04 agosto 2026

Quale ordine internazionale? Analisi dell'intervento di Thierry Meyssan e Report sull'Autore

Thierry Meyssan

Pubblichiamo di seguito la sintesi dettagliata dell'intervento tenuto da Thierry Meyssan il 4 novembre 2023 alla conferenza «Amicizia con la Russia» organizzata dalla rivista Compact a Magdeburgo, in Germania, seguita da un report approfondito sull'autore.

Sintesi: Quale ordine internazionale?

Contesto e Tesi Centrale

La tesi fondamentale di Thierry Meyssan distingue due concezioni contrapposte dell'ordine mondiale che si scontrano nei teatri del Donbass e di Gaza: non si tratta di una scelta tra ordine unipolare (dominato da una singola potenza) e ordine multipolare (dominato da un gruppo di potenze), bensì della questione fondamentale del rispetto della sovranità nazionale di ciascun Paese.

Meyssan contrappone l'"ordine mondiale fondato su regole" (imposto dagli anglosassoni) al Diritto internazionale (basato sul rispetto dei trattati e della sovranità statale).

Sviluppo Storico del Diritto Internazionale

Meyssan fa risalire il principio della sovranità degli Stati ai Trattati di Vestfalia del XVII secolo, riconfermati dal Congresso di Vienna del 1815. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, lo zar Nicola II convocò le Conferenze dell'Aia (1899 e 1907) per istituire strumenti di pace duratura. Grazie all'impulso del francese Léon Bourgeois (premio Nobel per la pace), fu istituita una Corte internazionale di arbitrato.

Un contributo fondamentale venne dal ministro dello zar, Frederic Fromhold de Martens, il quale fece convenire alla Conferenza che, durante un conflitto armato, le popolazioni e i belligeranti dovessero essere tutelati dai principi frutto «delle consuetudini affermate tra nazioni civilizzate, delle leggi dell'umanità e delle esigenze della pubblica coscienza»¹.

01 agosto 2026

Il Progetto della "Grande Israele" è una Frode: Analisi di un Articolo di Michel Chossudovsky

The Greater Israel Project is a Fraud

Nel turbolento scacchiere mediorientale, dove le narrazioni si scontrano con la stessa ferocia delle armi, emerge periodicamente un'analisi capace di scardinare le certezze del discorso politico convenzionale. È il caso del recente lavoro del professor Michel Chossudovsky, intitolato "The Greater Israel Project is a Fraud" (Il progetto della Grande Israele è una frode), pubblicato sulla piattaforma Global Research e realizzato in collaborazione con l'analista Drago Bosnic^1. L'articolo, disponibile anche in formato video, non si limita a criticare le politiche israeliane, ma attacca frontalmente la legittimità stessa del concetto geopolitico di "Grande Israele", definendolo una costruzione artificiosa e ingannevole.

Il Cuore dell'Analisi: Una Costruzione Geopolitica Artificiosa Secondo Chossudovsky, il progetto della "Grande Israele" non è un'iniziativa storica o un diritto legittimo, ma una "frode" pianificata strategicamente nel XXI secolo per giustificare conquiste militari e insediamenti permanenti in tutto il Medio Oriente. L'autore argomenta che questa narrazione venga utilizzata come copertura per un'agenda molto più ampia, che trascende i confini regionali. Il punto cruciale della tesi risiede nell'identificazione di Israele non come un attore statale indipendente che persegue i propri interessi nazionali, ma come un de facto membro della NATO e uno stato proxy degli Stati Uniti d'America^2.

31 luglio 2026

Ceuta, Gaza e l’Ombra di Kushner: La Guerra Ibrida nel Mediterraneo secondo Greenhill e Meyssan

Marocco: in migliaia a Ceuta

Mentre migliaia di migranti assaltano l’enclave spagnola di Ceuta, emergono i fili occulti di una strategia geopolitica che lega il Marocco, Israele e gli interessi USA nei Balcani. Tra le accuse di genocidio di Sánchez, i progetti immobiliari di Jared Kushner e le "lunghe mani" nelle proteste albanesi, l’analisi di come la migrazione e il dissenso siano diventati armi di coercizione statale.

Nelle ultime ore del luglio 2026, le immagini provenienti da Ceuta hanno mostrato una realtà che va ben oltre la semplice emergenza umanitaria: decine di migliaia di persone hanno travolto i confini dell’enclave spagnola in poche ore, in quella che le autorità locali definiscono la crisi più grave degli ultimi cinque anni [1]. Mentre il premier spagnolo Pedro Sánchez mobilita l’esercito e l’opposizione di Vox urla all’“invasione”, un’analisi più profonda suggerisce che quanto accaduto non sia un incidente, ma l’applicazione pratica di una teoria geopolitica precisa: l’uso della migrazione come arma di guerra ibrida.

La teoria: "Weapons of Mass Migration"

Il quadro teorico di riferimento è stato magistralmente delineato dalla studiosa Kelly Greenhill nel suo volume "Weapons of Mass Migration" (2010), oggetto di approfonditi studi sulla rivista italiana "Eurasia. Rivista di studi geopolitici". La Greenhill viene presentata come colei che ha sistematicamente “denaturalizzato” il fenomeno migratorio, dimostrando come in molti casi si tratti di "migrazioni progettate coatte" (coercive engineered migrations) [2]. Secondo questa analisi, ripresa e ampliata da autori come Daniele Perra – collaboratore storico di Eurasia ed esperto di geopolitica, filosofia e storia delle religioni – i flussi migratori possono essere deliberatamente creati o manipolati da uno Stato per strappare concessioni politiche, militari o economiche a un paese target [3]. Perra, nei suoi saggi, ha spesso indagato il rapporto tra geopolitica e le grandi strategie di potere, fornendo le chiavi di lettura per interpretare eventi apparentemente caotici come strumenti di coercizione razionale.

27 luglio 2026

La Grande Israele e il Fantasma del 50%: Teologia, Demografia e la Crisi Esistenziale di uno Stato

Map of Palestine 1938

Mentre il sole tramonta sugli uliveti della Cisgiordania, un silenzio carico di tensione avvolge una terra che non conosce pace da oltre settantacinque anni. Oggi, per la prima volta dalla fondazione dello Stato di Israele, ebrei e palestinesi che vivono tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo sono numericamente equivalenti: circa il 50% ciascuno.

Questa parità demografica non è una semplice statistica. È una bomba a orologeria che sta trasformando radicalmente l'identità di Israele, spingendo il paese verso un bivio storico: democrazia, apartheid o espulsione di massa. Per comprendere come siamo arrivati a questo punto, è necessario riavvolgere il nastro della storia, intrecciando dati demografici, teologia messianica, estremismo politico, le voci di chi ha avvertito il pericolo e le nuove narrazioni sui conflitti recenti.

📉 Il Crollo del Mito Demografico: Dal 33% al 50%

La narrazione sionista tradizionale si è a lungo basata sulla certezza di una maggioranza ebraica naturale e schiacciante. I dati storici, tuttavia, raccontano una realtà ben diversa:

  • Nel 1948, alla vigilia della fondazione dello Stato, gli ebrei erano una minoranza netta (circa il 33%) nella Palestina mandataria, contro un 67% di popolazione araba (musulmana e cristiana).
  • Solo grazie alla guerra del 1948 e all'esodo forzato di circa 750.000 palestinesi – evento noto come Nakba ("Catastrofe") – si creò artificialmente una maggioranza ebraica dell'85% nei confini del nuovo stato. Storici come Ilan Pappé hanno documentato come questo non fu un effetto collaterale della guerra, ma il risultato del "Piano Dalet", una strategia sistematica di pulizia etnica per garantire la maggioranza ebraica.
  • La Guerra dei Sei Giorni (1967) cambiò nuovamente gli equilibri: l'occupazione militare di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est riportò sotto il controllo israeliano oltre un milione di palestinesi.

23 luglio 2026

La Lunga Ombra dell'Intelligence: Dalle Origini Britanniche dei Fratelli Musulmani alla Creazione di Hamas

La Lunga Ombra dell'Intelligence: Dalle Origini Britanniche dei Fratelli Musulmani alla Creazione di Hamas

Un filo rosso collega i servizi segreti di Sua Maestà negli anni '30, la strategia israeliana degli anni '80 e i finanziamenti qatarioti di Netanyahu. Cronaca di un "effetto boomerang" pianificato a tavolino che ha generato il caos mediorientale.

Mentre le macerie di Gaza fumano e il mondo discute sulle responsabilità dell'attacco del 7 ottobre 2023, la narrazione ufficiale tende a dipingere l'ascesa dell'islamismo radicale come un fenomeno spontaneo o un'imprevedibile esplosione di fondamentalismo. Tuttavia, una ricostruzione accurata basata su documenti desecretati, inchieste giornalistiche e confessioni di alti funzionari rivela una realtà molto più complessa e inquietante: l'islamismo politico moderno, nella sua forma organizzata, è in larga parte il frutto di calcoli strategici delle potenze occidentali e di Israele.

Il filo conduttore di questa storia non inizia a Gaza negli anni '80, ma nell'Egitto coloniale degli anni '20 e '30, per poi evolversi attraverso una serie di alleanze tattiche che hanno finito per destabilizzare l'intera regione.

1. Le Origini: L'Egitto, i Britannici e il "Nemico del mio Nemico"

La genesi del movimento che avrebbe poi generato Hamas affonda le radici nella fondazione della Fratellanza Musulmana (Ikhwan al-Muslimun) nel 1928 a Ismailia, per opera di Hassan al-Banna. Ufficialmente, il movimento nacque come reazione all'occupazione britannica e all'occidentalizzazione dei costumi, con l'obiettivo di ripristinare il Califfato e applicare la Sharia.

Tuttavia, recenti indagini e testimonianze storiche hanno sollevato il velo su un paradosso: la possibile complicità tra i fondamentalisti e i loro presunti nemici coloniali. Fonti investigative, tra cui analisi riportate da La Critica e studi di geopolitica, evidenziano il ruolo di figure chiave come Youssef Moustafa Nada, uno dei principali strateghi finanziari della Fratellanza. In interviste successive, Nada ha ammesso che durante la Seconda Guerra Mondiale, quando l'Egitto era sotto protettorato britannico, venne reclutato dall'intelligence inglese.

20 luglio 2026

Umberto Pascali's Substack: CHURCHILL: IL MITO DA RISCRIVERE? Il "grande burattinaio " tra impero, razza…



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https://www.youtube.com/live/xK6lLplZaeU?is=lfgwrpnVTFZa0ope



La Settimana Americana -CHURCHILL: IL MITO DA RISCRIVERE? Il "grande burattinaio " tra impero, razza…

Testo di presentazione

Per decenni Winston Churchill è stato celebrato come il simbolo della resistenza al nazismo e della vittoria alleata. Ma la sua figura storica è molto più complessa e continua a suscitare un intenso dibattito tra studiosi e ricercatori.

Nella nuova puntata de La Settimana Americana, Umberto Pascali, in collegamento da Washington, e Lamberto Rimondini analizzeranno documenti, dichiarazioni e il contesto geopolitico dell'epoca per discutere criticamente il ruolo di Churchill nella politica imperiale britannica.

Tra gli argomenti della serata:

Il pensiero di Churchill sull'Impero britannico e sul ruolo delle potenze anglosassoni.

Le sue dichiarazioni riguardo ai popoli e alle gerarchie razziali nel contesto del colonialismo del tempo.

Il rapporto tra strategia imperiale, Seconda guerra mondiale e nascita del nuovo ordine internazionale.

Come è stato costruito il mito di Churchill nel dopoguerra e quali aspetti della sua figura restano oggetto di discussione storica.

Il peso della propaganda nella narrazione dei grandi protagonisti del Novecento.

Una serata dedicata all'analisi storica e geopolitica, con l'obiettivo di confrontare fonti, interpretazioni e documenti su una delle figure più influenti e controverse del XX secolo.

📺 La Settimana Americana con Umberto Pascali

🎙 Con Umberto Pascali e Lamberto Rimondini

📍 In diretta sul canale Veleno Quanto Basta

 

 
 






 

© 2026 Umberto Pascali
548 Market Street PMB 72296,, San Francisco, CA 94104


16 luglio 2026

NON SIAMO SOLI - Il Volto degli Dei | Con Mauro Biglino



NON SIAMO SOLI – Il Volto degli Dei è un documentario che affronta uno dei temi più controversi e ignorati del nostro tempo: la possibilità che il fenomeno UFO non sia di origine extraterrestre, ma riconducibile a forme di intelligenza non umana che interagiscono con la nostra realtà da secoli.

A partire dai documenti ufficiali del Congresso degli Stati Uniti e dalle audizioni istituzionali su UAP e Non-Human Intelligence, il video analizza i dati militari e radar relativi a oggetti volanti non identificati capaci di accelerazioni istantanee, manovre ipersoniche, assenza di superfici di controllo e transizione tra aria, mare e spazio senza perdita di energia. Fenomeni che violano apertamente le leggi della fisica conosciuta e che non possono essere spiegati con tecnologie convenzionali.

Il documentario mette in relazione le più recenti rivelazioni dell'intelligence americana, i casi storici come l'incidente della USS Nimitz e le testimonianze di piloti militari, con l'analisi dei testi antichi e delle origini delle religioni, attraverso il contributo di Mauro Biglino. L'ipotesi esplorata è che ciò che oggi viene osservato e studiato con sensori avanzati, satelliti e sistemi radar possa essere lo stesso fenomeno che in passato è stato interpretato come divino, dando origine a miti, culti e narrazioni sacre presenti in tutte le culture del pianeta.

UFO, UAP, intelligenze non umane, tecnologia avanzata, dimensioni, multiverso, religione, Bibbia, testi antichi e fenomeni inspiegabili vengono analizzati in un'unica indagine che unisce scienza, storia, geopolitica e studio del sacro, senza approcci sensazionalistici ma basandosi su fonti ufficiali, documenti declassificati e analisi comparative. Questo video non cerca di fornire risposte definitive, ma di ricostruire un quadro coerente che collega il presente delle rivelazioni istituzionali al passato dell'umanità, ponendo una domanda centrale: se oggi parliamo di Non-Human Intelligence, cosa abbiamo realmente osservato e venerato per migliaia di anni? 4 feb 2026.

https://www.youtube.com/watch?v=2ZYajFYSXa4


libri di Mauro Biglino:

Cieli in fiamme: https://www.maurobiglino.com/cieli-in-fiamme-libro/
Gli Dei della Bibbia: https://www.maurobiglino.com/gli-dei-della-bibbia/