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15 settembre 2019

11 SETTEMBRE / BUSH & CIA, LA LUNGA SCIA DI COLLUSIONI E DEPISTAGGI


Sono trascorsi 18 anni dalla tragedia delle Torri Gemelle che ha causato oltre 3 mila vittime e i cittadini americani stanno aprendo gli occhi sulle responsabilità di quell’11 settembre. Nonostante l’establishment a stelle strisce abbia fatto di tutto e cerchi ancora adesso di fare di tutto per nascondere le tremende verità.
Secondo un ultimo rilevamento, quasi il 60 per cento degli statunitensi pensa che il governo Usa insabbi quelle responsabilità.

George Bush
All’interno di questa larga, predominante fetta, c’è una parte dell’opinione pubblica che sostiene apertamente la pista della cospirazione interna: cioè che si sia trattato di un “lavoro interno” (“an inside job”) dell’allora amministrazione Bush (senior); non pochi poi addebitano colpe agli israeliani, soprattutto tra coloro che parlano di esplosivi all’interno delle Torri Gemelle.
Dal congresso degli Stati Uniti (sotto la presidenza Obama) è stato elaborato un ponderoso documento, dal quale emergono responsabilità riconducibili all’Arabia Saudita, che avrebbe coperto le frange estremistiche del terrore islamista. Ma niente di più. Dopo tanto lavoro, partorito un topolino. Tanto più per il fatto che dagli Usa non sono mai state intraprese azioni politiche o legali nei confronti di quel Paese, peraltro considerato un alleato strategico nel sempre bollente scacchiere mediorientale.

FAMIGLIE AMERICANE CONTRO SAUDITI
Due anni fa è partita un’azione legale (a fini risarcitori) intentata dai familiari delle vittime dell’11 settembre, proprio contro il governo saudita, accusato, appunto, di collusioni con i terroristi. Sostiene Andrew Maloney, il legale delle famiglie: “I sauditi hanno coperto. Sapevano che quel mattino erano arrivati a Los Angeles degli uomini di Al Qaeda. Così come lo sapeva bene la CIA”.
Eccoci al nodo, la Cia. Di cui si parla diffusamente nelle 6 mila e 800 pagine di carte e documenti presentati davanti alla Corte dall’avvocato Maloney. Il quale ha chiamato a testimoniare, tra gli altri, Fahad al-Thumairy, importante ufficiale saudita a Los Angeles e all’epoca imam alla moschea di Culver City, in California, frequentata da alcuni componenti del commando. Nel 2003 Thumairy è stato fermato all’aeroporto di Los Angeles (proveniente dalla Germania) e rimpatriato in Arabia Saudita perchè “sospettato di legami con i terroristi”. Ma oggi lavora ancora per il governo di Riyad. “Potete crederlo, questo?”, si è chiesto Maloney in aula.

Fahad al-Thumairy
Il legale sta cercando di ottenere dall’FBI – per via giudiziaria – tutti i contatti intercorsi con la Cia nei mesi precedenti e susseguenti all’attacco delle Torri Gemelle. Per dimostrare come la Cia fosse perfettamente a conoscenza dei piani di strage, non abbia fatto nulla per contrastarli e abbia molto limitato la condivisione delle informazioni con lo stesso Fbi.
Una guerra tutta interna agli Stati Uniti, dunque, con una Cia in campo – in combutta coi vertici governativi dell’epoca – per colludere, fiancheggiare, coprire e depistare, e un Fbi nei panni degli sprovveduti, tanto che nelle testimonianze di non pochi agenti dell’Fbi – anche apicali – fanno sempre capolino espressioni del tipo “ci hanno fregati”, “non ci hanno comunicato”, “ci hanno nascosto” e via di questo passo. Alice nel paese delle meraviglie, il potente e super attrezzato Federal Bureau ofInvestigation?

TUTTA CIA, DEPISTAGGIO PER DEPISTAGGIO
Sembrerebbe proprio di sì, stando a quanto raccolto dagli autori di un libro-inchiesta, “The Watchdogs didn’t Barc: The CIA, NSA, and the Crimes of the War on Terror”.
A firmarlo John Duffy, uno scrittore e attivista di sinistra, e Ray Novosielsky, un regista, i quali tra l’altro dieci anni fa, nel 2009, intervistarono un consulente della Casa Bianca (sotto le presidenze Bush senior e Clinton) per l’antiterrorismo, Richard Clark. In quella occasione Clark lanciò delle pesantissime accuse contro i vertici della Cia e del suo numero uno, George Tenet,a proposito della rocambolesca e mai chiarita cattura di Osama bin Laden: hanno nascosto tutte le informazioni – è il tono del j’accuse – così come hanno celato le notizie sull’arrivo negli Usa dei futuri terroristi Khalid al-Mihdhar eNawaf al-Hazmi.

Osama bin Laden
Davanti al Congresso Usa, nel 2002 Tenet aveva respinto i primi addebiti, sostenendo di non essere a conoscenza di eventuali pericoli prima dell’11 settembre. Clamorosamente smentito, tra l’altro, da una serie di cablogrammi che contenevano informazioni sugli spostamenti di quei terroristi.
Circa 50-60 ufficiali della Cia, oltre ovviamente al capo Tenet, erano a conscenza di quei fatti, è il senso dell’accusa di Clark, il quale parla senza peli sulla lingua di “agenti doppi”.

I due autori raccolgono svariate testimonianze, lungo il percorso di quella che definiscono la “cospirazione del silenzio”.
Uno dei principali agenti Fbi dell’antiterrorismo, Ali Soufan,esclama: “E’ orribile. Ancora non sappiamo cosa è successo, hanno nascosto tutto. L’11 settembre ha cambiato la storia. Ciò ha portato alle invasioni dell’Afghanistan e dell’Iran, l’estrema instabilità del Medio Oriente, la crescista dell’islamismo militante ma ha anche condotto gli Stati Uniti ad un regime quasi poliziesco”. Parole bollenti.
“Sono triste e depresso per queste cose”, osserva Mark Rossini,uno dei due agenti Fbi di maggior grado posti al coordinamento dell’operazione che ha portato alla misteriosa cattura di Osama bin Laden.
“Ci volevano chiaramente nascondere delle verità”, sottolineano altri due ufficiali di lunga esperienza all’Fbi, Pat D’Amuro Dale Watson.

Terry Strada
Durissime le affermazioni di Terry Strada, leader del gruppo “9/11 Families & Survivors United for Justice Against Terrorism”. Le sue parole: “E’ molto triste che ci sia ancora tutta questa oscurità su quella tragedia. E’ frustrante, e mi fa molto arrabbiare. E’ uno schiaffo in faccia. Pensano di essere al di sopra di tutto, sopra la legge e di non dover rispondere alle famiglie e al mondo. E’ semplicemente disgustoso”.

IL J’ACCUSE DI FERDINANDO IMPOSIMATO
Quasi dieci anni fa è stato Ferdinando Imposimato, il memorabile magistrato antiterrorismo e antimafia, a firmare un report infuocato sull’11 settembre che tirava pesantemente in ballo i vertici Usa e della Cia.
Imposimato, infatti, venne incaricato dal tribunale dell’Aja per i crimini contro l’umanità di preparare un dettagliato dossier per far luce su molti controversi aspetti. Un lavoro che Ferdinando prese molto a cuore. Consultò montagne di documenti, gli demmo una mano per tradurne alcuni (per anni ha scritto per la Voce), redasse un rapporto ponderoso, circa 150 pagine, che venne presentato a New York.

Ne emergeva un quadro probatorio schiacciante. Prove documentali sui contatti della Cia con una serie di terroristi, alcuni dei quali tranquillamente acquartierati negli Usa senza che nessuno alzasse un dito.
Un nome su tutti, quello di Mohamed Atta, il pilota del primo aereo – l’American Airlines Flight11– che si è schiantato contro le Torri Gemelle.
Nato in Egitto nel 1968, Atta trascorre parecchi anni in Germania e all’inizio del 2001 si trasferisce nel States. A Venice, in Florida, prende il brevetto di pilota. In tutti i mesi precedenti all’attacco, fa la spola tra Europa e Usa, e da uno Stato all’altro all’interno degli stessi Usa. Libero di volare come un fringuello, nonostante il suo nome compaia in chiara evidenza ai terminali della Cia e della stessa Fbi nella black list.

Mohammed Atta
Il vertice della Casa Bianca, in quei mesi del 2001, è tenuto costantemente informato dalla Cia: ossia Bush e i suoi scagnozzi sanno bene di che personaggio si tratta, così come di parecchi altri rampanti terroristi. Ma nessuno compie un… atto, una sola azione per fermarli.
Imposimato fornisce ampi ragguagli; fa nomi, cognomi e indirizzi dei principali personaggi coinvolti; così come di coloro i quali avrebbero dovuto vigilare, controllare e fermare quell’azione terroristica e non lo hanno fatto.
E’ successo qualcosa dopo quel potente atto d’accusa stradocumentato? Niente. Così come dopo altre accuse e inchieste al calor bianco, in Italia una per tutte quella firmata da Giulietto Chiesa sull’autodisastro delle Torri Gemelle.

BUSH & FRIENDS
Del resto, perché mai George W. Bushavrebbe dovuto alzare un dito, amico com’era della famiglia bin Laden?

Bjorn Borg e Loredana Bertè
Perché nell’agenda Bush va rammentata un’altra data da novanta. Quella di una gara di tennis e poi di un super pranzo. Tra le guest star il re della racchetta Bjorn Borg e la sua compagna di allora, Loredana Bertè. A raccontare la story alla Voce fu l’avvocato Carlo Taormina, che allora tutelava gli interessi della coppia Borg-Bertè.

Ma c’era un altro ospite eccellente, a quel meeting: Osama bin Laden. Proprio lui, il Principe del Terrore.

09 settembre 2019

Zero - Inchiesta sull'11/9 News is out! Edition of 09 September 2019

Zero - Inchiesta sull'11/9 News
Inchiesta giornalistica rigorosa, interviste girate a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti.
Published by
Mario Rossi Network
09 September 2019
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Vaticano e 11 settembre



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Il coinvolgimento dell'Opus Dei nell'11 settembre 2001.

07 settembre 2019

La versione ufficiale del crollo del WTC N° 7 è un cumulo di macerie

Un gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università dell’Alaska, guidato dal Dr. Leroy Hulsey, dal Dr. Zhili Quan e dal Professor Feng Xiao del Dipartimento di Ingegneria Civile, Università di Scienza e Tecnologia di Nanchino, ha reso pubblici ieri, per un commento pubblico, i risultati di uno studio di quattro anni sul crollo del World Trade Center Building n° 7, l’11 settembre 2001. Questa è la prima indagine scientifica sul crollo dell’edificio.
Ecco la conclusione:
La principale conclusione del nostro studio è che il fuoco non ha causato il crollo del WTC 7 l’11 settembre, contrariamente alle conclusioni del NIST e delle società di ingegneria private che hanno studiato il crollo. La conclusione secondaria del nostro studio è che il crollo del WTC 7 è stato un collasso globale, che ha comportato il cedimento quasi simultaneo di tutti i pilastri dell’edificio.”
Notate tre cose: (1) ci sono voluti 18 anni per ottenere una vera indagine sulla distruzione di un edificio di cui erano stati accusati dei terroristi mussulmani, (2) l’unico modo in cui si può verificare il “cedimento quasi simultaneo di tutti i pilastri dell’edificio” è attraverso una demolizione controllata e (3) questo straordinario risultato non è stato riportato dai media di regime.
In altre parole, lo studio è già stato destinato al Buco della Memoria. Questo è il modo in cui opera The Matrix. Questo è il motivo per cui c’è bisogno di questo sito web. L’unico scopo dei notiziari stampati e televisivi è quello di programmarvi in modo che seguiate pedissequamente l’agenda di chi vi governa. Quelli che seguono i notiziari della TV, ascoltano la National Public Radio o leggono i giornali vengono programmati per essere automi senza cervello.
Leggete ora questa dichiarazione dei Commissari dei Vigili del Fuoco di Franklin Square and Munson [del 24 luglio 2019].
Considerando che gli attacchi dell’11 settembre 2001 sono indissolubilmente e per sempre legati a Franklin Square e ai vigili del fuoco del Dipartimento di Munson;
Considerando che, l’11 settembre 2001, mentre operava presso il World Trade Center di New York City, il vigile del fuoco Thomas J. Hetzel, badge # 290 della Hook and Ladder Company # 1, Franklin Square e Munson Fire Department di New York, rimaneva ucciso durante lo svolgimento delle sue funzioni, insieme a 2.976 altri soccorritori e civili;
Considerando che, i membri del Dipartimento dei Vigili del fuoco di Franklin Square e Munson erano stati chiamati a collaborare alle successive operazioni di salvataggio, recupero e pulizia del sito del World Trade Center, cosa che aveva provocato a molti di loro malattie potenzialmente letali a causa della respirazione delle tossine venefiche presenti nel sito;
Considerando che il Consiglio dei Responsabili del Distretto dei Vigili del Fuoco di Franklin Square e Munson riconosce la natura significativa e convincente della petizione posta all’attenzione del procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York riferentesi a crimini federali non perseguiti commessi presso il World Trade Center l’11 settembre 2001, invita il procuratore degli Stati Uniti a presentare tale petizione ad uno speciale Gran Giurì ai sensi della Costituzione degli Stati Uniti e 18 USC SS 3332 (A)
Considerando che, le prove schiaccianti presentate in detta petizione dimostrano oltre ogni dubbio che esplosivi e/o materiali incendiari pre-impiantati – non solo gli aerei e gli incendi conseguenti – avevano causato la distruzione dei tre edifici del World Trade Center, uccidendo la stragrande maggioranza delle vittime di quel giorno;
Considerando che le vittime dell’11 settembre, le loro famiglie, la popolazione di New York City e la nostra nazione meritano che ogni crimine relativo agli attacchi dell’11 settembre 2001 sia indagato con il massimo rigore e che ogni persona responsabile sia portata di fronte alla giustizia;
ORA PERTANTO, SI DEVE DECIDERE che il Consiglio dei Responsabili del Distretto dei Vigili del Fuoco di Franklin Square e Munson sostenga pienamente un’indagine federale completa del gran giurì e un procedimento giudiziario per tutti i reati connessi agli attacchi dell’11 settembre 2001, nonché ogni sforzo di altre entità governative per indagare e scoprire tutta la verità che circonda gli eventi di quel giorno orribile.
Paul Craig Roberts
Fonte: www.paulcraigroberts.org

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org