In questa intervista incontriamo Pino Arlacchi, sociologo, ex vice-secretario generale e direttore esecutivo del programma anti-rogue e anticrimine dell'ONU, già deputato e senatore, oltre che parlamentario europeo, analista per la DIA negli anni negli anni 80, dove ha lavorato insieme a Gianni de Gennaro con Giovanni Falcone, e autore del libro "Giovanni ed io" (ed. Chiarelettere).
Partendo dai ricordi e dai dialoghi avuti con Falcone negli ultimi mesi della sua vita, Arlacchi ripercorre alcune delle pagine più controverse della storia italiana: il delitto Mattarella, il ruolo dei servizi segreti, i rapporti tra mafia e pezzi dello Stato, il fallito attentato dell'Addaura, le stragi degli anni Novanta e le riflessioni che Falcone gli confidò pochi mesi prima della sua morte.
Una testimonianza diretta che riporta al centro interrogativi ancora aperti sulla storia della Repubblica e sul rapporto tra criminalità organizzata, potere politico e apparati di sicurezza. 11 giu 2026.
https://www.youtube.com/watch?v=5tNsPeVxGs8







Nel
1973, l'economia mondiale fu quasi paralizzata da una presunta carenza
di petrolio. La causa apparente di questa presunta penuria fu la
cosiddetta Guerra dello Yom Kippur, in cui le forze armate dell'impero
anglo-americano, potenza coloniale offshore in Palestina nota anche come
Stato di Israele, respinsero le forze di Egitto e Siria, che avevano
tentato di rioccupare i territori sottratti loro da Israele nella Guerra
dei Sei Giorni del 1967. Una delle risposte al sostegno dell'impero
anglo-americano al suo stato cliente contro gli stati che Israele voleva
conquistare fu l'embargo petrolifero proclamato dall'OPEC, con il
maggiore produttore, il protettorato anglo-americano autocratico
dell'Arabia Saudita, in testa.
