti dal patologo Peter Boor della RWTH Aachen University in Germania, dove è stato creato un database di autopsie Covid-19, in modo tale che i ricercatori possano condividere i loro dati, privati dalle informazioni identificative. “Vorrebbe condividere a livello internazionale – commenta Ledford – ma ha rapidamente scoperto che anche in Germania rappresentava un’enorme sfida logistica. Ogni lander ha diversi requisiti legali che regolano le autopsie e la privacy dei pazienti”.
Siamo ora al parere di Amanda Lowe, amministratore delegato di Visiopharm, un’altra sigla che opera nel campo della patologia digitale in Colorado, a Westminster. “Chiunque fa un passo avanti e ha accesso ai tessuti anche da un solo paziente è estremamente prezioso”.

Ecco il commento finale di Heidi Ledford: “Salgado, Lewitt e un team di patologi stanno affrontando la sfida di creare un ‘repository’ internazionale di patologie Covid-19. Stanno collaborando con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che mantiene un database di patologia tumorale. E stanno mettendo insieme le linee guida per la raccolta sicura di campioni di autopsia e un modo standardizzato di registrazione dei risultati. Finora, ricercatori provenienti da 25 paesi hanno dichiarato di essere interessati a partecipare, anche se un simile deposito richiederà probabilmente mesi per essere completato”.
Intanto, il ministro della salute di casa nostra russa.
Il governo dorme.
Limita drasticamente, anzi praticamente vieta le autopsie.
Se ne fotte di contribuire alla ricerca – quella autentica – per identificare e sconfiggere il coronavirus.
Stanno ammazzando quel che resta della nostra Salute. E della Democrazia.

www.lavocedellevoci.it

25 maggio 2020

Alpi, Borsellino & Misteri / Giustizia Morta, Memoria Calpestata


Processi sul binario morto, inchieste stoppate, giustizia ormai agonizzante.
Tutto “normale” in tempi di coronavirus?
Possibile mai che ogni straccio di ricerca della verità vada a finire in discarica e chi ne ha diritto debba essere calpestato?
E’ naturale che la Costituzione sia stata abrogata a nostra insaputa?
Che la democrazia sia finita a marcire in cantina?
La Voce da anni segue, con la sua rubrica “misteri” e con frequenti inchieste, alcune storie che contrassegnano la drammatica vita del nostro Paese, i tanti buchi neri che la popolano, le non-verità che angosciano il nostro cammino nel corso dei decenni.
E da mesi è black out continuo. Tutto fermo anche prima dell’epidemia, ora il buio è totale.

Niente processi, ma anche stop alle inchieste: possibile mai? Mentre si discute se sia possibile effettuare videoconferenze per riprendere il filone penale.
Passiamo in rapida carrellata alcuni “misteri” che non fanno registrare più alcuna notizia: un encefalogramma piatto che crea angoscia e dovrebbe suscitare scandalo.
Ma nessuno muove un dito, nessuno s’incazza, neanche un’anima protesta.


La Procura di Roma
ALPI E BORSELLINO, DEPISTAGGI PERFETTI
Partiamo dal porto delle nebbie, la procura di Roma.
Proprio ieri abbiamo rammentato l’unica foglia che s’è mossa, con l’affossamento in Vaticano dell’inchiesta sui frammenti delle ossa nel cimitero teutonico. Un’inchiesta partita un anno e mezzo fa ed effettuata – incredibile ma vero – in appena 48 ore. Tutto finito in una bolla di sapone. Con la benedizione papale e anche quella del numero uno dei tribunali vaticani, quel Giuseppe Pignatone al timone della procura delle nebbie fino ad un anno fa.

Una procura, quella capitolina, che sta cercando in tutti i modi di affossare, una volta per sempre, ogni possibile processo per l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Il 4 aprile è scaduto il termine per la proroga delle indagini ordinate dal gip Andrea Fanelli, dopo la duplice richiesta di archiviazione avanzata dal pm Elisabetta Ceniccola e controfirmata – vale a dire pienamente avallata – da Pignatone.
Ma quel termine è passato senza che si sia mosso nulla.
Possibile mai? Rinviata anche la semplice udienza davanti al gip che doveva stabilire se proseguire nell’inchiesta oppure archiviare il tutto. Ha un senso?
Nessuno, a Roma, se ne fotte dell’inchiesta di Perugia, che tre anni fa scagionò il giovane somalo condannato da innocente a 16 anni di galera, e mise nero su bianco del clamoroso “depistaggio di Stato”. Una sentenza che apriva la strada al processo romano, invece rimasta – tanto per cambiare – ad ammuffire. Mentre mandanti e killer di Ilaria e Miran sono liberi come fringuelli.
Un’altra inchiesta – ancor più “vecchia” – resta a marcire negli scantinati del porto delle nebbie. Riguarda l’omicidio di Pier Paolo Pasolini e venne riaperta tre anni fa per la scoperta di un terzo Dna sulla scena del crimine: oltre a quello del regista e a quello di Pino Pelosi, c’è anche la traccia di una terza presenza. Prove scientifiche, inoppugnabili, presentate da un perito degli eredi Pasolini.
Immaginate che qualcosa si sia mai mosso in questi tre anni? Niente. Neanche il becco di una risposta giudiziaria. Figuriamoci adesso con l’ottima e abbondante scusa della pandemia.

Anna Maria Palma
Facciamo un salto in Sicilia e ci troviamo alle prese con il processo Borsellino 5. Che si articola in due filoni relativi – anche stavolta – ad un clamoroso depistaggio di Stato. Nel processo in corso (sic) a Caltanissetta sono alla sbarra quattro poliziotti del team guidato all’epoca dall’ex questore di Palermo Arnaldo La Barbera, accusati di aver taroccato il pentito Salvatore Scarantino, sulla scorta delle cui denunce sono finiti in galera, per altrettanti 16 anni, sette persone che non c’entravano niente con la strage di via D’Amelio.
Mentre a Messina mesi fa è stato aperto un fascicolo per accertare le responsabilità dei magistrati che per primi hanno indagato su quella strage, Anna Maria Palma e Carmine Petralia, dai quali – di tutta evidenza – non potevano non partire gli ordini diretti al gruppo di La Barbera.
Un processo e un’inchiesta che in pratica s’incrociano, perché entrambe hanno a che fare con quel clamoroso depistaggio di Stato che non ha mai permesso di scovare, anche in questo caso, mandanti e killer.

I “SUICIDATI” PANTANI E ROSSI
A Napoli, invece, restano le spoglie dell’inchiesta sull’omicidio di Marco Pantani, il campione che fu fermato a Madonna di Campiglio per doping e poi finito in un gorgo senza fine.
Due le inchiesta partite dopo la sua tragica fine nel residence Le Rose di Rimini il 14 febbraio 2004. Una per quella morte, appunto: nonostante l’immensa mole di prove per documentare un omicidio in piena regola, la procura di Forlì ha archiviato il tutto, e la sentenza è stata confermata dalla Cassazione.

Resta in piedi il filone approdato a Napoli, su quel Giro d’Italia del 1999 taroccato e comprato dalla camorra, che aveva scommesso sulla sconfitta del Pirata. Anche stavolta una mole di prove che riguardano le “pressioni” sull’equipe medica per alterare le provette e l’ematocrito; e il coinvolgimento dei clan che aveva puntato grosse cifre sull’esito del Giro. Forlì archivia, mentre un esposto del legale della famiglia Pantani fa riaprire due anni e mezzo fa il caso alla Procura Antimafia di Napoli. Da allora non si è mossa una foglia. Silenzio tombale.
Da un “suicidio” all’altro il passo non è lungo. Basta fare un salto a Siena, dove nessuno ha mai trovato il bandolo della matassa per il giallo sulla fine di David Rossi, il responsabile delle comunicazioni del Monte dei Paschi di Siena. Un chiaro omicidio, soprattutto per la dinamica dei fatti che documentano i segni di un trascinamento del corpo e il volo dal quinto piano di Palazzo Salimbeni, quartier generale di MPS. “Doveva morire” – David Rossi, così come Marco Pantani – perché aveva deciso di vuotare il sacco su intrighi & affari nel mondo della finanza.
Un’inchiesta subito archiviata dagli inquirenti senesi, poi riaperta solo per la tenacia della famiglia di David. E’ quindi partito un altro filone d’inchiesta, stavolta a Genova, teso a smascherare depistaggi & affossamenti – tanto per cambiare – nell’inchiesta toscana.
Ma siamo alle solite. Da un anno circa è calato il silenzio più assoluto, figurarsi negli ultimi mesi.
E le stragi di Stato? Figurarsi, peggio che andar di notte.

LE FIAMME DI STATO
Piccoli movimenti, mesi fa, per il rogo del Moby Prince, con i lavori della commissione parlamentare d’inchiesta che hanno messo nero su bianco quanto le inchieste giudiziarie siano state del tutto carenti, fuorvianti e anche stavolta depistanti. Un pesantissimo j’accuse.

il relitto del DC9 di Ustica
Ma sapete che fine ha fatto? Neanche uno starnuto. Anzi sì, perché lo “Stato” tre mesi fa ha riconsegnato ai parenti delle vittime alcuni scatoloni con degli effetti personali rimasti anche loro a marcire per anni negli scantinati. Ma di aprire, finalmente, una vera inchiesta nemmeno a pensarci. Meglio, stavolta, “affondare” tutto e per sempre. Annegata, quindi, la pista che portava ai traffici di armi sotto l’ombrello protettivo degli americani all’indomani del conflitto in Iraq, epicentro la base a stelle e strisce di Camp Derby.
E su Ustica? L’ultima notizia riguarda un piccolo risarcimento deciso dallo Stato a favore della compagnia aerea Itavia, proprietaria del velivolo che ospitava gli 81 innocenti. La compagnia fallì pochi mesi dopo: quale senso ha ora quel risarcimento? Un altro schiaffo alla memoria dei morti, le cui famiglie sono state private di uno straccio di giustizia, essendo rimasti anche stavolta liberi di volare come fringuelli gli assassini.

E chissenefrega se la pista da seguire è chiara come un cielo limpido: il missile lanciato da una portaerei francese – con ogni probabilità la Clemanceau – per attribuire poi la responsabilità alla Libia dell’allora colonnello Gheddafi. Ma la giustizia di casa nostra ha stracciato giustizia & verità per la Ragion di Stato, e non infastidire alleati americani e francesi.
Arriviamo a tempi più recenti. Che ne sarà dei cascami del processo per la strage – e il rogo – di Viareggio? Condannati e prescritti i condannati eccellenti, come i vertici di FS RFI, liberi di passare da una poltrona del parastato all’altra, con valanghe di emolumenti al seguito.
E l’inchiesta per l’eccidio del ponte Morandi: al palo anche i lavori della magistratura genovese?

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22 maggio 2020

Raccolta Ue Per Il Vaccino / Bill Gates Dirige L’Orchestra


Pledging Conference” organizzata dalla Commissione Europea per raccogliere i fondi necessari a finanziare la ricerca del vaccino anti covid-19, almeno 7 miliardi e mezzo subito.
Gran direttore d’orchestra Bill Gates, al quale fanno capo tutte le guest stars internazionali radunate in maxi videoconferenza per l’occasione: Wellcome Trust, Gavi, Cepi, Global Preparedness Monitoring Board oltre, of course, alla Bill and Melinda Foundation.

Una mezzoretta di conversazione è servita al magnate-filantropo fondatore di Microsoft per impartire la “lesson” al nostro premier Giuseppe Conte, al quale ha espresso il suo apprezzamento per l’eccellenza della ricerca nel nostro Paese. Un vivo ringraziamento anche per le centinaia di milioni di euro (a quanto pare 130-140 milioni) da noi elargite a favore delle sue Fondazioni: incredibile ma vero, in tempi di profonda crisi economica e dei drammi quotidiani vissuti dalle nostre parti.
Ha anche rammentato, Gates, che “l’Italia dovrà fornire adeguata tutela ai Paesi in via di sviluppo che dovessero risultare colpiti dalla pandemia”.
E proprio l’Italia avrà la presidenza del G20 per il 2021.
In un documento sottoscritto da tutti i partner Ue, viene sottolineato che “ogni euro raccolto sarà convogliato soprattutto tramite organizzazioni mondiali riconosciute come Cepi, Gavi, Alleanza per il Vaccino, Fondo Monetario Internazionale, Unitaid, per lo sviluppo e la distribuzione il più rapidamente possibile e a più persone, di strumenti diagnostici, terapie e vaccini che aiuteranno il mondo a superare la pandemia. Se riusciremo a sviluppare un vaccino – viene ribadito – del mondo per il mondo, questo vaccino sarà un bene pubblico mondiale unico del 21° secolo. Insieme ai nostri partner, ci impegniamo a renderlo disponibile e accessibile a tutti”.
Siamo in trepida attesa di altre “lessons” del magnate-filantropo

21 maggio 2020

Si sveglia anche il Washington Times: il Covid-19 è una mega truffa


Marcello Pamio
Le cose si stanno muovendo o qualcuno corre ai ripari...
Il 28 aprile il “New York Times” se ne esce con un lungo reportage sul caso della Svezia.
Il paese scandinavo infatti dopo essere stato criticato per oltre un mese si prende la sua rivincita.
Numeri alla mano il governo svedese è quello che ha avuto ragione in Europa. A Stoccolma, con il doppio della densità di Roma, era tutto aperto: cinema, ristoranti, barbieri, scuole, palestre.
Gli svedesi insomma hanno continuato a vivere normalmente.
Il medesimo giorno il “Washington Times” pubblica addirittura un paio di articoli incredibili sul coronavirus. In pratica il Covid-19 sarebbe una delle più grandi truffe della storia: una truffa perpetrata dai media!
Ecco i titoli originali: “Coronavirus hype biggest political hoax in history” e “COVID-19 turning out to be huge hoax perpetrated by media”. In pratica “Il coronavirus promuove la più grande bufala politica della storia” e “COVID-19 che si rivela essere una grande bufala perpetrata dai media”.
Uno degli articoli inizia dicendo che il SARS-CoV-2, causa del COVID-19, ha ucciso 56.749 americani a partire da martedì e questa non è certo una cosa positiva, ma dati alla mano, è sempre meno della stagione influenzale 2017-2018 nella quale sono morte oltre 80.000 americani.
Gli esperti con i loro modelli computerizzati avevano previsto la morte di 1,7 milioni di americani, poi hanno dovuto rifare i modelli riducendo il numero tra i 100.000 e i 240.000 morti.
Ora, l'ennesimo modello richiesto dalla Task Force sul coronavirus della Casa Bianca prevede circa 70.000 morti entro la fine di agosto
I modelli come sempre fanno acqua da tutte le parti, ma passare da 1 milione e 700 mila morti a 70 mila, fa pensare ad una vera e propria strategia corrotta. Forse qualcuno desiderava una ecatombe?
Tasso di mortalità
Un recente studio della Stanford University ha stimato che il tasso di mortalità del virus probabilmente viaggia dallo 0,1% allo 0,2%, mentre ricordiamo che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) aveva stimato un tasso di mortalità superiore di 20 o 30 volte.
Secondo voi i media mainstream su quali dati hanno basato i loro servizi terroristici?
A New York City, epicentro statunitense della pandemia, il tasso di mortalità per le persone dai 18 ai 45 anni è dello 0,01%, ovvero del 10 per 100.000 nella popolazione.
Le persone di età pari o superiore a 75 anni, tuttavia, hanno un tasso di mortalità 80 volte superiore. Per i minori di 18 anni, il tasso di mortalità è zero per 100.000, che equivale a zero.
Salute ed età
Sempre il Washington Times afferma che più della metà dei decessi COVID-19 in Europa sono avvenuti in strutture di assistenza a lungo termine o in case di cura, mentre negli States solo un quinto delle morti registrate.
Quasi tutti i pazienti ricoverati in ospedale per il coronavirus a New York City avevano condizioni di salute precarie.
Fox News citando uno studio pubblicato dal JAMA, il giornale dell'associazione dei medici americani (Journal of American Medical Association), ha riferito che il 94% dei pazienti interessati aveva più di una malattia pregressa: il 42% era in sovrappeso e il 53% aveva ipertensione, mentre gli altri soffrivano di una varietà di disturbi.
Esattamente quello che è avvenuto anche da noi in Italia.
Conclusione
Per quale motivo hanno permesso a due tra i più importanti e letti quotidiani del mondo (New York Times e Washington Times) di pubblicare simili notizie? Non si può certo pensare ad una svista dell'editore e ovviamente neppure all'intraprendenza e al coraggio di un paio di giornalisti.
Se viene mandato in stampa il permesso dall'alto per farlo c'è sempre!
Quindi? Forse qualcuno in alto, ben sapendo che la Verità è figlia del tempo, sta in qualche maniera correndo ai ripari, parandosi il didietro? Della serie: “noi ve l'avevamo detto”.
Anche noi allora lo diciamo chiaramente e una volta per tutte: i servili media maistream sono una delle principali cause di questo disastro, perché hanno appositamente distorto, amplificato e scientemente veicolato il peggiore dei virus: la paura!


20 maggio 2020

Blog Emanuela Orlandi: Eventi LUGLIO 1983




Pubblicato un nuovo articolo nel Blog di Emanuela Orlandi 

Continua la storia di Emanuela e Mirella con gli eventi occorsi nel Luglio 1983
e con la nuova archiviazione da parte del Vaticano per i fatti relativi al Cimitero Teutonico.



Buona lettura