Il primo di luglio del 2008, il blog pubblicava il video che vedete qui sopra. Si intitolava Il Discepolo 1816, e raccontava una storia partita da lontano, da molto lontano, scritta da un manipolo di eversori - così come furono giudicati da un'apposita commissione parlamentare presieduta da Tina Anselmi - per volgere l'ordine democratico a loro favore senza passare dall'acquisizione di un regolare consenso elettorale. In parole povere, il simpatico club del piccolo golpista mirava ad arruolare personaggi chiave in ogni ambito della vita democratica del paese, dalle istituzioni alla stampa alle confessioni religiose. Il loro manuale tecnico, il libretto delle istruzioni, si chiamava Piano di Rinascita Democratica e il loro Mosè era Licio Gelli, per gli amici: lo zio.
24 maggio 2010
Highlander - l'ultimo eversore
Il primo di luglio del 2008, il blog pubblicava il video che vedete qui sopra. Si intitolava Il Discepolo 1816, e raccontava una storia partita da lontano, da molto lontano, scritta da un manipolo di eversori - così come furono giudicati da un'apposita commissione parlamentare presieduta da Tina Anselmi - per volgere l'ordine democratico a loro favore senza passare dall'acquisizione di un regolare consenso elettorale. In parole povere, il simpatico club del piccolo golpista mirava ad arruolare personaggi chiave in ogni ambito della vita democratica del paese, dalle istituzioni alla stampa alle confessioni religiose. Il loro manuale tecnico, il libretto delle istruzioni, si chiamava Piano di Rinascita Democratica e il loro Mosè era Licio Gelli, per gli amici: lo zio.
19 maggio 2010
Lula a Teheran. La giocata del global player brasiliano
È uno strumento, quello dell’isolamento, particolarmente inadeguato nella nostra epoca post-unipolare dove molteplici attori, l’Iran stesso, ovviamente Cina, India e Russia, ma anche Turchia e per quel che ci interessa il Brasile, si aggregano, fanno diplomazia e affari senza chiedere permesso a Washington o Londra o Bruxelles.
14 maggio 2010
E' libera Internet in Italia? Byoblu.Com
E' libera Internet in Italia?
10 maggio 2010
Grecia, terrorismo di stato e implementazione del Nuovo Ordine Mondiale
08 maggio 2010
Byoblu.Com - Il blogger lancia un SOS
Il blogger lancia un SOS
Oggi Federico Mello, sul Fatto Quotidiano, all'interno della consueta rubrica di approfondimento sul mondo del web, dedica ampio spazio a byoblu.com e a "INTERNET FOR GIULIANI", il doppio DVD prodotto dalla rete per la rete che, in quattro ore di approfondimenti, vi racconta quello che la tv non vi dice sui terremoti.
Io resto convinto che sia possibile mantenere aperto uno spazio indipendente, senza andare a rubare ma producendo un servizio utile alla collettività. In fin dei conti, avere poche risorse e pochi mezzi a disposizione significano però non essere neppure così pretenziosi in termini di budget. Bastano 3mila dvd venduti. E poi? E poi andremo a caccia di qualcos'altro. O vi siete già stancati di imparare cose nuove?
04 maggio 2010
Antanas Mockus, un verde per la Colombia?
Antanas Mockus, un verde per la Colombia?
22 aprile 2010
Byoblu.Com - L'Italia al 42° posto per le libertà su YouTube
L'Italia al 42° posto per le libertà su YouTube
Google ha messo a disposizione i dati delle richieste di rimozione ed oscuramento dai suoi servizi che i governi, a vario titolo, hanno avanzato tra il primo di luglio e il 31 dicembre 2009. E' già abbastanza inquietante che, a livello di classifica globale, risultiamo sesti. Prima di noi il Brasile con 291 richieste, la Germania con 188, l'India con 142, gli Stati Uniti con 123, la Corea del Sud con 64 e il Regno Unito con 59. Tutti gli altri 36 sono dietro, ovvero fanno meno telefonate e mandano meno raccomandate chiedendo di togliere di mezzo questo o quel contenuto.
Così è come la raccontano più o meno tutti, noi raccontiamola diversa.
16 aprile 2010
REBUS di Maurizio Decollanz: Codici Animati, il prossimo REBUS
06 aprile 2010
Byoblu.Com - Gli ultimi giorni di King Kong
Gli ultimi giorni di King Kong
Un anno fa ero a L'Aquila.
Oggi è semplice per il mondo parlarne, ma importante sarebbe stato parlarne prima. Invece, chi sapeva che le case erano di burro; chi sapeva che ogni 300 anni un forte terremoto colpisce l'aquilano - e indovinate un po' quanti anni erano passati dall'ultima volta?; chi vedeva montare, lentamente e inesorabilmente, uno sciamo sismico sempre più pressante e, anziché affrettarsi a prendere precauzioni, si preoccupava solo di ripetere che non c'era nessun pericolo, perché questa era l'indicazione che doveva essere data; chi sapeva e poteva parlarne, insomma, non ne ha parlato. Nè prima, nè - ostinatamente - dopo, se non perché costretto sotto intercettazione spinta.
Il blog c'è stato dentro, nel cadavere dell'Aquila. L'ha vista al suolo, stramazzata, agonizzante, mentre ancora stordita non si rendeva conto di chi o cosa l'avesse colpita, del perché stesse lì a terra, senza più riuscire neppure a muoversi. Non capiva, quella fiera orgogliosa e atterrita, perché tutti la stessero guardando con insistenza, perché all'improvviso nessuno avesse più voglia di parlare, specialmente i ragazzi che fino alla sera prima facevano festa nelle vie del centro.
01 aprile 2010
Byoblu.Com - Il nuovo asse Vaticano-Padania
Il nuovo asse Vaticano-Padania
L'asse Vaticano-Padania si manifesta in tutto il suo splendore, a dimostrazione del fatto che le tonache siano più interessate a benedire le maggioranze di governo che i sudditi fedeli.
Le recenti dichiarazioni di Roberto Cota, neo-eletto Presidente alla Regione Piemonte, illuminano a giorno gli antri segreti, polverosi e oscuri ove erano confinate le dichiarazioni del cardinal Bagnasco, a pochi giorni dal voto, che invitava gli elettori a difendere la vita nello scelta dei loro rappresentanti. Ovvio era il riferimento, che più esplicito non poteva essere, a sabotare Emma Bonino a vantaggio di Renata Polverini nel Lazio, quest'ultima portatrice di un programma elettorale che metteva invece al primo posto la rivalutazione e la diffusione dei karaoke in tutte le piazze e in tutti gli uffici pubblici (storica, ormai entrata negli annali, la sua campagna elòettorale a base di Lucio Battisti, per esempio qui, ma anche qui). Più velato, ma finalmente ormai manifesto, il riferimento al Piemonte, dove correva la Lega, quella stessa Lega Nord che, per bocca del suo stesso pontefice, il leader maximo, l'unno invasore, il barbaro conquistatore, il Tolkien dei poveri che inventa un'immaginifica terra di mezzo - la Padania - in un posto come tanti altri, suddiviso in regioni, comuni e province, nel 1997 diceva:
« i preti non si mettano al carro del colonialismo romano, non predichino la politica! »
29 marzo 2010
REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo 3
Terza e ultima parte, la prima parte può essere letta qui, la seconda qui.
Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez
STATO D’ASSEDIO Da quando è stato eletto, il presidente Felipe Calderón ha dichiarato guerra al narcotraffico. La sua strategia non consiste nell’investire nella società civile e nella legalità ma nella militarizzazione del territorio attraverso il controverso esercito messicano. Questo è costruito per occuparsi dell’ordine interno e in molteplici contesti si è dimostrato essere pienamente coinvolto nel narcotraffico che dovrebbe combattere. Lo dimostra il fatto che il 16 dicembre 2009, a Cuernavaca (centinaia di km dal mare nello stato di Morelos), la DEA statunitense sia ricorsa alla Marina, nell’operazione per detenere e uccidere Arturo Beltrán Leyva, alias “il capo dei capi”. Questo, quella sera stessa, aspettava a cena il generale Leopoldo Díaz Pérez, responsabile militare dell’intera regione.
25 marzo 2010
REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo
Seconda parte, la prima parte può essere letta qui.
Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez
MODERNITÀ Juárez è enorme. Lo spazio urbanizzato verso il deserto non ha limiti. Le grandi strade sono percorse da decine di pattuglie dell’esercito e della polizia federale. In mimetica vanno i militari, in nero la polizia federale, entrambi in passamontagna e armati fino ai denti. I posti di blocco asfissianti rallentano il traffico in una città dove il desiderio di normalità si scontra con la realtà. Non erano passate due ore dal mio arrivo in città quando sono stato fatto scendere dall’auto per una perquisizione corporale circondato di militari armati.
La maggior parte delle automobili private non ha targa e chi è a bordo è nascosto da vetri polarizzati. Dopo la perquisizione percorriamo la città su vecchi autobus statunitensi acquistati per terminare le loro vite qui. Le facce dei passeggeri sintetizzano quelle di tutti i popoli indigeni messicani venuti a cercare fortuna qui. A volte vi si possono scorgere anche quelle di etnie del Nord America, gli indiani dei western, così simili ai gruppi indigeni del nord del Messico e oltre frontiera costretti nelle riserve.
21 marzo 2010
Byoblu.Com - Il villaggio delle libertà
Il villaggio delle libertàQualunque cosa vi dicano stasera i tg, questa è piazza San Giovanni alle 17.40 di oggi, fotografata dal terrazzo di Edoardo, il vicino di casa di Alessandro Gilioli, durante il discorso di Silvio Berlusconi La parte sinistra della piazza (guardando il palco) è quella che vedete. La parte destra, quella più vicina al sagrato e al seminario, era stata chiusa e transennata, quindi non c’era nessuno. Più che un popolo delle libertà, pare un modesto villaggio. Anzi... "il sabato del villaggio". |
19 marzo 2010
REBUS 2010, il ritorno | NAUTILUS TRUTHMAGAZINE di Maurizio Decollanz
17 marzo 2010
News da Latinoamerica
Un diverso punto di vista
di Alessandra Riccio
15 Marzo 2010
Sul Granma di oggi, 15 marzo 2010 compare un interessante articolo di Leyla Carrillo Ramírez, una ricercatrice del Centro di Studi Europei dell’Avana, a commento della risoluzione di condanna che l‘Unione Europea, a grande maggioranza, ha espresso nei riguardi del Governo cubano l’11 marzo scorso, a seguito della morte di Orlando Zapata, recluso nelle carceri cubane, dopo 85 giorni di sciopero della fame. Lo traduco in fretta perché mi sembra utile per capire le ragioni e i sentimenti prevalenti nella società cubana, ma anche per far conoscere un punto di vista diverso da quello prevalente nella società europea, ancora convinta di una sua indiscutibile “superiorità”:“Il silenzio del Parlamento europeo" (Leyla Carrillo Ramírez – Granma, 15.3.2010)…
http://www.giannimina-latinoamerica.it/taccuino/547-un-diverso-punto-di-vista
13 marzo 2010
Zeitgeist - Presentazione multimediale di orientamento per l'attivista
Presentazione multimediale di orientamento per l'attivista, con transizioni e sottotitoli in in italiano. www.zeitgeistitalia.org
05 marzo 2010
Luttazzi e lo spirito del tempo
Luttazzi conosce "lo spirito del tempo", ecco perchè e stato censurato! Il fare boccacesco del comico è solo "la facciata del Bernini e del Moderno!!! La longa manus della "Res Noster Pubblica" (con il Grande Vecchio dentro la città stato che ne è la capitale) emerge sempre! http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/02/12/luttazzi_decameron_dvd.html
03 marzo 2010
Byoblu.Com - Fastweb e quella piccola anomalia da 6 mililoni di e
Fastweb e quella piccola anomalia da 6 mililoni di euro l'annoCorreva l'anno 2004 - 2005. Secondo quanto risulta agli atti dell'indagine Broker, il traffico telefonico era al centro della più grossa operazione di evasione fiscale di tutti i tempi: oltre due miliardi di euro. Le telefonate si facevano girare come figurine panini. "Ti do venticinque minuti con Tokio, tu cosa mi dai?" "Ho una rarissima, introvabile intercontinentale con la Lapponia. Ti interessa?" E l'iva? Sta bene, grazie. Salutamela. In alcuni casi, secondo l'auditing fatta da Telecom, il traffico telefonico poteva addirittura essere inventato artificialmente. E qui comincia la mia storia... |
27 febbraio 2010
Da Romani a Google: l'Italia verso la Cina?
Non è un paese per Internet. Questo s'era capito. Mettete insieme una classe politica interessata a mantenere i suoi privilegi, economici ed affaristici, e un corpus normativo obsoleto e palesemente inadeguato ad arbitrare un tessuto sociale avanti anni luce: questa è l'italia di oggi. La sentenza di ieri, che condanna tre manager Google al carcere per via di un video caricato, da altri, su Youtube, fa il giro del mondo e anima la blogosfera e le diplomazie. L'ambasciatore americano si accorge finalmente di come siamo messi male e ci manda a dire che così non va. Google trasecola, credeva di avere questi problemi solo a Pechino, e ci manda a dire che così non va. Il New York Times ha perso ogni remora ad infilare sistematicamente le parole Italia e Cina nel corpo degli stessi articoli, perché è evidente che così non va. Togliamo i fondi alla banda larga - unico tra i paesi europei - proprio mentre l'Europa la dichiara un diritto legale; facciamo causa a YouTube per centinaia di milioni di euro perché vi si possono trovare spezzoni di televisione spazzatura che sono già andati in onda, privi dunque di qualunque valore economico; cerchiamo di vessare l'informazione libera in ogni modo, grazie ai disegni di legge di fini legislatori quali la Carlucci, D'Alia, Barbareschi e tanti altri esperti di rete, guidati da un presidente che sa raccontare barzellette ma non sa fare una ricerca su Google - il che oggi, effettivamente, equivale ad una barzelletta -; cerchiamo di equiparare i videoblogger e chi carica i filmini delle vacanze a un editore televisivo del calibro di Mediaset e Rai, con tutti gli obblighi e la burocrazie che ne conseguono. C'è di che sprofondare e nascondere la testa sotto al mausoleo di Arcore per i giorni a venire. La vittima, il grande agnello sacrificale che non servirà tuttavia a redimere nessuno, si chiama Net Neutrality: il principio invalso nel legislatore europeo secondo il quale il patrimonio di connessioni e dispositivi che chiamiamo Rete è un mezzo, uno strumento che mette in collegamento le persone e non può essere piegato a interessi particolaristici, deve essere a disposizione di tutti in egual misura e, soprattutto, non può essere messo sotto accusa. Non serve una misura normativa per Internet, non più di quanto serva per la telefonia tradizionale, per una coppia di walkie-talkie, per il tam tam o per un sistema ingegnoso di segnali di fumo. La responsabilità di un mezzo è tutta in chi lo usa, viceversa colpevolizzare lo strumento significa impedirgli di essere utile ad altre persone che ne fanno un uso positivo. CONTINUA A LEGGERE QUI: http://www.byoblu.com/post/2010/02/25/Da-Romani-a-Google-lItalia-verso-la-Cina.aspx
Da Ciudad Juárez a Radio3Mondo, intervista a Gennaro Carotenuto
Da Ciudad Juárez a Radio3Mondo, intervista a Gennaro Carotenuto
Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo.
Dopo i femminicidi, che continuano, Ciudad Juárez è diventata lo scenario di una
sanguinosa guerra di narcos, nella quale corpi dello Stato parteggiano per l'una
o per l'altra parte.
Intanto i morti, soprattutto ragazzi poveri senza alternative né futuro nel fallimento del modello neoliberale che negli ultimi 40 anni aveva nella città la propria massima espressione con centinaia di maquiladoras, in appena due anni sono già 4.600 e i rifugiati 100.000.
Così oggi Juárez è la città più violenta al mondo nel silenzio dei grandi media che preferiscono guardare colpevolmente altrove mentre la guerra produce anche decine di "omicidi politici" di sindacalisti, difensori dei diritti umani, militanti dei movimenti sociali.
A Radio3Mondo Anna Maria Giordano intervista Gennaro Carotenuto in diretta da Ciudad Juárez.Ascolta da questo link di Radio Rai l’audio (dal minuto 10 circa) e commenta su Giornalismo partecipativo.
Presto online il reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio.
23 febbraio 2010
Byoblu.Com - Al-Qaeda è morta. Viva Al-Qaeda!
Al-Qaeda è morta. W Al-Qaeda!E' come per la statuetta a Berlusconi. Uno lì per lì resta attonito, basito, e si lascia travolgere dal fiume dell'emozione collettiva. Poi lentamente, a fatica, cerca di guadagnare la riva, dove si distende per un po', sbanfando e ansimando. E' allora che inizia ad osservare i detriti. E non quadrano. Diciamoci la verità: c'è qualcuno, in rete, quindi potenzialmente autoimmune al virus dell'influenza televisiva, che crede ancora alla panzana di Bin Laden, l'ometto barbuto che tiene in scacco il mondo dalla caverna dei quaranta ladroni? Ovviamente no, e ora che gli ultimi pozzi petroliferi sono stati requisiti, ora che l'ultimo gasdotto è stato posato, ora che la democrazia è stata restaurata a colpi di stragi di civili, anche Bin Laden andrà in soffitta, insieme al bau-bau, all'uomo nero e al modellino in scala 1:100 del grande Tyrannosaurus Rex. Tanto più che, dovendo trovare una soluzione al Picco di Hubbert - e dovendo trovarla in fretta -, ci si trova costretti a invadere un paese che scarseggia di caverne e non è abitato da una marmaglia di talebani arretrati di mille anni: l'Iran. |
19 febbraio 2010
Berlusconi protagonista del carnevale di Dusseldorf
Newsletter
17 febbraio 2010
Berlusconi protagonista del carnevale di Dusseldorf
Guarda l'immagine di "Matrimonio omo all'italiana",
il carro di Jacques Tilly dedicato a Silvio Berlusconi
ROBECCHI La satira al tempo del Caimano
Sanremo, Paolo Rossi: "Cacciato con un sms dai lacchè dei potenti"
Ladri, mafiosi e avvoltoi. L'osceno spettacolo di un regime senza opposizione
di Paolo Flores d'Arcais
"Non è l’ennesima cloaca affaristico-politica di regime. Quella scoperchiata dai magistrati di Firenze è la cloaca più vomitevole dell’intera storia repubblicana"
PARDI Protezione Spa, un mostro giuridico-istituzionale
BARBACETTO Festeggiamenti con effetti speciali per l'anniversario di Mani pulite
SPINELLI La sete di verità
Critica liberale Su Bertolaso l'ipocrisia cerchiobottista del Corriere
PELLIZZETTI Gli unti dal potere, intoccabili di professione
GIULIETTI Berlusconi senza vergogna
Dibattito
Borsellino: "Ingannato da Di Pietro. Mai più Agende Rosse con l'Idv"
TRAVAGLIO Di Pietro ripensaci | Idv, le opinioni dei lettori
PELLIZZETTI Di Pietro tra Bertoldo e Pannella | Idv, il caso Molise
CARNEVALI Il prevedibile abbraccio fra Di Pietro e De Luca
No all'illegittima impunità, tutti in piazza il 27 febbraio
L'adesione di Antonio Tabucchi
Falce, martello, e si sono bevuti il cervello di Alessandro Robecchi
"I nuovi manifesti per il tesseramento di Rifondazione sono l’ennesima rincorsa al modello dominante seduttivo-berlusconico-televisivo. Non vogliono essere tristi, giusto. Ma cosa c’è di più triste di questi trampoli zoccola-style?"
Acqua pubblica, verso referendum per abrogare la legge Ronchi di Alex Zanotelli
"Questi anni di impegno e di sensibilizzazione sull’acqua mi inducono ad affermare che abbiamo ottenuto in Italia una vittoria culturale, che ora deve diventare politica".
Arte
In a Silent Way di Mariasole Garacci
Chiude la mostra di Calder, e a Roma arriva un altro grande artista statunitense. Al Museo della Fondazione Roma, fino a giugno, la ‘Pastorale Americana’ di Edward Hopper, pittore della luce e del silenzio.
In edicola e in libreria un numero doppio di MicroMega
Leggi il sommario
www.micromega.net
15 febbraio 2010
Byoblu.Com - Una pietra per Di Pietro
Una pietra per Di Pietro
Queste le parole di Marco Manneschi, capogruppo nel consiglio comunale di Arezzo, ex socialista, in un articolo pubblicato tre anni fa su Arezzo Notizie. Se è per questo, andrebbe chiarito se la candidatura di Manneschi abbia messo una pietra sopra anche al No Craxi Day. | |
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13 febbraio 2010
Zeitgeist-italia: 13 marzo - ZDAY2010
Diffondi ZDAY
http://zeitgeistitalia.org/zday2010
ZDAY2010
Cos'è lo ZDAY?
ZDAY (Zeitgeist Day) è l'incontro internazionale per gli attivisti del movimento Zeitgeist e del progetto Venus che si tiene ogni anno in marzo. Le edizioni 2008 e 2009 hanno avuto in grande successo, con oltre 1800 eventi organizzati in tutto il mondo, quest'anno puntiamo a crescere ancora di più.
Qual è lo scopo dello ZDAY?
L'obiettivo è divulgare le idee del movimento, della società basata sulle risorse, del rapporto simbiotico che abbiamo con la natura e l'utilizzo della tecnologia per il miglioramento dell'uomo e del pianeta.
Come posso organizzare o partecipare ad un evento?
- visita il sito zday2010.org e segui la procedura per registrare il tuo evento, specificando il luogo preciso, la data e fornendo una descrizione di ciò che intendi fare.
- usa il kit per l'attivista che la comunità Zeitgeist Italia ha preparato, dove troverai tutto il materiale necessario. Attualmente il kit è ancora in fase di sviluppo, aiutaci con le traduzioni e con la creazione di volantini/grafiche
- iscriviti al gruppo della tua città per entrare in contatto con gli attivisti della tua zona
Video Promo ZDAY
http://www.youtube.com/watch?v=RV1ht5_ZvJQ
--
Lo staff di Zeitgeist Italia
09 febbraio 2010
Byoblu.Com - Il Piccione Dell'Utri
Il Piccione Dell'UtriMarcello Dell'utri ha una condanna in primo grado a 9 anni e 4 mesi, come tiene orgogliosamente a sottolineare. Un giornalista gli chiede se non sia il caso di farsi da parte, così, "sa.. per l'immagine di Forza Italia".
Lo dice, Dell'Utri, e non ha alcun pudore. Il pudore è roba superata, d'altri tempi. Dunque, oggi non si va in Parlamento per legiferare nell'interesse pubblico. Ci si va come un ricercato entra in chiesa: per nascondersi e invocare l'asilo politico. Una volta i delinquenti si mettevano agli arresti domiciliari, ora li si mette agli arresti parlamentari: non possono uscire da Palazzo Madama. Sono legittimamente impediti. Caso mai, vengono assolti da Porta a Porta. | |
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03 febbraio 2010
Casa Pound: Azione contro la FIAT, tutte le foto
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28 gennaio 2010
Dialogo dopo "Canto del popolo ebraico massacrato"
Lo spettacolo ricorda - con la forza della poesia, del canto e della testimonianza diretta - lo sterminio del popolo ebraico e di tutti coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte perché ebrei, zingari, omosessuali, handicappati o perché si opponevano al regime e al folle progetto di purificazione della razza ariana. L'artista yiddish riparte da Auschwitz, il luogo simbolo da cui cominciare a ricordare. Qui si sono incrociati due destini: quello dalla tredicenne italiana Liliana Segre deportata dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, e quello del poeta di origine russa Yitzhak Katzenelson, vissuto a Lodz in Polonia e passato attraverso la disperazione del ghetto di Varsavia. Sia Liliana che Yitzhak sono in modo diverso sopravvissuti: la prima salvando la vita e diventando testimone oculare della Shoah; il secondo lasciando ai posteri prima di morire nei forni di Auschwitz questo poema, il Canto del popolo ebraico massacrato. Il testo fu scritto da Katzenelson negli ultimi giorni di prigionia nel lager di Vettel, in Francia, poi fu nascosto in un barattolo e interrato. Solo dopo la fine della guerra fu ritrovato e pubblicato come straordinario documento poetico sull'Olocausto. Moni Ovadia con questo testo teatrale adattato appositamente per la televisione tramanda al grande pubblico il tragico ricordo della Shoah affinché niente di simile possa più accadere. Trasmesso da raidue.
26 gennaio 2010
Appello della madre di Emanuela Orlandi: "Via quella tomba da Sant'Apollinare"
Roma, 25/01/2010. Maria Orlandi, madre di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa ormai quasi 27 anni fa, rivolge un appello attraverso "Chi l'ha visto?": chiede che sia tolta la tomba del boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, dalla basilica di sant'Apollinare. Riguardo le ultime dichiarazioni di Alì Agca, secondo cui la ragazza è viva e tenuta in luogo segreto, Maria Orlandi commenta: "Se sà qualcosa parli, io non ho mai perso la speranza".
www.rai.it
l'intero servizio:
mariorossinet.ning.com
22 gennaio 2010
Gianni Minà per Latinoamerica
NEL SITO DELLA RIVISTA LATINOAMERICA E' INSERITO L’EDITORIALE DI MINÀ DEL N. 109 DEL TRIMESTRALE CHE USCIRÀ A FINE MESE:
Storia 1: Haiti va aiutata o annessa?
A meno di 24 ore dalla catastrofe che ha disintegrato la già poverissima isola caraibica di colonizzazione francese, i 344 medici e specialisti della salute cubani che, in 227 dei 337 comuni del paese aiutano e curano da tempo, quotidianamente, quella martoriata umanità, erano già intervenuti in più di mille emergenze. Solo tre di loro erano feriti. Nello stesso frangente stava già arrivando a Port au Prince, con due ospedali da campo che si sarebbero collocati a fianco degli ospedali pubblici crollati, un altro gruppo di volontari, che avrebbe portato a circa mille il numero dei cooperanti cubani del settore della salute...
http://www.giannimina-latinoamerica.it/editoriali/522-editoriale-del-la-109-prossimamente-in-uscita
NEL SITO DI LATINOAMERICA, OGNI MARTEDÌ E VENERDÌ, RIFLESSIONI E NOTIZIE CHE POTETE LEGGERE TRA LE NEWS:
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Il Cile va alla destra dura e pura |
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di Gennaro Carotenuto |
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Il Cile va alla destra dura e pura, sia pur mascherata con la paccottiglia mediatica, l’aberrazione dell’invocazione continua di dio (e il terzo comandamento?) e i cotillon dell’american dream, di . Il Berlusconi cileno per semplificare attenendosi al libretto, rappresenta quella concentrazione di potere economico, mediatico, perversione e capacità di corruttela e menzogna per la quale il modello neoliberale, l’informalizzazione di ogni rapporto di lavoro, l’azzeramento dello Stato come strumento di difesa dei deboli e il favorire senza limiti la concentrazione della ricchezza, sarebbe tuttora il destino naturale dell’uomo... |
http://www.giannimina-latinoamerica.it/archivio-notizie/521-il-cile-va-alla-destra-dura-e-pura
20 gennaio 2010
Byoblu.Com - Attacco alla rete!
Attacco alla ReteIl Decreto Romani, con il quale l'Italia da attuazione alla direttiva europea AVMSD (Audiovisual Media Services Directive), interpreta in maniera tutta italiana il principio condivisibile della Commissione Europea, secondo il quale la trasmissione di materiale audiovisivo deve rispondere agli stessi criteri indipendentemente dal media sul quale transita. Quello cui il governo si guarda bene dal dare attuazione è il considerando 16 della stessa direttiva europea, che chiarisce inequivocabilmente cosa deve rientrare in questa regolamentazione e cosa no. «La definizione di servizio di media audiovisivo non dovrebbe comprendere le attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse.»Romani avrebbe potuto ricopiare il testo tale e quale, ma non sarebbe stato Romani, cioè il paladino del protezionismo televisivo e del controllo dell'informazione. Così ridefinisce nel seguente modo la direttiva europea: «Non rientrano nella nozione di servizio media audiovisivo i servizi prestati nell’esercizio di attività principalmente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, fermo restando che rientrano nella predetta definizione i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale.»Sparisce il riferimento ai siti internet privati, sparisce il riferimento agli utenti privati così come spariscono i riferimenti alle paroline magiche: condivisione, scambio, comunità di interesse. In cambio, con una tortuosità degna del miglior azzeccagarbugli, si dice che se pubblichi video per uno scopo non precipuamente economico, non rientri nella definizione (qui fingono di recepire le indicazioni), fermo restando che ci rientri (e qui si fanno i cazzi loro) perchè metti a disposizione immagini animate (ma che è... un manga?), sonore e non (infatti la rete è piena di clip muti) nelle quali il contenuto audiovisivo non ha ovviamente carattere incidentale. Carattere incidentale? In quale video, sul tubo, il contenuto video potrebbe mai avere carattere incidentale? Sarebbe come aprire una concessionaria all'interno della quale la presenza di automobili avesse carattere incidentale, o come farsi una scopata nella quale l'attività sessuale abbia carattere puramente incidentale. Io credo che l'unica cosa davvero a carattere incidentale è il cervello del legislatore italiano, o più precisamente la sua onestà. Ieri sera tardi ho incontrato Guido Scorza alla stazione centrale di Milano. Guido è il Presidente dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione. E' avvocato, giornalista, membro di mille consigli, ma soprattutto è un uomo ragionevole e di buon senso. Se conosciamo con largo anticipo gran parte delle minacce che la banda bassotti IV perpetra costantemente ai danni della rete, lo dobbiamo anche e soprattutto a lui. Perchè non posso avere uno Scorza come Ministro dei Beni e delle Attività Culturali? Anzi, lo voglio a capo di un nuovo ministero che subito istituirò, alla mia prima Presidenza del Consiglio: il Ministero della Rete. |
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Diffondere, Divulgare, DiramareLe Tre D che salveranno il mondo! |
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14 gennaio 2010
11 settembre: ipotesi di complotto
Le Torri Gemelle? Sono state fatte implodere volutamente. Il Pentagono? Colpito da un missile. L'11 settembre? Un grande complotto, ordito dal governo americano e dalle sue forze armate. Fantapolitica? Tutt'altro: sono alcune delle teorie cospiratorie che ruotano intorno a quella tragica giornata che sconvolse il mondo intero. Ma hanno una validità scientifica? A questa domanda risponde il documentario di National Geographic Channel 11 SETTEMBRE: IPOTESI DI COMPLOTTO.
La versione ufficiale è nota: terroristi islamici dirottarono alcuni voli di linea, facendoli schiantare contro il World Trade Center e il Pentagono e provocando la morte di circa 3.000 persone. Tuttavia, secondo un sondaggio del 2006, il 33% degli americani non credeva a questa versione. Negli USA è nata addirittura un'organizzazione, 9/11 Truth Movement, che propone una contro-teoria: è stato l'apparato militare americano a organizzare gli attentati, rimpiazzando gli aerei dirottati con dei veicoli telecomandati. "Il nostro Paese, il nostro governo, la nostra stessa mentalità non sarebbero quelle di oggi, se non ci fosse stato l'11 settembre" - spiega Dylan Avery, sostenitore delle teorie cospiratorie e regista del documentario sul tema Loose Change che tanto successo ha avuto sul web. National Geographic Channel analizza scientificamente la versione alternativa dell'11 settembre, confrontandola con quella ufficiale. Usa le più avanzate tecniche investigative, ricorre alla computer grafica, dà la parola ai testimoni oculari nonché agli studiosi per verificare in laboratorio le differenti ipotesi su avvenimenti come il crollo delle Torri Gemelle o l'attentato al Pentagono.
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12 gennaio 2010
Il luogo che fu la prima prigione di Emanuela Orlandi?
Il servizio intero:
http://mariorossinet.ning.com/video/il-luogo-che-fu-la-prima
Roma, 11/01/2010 - Don Piero Vergari, il monsignore che autorizzò la sepoltura di Enrico De Pedis nella chiesa di SantApollinare, è stato interrogato dalla Procura di Roma sul sequestro di Emanuela Orlandi. A "Chi l'ha visto?" tornano gli interrogativi sulla sparizione della ragazza e sul ruolo giocato nella vicenda dalla banda della Magliana. Per il pubblico di "Chi l'ha visto?" anche le indicazioni su quella che potrebbe essere stata la sua prima prigione fornite da Sabrina Minardi, ex compagna di De Pedis. Come tenere nel dovuto conto anche la scomparsa di Mirella Gregori?
10 gennaio 2010
Inizia un caldo 2010 per il Messico
Inizia un caldo 2010 per il Messico
CITTÀ DEL MESSICO – L’anno per i messicani, quelli delle classi medie e
popolari s’intende, è cominciata con una rabbia ancora sorda e con una
preoccupazione diffusa. In un continente dove le tasse dirette sulla
ricchezza sono semplicemente risibili, l’aumento dell’IVA al 16% dal
primo gennaio suona come una beffa e una nuova ingiustizia. Così il
governo di Felipe Calderón, che ha sulla coscienza già 16.000 morti in
tre anni nella guerra del narcotraffico nella quale lo stato, la
politica, l’esercito sono parte in causa, ha scelto su quali spalle far
pesare l’assoluta incapacità del suo governo e del modello neoliberale
di risollevare il paese: quegli 80 milioni di messicani che già hanno
difficoltà ad arrivare a fine mese. Che però reagiscono: alla chiusura
di questo articolo, l’alba di martedì in Messico, decine di blocchi
stradali sono segnalati nelle principali strade del paese.
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G. Carotenuto Giornalismo partecipativo, Storia critica dell'informazione al tempo di Internet, Come i media hanno distrutto l'informazione, stanno sprecando l'occasione di Internet ma il giornalismo rinasce online. Leggi tutto e acquista a 10.20 Euro.


