22 novembre 2020
L'uomo che uccise Kennedy
20 novembre 2020
Apocalisse Fake, l’imbroglio universale: grande spettacolo
La credibilità elettorale delle presidenziali americane, inquinate da quello che ha l’aria di essere un mare di brogli sfacciatamente negato a priori dal sistema-media, si avvicina in modo quasi surreale all’attendibilità dell’informazione ufficiale sul coronavirus e sulla propaganda governativa sul distanziamento, con l’immunologa padovana Antonella Viola che se ne esce annunciando che il lockdown-coprifuoco, decisivo per distruggere l’economia, è perfettamente inutile per arginare il virus che sta facendo impazzire il mondo. Chi ha gettato il malocchio virale l’avrebbe fatto innanzitutto per sfrattare Donald Trump dalla Casa Bianca, sabotando il boom economico (piena occupazione) che il presidente era riuscito a ottere in soli tre anni, tagliando le tasse e aumentando il deficit in modo squisitamente keynesiano, proprio come avrebbe fatto un leader socialdemocratico d’altri tempi. Proprio per questo, sui grandi media, Trump è diventato il demonio, e andava abbattuto ad ogni costo: anche con “la più grande frode elettorale della storia”, come s’è lasciato scappare l’anziano e scalcinato Joe Biden, che un giornalista di peso internazionale come Pepe Escobar definisce ormai afflitto da demenza senile.
Biden? E’ l’ometto che non riesce più a contenere, nemmeno in pubblico, la pulsione irrefrenabile che lo spinge a sbaciucchiare, in modo preoccupante, le bambine che gli capitano a tiro. Un autentico veterano dell’establishment, molto logoro: iper-controllabile e ricattabilissimo in quanto debitamente corrotto. Una simulazione del cosiddetto Deep State – riferisce sempre Escobar – lo chiama con un nome in codice poco lusinghiero (”Cadavere”), presentando la “rivoluzione colorata” che l’avrebbe opposto a Trump (a sua volta ribattezzato, graziosamente, “Buffone”). Sarebbe stata la “fase due” dell’Operazione Corona. Primo round, stroncare l’economia statunitense con la sovragestione di un virus “scappato” alla Cina. Secondo round, abbattere Trump e sostituirlo (attraverso l’imbroglio) con un presidente “amico” del sistema oligarchico mondiale che usa la Cina come cavallo di Troia per restringere la libertà e la democrazia in Occidente, oggi grazie al pretesto dell’emergenza sanitaria.
Peccato che non abbia funzionato: prima ancora di capire come andrà a finire davvero, negli Usa, dove incombe la seria minaccia trumpiana di ricorrere anche alla Corte Suprema, il risultato delle elezioni più “fake” della storia sarebbe stato “neutralizzato” comunque, a monte, da una sorta di patto massonico segreto. Il patto, peraltro, ha smesso di essere segreto quando ne ha parlato apertamente Gioele Magaldi, rappresentante di una delle fazioni contraenti. Il succo è presto detto: Joe Biden, insieme agli uomini che in realtà lo guidano, si sarebbe formalmente impegnato a co-gestire la politica della Casa Bianca attraverso una cabina di regia che vede presenti gli stessi sostenitori (massonici) di Trump. Chiaro l’obiettivo: proseguire sulla linea di Trump nello sbarrare la strada al “partito cinese”, in realtà anche euro-atlantico, che avrebbe concepito l’Operazione Corona e, prima ancora, la promozione della Cina come player oligarchico planetario, con la missione di mettere nei guai l’industria occidentale e, a ruota, il modello democratico fondato su diritti democratici.
19 novembre 2020
18 novembre 2020
[Reseau Voltaire] Un compte Facebook non-officiel de Thierry Meyssan a été piraté 18 nov 2020
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I grandi media USA abrogano il 1° emendamento

I grandi media statunitensi, che sin dall’elezione a sorpresa di Donald Trump, e ancor prima che assumesse la presidenza, hanno continuato a deriderlo, persino a insultarlo e a esortarne l’assassinio, ora tentano di soffocarne la voce.
Le principali reti televisive nazionali, ABC, CBS e NBC, hanno interrotto la conferenza stampa post-elettorale di Trump quando ha affrontato il problema della validità dello scrutinio: secondo loro il presidente in carica stava dicendo una sequela di menzogne.
17 novembre 2020
16 novembre 2020
LE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI SONO STATE RIAPERTE: SONO ANCORA IN CORSO DI SVOLGIMENTO. LO RIVELA IN UN’INTERVISTA ESCLUSIVA A leccecronaca.it L’AMICO MARCO BAVA
di Giuseppe Puppo______“Le mucche…Sono le mucche che ci danno sicurezza sugli orari…”. Quella mattina, con il vento d’autunno e di passione. E polvere, polvere che striscia sulla terra di quei sentieri più candidi delle ossa di un cadavere.
Anch’egli si è fermato là per sempre.
Marco Bava (nelle foto), 62 anni, di Torino, una laurea in economia e una in legge, analista finanziario, brillante interprete di bilanci e strategie aziendali, protagonista di tante battaglie pubbliche in difesa dei cittadini contro potentati economici e multinazionali, non lascia alternative, a chi lo conosce: subito, o se ne resta affascinati, oppure si decide di non volerlo rivedere mai più.
Io ne restai affascinato, perché mi piacque il suo modo di essere bastian contrari, come dicono in Piemonte, e da allora, da quando lo conobbi, perché lo intervistai per il mio libro “Ottanta metri di mistero”, e son passati oramai dieci anni, sono restato sempre in contatto con lui, in un modo o nell’altro.
Al costo sempre di lunghi contraddittori, a volte di estenuanti discussioni, continuando a darci del “lei” come il primo giorno, ma comunque in contatto.
L’ho chiamato al telefono questa mattina, lui che parlava con Edoardo Agnelli, del quale fu consigliere finanziario, ma soprattutto per lunghi anni vero e sincero amico.
Fu il primo, Bava, nel 2000 ad avanzare dubbi motivati su quello che a caldo fu classificato come suicidio; dopo l’uscita di quel mio primo libro, che in pratica riaprì il caso, fu il più accanito a smontare – alla luce degli elementi che raccolsi – la versione ufficiale.
Non si è mai fermato.
– Pronto? Bava, senta un po’, le devo parlare di una cosa che ho sentito in giro…
– Eccoci…Lo sapevo che mi avrebbe chiamato, ho letto il suo pezzo di ieri…
– Cosa è questa storia che le indagini della magistratura sulla morte di Edoardo Agnelli sarebbero state riaperte? Lo ha detto lei un anno fa…O comunque a lei viene attribuita la novità annunciata. Io, però, non ne ho trovato riscontro da nessuna parte di questo…Lei sa che io verifico sempre prima tutto quello che scrivo…
– Fa benissimo…
– Ma per lei faccio sempre un’eccezione…Non verifico solo una volta, ma almeno due o tre volte…
(ride)
– Se mi dà un minuto, le spiego tutto…
– Grazie, prego, dica pure, segno e faccio sintesi…
– In seguito all’ultimo esposto che ho presentato alla magistratura per chiedere la riapertura delle indagini, sono stato convocato a Cuneo e sentito dalla Procura della Repubblica…
– Quando? Da chi?
– Fui ascoltato da un ufficiale giudiziario, per conto del Procuratore Capo Onelio Dodero. Era il 9 dicembre 2018, ho risposto alle domande che mi sono state rivolte, da, tecnicamente, ‘persona informata sui fatti’.
– Non violiamo nessun segreto istruttorio, se ci dice qualcosa di più…
– In particolare, ho potuto insistere, chiedendo che fosse acquisita agli atti, sulla sopravvenuta testimonianza del pastore Luigi Astegiano, che, come ricordava lei ieri, smonta da sola la versione ufficiale. Adesso so che è stata acquisita agli atti. Ed è fondamentale…
C’è inoltre un ulteriore particolare che mi sembra significativo…Lei ieri ha scritto che il pastore si sveglia per portare a pascolare le mucche. In realtà, sono le mucche che svegliano il pastore…
– Bellissima questa…
– Eh già! Lo svegliano alle 7.30, certo prima delle 8.00, regolarmente, tutti i giorni, con l’orologio biologico che hanno dentro, perché vogliono andare a mangiare…Un ulteriore riscontro della sua attendibilità…Così, egli vede, giù, ai piedi del viadotto, da lontano, il cadavere, mentre sono attestati gli spostamenti della Croma grigia ben dopo le 9.00 e mentre nella versione ufficiale del suicidio si parla delle 10.30…
In realtà, il corpo di Edoardo fu portato giù ben prima, senza lasciare segni, senza far rumore…Per non dire che presentava ferite incompatibili con un presunto volo da ottanta metri, perché…
– Sì, questo lo sappiamo…Mi dica ancora perché a suo avviso le indagini della magistratura sono state riaperte…
– Le indagini della magistratura, in seguito al mio ultimo esposto alla Procura della Repubblica di Cuneo sono state riaperte…E sono tuttora in corso di svolgimento, anche se al momento non sono emerse altre informazioni…
– Come fa a dirlo?
– Chiesi in coda al mio esposto di essere informato su un’eventuale decisione di archiviazione, per poter a mia volta presentare ulteriori elementi in opposizione, sulla base dell’articolo 408 del codice di procedura penale, che obbliga il magistrato a dare informazioni sull’esito dell’esposto a chi lo ha presentato. Io non ho avuto nessuna comunicazione al riguardo. Quindi le nuove indagini sono ancora in corso…
– Un altro elemento su cui ha insistito…?
– Il ruolo della scorta, che non seguì Edoardo quella mattina, contravvenendo ad un preciso obbligo istituzionale cui era vincolato. ‘Ce lo ha chiesto lui, di non seguirlo’, hanno sempre sostenuto gli agenti della scorta, come se fosse una giustificazione. In realtà, non sono mai stati interrogati dal magistrato.
Poi, ci sono le telefonate, le presunte ultime telefonate fatte, per meglio dire: mai fatte, da Edoardo quella mattina…
– Va bene, Bava, mi scusi, la devo fermare, devo fare un’intervista giornalistica, non scrivere un altro libro. Può bastare così: la cosa importante, l’ho capita. Grazie. Vuole solo aggiungere qualcos’altro?
– Sì. Come tutti gli anni, a maggior ragione quest’anno della ricorrenza del ventennale, faccio celebrare una messa in memoria di Edoardo Agnelli. L’appuntamento è per questa sera alle 18.00, a Torino, nella Chiesa di Santa Maria Goretti, in via Pietro Cossa.
– Porti per favore un pensiero e un anelito di verità anche da parte mia…
– Sarà fatto.
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