Il caso Epstein sta scuotendo tutti i Paesi sviluppati. Riassumiamo i fatti: il miliardario Jeffrey Epstein ha organizzato per conto del Mossad e del ramo franco-svizzero dei Rothschild una rete di informatori. Al fine di procurarsi mezzi di ricatto, ha progressivamente coinvolto i personaggi presi di mira (scienziati, finanzieri e politici) in una serie di giochi sempre più atroci. All'inizio proponeva relazioni extraconiugali, poi rapporti con partner sempre più giovani, arrivando infine a coinvolgerli in torture, uccisioni e cannibalismo. Persone che raggiungono posizioni importanti nella società possono sentire il bisogno di verificare il proprio potere; possono misurarlo solo con trasgressioni di pari livello, attraverso pratiche unanimemente condannate, cui si abbandonano senza tema di essere perseguiti.
Questo tipo di ricatto non è nuovo. In Francia abbiamo avuto il caso Doucé (1990) e in Belgio il caso Dutroux (1995-1996). Non è mai stata fatta luce sugli obiettivi di questi ricatti. Ci si è limitati a fare i nomi di alcuni personaggi, ma non sono mai stati arrestati criminali di alto rango. La novità nel caso Epstein è che la giustizia statunitense dispone di nove milioni di pagine di documenti, di cui un terzo è stato pubblicato.
I casi Doucé e Dutroux erano ricatti esercitati dai servizi segreti della Nato. Gli obiettivi non si trovavano solo in Francia e in Belgio, ma in tutta l'Unione Europea. I bersagli di cui ci si è serviti sono stati lasciati in pace, per tenerli a disposizione per nuove operazioni.
Al momento, 25 persone cadute nella rete di Epstein hanno negoziato con il procuratore federale. Hanno versato somme considerevoli per sfuggire alle azioni penali e ottenere che i loro nomi non fossero pubblicati. Nei primi tre milioni di documenti pubblicati, tutti i riferimenti che li riguardavano sono stati oscurati, mentre quelli delle loro vittime compaiono per esteso.