29 giugno 2026

Umberto Pascali's Substack: Come e perché Draghi tradì il suo maestro, Federico Caffè, e si mise a disposizione dell’oligarchia…

Come e perché Draghi tradì il suo maestro, Federico Caffè e si mise a disposizione dell’oligarchia globalista e usuraia arroccata attorno alla city di Londra.
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Come e perché Draghi tradì il suo maestro, Federico Caffè e si mise a disposizione dell’oligarchia globalista e usuraia arroccata attorno alla city di Londra. Prove  e dettagli…

La storia del tradimento di Mario Draghi verso Federico Caffè e verso il popolo italiano

Draghi tradì il suo maestro Federico Caffè e si mise a disposizione all’oligarchia globalista e usuraia arroccata attorno alla City di Londra. Lo fece passo dopo passo, facendo una “grande carriera” al servizio dei grandi poteri finanziari. 

Nonostante i media pagati e venduti si arrampichino sugli specchi fino al grottesco, non esiste nessuna giustificazione. 

Ecco i passaggi, con i principali  prove e i dettagli, del cammino di questo Doriano Grigio del mondo usuraio.


### 1. La formazione e il primo abbandono dell’insegnamento di Caffè

Federico Caffè formava economisti per un’economia al servizio dell’uomo, della sovranità nazionale, dello sviluppo industriale reale e della protezione del popolo, in linea con il Sistema Americano di Alexander Hamilton, Henry Clay e Abraham Lincoln: banca nazionale, tariffe per proteggere l’industria, investimenti pubblici per lo sviluppo interno. Questo pensiero era coerente con Enrico Mattei (ENI come campione nazionale contro i cartelli petroliferi anglo-americani) e con Aldo Moro (Italia sovrana, economia reale, non sottomessa alla finanza internazionale).

Mario Draghi si laureò con Caffè alla Sapienza nel 1970. Caffè lo considerava uno dei suoi migliori allievi. 

Ma Draghi abbandonò presto quella strada. Invece di rimanere fedele all’insegnamento del maestro in cui credeva, per un’Italia prospera e sovrana basata sull’economia reale, scelse il percorso che lo portò nelle istituzioni internazionali e poi nella finanza privata. 

Nino Galloni, economista della stessa scuola di Caffè, ha denunciato chiaramente questo abbandono: “Caffè mi disse che lo considerava il suo migliore allievo ma che ci aveva abbandonati. Si mise a lavorare per Goldman Sachs, abbracciando tesi diverse da Caffè”.

Draghi ubbidì fin dall’inizio agli ordini delle grandi compagnie finanziarie e delle istituzioni sovranazionali che stanno sopra agli Stati.

### 2. Il ruolo primario sul Panfilo Britannia: la vendita delle proprietà del popolo italiano agli usurai della City

Il 2 giugno 1992, mentre l’Italia celebrava la Festa della Repubblica, sul panfilo reale britannico HMY Britannia ormeggiato a Civitavecchia si tenne l’incontro decisivo. 

Mario Draghi, Direttore Generale del Tesoro dal 1991, tenne il discorso introduttivo principale davanti ai vertici della finanza internazionale, in particolare britannica e della City di Londra (organizzato da “British Invisibles”).

In quel discorso Draghi presentò e promosse il piano di privatizzazioni massive delle aziende pubbliche italiane. Disse che le privatizzazioni erano una “decisione politica straordinaria” per ridurre il debito pubblico, attrarre capitali stranieri, mandare un “messaggio politico” ai mercati, aumentare l’efficienza e la credibilità verso Maastricht e l’euro. Citò testualmente: “La privatizzazione è una delle poche riforme… che ha assolutamente bisogno del contesto macroeconomico giusto per avere successo… non possiamo avere le privatizzazioni senza una politica fiscale credibile”.

Questo fu il momento in cui Draghi, come figura chiave del Tesoro, consegnò di fatto il patrimonio pubblico italiano (IRI, ENI, ENEL, Telecom, Autostrade e molto altro) agli usurai della City e ai loro complici internazionali

Le proprietà del popolo italiano vennero svendute. Non si trattava di semplice gestione: era la svendita sistematica a favore della finanza anglosassone. Draghi scese dalla nave prima che partisse per la minicrociera, ma il suo ruolo primario nel presentare e legittimare il piano davanti agli acquirenti stranieri è documentato.

Nino Galloni ha collegato direttamente questi eventi del Britannia al tradimento e alla distruzione dell’economia italiana: la sua carriera e quella di chi restò fedele ai principi di Caffè furono “vittimizzate da due venute del panfilo Britannia”.

### 3. La carriera nella finanza privata: la vendita esplicita a Goldman Sachs

Dopo il Tesoro, Draghi passò direttamente in Goldman Sachs International come Vice Chairman e Managing Director per l’Europa (2002-2005). Si mise al servizio di una delle principali banche d’affari della finanza globale, simbolo della City e di Wall Street. Lì lavorò su strategia europea e rapporti con governi e grandi corporations.

Questo fu il tradimento più evidente: l’allievo di Caffè, che avrebbe dovuto difendere l’economia reale e la sovranità, divenne parte attiva dell’oligarchia usuraia. Galloni lo ha accusato apertamente di aver abbracciato tesi neoliberiste lontane dall’insegnamento di Caffè per fare carriera.

### 4. Le politiche al Tesoro, alla Banca d’Italia, alla BCE e come Premier: obbedienza totale ai poteri sovranazionali e finanziari

Come Direttore Generale del Tesoro (1991-2001) Draghi gestì e accelerò le privatizzazioni iniziate sul Britannia, svendendo il patrimonio pubblico.

Come Governatore della Banca d’Italia e poi Presidente della BCE(2011-2019) ubbidì alle grandi compagnie finanziarie e alle istituzioni sovranazionali (BCE, UE, FMI, Financial Stability Board, OECD). Promosse il Quantitative Easing che salvò le banche, riduzioni dei costi del lavoro, austerity e fiscal compact. Queste misure favorirono la finanza (City inclusa) a scapito dell’economia reale, dell’occupazione e del welfare.

Come Premier (2021-2022) continuò sulla stessa linea, gestendo i fondi UE in modo funzionale al sistema globalista.

Draghi non “pensava con la sua testa”. Ubbidiva agli ordini delle grandi compagnie finanziarie (Goldman Sachs in primis, e i network della City di Londra e della finanza internazionale) e delle istituzioni sovranazionali che stanno sopra agli Stati (BCE, Commissione UE, FMI, Banca Mondiale, Financial Stability Board).

### A chi si è venduto Draghi

Si è venduto all’oligarchia globalista e usuraia della City di Londra e dei suoi alleati:

- Compagnie finanziarie: Goldman Sachs (ruolo diretto), le banche e i fondi d’investimento anglosassoni presenti al Britannia, e il sistema più ampio di investment banks e asset manager globali.

- Istituzioni sovranazionali: BCE, Unione Europea, FMI, Banca Mondiale, Financial Stability Board, OECD. Queste entità impongono politiche sopra gli Stati nazionali a favore della finanza.

### Confronto con il coraggio degli altri allievi di Caffè

Mentre Draghi faceva carriera vendendosi, altri allievi di Caffè rimasero fedeli o pagarono prezzi altissimi per difendere l’Italia sovrana e l’economia reale.

Ezio Tarantelli, allievo di Caffè, fu assassinato dalle Brigate Rosse nel 1985 proprio per le sue idee sul lavoro e l’economia. Pagò con la vita, come Aldo Moro, che sacrificò la sua vita perché voleva un’Italia prospera, sovrana, basata sull’economia reale e non sulla finanziarizzazione usuraia della City.

Nino Galloni ha denunciato apertamente il tradimento di Draghi e ha mantenuto coerenza con i principi della scuola di Caffè, pagando con l’isolamento dalle posizioni di vertice.

Altri allievi che tradirono il maestro economico di Caffè seguirono strade simili a Draghi: entrarono nelle istituzioni centrali, sostennero l’integrazione UE neoliberista, le privatizzazioni e il predominio della finanza sulle politiche nazionali. Tra questi vi sono figure che raggiunsero ruoli di Governatore della Banca d’Italia o posizioni istituzionali, allineandosi al sistema invece di difendere la sovranità e l’economia reale come avrebbe voluto Caffè.

### Il quadro completo del tradimento

Draghi tradì Caffè e il popolo italiano in ogni passaggio:

- Abbandonò l’insegnamento per la carriera internazionale.

- Sul Britannia presentò e legittimò la svendita del patrimonio pubblico agli usurai della City.

- Entrò in Goldman Sachs.

- Applicò politiche BCE e UE che favorirono la finanza globale contro l’economia reale.

- Ubbidì sempre ai poteri finanziari e sovranazionali.

Le fonti che lo accusano:

- Nino Galloni in interviste: “Caffè mi disse che lo considerava il suo migliore allievo ma che ci aveva abbandonati. Si mise a lavorare per Goldman Sachs, abbracciando tesi diverse da Caffè” (da Affaritaliani e video YouTube come “Enigma Draghi”). Galloni collega i Britannia al tradimento e alla deindustrializzazione.

- Articolo MMT Italia “Mario Draghi e il ricordo tradito di Federico Caffè” (14 novembre 2014): https://mmtitalia.info/2014/11/14/draghi-e-il-ricordo-tradito-di-federico-caffe/  

  Citazione chiave: “Federico Caffè non sarebbe mai stato nel Panfilo Britannia come Draghi. Federico Caffè non avrebbe mai avviato la svendita dei gioielli del patrimonio imprenditoriale pubblico italiano. Federico Caffè non avrebbe mai firmato un documento ufficiale della Banca Centrale dove si auspicava la riduzione dei salari e degli stipendi degli italiani.

- PDF del discorso di Draghi sul Britannia 2 giugno 1992: https://www.reforming.it/doc/1470/draghi-1992.pdf  

  Citazione estesa: “La privatizzazione è una delle poche riforme che ha assolutamente bisogno del contesto macroeconomico giusto per avere successo… Gli incassi delle privatizzazioni dovrebbero andare alla riduzione del debito… La privatizzazione implica un cambiamento nella composizione della ricchezza finanziaria privata dal debito pubblico alle azioni.”

- Articolo Volere la luna “Mario Draghi, una vita per le élites” (2021): https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2021/02/09/mario-draghi-una-vita-per-le-elites/  

  Critica il ruolo di Draghi nelle privatizzazioni, nei salvataggi delle banche e nella vita al servizio delle élites finanziarie contro l’economia reale.

      ———- ADDENDUM ———-

1. Draghi era allievo di Caffè ma ha abbandonato subito la strada accademica per la carriera nel sistema finanziario internazionale

Caffè era un economista che insegnava l’intervento pubblico per la piena occupazione, il welfare e l’economia al servizio dell’uomo, contro il neoliberismo e i limiti del mercato.  

Draghi si laureò con lui nel 1970 alla Sapienza, ma invece di rimanere nell’università o seguire quel modello, andò al MIT e poi entrò subito in istituzioni come la World Bank e il Tesoro italiano, aprendo la strada verso la finanza privata.  

I critici dicono che questo fu il primo tradimento: abbandonare l’insegnamento del maestro per fare carriera nelle élite internazionali

https://mmtitalia.info/2014/11/14/draghi-e-il-ricordo-tradito-di-federico-caffe/

2. Il passaggio in Goldman Sachs è visto come la vendita alle “banche usuraie”

Nel 2002 Draghi entrò in Goldman Sachs come Vice Chairman per l’Europa (fino al 2005).  

Secondo i critici questo fu l’atto più chiaro di tradimento: un allievo di Caffè (che criticava il capitalismo finanziario senza freni) si mise al servizio di una delle principali banche d’affari americane, simbolo della finanziarizzazione pura.  

Fonti critiche lo definiscono “non edificante” e lo collegano direttamente al tradimento dell’insegnamento del maestro, che non avrebbe mai fatto una cosa simile. Molti commentano: “Ha tradito le idee del prof Caffè e l’Italia. Appartiene alla Grande Finanza”.   https://lespresso.it/c/politica/2020/10/26/mario-draghi-ha-rifiutato-la-presidenza-di-goldman-sachs-punta-a-chigi-o-al-quirinale/45489

3. Al Tesoro ha svenduto il patrimonio pubblico italiano (privatizzazioni)

Come Direttore Generale del Tesoro (1991-2001) Draghi gestì le grandi privatizzazioni (IRI, ENI ecc.).  

I critici lo accusano di aver “svenduto i gioielli del patrimonio imprenditoriale pubblico italiano” alle grandi finanze estere, tradendo l’idea di Caffè di un’economia con forte ruolo pubblico e al servizio dei cittadini, non delle élite finanziarie.  

Questo è presentato come parte della sua carriera “per le élites”.    https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2021/02/09/mario-draghi-una-vita-per-le-elites/?pdf=1

4. Alla BCE ha applicato politiche contrarie alla piena occupazione e al welfare di Caffè

Come Presidente della BCE (2011-2019) Draghi ha promosso:

- Riduzione dei costi del lavoro (“sensibile, effettiva riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto” – dal Rapporto Annuale BCE 2012).

- Salvataggi delle banche con QE e liquidità, senza un vero sostegno alla domanda e all’occupazione piena.

- Austerity e fiscal compact, subordinando i Paesi deboli (come l’Italia e la Grecia) agli interessi della finanza.

Caffè invece difendeva la piena occupazione, il welfare e criticava la Sinistra subalterna che “rimette al passo le forze del lavoro senza ottenere sostanziali trasformazioni economiche”.  

I critici scrivono esplicitamente: “Federico Caffè non avrebbe mai firmato un documento ufficiale della Banca Centrale dove si auspicava la riduzione dei salari e degli stipendi degli italiani”. Questo è definito “ricordo tradito”.  https://mmtitalia.info/2014/11/14/draghi-e-il-ricordo-tradito-di-federico-caffe/

### 5. Contraddizione totale con la sua stessa tesi di laurea

Nella tesi di laurea con Caffè (1970), Draghi era molto critico sul piano Werner per la moneta unica europea (diceva che non c’erano le condizioni).  

Poi, come Presidente della BCE, ha difeso l’euro a tutti i costi con “Whatever it takes” e misure viste dai critici come a favore della finanza (salvataggio banche, non dell’economia reale).  

Questa inversione totale è presentata come prova del tradimento dell’insegnamento keynesiano e interventista di Caffè per fare carriera nelle istituzioni europee e finanziarie.  https://mmtitalia.info/2014/11/14/draghi-e-il-ricordo-tradito-di-federico-caffe/

### 6. Carriera complessiva “per le élites” contro l’insegnamento di Caffè

Caffè voleva l’economia al servizio dell’uomo, contro la sostituzione di “uomini con numeri e compassione con bilanci contabili”.  

Draghi invece è descritto come colui che ha vissuto “una vita per le élites”: privatizzazioni, Goldman Sachs, BCE (salvataggi banche), politiche che hanno impoverito i lavoratori e favorito la finanziarizzazione (sistema britannico di pura finanza contro economia reale).  

I critici concludono che ha tradito il maestro per il potere e la carriera nelle grandi istituzioni finanziarie e UE.  https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2021/02/09/mario-draghi-una-vita-per-le-elites/?pdf=1

 
https://substack.com/home/post/p-204053846
 
 






 

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