L'Opinione di Miriam Gualandi Comincia a delinearsi, forse, il motivo per cui la Russia è stata ancora una volta così tiepida nella reazione di condanna nei confronti degli Usa dopo l'attacco su Teheran: petrolio e gas. Non c'è niente di cui stupirsi, in realtà. L'opinione pubblica commette spesso l'errore di guardare alle relazioni internazionali come se si trattasse di una riunione di condominio, dove si parteggia per questo o quel condomino che sicuramente ha a cuore il destino del palazzo intero. Non è così, la realtà geopolitica è schifosamente legata a interessi, soldi, potere e non ha nulla a che vedere con il bene dell'umanità. Certo, se poi per puro caso l'interesse del potente coincide con il benessere dell'umanità tanto meglio, ma gli esempi sono rarissimi. A me non vengono in mente. Anche perché parliamoci chiaro, di certo né Putin, né Trump né Xi Jinping si ritroveranno in bolletta o al distributore il prezzo dei loro giochi di potere. Noi nostro malgrado sì. Intanto ci distraiamo con il gioco della censura a doppio standard: per un caso fortuito e ancora non ben chiarito, la Russia potrà tornare alla Biennale di Venezia. Quando se ne sono accorte le alte sfere guerrafondaie di Bruxelles è partita la classica gincana a chi urla più forte per imbrigliare arte, cultura e sport nelle maglie di una ingiusta censura. Chissà se è un caso che molto spesso il terreno di scontro sia proprio il nostro Paese. Qui intanto tiene banco ancora la questione della famiglia nel bosco: a sorpresa nei giorni scorsi è stato finalmente approvato il DDL affidi. Un primo passo, certo, che prova a mettere mano all'assenza di dati trasparenti. Ma di strada ne manca ancora un bel pezzetto. Buona lettura! |
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Guerra all'Iran. Trump: sì a petrolio russo, la Russia si astiene dalla condanna ONU contro Teherandi Giulia Bertotto |
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Continuano le esplosioni a Teheran, Esfahan e altre città iraniane dove continuano anche a morire civili. Raid israeliani anche nella periferia Sud della capitale libanese Beirut e pressioni di terra da Sud. Dagli anni '80 storico terreno di resistenza di Hezbollah. Israele accusa Teheran di aver lanciato un attacco su Gerusalemme.
Un soldato francese è stato ucciso durante un attacco nella regione di Erbil, nella regione semi-autonoma curda nel nord dell'Iraq. Emmanuel Macron ha definito l'attacco "inaccettabile" contro le forze francesi impegnate nella lotta contro l'Isis dal 2015.
La diplomazia intanto si muove restando parziale: l'11 marzo, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che condanna gli attacchi dell'Iran contro gli Stati del Golfo e la Giordania. Il testo è stato approvato con 13 voti a favore. Russia e Cina le grandi e forse sorprendenti astenute. Continua a leggere > |
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Affidi, dubbi sul Ddl: "Mette ordine ai dati, ma servono paletti ai poteri"di Miriam Gualandi |
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Riflettori ancora accesi sulla famiglia di Palmoli e a sorpresa nella serata di ieri è stato approvato in Senato il DDL affidi. Era parcheggiato da diversi mesi in attesa di essere discusso, pro e contro, ma evidentemente il caso della famiglia anglo-australiana, o l'avvicinarsi del referendum, hanno impresso la spinta necessaria. La votazione è avvenuta per alzata di mano, le opposizioni si sono astenute.
Il disegno di legge, voluto dal ministro della Giustizia Nordio e dalla ministra per la famiglia Roccella, punta a rafforzare le verifiche prima dell'allontanamento dei minori dalla famiglia, con applicazione anche sui procedimenti già pendenti.
Nei mesi scorsi si erano levate diverse critiche, soprattutto da parte delle famiglie affidatarie che temevano una schedatura, ma anche da parte di altre associazioni che si battono per scardinare un sistema decisamente troppo opaco. Il Comitato "I figli non sono dello Stato" è pronto a presentare un'istanza di riforma della disciplina sugli allontanamenti di minori. Continua a leggere > |
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"Il Ddl mette ordine ai dati, noi proponiamo di mettere i paletti ai poteri." – Simona Boccuti, co-fondatrice Comitato |
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Costretti a vendere sottocosto: agricoltori all'AntiTrustdi Andrea Tomasi |
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Dalle vie di fatto alle vie di diritto. Gli agricoltori invertono i fattori. Non solo proteste di piazza, non solo trattori rombanti contro il Mercosur, il trattato di libero scambio con il Sud America.
Allevatori e coltivatori denunciano la pratica degli acquisti sottocosto dei prodotti agricoli e così portano il caso davanti all'AntiTrust. Inoltre contestano l'introduzione del quaderno di campagna elettronico, che richiede molti più parametri da registrare, rispetto a quelli richiesti dai regolamenti europei.
Italia più realista del re (l'Europa) a danno dei contadini. I coltivatori hanno fatto ricorso ad Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che è il braccio operativo pubblico per la gestione dei fondi destinati al settore agricolo. Continua a leggere > |
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Biennale di Venezia e artisti russi: ministro chiede dimissioni sua rappresentante nel CdAdi Virginia Camerieri |
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Tiene banco il caso della Biennale di Venezia, finita al centro di un acceso scontro politico e istituzionale dopo l'ipotesi di un possibile ritorno degli artisti russi alla storica manifestazione. Nelle ultime ore è arrivata una presa di posizione netta da parte del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha infatti chiesto alla propria rappresentante nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Biennale, Federica Gregoretti, di lasciare l'incarico. Secondo quanto riferito dal dicastero, la consigliera non avrebbe informato il ministero della possibile presenza della Federazione Russa alla rassegna né del fatto di essersi espressa a favore di questa eventualità. Continua a leggere > |
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Romania, riaperto il caso Georgescu: "Illegali le prove contro di lui"di Michele Crudelini |
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Nessuno ne sta più parlando, ma il caso di Calin Georgescu continua a far discutere in Romania. Riavvolgiamo il nastro. Al primo turno delle elezioni presidenziali romene del novembre 2024 il candidato indipendente Georgescu ottiene la maggioranza delle preferenze in vista del secondo turno, previsto di lì a poco. Con una manovra senza precedenti però la Corte Costituzionale annulla l'esito delle votazioni, perché sarebbero state influenzate da interferenze russe volte a favorire proprio Georgescu.
Le prove? Poche, anzi una sola. Un report dei servizi segreti romeni, che in quel momento lavoravano per conto del Governo di Bucarest, europeista. Non finisce qui perché qualche mese dopo Georgescu ha provato a ricandidarsi per le nuove elezioni, ma i membri dell'ufficio elettorale lo hanno respinto perché "il candidato ha violato l'obbligo stesso di difendere la democrazia". Continua a leggere > |
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Miriam Gualandi, giornalista, curatrice della rubrica. Vincenzo Pistillo, editor e grafica. |
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