01 agosto 2022

GIALLO ALPI / SALTA PER ARIA CHI FORSE SA TUTTO: VOLEVA PARLARE?


Colpo di scena nel giallo Alpi.

Salta per aria, a Mogadiscio, l’auto con a bordo Hashi Omar Assan, il somalo che da perfetto innocente s’è fatto 16 anni di galera per un duplice omicidio – quello di Ilaria Alpi Miran Hrovantin – che non ha mai commesso.

Le prime, frammentarie notizie in arrivo dalla Somalia fanno solo riferimento ad una possibile pista che porterebbe ad Al-Shabaa, il gruppo terrorista jiadista che da oltre 15 anni semina morte in quei territori. Niente di più specifico.

Ma sorge spontaneo l’interrogativo.

Forse Omar Assan aveva deciso di raccontare agli inquirenti romani qualcosa di importante, di basilare per venire finalmente a capo di un duplice omicidio ancora, incredibilmente, senza colpevoli, né i killer né tantomeno i mandanti? Forse si stava per spezzare quel muro di gomma che ha fino ad oggi resistito, anche a botte dei più clamorosi depistaggi di Stato?

Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dalle news.

29 luglio 2022

Il sabotaggio della pace in Europa, di Thierry Meyssan

Gli anglosassoni, che già sono riusciti a escludere la Russia dal Consiglio d’Europa e si adoperano per impedirle di partecipare alle riunioni dell’OSCE, stanno manovrando per far naufragare l’Unione Europea attraverso una struttura concorrente in Europa centrale: l’Iniziativa dei Tre Mari. Hanno rispolverato un vecchio progetto polacco, finalizzato a sviluppare la regione preservandola dall’influsso tedesco e russo.

Il vertice dell’Iniziativa dei Tre Mari (Intermarium) a Riga, il 20 giugno 2022.

Il 23 giugno 2022 il Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea ha deciso di concedere all’Ucraina lo status di Paese candidato. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha precisato che la strada per mettere in atto le riforme economiche e politiche, condizione dell’adesione, sarà lunga (la Turchia è candidata da 23 anni).

27 luglio 2022

Una tomba vuota riapre il caso Orlandi. Il fratello: “Non una svolta, ma si indaghi”


La squadra mobile di Roma ha messo sotto sequestro il loculo svuotato di una diciassettenne strangolata nel 1983. Un informatore nel 2015 aveva parlato di un collegamento tra questo omicidio e la scomparsa di Emanuela Orlandi.

È di questa mattina (21 luglio 2022) la notizia di una presunta “svolta” nel caso della sparizione di Emanuela Orlandi, la ragazza di cui si sono perse le tracce a Roma nel giugno del 1983. Cittadina vaticana, da ormai quasi quarant’anni su questa vicenda si addensano nubi oscure, tanto fitte da non permettere di scernere la verità dalla finzione, spesso veicolata in modo strumentale da chi – ancora oggi – da questa storia ha molto da perdere.

La “svolta” di cui sopra si riferisce a un aspetto inquietante: il 13 luglio scorso la squadra mobile di Roma è entrata nel cimitero monumentale del Verano con un obiettivo preciso: aprire il fornetto in cui riposano le spoglie di Katty Skerl, la figlia di un regista americano che nel 1982, quando aveva 17 anni, venne ritrovata strangolata in una vigna a Grottaferrata. Un caso mai risolto, uno dei tanti che nel corso degli anni Ottanta, sempre a Roma, vide coinvolte diverse ragazze.

25 luglio 2022

La menzogna di Francesco. Denunciano abusi e insabbiamenti in un importante collegio dei Gesuiti ai tempi di Bergoglio

Due uomini assicurano di essere stati maltrattati nel 2002 dal sacerdote César Fretes della scuola Del Salvador, situata nel cuore del centro di Buenos Aires. L'attuale papa era allora la massima autorità di quella congregazione. Il sacerdote (già deceduto) è stato trasferito a Mendoza e la Chiesa è riuscita a impedire che lo scandalo si diffondesse. Ora le vittime lo denunciano pubblicamente. Hanno scritto una lettera al Vaticano, ma Francesco non risponde.

Questo sabato, nella sezione Società del quotidiano Clarín , la giornalista Mariana Iglesias ha pubblicato una grave denuncia che coinvolge papa Francesco e la sua congregazione cattolica per aver coperto gli abusi sessuali commessi dal sacerdote César Fretes contro minori. Gli eventi, secondo la testimonianza dei sopravvissuti, sono avvenuti due decenni fa in una delle scuole più “prestigiose” della Compagnia di Gesù , la congregazione dei Gesuiti che Jorge Bergoglio ha guidato per anni fino a quando si è trasferito a Roma per ricoprire il ruolo di “supremo pontefice”. “.”.

Pablo Vio e Gonzalo Elizondo compiono oggi 31 anni. Nel 2002 avevano undici anni ed erano studenti di prima media al Colegio Del Salvador , che occupa gran parte dell’isolato che comprende Callao Avenue e le strade Lavalle, Tucumán e Riobamba nella città di Buenos Aires. La scuola (le cui rette mensili sono di circa $ 65.000) è una delle istituzioni educative più riconosciute dei Gesuiti in Argentina e lì Bergoglio era professore di Lettere e Psicologia, nonché “direttore spirituale” e “confessore”. Quando si verificarono i fatti, inoltre, l’attuale papa era già cardinale e arcivescovo di Buenos Aires .

22 luglio 2022

Oliver Stone “La guerra in Ucraina provocata da noi”


“Il mondo occidentale è sotto ipnosi”, conclude salutandomi. Parlare con Oliver Stone è un’esperienza intensa. Dice di apprezzare il dibattito, ma le sue opinioni sono assolute. Dall’inizio della sua carriera, dal primo Oscar per l’adattamento di Fuga di mezzanotte nel 1979, il regista ormai 76enne ha scritto e diretto film, serie televisive e documentari che raccontano in un modo o nell’altro la realtà e la storia dei nostri tempi. 

Lo abbiamo incontrato ad Ostuni, dove è stato ospite dell’Allora Fest: torna sempre volentieri in Italia, e questa volta ha anche salutato Francis Ford Coppola nella sua Bernalda prima di ripartire e tornare al lavoro. “Non mi capita mai di non fare assolutamente niente” racconta fra lo stupito e l’irrequieto, “l’unica preoccupazione qui è cosa si mangia oggi”.

In realtà il regista premio Oscar per JFK non smette mai di leggere, gira con due libri sulla dinastia dei Kennedy, “tanti particolari inediti”, mi dice, “interessanti”. Ma come lavora, gli chiedo, prende appunti? “I libri che leggo sono pieni di annotazioni”, mi risponde sfogliandoli. Un nuovo film sui Kennedy? Insinuo. “Chissà”, mi risponde criptico. 

20 luglio 2022

Storia in Rete: FALCONE. LA PISTA RUSSA

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In edicola il numero 192 di Storia in Rete

 

FALCONE. LA PISTA RUSSA

Quando fu ucciso il giudice antimafia stava indagando sul riciclaggio dei soldi provenienti da Mosca attraverso canali già usati per finanziare il PCI

 

Storia in Rete 192 è in edicola

Chi c'era dietro la morte del giudice Falcone oltre i "soliti noti"? Chi era il procuratore russo con cui Falcone aveva iniziato a collaborare a proposito dei flussi di denaro fra la Mosca del PCUS e Botteghe Oscure? Domande inquietanti che stendono un'ombra – rossa – sul delitto di mafia che aprì la fine della Prima Repubblica.

E ancora di rapporti fra Mosca e Botteghe Oscure si parla sul numero estivo di Storia in Rete: davvero Berlinguer "strappò" con l'URSS quando affermò di sentirsi "più protetto sotto l'ombrello della NATO"?

Dai misteri d'Italia all'ombra della falce-e-martello alle vicende di Gabriele d'Annunzio. Il Vate, corteggiato dalle logge massoniche, fu mai iniziato? Poi uno sguardo oltralpe alle polemiche che stanno scaldando il dibattito francese sulla repubblica di Vichy e gli ebrei: le affermazioni esplosive di Zemmour, la letteratura storica in materia e la reazione scomposta dei media dell'Esagono.

Dalla Francia all'Italia medievale, con un ritratto di Ezzelino III da Romano, il crudele signore del Trevigiano che tentò di costruire la prima signoria nel segno di Federico II. Gli indiani che seguirono l'Asse sperando nella liberazione del loro paese dal dominio coloniale britannico. E infine "cattivi letterari": il geniale professor Moriarty, arcinemico di Sherlock Holmes, si ispirava a un personaggio realmente esistito?

 

Tutto questo e molto altro su Storia in Rete 192

 


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18 luglio 2022

USTICA 42 ANNI DOPO / IN ARRIVO I DOCUMENTI “DESECRETATI” DA USA E FRANCIA. E’ LA SVOLTA?


A 42 anni dalla strage di Ustica siamo arrivati al paradosso.

Da un lato la verità, finalmente, può essere più vicina, perché a quanto pare sono stati una buona volta ‘desecretati’ tutti i documenti francesi e americani ottenuti dopo estenuanti rogatorie internazionali. Documenti – se integrali e autentici, ma soprattutto non taroccati – che provano quanto è successo nei  cieli e nei mari di Ustica: cosa cioè ha causato l’esplosione del DC 9 Itaviaprovocando la morte di 81 passeggeri.

Ma c’è un secondo, clamoroso fronte che si sta aprendo.

Una fantomatica ‘Associazione per la Verità sul Disastro di Ustica’, promossa dall’ex Dc Carlo Giovanardi e dall’ex generale Leonardo Tricarico, ha appena presentato un esposto alla Procura di Bologna chiedendo che venga aperta una nuova inchiesta. E hanno presentato un dossier che riprende la vecchia (e depistante) pista della ‘bomba’ a bordo dell’Itavia e di due misteriose piste che portano al ‘terrorismo’.

Come mai salta fuori proprio adesso questo ‘esposto’ che rischia di gettar molto fumo in un contesto in cui finalmente pare si possa arrivare a delle conclusioni, cioè alla procura di Roma dove    si trova il fascicolo processuale aperto da quasi 15 anni, cioè dal 2008?


ABBIAMO LE CARTE! ESULTA DARIA BONFIETTI

Non ha dubbi Daria Bonfietti, la storica presidente della altrettanto storica ‘Associazione dei familiari delle vittime di Ustica’, che adesso vede spuntare questa fantomatica neo sigla per la Verità su Ustica: “L’iniziativa di presentare un nuovo esposto a Bologna – spara forte Bonfietti – è una autentica provocazione, una chiara manovra di depistaggio, e contiene una serie di menzogne, a cominciare dalla bomba a bordo, una storia trita e ritrita che ha fatto perdere anni ed è servita solo a sviare le indagini”.