02 novembre 2020

5 Grafici che Mostrano che la Strategia Svedese ha Funzionato. E il Lockdown è Fallito


I funzionari del governo in Svezia hanno annunciato questa settimana che il governo prevede di mantenere le sue leggere restrizioni sui raduni “per almeno un altro anno” per mitigare la diffusione di COVID-19.

A differenza della maggior parte degli altri Paesi europei e delle nazioni del mondo, la Svezia ha rifiutato di avviare un blocco nazionale o di mascherare i mandati, optando invece per una politica che limitava i grandi raduni e si affidava alla responsabilità sociale per rallentare la trasmissione del virus.

Per mesi, la Svezia è stata criticata per la sua decisione di rinunciare a un blocco economico.

“La Svezia diventa un esempio di come non gestire COVID-19”, ha dichiarato la CBS nel suo titolo in un articolo di luglio.

La Svezia era diventata una “storia d’avvertimento”, ha dichiarato il New York Times nello stesso mese.

“Ci stanno portando alla catastrofe”, ha avvertito il Guardian a marzo.

Si possono trovare dozzine di esempi simili. Ogni settimana che passa, però, diventa sempre più chiaro che la Svezia ha capito bene il virus. Tanto per cominciare, i funzionari svedesi sottolineano che anche se le misure di lockdown hanno salvato delle vite, non possono essere sopportate a lungo.

“Le misure che si stanno adottando in Europa non sono sostenibili, stiamo cercando di trovare un livello che sia continuo e che mantenga bassa la diffusione. Non possiamo liberarcene, ma possiamo mantenerla ad un livello ragionevole”, ha detto Johan Carlson, il direttore generale dell’agenzia svedese per la salute pubblica, in un’intervista rilasciata domenica all’emittente pubblica SVT.

Vale anche la pena sottolineare che la Svezia ha evitato una parte della carneficina economica dei suoi vicini europei con l’attuazione di duri provvedimenti di blocco. In agosto, la BBC ha sottolineato che l’economia svedese ha subito molti meno danni durante la pandemia.

Svizzera: All’asilo e alle elementari anche con tosse e raffreddore


DSS e DECS aggiornano le indicazioni sulle assenze precauzionali causa coronavirus.





BELLINZONA - Nelle scuole dell'obbligo ticinesi cambiano le indicazioni sui sintomi da nuovo coronavirus per decidere in merito a un'assenza. Le nuove misure entreranno in vigore a partire da lunedì prossimo, 5 ottobre, e varranno per gli allievi della scuola dell’infanzia, elementare e media. Rimangono invece inalterati i sintomi che determinano l’esclusione da scuola per gli allievi delle scuole postobbligatorie e gli adulti di ogni ordine scolastico.

L'Ufficio del medico cantonale e il DECS hanno adottato le indicazioni in seguito alla pubblicazione, da parte dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), delle nuove raccomandazioni per i bambini con sintomi di malattia. 

I cambiamenti principali riguardano gli allievi delle scuole dell’infanzia e delle scuole elementari. Potranno infatti frequentare normalmente la scuola anche se hanno raffreddore e/o mal di gola e/o tosse leggera purché non abbiano febbre e non abbiano avuto contatti a rischio con una persona con sintomi da Covid-19 maggiore di 11 anni per la quale non c’è ancora un test negativo o con una persona risultata positiva al test di qualsiasi età, specialmente all’interno della famiglia. Per contatto a rischio si intende la presenza con una caso sospetto a meno di 1,5 metri per più di 15 minuti senza protezione. 

A restare a casa saranno insomma gli allievi della scuola dell’infanzia e delle scuole elementari che presentano uno o più di questi sintomi:
- febbre >38.5 °C;
- forte tosse acuta, anche senza febbre;
- raffreddore e/o mal di gola e/o tosse leggera, anche senza febbre, se c’è stato un contatto a rischio con una persona sintomatica di più di 11 anni per la quale non c’è ancora un test negativo o con una persona di qualsiasi età risultata positiva al test, specialmente all’interno della famiglia.

In caso di dubbio sulla valutazione dei sintomi fare riferimento al proprio medico.

Per quanto riguarda invece gli allievi delle scuole medie e postobbligatorie, così come i docenti e il personale di ogni ordine scolastico, resta a casa chi presenta uno o più di questi sintomi:
- tosse;
- mal di gola;
- respiro corto;
- dolore toracico;
- febbre;
- perdita improvvisa del senso dell’olfatto e/o del gusto;
- affaticamento generale severo.

Il DECS comunica inoltre che, a un mese dall'inizio dell'anno scolastico 2020/2021, nelle scuole pubbliche del Canton Ticino, su un totale complessivo di circa 48'500 allievi e 5'800 docenti, le persone in isolamento o in quarantena sono complessivamente una decina. Altri allievi e docenti che sull’arco delle scorse settimane, in alternanza, sono stati assenti per isolamento o quarantena, hanno potuto nel frattempo rientrare regolarmente a scuola.

«Le poche assenze di allievi o docenti per isolamento o quarantena registrate finora, riconducibili soprattutto a contatti non avvenuti nel contesto scolastico, indicano che i piani di protezione in vigore nelle scuole stanno funzionando», scrivono i due dipartimenti. «DECS e DSS continuano a vigilare sulla situazione e sono pronti ad adattare le misure qualora ciò si rendesse necessario. Allievi e docenti sono invitati a mantenere il rispetto delle indicazioni contenute nei piani di protezione che finora hanno dato buoni risultati», concludono.

01 novembre 2020

Rimuovere Trump. Svelato il tentativo di Colpo di Stato negli USA. In Italia il silenzio assordante dei Media


Il presidente Trump ha annunciato di aver autorizzato la declassificazione di tutti i documenti relativi sia all’indagine Trump-Russia, sia alle email appartenenti al candidato presidenziale sconfitto ed ex segretario di Stato Hillary Clinton. Ciò include tutti i documenti relativi allo scandalo Russia Collusion..

Questa notizia insieme a quello che sto per raccontarvi dovrebbe essere, per un paese normale, una notizia straordinaria. I TG nazionali e i giornali Italiani dovrebbero interrompere i programmi del palinsesto per darla, invece a parte qualche raro caso, non se ne trova traccia. Eppure stiamo parlando di un tentativo di Colpo di Stato avvenuto in una nazione, gli Stati Uniti, dalla quale direttamente o indirettamente dipende molto del nostro futuro, oltre che del nostro presente. Stiamo parlando di una Nazione che ci ha coinvolto in guerre, che influenza la nostra economia oltre che la geopolitica mondiale.

31 ottobre 2020

La foto di Hunter Biden conferma i rumors che lo collegano al traffico di minori?


Il tatuaggio sulla schiena di Hunter Biden è una replica esatta della regione dei Finger Lakes nello stato di New York, famosi per essere un punto caldo per il traffico di bambini e le persone scomparse.

Durante il fine settimana, su una piattaforma video cinese sono trapelati video e foto che presumibilmente mostrano Hunter Biden impegnarsi in atti sessuali con donne e drogarsi.

Una delle immagini trapelate sul sito web ha ora alimentato una delle teorie che spinge i legami di Biden a un giro di traffico di bambini.

Il tatuaggio “Finger Lakes” di Biden

Russiagate – Desecretata le prove del complotto di Clinton anti Trump


Pubblichiamo questo articolo di Marco Liconti uscito su adnkronos, particolarmente illuminante sul Russiagate e sugli scenari tuttora in atto.

 

Si arricchisce di nuovi elementi l’intricata vicenda del Russiagate, l’inchiesta sui presunti legami Trump-Putin (mai provati), poi divenuta Obamagate nella contronarrativa repubblicana, che accusa l’establishment democratico di avere organizzato una ‘montatura’ ai danni dell’allora candidato repubblicano Donald Trump.

30 ottobre 2020

Con il caso Epstein inevitabile l’arrivo di accuse e arresti per l’Elite di Hollywood


Artisti come il produttore di Hollywood, Harvey Weinstein, hanno puntato i riflettori sui presunti crimini sessuali che si scatenano nel mondo nascosto dei film. Il ruolo di Jeffrey Epstein collegava più ambiti come il suo ruolo di procuratore, organizzatore del capitolo nordamericano della pratica della magia sessuale occulta, rivelando verità nella vita un tempo ambita, potente e ricca dell’élite di Hollywood.

Congiunto dall’arresto di Ghislaine Maxwell, che ha aggiunto la panna montata e la ciliegia a questo bizzarro incubo di ricchi e famosi. Quindi piangi ora se devi per gli attori e le attrici un tempo riveriti, che ti hanno ingannato con le loro abilità. La maggior parte del mondo piange per i bambini, quelle vittime innocenti uccise in nome dei rituali satanici e dell’adrenocromo.

Hollywood e l’industria dell’intrattenimento hanno sempre posseduto una cultura nascosta o un lato oscuro di questo mondo sfarzoso e glamour, la cui facciata abbellisce i beni tangibili di fama e fortuna che sono il prezzo che alcuni attori hanno pagato per il loro stile di vita nascosto di tabù culturali.

Il loro amore per gli stili di vita sontuosi li ha corteggiati nel mondo come drogati di alcolici di adrenocromo mentre vendevano le loro anime al miglior offerente del diavolo, quello del mondo materiale terreno e la fonte della giovinezza, trovata attraverso il sangue dei bambini, in cambio della sacra promessa di domani dell’eternità nel celeste regno di Dio.

GIALLO ILARDO / CONDANNATI I BOSS, MANDANTI MAI


Uno dei più grossi misteri di mafia.

Si tratta dell’omicidio del collaboratore di giustizia Luigi Ilardo, ammazzato il 10 maggio 1996.

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha appena emesso la sua sentenza, che conferma la condanna all’ergastolo per i boss Giuseppe Madonia e Vincenzo Santapaola, ritenuti i mandanti, per Maurizio Zuccaro, considerato l’organizzatore, e per Orazio Benedetto Cocimano, il killer.

Ma resta in piedi – come è successo per tanti, troppo omicidi mafiosi – e grosso come una casa l’interrogativo: sono stati realmente cercati i mandanti autentici, ossia quel livello paramafioso di politici & colletti bianchi ritualmente alle spalle di tutti i delitti eccellenti?

Ilardo non era un personaggio di spicco o noto alle cronache.

Ma una pedina strategica, vale a dire l’uomo che conosceva tutti i movimenti del super boss Bernardo Provenzano e aveva suggerito agli inquirenti la via per catturarlo già il 31 ottobre 1995, ben 11 anni prima di quanto è poi successo, consentendo quindi a Provenzano di potersi godere una lunga, tranquilla libertà.

Aveva rivelato tutti i dettagli su Provenzano e gli equilibri mafiosi dell’epoca al colonnello dei carabinieri Michele Riccio. Una collaborazione durata tre anni, nel corso dei quali gli imput di Ilardo hanno consentito non pochi arresti.