28 giugno 2009

ULTIMORA Sequestrato il Presidente Zelaya, il golpe accelera

AZIONE URGENTISSIMA RICHIESTA: SONO ORE DECISIVE PER SALVARE LA VITA DI MEL ZELAYA E LA DEMOCRAZIA IN HONDURAS

zelayaCirca un’ora fa un commando di militari incappucciati ha sequestrato il presidente della Repubblica dell’Honduras Manuel Zelaya.

Nel paese è in corso il referendum per decidere se in novembre si eleggerà una nuova costituente.

Anche la televisione Canal 8 è stata presa d’assalto dai militari e in questo momento non trasmette e il ministro degli esteri Patricia Rodas denuncia che sarebbero in azione francotiratori nelle strade della capitale Tegucigalpa.

Il perché il referendum di oggi abbia provocato addirittura un golpe è presto detto: sarà una pietra miliare nella storia del paese. In Honduras infatti ben il 30% del territorio nazionale è stato alienato a imprese straniere, soprattutto dei settori minerari e idrici. Le multinazionali quasi non pagano tasse in un paese dove tre quarti della popolazione vive in povertà. Così l’opposizione, al solo odore di una nuova Costituzione che affermi che per esempio l’acqua è un bene comune e che imponga per lo meno un sistema fiscale che permetta processi redistributivi, è disposta a spezzare il simulacro di democrazia rappresentativa che evidentemente considera utile solo quando sono i poteri di sempre a comandare.

SONO ORE DECISIVE PER SALVARE LA VITA DI MEL ZELAYA E LA DEMOCRAZIA IN HONDURAS

Giornalismo partecipativo

www.gennarocarotenuto.it

27 giugno 2009

Colpo di Stato in Honduras: il Presidente Manuel Zelaya con

Colpo di Stato in Honduras: il Presidente Manuel Zelaya, con al fianco i movimenti sociali, resiste
[www.gennarocarotenuto.it/8736-colpo-di-stato-in-honduras-il-presidente-manuel-zelaya-con-al-fianco-i-movimenti-sociali-resiste/]

MELLe parole drammatiche nella notte del presidente dell’Honduras Manuel Zelaya: “È in corso un colpo di stato nel paese” sono state confermate e supportate dall’ONU. Il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Manuel D’Escoto, nella notte ha condannato con parole fermissime il tentativo di colpo di stato in corso in Centroamerica: “condanniamo fermamente il colpo di stato in Honduras contro il governo democraticamente eletto di Manuel Zelaya” dove i poteri di fatto di sempre, le élite, l’esercito, le alte gerarchie cattoliche, le casta politica, sono disposti a tutto perché nel paese neanche si parli di Assemblea Costituente. È infatti questo l’oggetto del contendere che ha scatenato la sedizione: un referendum che domenica prossima dovrà decidere se convocare o no l’elezione di un’assemblea Costituente voluta secondo i sondaggi dall’85% della popolazione.

di www.gennarocarotenuto.it

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

[www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=249] Su precisa richiesta dai movimenti che in Honduras stanno resistendo al golpe si invita alla particolare diffusione di questo articolo. Nelle prossime ore aggiornamenti.

Contrordine: niente Consiglio dei Ministri oggi per la riforma dell’Università [www.gennarocarotenuto.it/8733-contrordine-niente-consiglio-dei-ministri-oggi-per-la-riforma-delluniversit]

Escort: edulcorando la lingua italiana

[www.gennarocarotenuto.it/8729-escort-edulcorando-la-lingua-italiana]

Giornalismo partecipativo - www.gennarocarotenuto.it

22 giugno 2009

Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del "Grande fratello"

Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

economistGiuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

di Gennaro Carotenuto

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

Figurarsi, pensa lo stolto, con l’estate alle porte, l’anziano libertino (“rattuso” in napoletano) starà visionando i book delle nuove Noemi da portarsi a Villa Certosa e i famigli (chissà se lo fanno di persona Gasparri, Cicchitto, Bondi…) staranno già caricando le casse di champagne sui voli di Stato e chiunque non crede, obbedisce, combatte è comunista. Nella chiusura della campagna elettorale, a Cinisello Balsamo, un Berlusconi particolarmente iracondo ha insultato così chi lo contestava prima di inscenare la solita gag compiacente sulle signore presenti: “Siete dei poveri comunisti. Vergogna!” Non è così, ha ricordato il quotidiano della CEI. Esiste un’opinione pubblica che magari ha votato per Berlusconi, che non è certo manipolata da Marco Travaglio e Rupert Murdoch (che, uomo di destra, agirebbe per ripicca, sic!) e considera Vauro blasfemo, ma non è così evoluta da accettare questo simulacro della realtà. Non è pronta, semplicemente, ad accettare un primo ministro e un governo (prima ancora che un paese) che va a puttane e dove alle feste, in mancanza di farina, non resta che affiancare la forca.

No, Silvio non può più stare a pettinare le veline. E Berlusconi non è uomo da arrendersi senza combattere. Per anni, dalla bicamerale in avanti, il centrosinistra si è illuso come Chamberlain a Monaco di poterlo contentare, limitare, addomesticare, sostenendo perfino che l’antiberlusconismo non paghi. Ma adesso Berlusconi, che un paio di mesi fa sembrava avere i colli fatali di Roma ai suoi piedi e che invece oggi teme di vivere un 24 luglio prolungato e si guarda le spalle tra i suoi alla ricerca del Bruto che sferrerà la prima coltellata, sa che non se la caverà con un Minzolini compiacente, con un Ghedini troppo cinico da ragliare quell’agghiacciante utilizzatore finale come sinonimo di “puttaniere” oppure tagliando qualche nastro all’Aquila o magari facendo le corna a Barack Obama al G8. La vicenda Mauro a Strasburgo lo conferma. Qualcuno dotato di senno può sostenere che ci sia un complotto franco-polacco o del PPE contro Berlusconi? Semplicemente il nostro capo del governo non aveva l’autorevolezza per imporre il proprio uomo.

Per resistere Berlusconi deve ricostituire quel consenso con i poteri fattici, la CEI, la BCE, Confindustria, senza il quale né le maggioranze bulgare di cui dispone in parlamento più che nel paese né l’infinita capacità corruttiva che lo caratterizza possono bastare. Altrimenti Mario Draghi, Gianfranco Fini o chi per loro, eletti o meno ma con la stessa maggioranza e blocco sociale, potrebbero davvero fare quel governo del fare che l’uomo del fare non è stato capace di fare mentre naufragava negli ozi di Capua (o Villa Certosa o Palazzo Grazioli o dove vuole, anni fa un magistrale pezzo di Luigi Pintor aveva calcolato che solo nelle ville in Sardegna Berlusconi possedesse 77 cessi), rimuovendolo senza neanche promuoverlo al Quirinale.

Ci siamo baloccati per anni a pensare che purtroppo gli italiani sono così, che amano Berlusconi e che l’invidiano nel senso buono del termine: vorrebbero essere come lui, con Noemi sulle ginocchia, Patrizia che l’aspetta in camera da letto e Apicella che fa finire tutto a tarallucci e vino. E invece mai come in questo momento la distanza tra Silvio e gli italiani è stata così siderale. L’uomo dei 77 cessi o delle 77 chirurgie plastiche è altrove, pensa a sé come neanche al tempo delle leggi ad personam e può solo nascondere le rughe del paese: “la crisi è percepita, spendete” blatera da mesi copiando George Bush del post-11 settembre. Sappiamo come è finita nelle strade d’Iraq e in quelle statunitensi e già oggi non basta più la censura né sulla crisi né sui ginecei. La crisi economica non può essere esorcizzata col silenzio e non un ricco qualsiasi ma il “presidente del fare” non può passare di festa in festa con costumi che non solo la maggioranza cattolica del paese considera disdicevoli.

L’argine è rotto. Da una parte “l’Espresso” fa flop con foto dove nulla di rilevante penalmente si vede e dove neanche si dà soddisfazione al voyerismo dell’antiberlusconismo più irriflessivo. Dall’altra parte in compenso entra in scena un faccendiere come Giampaolo Tarantini, l’imprenditore pugliese che avrebbe speso 100.000 Euro al mese per la villa accanto a Villa Certosa per ingraziarsi il primo ministro. Sembra un personaggio da fiction per lo squallore che emana. Poi spunta una Patrizia D’Addario, una Barbara Montereale… Nelle foto di questa poveretta senz’arte né parte c’è tutta una visione di mondo: gli abbracci a Flavio Briatore, Fabrizio Corona, Emilio Fede come carta d’identità. Basterà il racconto della poveretta in questione del re taumaturgo che le dona 10.000 Euro per lenire i danni?

berlusconi_imperatoreNon basta più, ma s’illude chi può pensare che le soluzioni alla crisi possono essere cercate al di fuori del regime, magari in un’opposizione che resterà allo sbando a lungo e dove perfino Francesco Rutelli si concede all’antiberlusconismo in assenza totale di altre idee. Al più si stanno accelerando i tempi per quel berlusconismo senza Berlusconi che la biologia comunque avvicina. Ma ad oggi è ancora il padrone di Mediaset quello che dà le carte e che ora deve passare alla controffensiva non con le stesse armi tristi ma efficaci del gruppo “L’Espresso”(foto di Di Pietro a Montenero di Bisaccia? Rivelazioni sulla vita sessuale di Franceschini?), ma governando il paese e ricostituendo il consenso scalfito che le urne due settimane fa ci hanno detto essere limitato a un italiano su tre tra quanti si sono presi il disturbo di andare a votare. Per resistere e rilanciare ci sono almeno tre fronti dove il primo ministro, per dimostrare di essere ancora in arcione, si deve esercitare subito, presto e bene. Uno di questi è coperto, sugli altri due dovrà giocare alla luce del sole e non sarà facile.

Il primo fronte è quello del segreto. Non basta più neanche la legge sulle intercettazioni per rassicurare il primo ministro. Quanta gente è in grado di ricattare il primo ministro? Non parlo di accompagnatrici occasionali come Patrizia D’Addario o dal ruolo ancora incerto come Noemi Letizia. Di quanti avvocati Mills comprati con 600.000 sterline è disseminata la carriera di Berlusconi? Quanti Gianpaolo Tarantini allietano la vita di Berlusconi? All’apice del successo poteva convenire loro star zitti ma al momento della frana potrebbero tornare all’incasso o pensare che convenga loro parlare. Quanti “eroi” come Vittorio Mangano sono stati finora in silenzio ma da domani potrebbero tornare a ricattare il signor B.?

Può fidarsi di servizi segreti che hanno permesso che Villa Certosa e Palazzo Grazioli diventassero un colabrodo? Forse non è a rischio l’incolumità del capo del governo, chi può volergli male? Ma anche un primo ministro che ha fondato la televisione commerciale in Europa quanto può resistere vivendo come fosse nella casa del “Grande fratello”? E soprattutto Silvio Berlusconi è l’uomo più ricco e più potente d’Italia o è solo l’uomo più ricattabile?

Sciolto, non si sa come, questo primo ineludibile nodo, Berlusconi dovrà passare al contrattacco alla luce del sole. Verso la chiesa cattolica e verso quella parte di consenso di massa e per scelta che vanta ma verso i quali ha potuto poco: le piccole e medie imprese, le partite IVA. Sono i punti due e tre del piano di uscita dalla crisi personale in cui si è cacciato. Se riprendere i deliri dell’epoca della povera Eluana Englaro e convertirli in legge sul testamento biologico sarebbe economicamente a costo zero, gli altri punti del prezzo da pagare alla CEI per chiudere un occhio su una vita libertina poco consona a un politico devoto, ha invece un costo altissimo: scuole cattoliche e sostegno alle famiglie.

Sulle scuole ha sguinzagliato Mariastella Gelmini (leggete questo magistrale Geppino Aragno) in rampa di lancio per succedere a Roberto Formigoni come governatore della Lombardia, con in testa una sola idea meravigliosa: togliere alla scuola pubblica per dare alla privata. Non è facile, perché se l’obbiettivo è quello di fare uscire le private da un mercato di nicchia e farle diventare come da programma un’alternativa reale alla pubblica istruzione i costi, economici prima che politici, divengono altissimi, e aprono dossier sindacali inestricabili. Finora i tagli (come se fosse poco) hanno inciso sulla qualità dell’educazione e sul destino dei giovani precari. Difficile ma necessario andare oltre.

Ancora peggio va sul fronte quoziente familiare e simili. Una cosa sono le parole o fare le scampagnate al family day e un’altra sono politiche vere di sostegno alle famiglie e alla natalità (basterebbe guardare alla Francia) che costano punti del PIL. E ancora più difficile è il punto tre, accontentare le piccole e medie imprese, il popolo delle partite IVA che per Berlusconi ha votato in massa e che non può più essere tenuto a freno solo aizzandolo contro gli immigrati o chiudendo gli occhi sull’evasione fiscale. Adesso per non mugugnare si aspettano una politica robusta ed espansiva, detassazioni, aiuti fiscali, una spallata alle banche che avranno pure resistito meglio di quelle straniere alla crisi ma solo perché conservative e incapaci di aiutare il paese quando ne ha bisogno. E’ quello che si è fatto all’estero e che Berlusconi ha creduto di poter solo fingere di fare.

Soldi, soldi, soldi, Berlusconi per venir fuori dalla casa del Grande fratello ha bisogno di montagne di soldi per governare davvero. Dovrebbe avere una visione di futuro come quella di Barack Obama e soprattutto dovrebbe convincere Giulio Tremonti a trovare le risorse senza far esplodere conflitti sociali irrisolvibili. Forse è vero, la stagione di Silvio Berlusconi sta per finire. Ma è difficile che per l’Italia ci sarà un lieto fine di feste e belle ragazze.

Moussavi pronto al martirio?

Da Arcoiris: Frei Betto, la mano invisibile del Mercato

Il giallo dei due giapponesi con bond americani da 134,5 miliardi di dollari di Paolo Roversi

Giornalismo partecipativo

18 giugno 2009

Successo in cento metri quadri - Arcoiris TV

Welcome to Arcoiris Web TV
Aiutaci a ingrandire la nostra comunità, invita i tuoi amici ad iscriversi alla nostra Newsletter!

Dalla sezione lettere ad Arcoiris

Tonio Dell'Olio: Mosaico dei giorni - Elogio della dittatura Parlando ai giovani industriali e riferendosi a Gheddafi, il presidente del consiglio ha affermato testualmente: “è un uomo intelligentissimo, come dimostra il fatto che sia alla guida da 40 anni di un Paese. Vuol dire che è uno che ci sa fare”. La regola che se ne deduce è che il criterio per valutare il valore politico di un capo di Stato è il tempo in cui riesce a restare al potere. A questo punto è bene che il presidente sappia che il record in questa classifica è attualmente detenuto da Fidel Castro che ha guidato ufficialmente Cuba per 49 anni.... Per leggere la lettera completa clicca qui!

L'adolescenza rubata dal computer

Hikikomori, sindrome che isola i ragazzi dal mondo reale Arriva in Italia l’anoressia sociale che ha sconvolto il Giappone Quando un ragazzo chiude la porta della stanza dove dorme e studia, padre e madre lo pensano piegato sui libri i libri della lezione del giorno dopo, o videogiochi o tentazioni del web. Succede che la porta a volte non si apre per giorni, settimane, mesi. Il cibo viene passato attraverso una fessura. Genitori disperati si arrendono e vivono così una situazione tutt'altro che “normale” e la famiglia trema. La sindrome, definitasi nel tempo dall'attenta, osservazione di medici specialisti in psichiatria e in psicologia, porta un nome giapponese: Hikikomori. Hikikomori, si traduce, “stare in disparte”. Isolarsi, insomma. È un fenomeno in evoluzione ... Prosegui

Ci sono due categorie di televisione: la televisione intelligente, che crea cittadini difficili da governare, e la televisione imbecille, che crea cittadini facili da governare - Guéhenno Jean

Sostieni Arcoiris

4Kb di umorismo dalla sezione Vignette di ArcoirisTV

Successo in cento metri quadri

Film scritto e diretto a quattro mani da Filippo Giardina ed Alfredo De Marco. LA TRAMA Un appartamento,due giorni e un solo uomo che, nell' attesa di un ospite importante, dialoga con sé stesso e di sè stesso. Nei folli 80 minuti di "Successo in 100 metri quadri" scopriamo che Francesco "Checco" Raggio è un comico e ha un obiettivo preciso, fare un provino televisivo... o forse fa un altro lavoro e ha un'altro scopo? Il misterioso appuntamento con "il Professore" e l'aspettativa che ne deriva immergono lo spettatore in un crescendo di tensione e comicità, verso un finale che scioglierà più di un nodo dell'affascinante intreccio. Protagonista, oltre il mistero e l'intrigo, la satira feroce con monologhi estremi e un linguaggio esasperato. La macchina da presa, ora statica ora vorticosa e nevrotica, esattamente come il protagonista in scena, segue e insegue l'attore nel suo mondo di perplessità e inquietudini, di sorrisi e pianti, di colloqui surreali con uno psicanalista-confessore. Un progetto complesso e ambizioso che si articola con disarmante velocità e un complicato meccanismo cronologico di "flash back" e "flash forward". Il nastro della vita di Francesco Raggio nell'arco delle 2 giornate si avvolge e riavvolge continuamente in un ordine-disordine , riflesso fedele della mente del protagonista e della società in cui vive.

Visita il sito:

http://www.filippogiardina.com/satira/

Per vedere il filmato

clicca qui!

Il tumore continuava a ritornare

Una nuova intervista ad un paziente che ha fatto la terapia Simoncini. Dopo sette operazioni alla vescica il tumore continuava a ritornare. E' stato il suo medico a consigliargli di provare la cura con il bicarbonato.

Visita il sito:

http://www.luogocomune.net

Per vedere il filmato

clicca qui!


Greenpeace contro il nucleare

Terrafutura VI edizione La temperatura globale media è aumentata di 0,8 gradi centigradi dall'inizio della rivoluzione industriale. Ma possiamo fare qualcosa per risolverlo. Non è una minaccia che proviene dallo spazio. Sono gli esseri umani ad aver causato i cambiamenti climatici immettendo nell'atmosfera quantità eccessive di anidride carbonica (CO2) e di altri gas serra. In questo siamo fortunati. Se abbiamo iniziato noi tutto questo, siamo anche in grado di fermarlo. Le tecnologie necessarie già esistono.

Visita il sito:

http://www.greenpeace.it

Per vedere il filmato

clicca qui!


comunicare in scienza e medicina

Fiera internazionale del libro di torino 2009 Maria giovanna Luini e Monica Ramaioli parlano dell'importanza di comunicare medicina al giorno d'oggi

Visita il sito: http://www.anovaproject.com

Per vedere il filmato

clicca qui!


Chemo-brain Chemo-brain, o chemio-cervello, è il nuovo termine usato per definire una

condizione sempre più diffusa fra le donne che hanno affrontato la chemioterapia per il cancro al seno: perdita di memoria, incapacità di ragionare, difficoltà a svolgere la mansioni più semplici ed abituali, per dirla con un eufemismo.

Visita il sito:

http://www.luogocomune.net

Per vedere il filmato

clicca qui!


Intervista a Rocco Carlomagno Intervista a Rocco Carlomagno, del coordinamento nazionale di lotta contro i siti di stoccaggio nucleare

Visita il sito: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9085

Per vedere il filmato

clicca qui!


Hercòlubus o pianeta rosso Terrafutura VI edizione

Uscito in Colombia in prima edizione nell'agosto del 1998 con il titolo "Hercólubus o Planeta Rojo" questo libro è già stato tradotto e distribuito in oltre 50 paesi nel mondo. L'autore descrive in modo semplice e diretto i prossimi cambiamenti della superficie terrestre: terremoti, eruzioni vulcaniche, alterazioni climatiche, spostamento degli assi terrestri, epidemie e catastrofi senza precedenti dovute al passaggio di Hercòlubus, un pianeta extrasolare cinque o sei volte più grande di Giove.

Visita il sito: http://www.hercolubus.it/

Per vedere il filmato clicca qui!

L'intercettatore

Intercettando una conversazione telefonica
Per vedere il filmato

clicca qui!


intervista alla dottoressa Luisa Mondo

Fiera internazionale del libro di Torino 2009

La Dottoressa Mondo- epi piemonte parla della pericolosità di vaccinare le bambine contro il papilloma virus

Visita il sito:

http://www.anovaproject.com

Per vedere il filmato

clicca qui!


Massimo Toschi

Terrafutura VI edizione

Massimo Toschi assessore della regione Toscana alla cooperazione internazionale al perdono e alla conciliazione dei popoli, ci parla dell'annuario armi e disarmi

Visita il sito:

http://www.terrafutura.it

Per vedere il filmato

clicca qui!


CIPSI: campagna “Libera l’Acqua” NADiRinforma propone il documento video inserito nella Campagna "Libera l'Acqua" promossa dal CIPSI.

Riconosci un diritto. Portalo a chi non ce l'ha. L'Acqua è di tutti. Impegnamoci, insieme, perché lo sia davvero, soprattutto per le popolazioni dei paesi impoveriti del sud del mondo. “Oggi la carenza d’acqua nel mondo è una realtà dai numeri inaccettabili: un miliardo e seicento milioni di persone ancora oggi non hanno accesso all’acqua potabile, due miliardi e seicento milioni non beneficiano di alcun servizio sanitario, un milione e ottocentomila bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza di risorse idriche”. Per contrastare questa situazione, le associazioni del Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) lanciano la campagna triennale "Libera l’acqua" di sensibilizzazione, informazione e raccolta di fondi per finanziare 14 progetti in territori afflitti da miseria. (...) Musiche: "La canzone dell'acqua" - Ron "osp-osp" e "4-4" - Stefano Castrucci "La canzone dell'acqua" arrangiamenti ed esecuzione: violino - Alessandra Mirabelli percussioni - Moustapha N'Dao, Papa Abou Diop Canto di saluto delle Donne del Panzi Hospital di Bukavu (RDC) Poesia "Il prezzo dell'acqua" scritta e interpretata da Marco Cinque Testo: Luisa Barbieri Nicola Perrone Voce narrante: Luisa Barbieri Riprese e Montaggio: Paolo Mongiorgi Daniele Marzeddu Post produzione audio: Bethedrine H.Ambhouse Produzione: CIPSI Realizzazione: NADiRinforma

Visita il sito:

http://www.cipsi.it

Per vedere il filmato

clicca qui!


Atypicalmovie al 65° Festival del Cinema di

Venezia: Tinto Brass

Walter Ciusa incontra il maestro Brass, accompagnato da Caterina Varzi, futura protagonista di Zive. Giornata di chiusura del Festival, questa volta in compagnia dell'amico psicologo- sassofonista Stefano Scippa. Arriviamo alle 15 quando stanno già sbaraccando tutto. Peccato, nelle mie intenzioni c'era l'idea di portare a casa una qualche altra intervista. Detto e fatto! Maestro Brass gironzolava in compagnia, destinazione Hotel Excelsior. Gli giro intorno e in un nano secondo devo decidere come agganciarlo. Regola numero 1: "Non essere scontato e banale" Regola numero 2: "Omaggiare il Maestro"- sono un suo fan-. Attacco con Bob Guccione, produttore di Caligola e alter ego di Brass. Poi è la volta del grande Kim Arcalli, montatore che rivoluzionò il cinema italiano e anche collaboratore di Brass all'inizio degli anni 60. Inevitabile la domanda sulla qualità di questa 65 esima edizione. Inevitabile la risposta del Maestro: "C'è una deriva progressiva verso la catastrofe totale"e per il Maestro che fu anche allievo del grande Luchino Visconti- e si vede- Morte a Venezia è il vero leit motiv di critici, cineasti e addetti ai lavori che non si riconoscono con le scelte del direttore Muller. Ma c'è anche Caterina Varzi, la nuova musa di Brass, protagonista del prossimo "Ziva", il film che sarà interamente girato in un faro... Promosso da Arcoiris tv Bologna

Visita il sito:

http://www.atypicalmovie.blogspot.com

Per vedere il filmato

clicca qui!


Migliora il tuo inglese con Arcoiris TV

The Kennel Murder Case

1933 - Mystery Archer Coe has been found dead in his locked bedroom. The cops consider it suicide, but Philo believes otherwise. When the Coroner shows up, he finds that Archer had been hit with a blunt object, stabbed and shot - making suicide unlikely. When the evidence points to his brother, Brisbane is found stabbed to death in the closet. Archer had a number of enemies, any one of which would have been glad to knock him off, but which one did and how did the murder occur in a room looked from the inside. Only one man, the keen, fascinating, debonair detective Philo Vance, would be able to figure out who is the killer. Directed by: Michael Curtiz Writing credits: S.S. Van Dine, Robert Presnell Sr. Cast: William Powell, Mary Astor, Eugene Pallette, Ralph Morgan, Robert McWade, Robert Barrat, Frank Conroy, Etienne Girardot, James Lee, Paul Cavanagh, Arthur Hohl, Helen Vinson, Jack La Rue. Visit the site: www.publicdomaintorrents.com How to turn on caption Download subtitles:

Per vedere il filmato

clicca qui!


17 giugno 2009

Aggiornamento sito LATINOAMERICA

www.giannimina-latinoamerica.it

PERÙ, L’ORDINE DI ALAN GARCÍA ERA UCCIDERE GLI INDIGENI

Gennaro Carotenuto

(16 giugno 2009)

La resistenza degli indigeni ha obbligato il governo di Lima a fermare e derogare i decreti che permettevano alle multinazionali di spogliare l’Amazzonia che dovranno essere riesaminati in Parlamento a Lima. Il tempo e la tenacia dei popoli originari diranno se è un diversivo neoliberale, una semplice tregua per dirottare l’attenzione internazionale (poca ma combattiva) oppure l’inizio di una vittoria storica di chi difende la biodiversità dell’Amazzonia…

http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=246

LA BANDIERA DEL SOCIALISMO

Alessandra Riccio

(15 giugno 2009)

In una delle sue Riflessioni, il “compañero Fidel” sosteneva il diritto di Cuba a sostenere la bandiera del socialismo, a mio modo di intendere, proprio quello straccio rosso che Pasolini si augurava fosse sollevato da terra dal più povero per tornare a sventolare, per quanto impolverato. E’ la bandiera della Rivoluzione cubana che ha raggiunto l’incredibile traguardo dei cinquanta anni in un esercizio di resistenza che ha dato coraggio a tutta la regione che le riconosce un ruolo guida per le trasformazioni in atto. Questa bandiera è oggi nelle mani di intere popolazioni dal Venezuela, alla Bolivia, all’Ecuador e non solo. Il recente sollevamento a Bagua, nell’Amazzonia, contro i tentativi di svendita del territorio allo sfruttamento mercantile, è solo l’ultimo degli esempi…

http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaTaccuino.php?idtaccuino=51

_______________________________________________ Il sito internet di LATINOAMERICA e tutti i sud del mondo: http://www.giannimina-latinoamerica.it

www.giannimina.it

www.gmeshop.it

05 giugno 2009

Cuba riammessa all'OSA

Cuba riammessa all’OSA. Gli Stati Uniti abbassano la testa

fidel-castro

Dopo 47 anni l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA, OEA in spagnolo) ha cancellato all’unanimità e senza condizioni la risoluzione imposta dagli Stati Uniti che escludeva Cuba dalle strutture comunitarie continentali. E’ successo nel vertice in Honduras e nelle dichiarazioni di tutti i governanti è la riparazione ad una ingiustizia storica perpetrata dall’OSA contro Cuba e la sanzione che la politica latinoamericana non è più dettata dalla corruzione, i ricatti, le minacce del cosiddetto “Consenso di Washington”.

di Gennaro Carotenuto

Il presidente hondureño Manuel Zelaya, nel discorso nella località di San Pedro Sula, col quale con parole inaudite è stata seppellita la risoluzione del 1962 che escludeva Cuba, in presenza di una Hillary Clinton che poteva solo fare buon viso, si è rivolto direttamente a Fidel Castro citando la storica arringa difensiva di questo del 1953: “lo dico al comandante Fidel Castro, oggi lei è stato assolto dalla storia”.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica

· La Société des amis des noirs Giuseppe Aragno

· Italia, ieri, oggi e domani Cometa

· Behnooshahr: quando un nome è difficile da ricordare Fabio Sallustro

· Mauricio Funes, la speranza di El Salvador

· Paola Caridi: Nonna Maria, il velo, Venaria

Giornalismo partecipativo

29 maggio 2009

DJ Nais feat Supa - Zeitgeist

DJ Nais feat Supa - Zeitgeist (REGIA Luca Tartaglia) ZEITGEIST il SINGOLO. Cerca sul web cerca su internet la ricerca adesso parte da te. www.djnais.com www.myspace.com/djnais www.myspace.com/supacush www.zeitgeistmovie.com http://www.youtube.com/watch?v=YC_dtFwabJs

28 maggio 2009

Benjamin Fulford: Terremoti causati da HAARP



Benjamin Fulford parla della sue esperienza con alti rappresentanti del govenro e delle finanze giapponesi esponendo il potere dell'HAARP e i tempi politici dei terremoti e disastri più devastanti. I disastri naturali potrebbero essere pilotati da tecnologie in mano agli americani sconosciute al grande pubblico ed usati per ritorsioni e scopi politici e militari. Le elezioni sono sempre una ottima occasione per creare disastri dove ogni parte politica e ogni sciacallaggio di qualsiasi genere può prendere posto al momento giusto. Quello che accade intorno a noi potrebbe avere una causa ben diversa da quella che ci raccontano gli sciacalli controllati dei media.
http://www.youtube.com/watch?v=_HFQXM1ckH4

23 maggio 2009

No frequenze, no party

Europa7 è la tv che non c'è. Doveva esserci, ma questo è il paese dei concorsi truccati. Se per caso, una tragica fatalità, vince uno che non era tra i raccomandati, basta non consegnare il premio. Puoi agitarti quanto vuoi che tanto nessuno ti sente. Nessuno lo viene a sapere perchè chi dovrebbe dirlo è lo stesso cui è stato assegnato il premio al posto tuo. Il TG4 tace. Mediaset tace. La Rai tace. Noi no. Il Consiglio di Stato, nella decisione del 20 gennaio 2009, chiude la questione con un riasrcimento di un milione di euro. Francesco Di Stefano, basandosi su una perizia tecnica redatta da Banca Unipol, aveva chiesto due miliardi di euro per lucro cessante. Come saltavano fuori? Beata ingenuità: Di Stefano credeva che, avendo lui vinto la concessione e avendola Rete4 persa, Rete4 sarebbe dovuta passare sul satellite, perdendo circa il 95% dello share. Rai3 dal canto suo avrebbe dovuto trasmettere senza pubblicità. Del resto, gli italiani pagano già il canone. Dando poi finalmente lavoro a Luttazzi, Guzzanti, Santoro, Biagi, Travaglio e compagnia, Europa7 avrebbe raggiunto l'11% dello share entro il 2000 ed il 16% entro il 2005. Così, recuperando l'intero fatturato di Rete4 e Rai3, Europa7 avrebbe chiuso sin dal 2000 con un utile netto di oltre 127 milioni di euro, che dal 2008 sarebbero aumentati a 305 milioni. Il Consiglio di Stato ha dato un'occhiata alla perizia, si è fatto una risata e ha riconosciuto solo un milione di euro. Meno di un millesimo. Perchè? Perchè i conti mica si possono fare così. Innanzitutto non è detto che Europa7 avrebbe fatto delle trasmissioni televisive di buon livello [ndr: se fosse per questo, visto il palinsesto di Rete4, personalmente avrei ritenuto più interessante anche la trasmissione di uno screensaver con i pesciolini per 24 ore al giorno ]. Poi, dai, c'è crisi, ...lo sanno tutti! Perfino LA7, che ha molti più mezzi, chiude il bilancio costantemente in perdita. Inoltre non c'è nessuna evidenza del fatto che Luttazzi, Biagi, Travaglio, la Dandini e compari avrebbero firmato un contratto con Europa7. Emilio Fede inoltre sul satellite non ci va, visto che il ricorso contro Rete4 è stato presentato con ritardo. Dunque Di Stefano, che nel 1999 investì 164 milioni di euro, può tornare a casa con una monetina nel cappello e la farsa di un bouquet di frequenze assegnate con dolo. Appartengono infatti a un consorzio che le utilizza per la radiodiffusione digitale, e che ha già annunciato ricorso al TAR per l'annullamento dell'assegnazione ministeriale. Aveva ragione Gentiloni, che a Graham Watson, il parlamentare europeo Presidente del gruppo politico ALDE, che era venuto in Italia per rappresentare l'Europa nel dialogo con il governo sul caso Europa7, fece capire informalmente che Di Stefano avrebbe fatto meglio e prendersi gli spiccioli e tornare a casa, perchè non tirava aria. Riporto una dichiarazione di Nicolò Rinaldi, registrata nei suoi uffici al Parlamento Europeo di Bruxelles, nell'ala dedicata ai liberal democratici di cui è segretario. Voi intanto guardate sempre meno la televisione, e sempre di più internet.

www.byoblu.com

20 maggio 2009

Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Tutta la puntata

Chi stampa i nostri soldi? Sulla base di quale diritto. Siamo proprio certi che nessuno si arricchisca indebitamente nel farlo? Come si crea la "base monetaria"? ha una qualche influenza sul debito pubblico e sulla perdita di potere d'acquisto dei nostri soldi (inflazione)? Ospiti in studio: Marco Della Luna - autore "Euroschiavi" Egenio Bentazzo - esperto finanza Marco Saba - Centro Studi Monetari Nel corso della puntata verrà trasmesso e commentato il documentario "GENIUS SECULI": adattamento del primo capitolo di ZEITGEIST ADDENDUM. Creazione della moneta, debito pubblico, inflazione, interessi. Autore originale: Peter Joseph Adattameto italiano: Christian Ice Revisione testo: Alessandro Bono Voce narrante: Marco Benevento Musiche: Luca Bellanova. "Rebus, questioni di conoscenza" è una trasmissione curata e condotta da Maurizio Decollanz, andata in onda lunedì 27 APRILE 2009, ore 22.00, su Odeon e OdeonSAT (Sky 827). Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 1 http://www.youtube.com/watch?v=zKKGUAFz8Ks Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 2 http://www.youtube.com/watch?v=x7NIBzjdWFs Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 3 http://www.youtube.com/watch?v=swZAdNFMzFg Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 4 http://www.youtube.com/watch?v=q2ax65XvnCw Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 5 http://www.youtube.com/watch?v=_GypRDAC1x4 Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 6 http://www.youtube.com/watch?v=_hsprgqByMs

15 maggio 2009

Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 1

L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy fu il frutto di una cospirazione. Il complotto è oggi una delle interpretazioni più verosimili dei fatti. A sostenerlo, ormai, numerose indagini indipendenti che sembrano comprovare la presenza di più cecchini a Dallas il 22 novembre 1963. Chi e per quale motivo ha ucciso allora il 35° Presidente americano? Rebus, questioni di conoscenza, lunico programma che ha il coraggio di affrontare e sgretolare i rebus dei nostri tempi, cercherà di dare una risposta. In studio con il conduttore e curatore Maurizio Decollanz, Vittorio Di Cesare, docente di Intelligence, e Marcello Foa, giornalista e scrittore, commenteranno rari documenti video dellepoca oltre allinedita versione, per la televisione italiana, del filmato, stabilizzato elettronicamente, di Abraham Zapruder, unico documento video che riprende integralmente gli ultimi attimi di vita del Presidente Kennedy. Rebus, questioni di conoscenza - JFK, La Cospirazione: andato in onda lunedì 20 aprile alle ore 22,00 su Odeon e Odeon24 (Sky827) Rebus - JFK, La Cospirazione - anteprima http://www.youtube.com/watch?v=HZ7pheQAesM Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 2 http://www.youtube.com/watch?v=7gX8p9SCKpo Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 3 http://www.youtube.com/watch?v=CqRKEHEIABs Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 4 http://www.youtube.com/watch?v=Tumb3q0ecgo Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 5 http://www.youtube.com/watch?v=ZAICC4G2T3Y Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 6 http://www.youtube.com/watch?v=_IBWXKyE8G0

13 maggio 2009

Paolo Franceschetti: UN POSSIBILE ATTENTATO AL PAPA?

Di Solange Manfredi Stiamo vivendo un periodo storico molto delicato, in cui si stanno giocando partite importanti per i c.d. “equilibri occulti”.
Queste partite, come ci insegna la storia, vengono giocate dai centri del potere senza esclusione di colpi (collusioni criminali, formazione di apparati segreti, operazioni terroristiche, ecc..). Il terribile gioco prevede anche, e sempre, l'eliminazione di personaggi scomodi, pericolosi o, semplicemente, strumentali per la realizzazione del progetto. Fatta questa premessa, ciò che in questi giorni mi domando è: La partita che oggi si sta giocando prevede un nuovo attentato al Papa da compiersi il 13 maggio a Betlemme? La mia domanda nasce dall'analisi di alcuni fatti, e dalla constatazione di alcune coincidenze. Vediamo quali. Dal giorno della sua elezione al soglio Pontificio tre sono stati i problemi che, maggiormente, hanno coinvolto la figura di Benedetto XVI: 1. Nazismo: Le ombre sulla adesione di Benedetto XVI al nazismo; 2. Ratisbona: Il discorso tenuto dal Santo Padre, nel settembre del 2006 a Ratisbona. Discorso che provocò un vero e proprio incidente diplomatico con la comunità mussulmana. 3. Lefebvriani: La revoca della scomunica ai vescovi scismastici ‘lefebvriani’ Bernard Fellah, Alfonso de Gallareta, Tissier de Mallerais e Richard Williamson. Proprio quest'ultimo vescovo, infatti, ha fatto parlare molto di sé nell'ultimo anno. Prima per l'intervista rilasciata al settimanale cattolico britannico Catholic Herald, in cui aveva difeso l'esistenza dei cosiddetti ''Protocolli dei Savi di Sion'. Successivamente per aver negato, in una intervista TV, la realtà dell'Olocausto. In ultimo P. Franz Schmidberge, superiore per la Germania della Fraternita' Sacerdotale San Pio X, il gruppo fondato da mons. Lefebvre, in una lettera circolare inviata a Natale, ha scritto: ''gli ebrei di oggi partecipano della colpa di deicidio, fino a quando non prenderanno le distanze dai loro predecessori credendo nella divinità' di Gesù' Cristo''. Questi “incidenti” (se provocati o meno non si sa) hanno rischiato di danneggiare pesantemente il Santo Padre, regalandone un'immagine che ben si è prestata ad attacchi, polemiche e giudizi non troppo lusinghieri. Ma Ratisbona, Lefebvriani e Nazismo (oltre, naturalmente, alla data del 13 maggio, data di grande importanza simbolica), compaiono anche negli attentati subiti da Papa Giovanni Paolo II. Vediamo dove: 13 MAGGIO 13 maggio 1981, in Piazza San Pietro, il killer turco Ali Agka ferisce gravemente Papa Giovanni Paolo II. Il 13 maggio 1982, durante il pellegrinaggio di ringraziamento a Fatima, un attimo prima che riesca a colpire il Santo Padre con una baionetta lunga 37 centimetri che nasconde sotto la tonaca, viene fermato il prete spagnolo Juan Fernández Krohn. In entrambe i casi il giorno scelto per l'attentato è il 13 maggio, perché? Il 13 maggio è la ricorrenza della prima apparizione della Madonna, a Fatima, nel 1917. Secondo alcuni storici (P. Montero e Ildebrando Santangelo) le apparizioni della Madonna a Fatima avvennero principalmente contro la massoneria, vista la violenta, antica e radicale ostilità dell'associazione esoterica contro la Chiesa nella rivendicazione cattolica delle apparizioni di Fatima “...sotto la presidenza di Theophilo Braga, andava realizzando una politica accentuatamente anticattolica. Molti gesuiti furono espulsi dal paese, i conventi chiusi e confiscati i loro beni. Fu abolito l’insegnamento della religione; e approvata la separazione della Chiesa cattolica dallo Stato....I pastorelli vennero sequestrati, vi furono profanazioni, saccheggi, processioni parodistiche, misure politiche dirette a ostacolare i pellegrinaggi. Nella notte del 6 marzo 1922, a Fatima i massoni fecero saltare con la dinamite la piccola cappella eretta sul luogo delle apparizioni1”. FATIMA. Miracolo cattolico o mussulmano? Se per noi occidentali non vi sono dubbi circa la matrice cattolica delle apparizioni di Fatima in Portogallo, è anche vero che l’Islam ha, da tempo e pubblicamente, rivendicato il miracolo come un fatto religioso musulmano. Fatima, infatti, non è un nome cristiano, il paese adottò questo nome durante la dominazione araba del XII secolo. Secondo i mussulmani, dunque, sarebbe stata Fatima, la figlia del profeta dell'Islam Muhammaa, ad apparire ai pastorelli, non la Madonna. GLI ATTENTATORI Ali Agca. Il Killer Turco Agca, estremista di destra (scriveva poesie che esaltavano Hitler e il nazismo), mussulmano, fanatico, con una sorella di nome Fatima, disse di aver agito per volere “superiore”. Sulla base di riscontri svolti a livelli bancari, il killer turco appariva collegato con i vertici della massoneria. Nello specifico: “....nelle indagini svolte dalla magistratura di Trento nel 1983 furono indicate le banche sulle quali doveva avvenire il pagamento dei tre milioni di marchi promessi ad Ali Agka per l’attentato al Papa... In questo diverso e più ampio quadro di lettura, sarà bene ricordare quanto risultava descritto in alcuni atti di quel processo, dove, attraverso un’analisi sugli istituti di credito relativa al commissionamento dell’attentato ad Ali Agka, si evidenziava il ruolo di uno dei più potenti oligarchi tedeschi, e precisamente il principe Johannes von Thurn und Taxis, ostile al Papa e alto esponente della massoneria di rito scozzese (33° grado), come tradizionalmente lo era stata la sua famiglia nel secolo scorso"2. In ultimo, la famiglia dell’ex casa reale portoghese, i Braganza, era imparentata proprio con quella dei Thurn und Taxis di Regensburg (Ratisbona). Juan Fernández Krohn Krohn, il cittadino spagnolo trentaduenne che il 13 maggio 1982 attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II a Fatima, fu ordinato sacerdote da monsignor Lefebvre nel 1978. Krohn, dopo aver lasciato l’area legata al vescovo Lefebvre, era entrato a far parte del gruppo religioso cultista «Tradizione, Famiglia, e Proprietà» (Tfp), “I riferimenti che nell’attentato al Papa del 1981 riconducono alla famiglia del massone von Thurn und Taxis, si ritrovano anche in ordine al secondo attentato, avvenuto lo stesso giorno dell’anno seguente, il 13 maggio 1982 a Fatima da parte del prete ultrà spagnolo Juan Fernández Krohn – questi infatti, prima dell'attentato - avrebbe trascorso un periodo di tempo nel monastero di Ratisbona, controllato e gestito dall’allora ottuagenario padre Emmeran, membro della famiglia dei Thurn und Taxis"3 NAZISMO. Alcuni membri della famiglia Thurn und Taxis li troviamo nella organizzazione segreta denominata società Thule, fondata nel 1918 dal barone von Sebottendorf, che contribuì alla creazione del partito nazista. La società Thule è una organizzazione: “a carattere cospirativo che si estende in tutto il mondo e che opera in contatto con altri gruppi estremisti, come l’Armata blu di Fatima e quella più fanatica denominata Tradizione, Famiglia e Proprietà (Tfp)” 4. Secondo questa organizzazione il territorio del mondo intero deve essere suddiviso tra i discendenti delle vecchie oligarchie, con una organizzazione di tipo feudale, ben diversa da quella degli Stati nazionali contemporanei. ANGELI E DEMONI. In ultimo, è il caso di segnalare come l'atteso film “Angeli e Demoni”, tratto dal romanzo di Dan Brown, uscirà in anteprima mondiale in Italia proprio il 13 maggio, mentre nel resto del mondo l'uscita è prevista per il 15 maggio. Il romanzo, come è noto, è ambientato in Vaticano durante la preparazione, a seguito della morte del Papa, del conclave. CONCLUSIONE Dunque, abbiamo visto come Ratisbona, Portogallo, massoneria, nazismo e Lefreviani compaiano nell'organizzazione del complotto che ha portato agli attentati a Papa Giovanni Paolo II. Per il giudice Carlo Palermo, che sull'argomento ha scritto un libro “Il Papa nel mirino”, l'organizzazione dell'attentato: "….sarebbe stata però diretta, aiutata, assistita, da una pluralità di soggetti interessati – anche se talora tradizionalmente contrapposti –, «uniti», nell’occasione, dal comune obiettivo della eliminazione del Papa, e facilitati, nel raggiungimento delle convergenze, dalla rete occulta della massoneria, e cioè di quella organizzazione segreta trasversale garantita dalla massima segretezza e omertà, che tutela la sua stessa sicurezza e libertà d’azione, non consentendo nemmeno ai propri associati – a livello orizzontale –, di conoscersi direttamente5. Proprio per questo raccordo operato dalla massoneria, per il giudice Carlo Palermo:
"I particolari «significati» e le numerose «simbologie»..... non possono, in questa prospettiva, essere trascurati6. La domanda è: se, come affermato dal giudice Carlo Palermo, significati e simboli non possono essere trascurati nell'indagine di un complotto reso possibile dalla rete occulta della massoneria, possono essere trascurate le coincidenze su descritte tra gli attentati a Papa Giovanni Paolo II e i problemi occorsi, nel corso del suo pontificato, a Benedetto XVI? E' un caso che l'importante incidente diplomatico con il mondo mussulmano (cui gli strascichi sono ancora presenti) sia avvenuto a Ratisbona? E' un caso che, appena tolta la scomunica ai vescovi lefvriani, questi abbiano rilasciato dichiarazioni così imbarazzanti proprio contro gli ebrei e l'olocausto? E' un caso che, subito dopo la sua elezione al soglio pontificio, Benedetto XVI sia stato accusato di aver aderito al partito nazista? E' un caso che la visita alla Grotta della natività a Betlemme sia il 13 maggio, ricorrenza della prima apparizione a Fatima, apparizione rivendicata dal mondo mussulmano? E' un caso che il film “Angeli e Demoni” esca, in prima mondiale in Italia, proprio il 13 maggio? Nei giorni scorsi servizi segreti israeliani hanno lanciato l'allarme: “L'incolumità del Papa, durante il viaggio in Terra Santa, è a rischio”. Ciò non deve destare sorpresa se si pensa quali e quante simbologie, per fanatici ed esaltati, potrebbe avere un attentato a Benedetto XVI il 13 maggio a Betlemme. Le domande da porsi in questo scenario, però, sono due: 1. Visto che le organizzazioni esoteriche comunicano con i simboli, è possibile che i problemi occorsi a Benedetto XVI, nel corso del suo pontificato, siano stati organizzati ad hoc e avessero chiari significati per chi li poteva capire? E se si, quali? 2. In un eventuale attentato a Benedetto XVI, siamo sicuri che i mandanti e gli esecutori sarebbero gruppi terroristici esaltati? O dietro, come successo per l'attentato a Papa Giovanni Paolo II e come scritto dal giudice Rosario Priore nella sentenza sui mandanti, potrebbero esserci, anche in questo caso, “entità statuali"?7 1Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 2 Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti: “Il principe Johannes, all’epoca dell’attentato del 1981, era presente nel consiglio di amministrazione della Banca di Monaco, Bayerischer Vereinsbank, e ne controllava il 15% del pacchetto azionario. Sia questa che la filiale londinese, la Union Bank of Bavaria, erano state segnalate nell’inchiesta trentina relativamente al deposito di tre milioni di marchi da parte del mafioso turco Bekir Celenk, i tre milioni promessi ad Ali Agka per l’attentato al Papa. La Bayerischer Vereinsbank rappresentava la più stretta connessione bancaria con la Bulgarian Foreign Trade Bank, considerata il polmone finanziario di diverse operazioni sporche. Significativo, in particolare, appariva il fatto che una sua filiale fosse la Litex Bank (con sede in Beirut), azionista della Biblos Bank, cui apparteneva il potente esponente della falange Camille Chamoun, già presidente della repubblica libanese. A detta delle fonti, la Biblos e la Litex rappresentavano una importante connessione tra l’est e l’ovest per il riciclaggio di denaro sporco proveniente dai traffici di droga libanesi e per i contatti con gli esponenti politici della Falange e dei Servizi segreti orientali". 3 Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 4 Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 5Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 6Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 7Sentenza Rosario Priore: "...…tale delitto fu il risultato di un complotto di alto livello, e cioè che a monte dell’esecuzione, anzi degli esecutori materiali vi furono organizzatori ed entità con ogni probabilità statuali… tutti i Servizi, non solo quelli dei grandi Stati, si siano occupati di un fatto così grave e unico nella storia degli ultimi secoli…tutti, però, con l’obiettivo di impedire, una volta consumatosi il delitto, l’accertamento della verità, e così agendo.... quelle entità sono comunque riuscite a distruggere prove vere, fabbricarne di false, e a chiudere la bocca a tanti che sapevano la verità….”
Dal Blog di: Paolo Franceschetti: UN POSSIBILE ATTENTATO AL PAPA?