05 novembre 2026

Nel RANCH di EPSTEIN: quali SEGRETI nasconde?



Dal 1992 lo Zorro Ranch, nel New Mexico, è stato per anni una delle grandi proprietà di Jeffrey Epstein, diventando uno dei luoghi più controversi della sua storia.

In questa diretta speciale ospitiamo il giornalista d’inchiesta Franco Fracassi, che pochi giorni fa ha visitato personalmente la tenuta, raccogliendo immagini, informazioni e soprattutto intervistando testimoni direttamente sul posto.

Una proprietà immensa, estesa per quasi 10.000 acri, circa 4.000 ettari, dotata nel tempo di una grande residenza, pista d’atterraggio privata, hangar e numerose altre strutture.

Lo Zorro Ranch occupa un posto particolarmente delicato nella vicenda Epstein: diverse vittime hanno riferito di aver subito abusi all'interno della proprietà.

E c'è un altro elemento che continua a sollevare interrogativi: dopo l'arresto di Epstein nel 2019, mentre altre sue proprietà furono perquisite dalle autorità federali, lo Zorro Ranch non venne perquisito dall'FBI.

Cosa ha trovato Franco Fracassi entrando nella tenuta? Cosa raccontano i testimoni incontrati sul posto? Perché il ranch non fu perquisito dopo l'arresto di Epstein? E quali aspetti di questa vicenda rimangono ancora da chiarire?
Un reportage sul campo per separare fatti documentati, testimonianze, accuse e interrogativi ancora senza risposta. 25 ago 2026.

https://www.youtube.com/watch?v=FD59FMWjEfc

03 novembre 2026

Rete Voltaire I principali titoli della settimana 3 nov 2026



Rete Voltaire
Focus
 
 



In breve

 
La Chiesa cattolica afferma che «solo la pace è santa»
 

 
Vyacheslav Volodin denuncia la responsabilità dell’Inghilterra nella nascita del fascismo
 
Controversie
 
 

 
abbonamento    Reclami
 
 

The Rodeo and the Throne: why November 3 may not be what they tell you (ES | FR | DE)

elezioni di mezzo termine americane 2026

The Rodeo and the Throne: why November 3 may not be what they tell you (ES | FR | DE)

A contrarian analysis of the American midterms, between rigged polling, power apparatuses and the political function of chaos.

Only a few days remain until November 3, and the American media already have the script ready: the Democrats are about to seize Congress, Trump is a finished president, the "blue wave" blows from every corner. The polls confirm it, the predictive models certify it, the columnists take it for granted.

Remember what happened in 2016? Clinton was ahead in almost every national and swing state poll. Some models gave her more than a 90% chance of victory. Just one man — Michael Moore, a progressive filmmaker and certainly no fan of Trump — published an analysis arguing that the New York billionaire could win. He was treated as a defeatist, a traitor to the cause. Then Trump won, and Moore was the only one who had seen what nobody wanted to see.

02 novembre 2026

Il Rodeo e il Trono: perché il 3 Novembre potrebbe non essere come ve lo raccontano

elezioni di mezzo termine americane 2026

Il Rodeo e il Trono: perché il 3 Novembre potrebbe non essere come ve lo raccontano

Un'analisi controcorrente delle midterm americane, tra sondaggi pilotati, apparati di potere e la funzione politica del caos.

Mancano pochi giorni al 3 novembre e i media americani sono già pronti con la sceneggiatura: i Democratici stanno per strappare il Congresso, Trump è un presidente finito, il "vento blu" soffia da ogni angolo. I sondaggi lo confermano, i modelli predittivi lo certificano, gli editorialisti lo danno per scontato.

Ricordate cosa successe nel 2016? Clinton era in vantaggio in quasi tutti i sondaggi nazionali e negli swing state. Alcuni modelli le davano oltre il 90% di probabilità di vittoria. Un solo uomo — Michael Moore, regista progressista e non certo un fan di Trump — pubblicò un'analisi in cui sosteneva che il miliardario newyorkese poteva vincere. Fu trattato da disfattista, da traditore della causa. Poi vinse Trump, e Moore fu l'unico ad aver visto ciò che nessuno voleva vedere.

29 ottobre 2026

From the Amnesty to Autistici/Inventati: 80 Years of Containment on the Left (ES | FR | DE)

From the Amnesty to Autistici/Inventati: 80 Years of Containment on the Left (ES | FR | DE)

The Italy Project

To the left of the PD there is a desert. Not fragmentation, not a plurality of voices, not a dialectic: a desert. The daily newspaper Il Manifesto survives as a masthead but produces no cultural hegemony or political pressure. Autistici/Inventati, until the US designation of August 26, 2026, represented a digital infrastructure for those positioned outside the institutional perimeter — not an organized political subject. And there was nothing else.

To the right of the centre-right, instead, there is a galaxy: Vannacci, identitarian lists, sovereignist movements, continuous splits, permanent internal competition. A constellation that divides, recomposes, attacks itself — but exists, produces debate, conquers media and electoral spaces. The same electoral law — Rosatellum, Italicum, Porcellum — that penalizes the small parties on the left does not prevent the proliferation of labels on the right. The asymmetry cannot be explained by the rules of the game. It must be sought elsewhere.

To understand it, one must go back to 1946. The Italian Republic is born without a reckoning with the fascist twenty-year period. Two omissions mark its original character. The first: the Togliatti amnesty (June 1946), which cancels or drastically reduces fascist crimes, freeing thousands of those responsible for the regime. The second: the failure to convene an international tribunal for the crimes of Italian fascism. Unlike Germany and Japan, Italy was never collectively called to account for its totalitarian experience.

The result is that the state apparatus — bureaucracy, armed forces, judiciary, intelligence services — was never purged. The cadres trained under fascism remained in place. Some were recruited into the clandestine NATO structures of Gladio (Stay-behind), with Anglo-American approval. From this original ambiguity was born the strategy of tension: the phase from the late 1960s to 1980 — unpunished massacres, bombs, the years of lead — has an objective political effect: it pushes the population towards the defence of the established order. Voting becomes an act of loyalty to a system perceived as threatened.

27 ottobre 2026

Rete Voltaire I principali titoli della settimana 27 ott 2026



Rete Voltaire
Focus
 
 



In breve

 
Vyacheslav Volodin denuncia la responsabilità dell’Inghilterra nella nascita del fascismo
 

 
Bahrat: il Partito del Popolo degli Scarafaggi dà il via alla rivolta dei più poveri
 
Controversie
 
 

 
abbonamento    Reclami
 
 

26 ottobre 2026

Dall'amnistia ad Autistici/Inventati: 80 anni di contenimento a sinistra

The Italy Project

A sinistra del PD c'è il deserto. Non una frammentazione, non una pluralità di voci, non una dialettica: il deserto. Il quotidiano Il Manifesto sopravvive come testata ma non produce egemonia culturale né pressione politica. Autistici/Inventati, fino alla designazione USA del 26 agosto 2026, rappresentava un'infrastruttura digitale per chi si collocava fuori dal perimetro istituzionale — non un soggetto politico organizzato. E non c'era altro.

A destra del centrodestra, invece, esiste una galassia: Vannacci, liste identitarie, movimenti sovranisti, scissioni continue, competizione interna permanente. Una costellazione che si divide, si ricompone, si attacca reciprocamente — ma esiste, produce dibattito, conquista spazi mediatici ed elettorali. La stessa legge elettorale — Rosatellum, Italicum, Porcellum — che penalizza i piccoli a sinistra non impedisce a destra la proliferazione di sigle. L'asimmetria non è spiegabile con le regole del gioco. Va cercata altrove.

Per capirla, bisogna tornare al 1946. La Repubblica italiana nasce senza una resa dei conti con il ventennio fascista. Due omissioni ne segnano il carattere originario. La prima: l'amnistia Togliatti (giugno 1946), che cancella o riduce drasticamente i reati fascisti, liberando migliaia di responsabili del regime. La seconda: la mancata convocazione di un tribunale internazionale per i crimini del fascismo italiano. A differenza della Germania e del Giappone, l'Italia non viene mai chiamata a rispondere collettivamente della propria esperienza totalitaria.

Il risultato è che l'apparato statale — burocrazia, forze armate, magistratura, servizi — non viene epurato. I quadri formatisi sotto il fascismo restano al loro posto. Alcuni vengono reclutati nelle strutture clandestine NATO di Gladio (Stay-behind), con il placet anglo-americano. Da questa ambiguità originaria nasce la strategia della tensione: la fase che va dalla fine degli anni '60 al 1980 — stragi impunite, bombe, anni di piombo — ha un effetto politico oggettivo: spinge la popolazione verso la difesa dell'ordine costituito. Il voto diventa atto di fedeltà a un sistema percepito come minacciato.

I numeri lo confermano. Come documenta il CISE-LUISS, dal 1948 al 1976 l'affluenza alle elezioni politiche resta costantemente sopra il 90%, con un picco del 93,84% nel 1953. Il sistema regge perché due partiti si dividono il campo in modo funzionale: la Democrazia Cristiana governa, con l'affidabilità garantita agli anglo-americani; il Partito Comunista Italiano fa opposizione, ma un'opposizione controllata — non mette mai in discussione l'appartenenza atlantica in modo irreversibile, non supera mai la soglia del 35%, non entra mai al governo. È un argine a sinistra che impedisce la nascita di qualcosa di più radicale, e un interlocutore affidabile per l'Occidente proprio perché non prende il potere.