La metamorfosi degli Stati Uniti (I)
Lo scisma che oppone il Pentagono al Vaticano
Dall’esterno non ci rendiamo conto della metamorfosi degli Stati Uniti: in quattro mesi hanno cambiato ideologia politica (non sono più jacksoniani), dottrina militare (non applicano più la strategia Rumsfeld-Cebrowsky) e fede (non credono più nella pluralità delle religioni). Pubblichiamo un’analisi di questa trasformazione che ci costringe a rivedere completamente la percezione di questo Paese.
Il 9 gennaio 2026 papa Leone XIV ha fatto gli auguri di buon anno agli ambasciatori stranieri. Nell’occasione ha dichiarato: «Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo. A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi alleati. La guerra è tornata di moda e il fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la seconda guerra mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui [1]. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé “nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini” [2], ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo Stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile.» [3].















