26 agosto 2021

Le bugie dietro la “pandemia dei non-vaccinati”


I media mainstream dicono che la maggior parte dei ricoveri legati alla COVID sono dovuti ai non vaccinati, ma un'indagine più approfondita suggerisce il contrario.


Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, la Casa Bianca e la maggior parte dei media mainstream, quella a cui ci troviamo ora di fronte è una “pandemia dei non vaccinati” [1].

Secondo la narrativa ufficiale, il 99% delle morti per COVID-19 e il 95% dei ricoveri legati alla COVID si stanno verificando tra i non vaccinati. In una conferenza stampa alla Casa Bianca del 16 luglio 2021[2], la direttrice del CDC, la dottoressa Rochelle Walensky, ha affermato che “oltre il 97% delle persone che stanno entrando in ospedale in questo momento non sono vaccinate.”

Ma, come riportato dalla conduttrice di Fox News Laura Ingraham su “The Ingraham Angle”, “quella statistica è grossolanamente fuorviante ” [3] e, in una dichiarazione video del 5 agosto 2021, la Walensky ha inavvertitamente rivelato com’era stata creata la statistica “dal 95% al 99%.”

Manipolazioni dei dati grossolanamente fuorvianti

Come si è scoperto, per ottenere quelle statistiche, il CDC ha incluso dati di ospedalizzazione e di mortalità da gennaio a giugno 2021, lasciando fuori i dati più recenti e quelli relativi alla variante Delta, che ora è il ceppo prevalente in circolazione. Il problema è che in quel periodo la stragrande maggioranza della popolazione degli Stati Uniti non era vaccinata.

Il 1° gennaio 2021, solo lo 0,5% della popolazione statunitense aveva ricevuto una dose di vaccino di COVID. A metà aprile, si stima che il 31% avesse ricevuto una o più dosi [4] e, al 15 giugno, il 48,7% era completamente “vaccinato” [5]. Si tenga presente che non si è “completamente vaccinati” fino a due settimane dopo la seconda dose (nel caso di Pfizer o Moderna), che viene somministrata sei settimane dopo la prima iniezione. Questo secondo lo stesso CDC [6].

Quindi, coloro a cui era stata somministrata una prima dose a giugno, per esempio, risulterebbero “completamente vaccinati” solo otto settimane dopo, a luglio o ad agosto.

Usando le statistiche di un periodo in cui gli Stati Uniti, nel loro insieme, non erano vaccinati, il CDC ora sostiene che siamo in una “pandemia dei non vaccinati,” nel tentativo di demonizzare coloro che ancora non hanno accettato di farsi iniettare questa pozione sperimentale di modifica genetica.

La pressione selettiva promuove l’emergere di nuove varianti

Ecco ciò che l’immunologo canadese e ricercatore di vaccini, Dr. Byram Bridle, ha detto a Laura Ingraham riguardo l’affermazione che saremmo in una pandemia di non vaccinati e che i non vaccinati sono focolai di varianti pericolose:

“Assolutamente, è falso chiamare questa una pandemia dei non vaccinati. Ed è certamente falso … che i non vaccinati siano in qualche modo la causa dell’emergere delle nuove varianti. Questo va contro ogni principio scientifico di nostra conoscenza.

La realtà è che la natura dei vaccini che stiamo usando ora, e il modo in cui li stiamo distribuendo, stanno applicando a questo virus una pressione selettiva che lo spinge a creare nuove varianti. Ancora una volta, questo si basa su solidi principi.

Non dobbiamo cercare altre spiegazioni … l’emergere della resistenza agli antibiotici … Il principio è questo: Se hai un’entità biologica che è incline alla mutazione, e il SARS-CoV-2, come tutti i coronavirus è incline alla mutazione, e applichi una pressione selettiva strettamente focalizzata che non è letale, e lo fai per un lungo periodo di tempo, questa è la ricetta per stimolare l’emergere di nuove varianti.

Questo è esattamente quello che stiamo facendo. I nostri vaccini si concentrano su una singola proteina del virus, quindi il virus deve modificare solo una proteina, e questi vaccini non sono in grado di fornire un’immunità sterilizzante.

I vaccinati hanno ancora la possibilità di essere infettati, [questo vaccino] sembra solo poter rendere un po’ meno grave la malattia, e ciò significa che questi vaccini, nella stragrande maggioranza delle persone, stanno applicando una pressione non letale, strettamente focalizzata su una proteina, e la somministrazione del vaccino sta avvenendo in un lungo arco temporale. Questa è la ricetta per creare le varianti.”

L’immunità naturale offre una protezione di gran lunga superiore

Bridle spiega anche perché l’immunità naturale offra una solida protezione contro tutte le varianti, mentre l’immunità indotta dal vaccino non è in grado di farlo. Quando ci si infetta in modo naturale, l’organismo sviluppa anticorpi contro TUTTE le proteine virali, mentre le iniezioni mRNA inducono la produzione di anticorpi diretti unicamente contro una singola proteina, la proteina spike.

Come detto sopra, quando si hanno anticorpi contro una sola delle proteine virali, il virus ha bisogno di mutare solo quella proteina per eludere il sistema immunitario. Invece, quando c’è l’immunità naturale, gli anticorpi riconosceranno tutte le componenti del virus e quindi, anche se la proteina spike è mutata, l’organismo riconoscerà altre parti del virus e le attaccherà.

Che il SARS-CoV-2 funzioni allo stesso modo di altri virus era stato dimostrato in uno studio di Nature Reviews Immunology [7] di Alessandro Sette e Shane Crotty, pubblicato nell’ottobre 2020. Lo studio, “Cross-Reactive Memory T Cells and Herd Immunity to SARS-CoV-2” aveva dimostrato che l’immunità acquisita naturalmente contro il SARS-CoV-2 è potente, duratura e di portata molto ampia, poiché si sviluppano sia anticorpi che cellule T che prendono di mira più componenti del virus e non solo uno.

Se dobbiamo dipendere dall’immunità indotta dal vaccino, come i funzionari della sanità pubblica ci esortano a fare, finiremo su un tapis roulant di infiniti richiami. I richiami saranno assolutamente necessari, dato che l’iniezione offre una protezione limitata contro una singola proteina virale. Già i dati in tutto il mondo dimostrano che la protezione conferita dal vaccino sta diminuendo rapidamente di fronte alle nuove varianti e Moderna ha dichiarato pubblicamente che si prevede la necessità di ulteriori richiami [8].

Quanto è pericolosa la variante Delta?

Secondo il dottor Anthony Fauci, la variante Delta è sia più trasmissibile che più pericolosa del virus originale e delle varianti precedenti. Il 4 luglio 2021, ha detto a NBC News [9]:

“[La variante Delta] è più efficace ed efficiente nella sua capacità di trasmettersi da persona a persona. E, secondo gli studi effettuati nei Paesi dove sta predominando questa variante, sembra anche essere più letale, nel senso di più grave, causa una malattia più grave, portando all’ospedalizzazione e, in alcuni casi, alla morte.”

In un’intervista del 29 giugno 2021[10], Fauci aveva definito la variante Delta “un punto di svolta” per le persone non vaccinate, avvertendo che avrebbe devastato la popolazione non vaccinata, mentre gli individui vaccinati sarebbero stati protetti contro di essa.

Ricordate, Fauci non è un medico e non ha mai trattato qualcuno infettato dal SARS-CoV-2. Diversi specialisti e medici di base che curano pazienti con la COVID-19 non sono d’accordo con le affermazioni di Fauci e sostengono che non solo la variante Delta non è più pericolosa, ma, di certo, non è più pericolosa per i non vaccinati.

Come riportato dalla Ingraham nel giugno 2021 (video sopra), c’è una teoria di genetica evolutiva chiamata Ingranaggio di Muller, secondo cui quando un’epidemia inizia a calare, il virus tende a mutare verso forme più trasmissibili, ma allo stesso tempo si indebolisce, causando infezioni molto meno gravi. Secondo l’epidemiologo e cardiologo Dr. Peter McCullough, questo è esattamente ciò che stiamo vedendo. [McCullough] aveva dichiarato alla Ingraham:

“La buona notizia è che il 18 giugno, il Regno Unito ha presentato il suo 16° rapporto [11] sulle mutazioni – e stanno facendo un ottimo lavoro, molto meglio del nostro CDC – e ciò che hanno dimostrato è che la Delta è più contagiosa ma è molto meno letale, molto meno preoccupante. Infatti, è un virus molto più debole sia della variante britannica [Alpha] che di quella sudafricana [Beta].”

Le mutazioni Spike rendono i vaccinati vulnerabili alla Delta

È importante notare che la variante Delta contiene tre diverse mutazioni, tutte nella proteina spike. Questo, spiega McCullough, permette a questa variante di eludere le risposte immunitarie in coloro che hanno ricevuto i vaccini COVID – ma non in persone che hanno un’immunità naturale che, lo ribadisco, è molto più ampia. In un’apparizione del 30 giugno 2021 su Fox News (video ), McCullough aveva dichiarato [12]:

“È assolutamente chiaro dal Briefing tecnico del Regno Unito [13] pubblicato il 18 giugno che il vaccino non fornisce alcuna protezione contro la variante Delta. È una variante molto blanda.

Che si prenda il vaccino o no, i pazienti avranno sintomi molto lievi, come quelli di un raffreddore che potranno essere facilmente gestiti … Nei pazienti con sintomi gravi o ad alto rischio, possiamo usare una terapia domiciare con semplici combinazioni di farmaci e far loro superare la malattia. Quindi, ora non c’è motivo di spingere le vaccinazioni.”

Il direttore scientifico di Children’s Health Defense, il dr.Brian Hooker, ha fatto eco alle parole di McCullough. Secondo Hooker [14]:

“Quella a cui stiamo assistendo è una lezione sull’evoluzione virale. Ai virus piace sopravvivere, quindi uccidere l’ospite (cioè la persona infettata) vanifica lo scopo, perché la morte dell’ospite uccide anche il virus.

Per questo motivo, le nuove varianti del virus che circolano liberamente nella popolazione tendono a diventare più trasmissive ma meno patogene. In altre parole, si diffonderanno più facilmente da persona a persona, ma causeranno meno danni all’ospite.

Il vaccino si concentra sulla proteina spike, mentre l’immunità naturale prende in considerazione l’intero virus.

L’immunità naturale – con una gamma più diversificata di anticorpi e recettori delle cellule T – fornirà una migliore protezione complessiva, poiché ha più bersagli sul virus da attaccare, mentre l’immunità derivata dal vaccino si concentra solo su una parte del virus, in questo caso, la proteina spike. Una volta che quella porzione del virus sarà mutata a sufficienza, il vaccino non sarà più efficace.”

I dati del mondo reale mostrano che la maggior parte degli infetti sono completamente “vaccinati”

I dati reali in aree con alti tassi di vaccinazione COVID mostrano l’esatto contrario di ciò che affermano i media, il CDC e i funzionari della Casa Bianca. Oltre al British Technical Briefing No. 16 [15], citato sopra, abbiamo ulteriori dati da Israele, Scozia, Massachusetts e Gibilterra:

– Il 1° agosto 2021, la direttrice dei servizi di salute pubblica israeliani, la dottoressa Sharon Alroy-Preis, ha annunciato che [in Israele] la metà di tutte le infezioni da COVID-19 erano tra i completamente vaccinati [16]. Tra i completamente vaccinati stanno anche emergendo quadri patologici più gravi, in particolare in persone di età superiore ai 60 anni, ha aggiunto la dottoressa.

Pochi giorni dopo, il 5 agosto, il dottor Kobi Haviv, direttore dell’ospedale Herzog di Gerusalemme, è apparso su Channel 13 News, riferendo che il 95% dei pazienti gravemente malati di COVID-19 sono completamente vaccinati e che costituiscono l’85-90% dei ricoveri complessivi legati alla COVID [17]. Al 2 agosto 2021, il 66,9% degli Israeliani aveva ricevuto almeno una dose del vaccino Pfizer, l’unico usato in Israele; il 62,2% aveva ricevuto due dosi [18].

– In Scozia, i dati ufficiali sui ricoveri e sui decessi mostrano che l’87% di coloro che sono morti per COVID-19 nella terza ondata iniziata all’inizio di luglio erano vaccinati.19

– Un’indagine del CDC su un’epidemia nella contea di Barnstable, nel Massachusetts, tra il 6 luglio e il 25 luglio 2021, ha rilevato che il 74% di coloro a cui era stata fatta una diagnosi di COVID19 e l’80% dei ricoverati, erano tra i completamente vaccinati [20,21]. La maggior parte, ma non tutti, avevano la variante Delta del virus.

Il CDC ha anche scoperto che gli individui completamente vaccinati che contraggono l’infezione hanno nelle cavità nasali una carica virale paragonabile a quella degli infettati non vaccinati [22]. Questo significa che i vaccinati sono infettivi tanto quanto i non vaccinati.

– A Gibilterra, che ha un tasso di vaccinazione COVID del 99%, i casi di COVID sono aumentati del 2.500% dal 1° giugno 2021 [23].

 

Mentre coloro che hanno tutto da guadagnare dal mantenimento della pandemia vorrebbero che tremaste dalla paura al solo pensiero della variante Delta, non c’è assolutamente alcuna prova che sia peggiore dell’originale. È più trasmissibile, sì, ma molto meno pericolosa, poiché i suoi sintomi principali sono quelli di un normale raffreddore.

Secondo i professori di Harvard e Stanford, il numero effettivo di Americani che muoiono per o con la COVID-19 è, in realtà, al minimo storico, quindi l’allarmismo è ingiustificato [24].

E, per quanto riguarda i post virali sui social media di medici e infermieri che affermano che gli ospedali sono strapieni di pazienti non vaccinati per la COVID, non credeteci. La maggior parte sono bot. Abbiamo avuto più volte la prova che la paura viene diffusa non da persone reali ma da account falsi gestiti dall’intelligenza artificiale. Questo include anche account con badge blu. Ecco un campione di recenti tweet fatti in serie per cercare di spaventare la gente [25]:

Dr. Joseph Mercola

Riferimenti:

Fonte: articles.mercola.com
Link: https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2021/08/16/pandemic-of-unvaxxed-lies.aspx

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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