11 aprile 2017

VOCE DELLE VOCI - La Newsletter di martedì 11 aprile 2017

LA NEWSLETTER DI MARTEDI' 11 APRILE 2017


LE INCHIESTE

METRO' DI ROMA E NAPOLI / A TUTTA ARTE & CORRUZIONE.  MAGISTRATURA  E ANAC STANNO A GUARDARE

di Andrea Cinquegrani
Roma e Napoli, i metrò dell'arte, le rotaie delle meraviglie. Peccato che – maquillage strapagati a parte –...Continua a leggere

PAOLO SCARONI / IL MANAGER DI INTRIGHI & CORRUZIONI INTERNAZIONALI AI VERTICI DEL MILAN

Milan sempre più a Fondo coi i cinesi. Che man mano cambiamo di colore, per passare dal giallo allo stelle e strisce, ma con ...Continua a leggere

PRESCRIZIONE AMMAZZATUTTO / NON SI UCCIDONO COSI' ANCHE I CAVALLI ?

Argomento clou alla puntata di TV Talk di sabato 8 aprile l'animalismo. Con due protagonisti d'eccezione: l'...Continua a leggere

mont bankitalia visco

BANDA D'ITALIA / TUTTI GLI ERRORI, ORRORI & OMISSIONI. E ORA ANCHE LO SCANDALO DELLA "SUA" CASSA

Mentre cominciano a venire finalmente a galla – con anni di ritardo – errori, orrori & omissioni degli organi...Continua a leggere

CASO CONSIP - L'ITALO SERVIZIO – QUANDO BOCCHINO INCONTRAVA LE BARBE FINTE 


2 marzo 2017 autore: Furio Lo Forte

MONT BINDI1

ANTIMAFIA NEL PALLONE / TUTTI GLI AUTOGOL DI ROSY BINDI & C. DA PANTANI A SCHWAZER


Antimafia nel pallone. Storicamente inutile come organismo nell contrasto ai crimini di tutte delinquenze organizzate, per ri ...Continua a leggere

mont lotito

LOTITO – LONGARINI – BECCHETTI / ECCO IL TRIO MONNEZZA PER LA NUOVA LAZIO & C.

di Andrea Cinquegrani
Calcio, grandi manovre. Non solo closing Milan e il giallo cinese che continua a tenere con il fiato sospeso mercati finanzia ...Continua a leggere


NEWS

tasse

Evasione: se duecentosettanta miliardi vi sembran…pochi

di Luciano Scateni
Esulta Renzi e la ragione è molto autoreferenziale: l'ex premier esibisce lo straordinario record di diciassette miliardi ...Continua a leggere

fazio-zalone

Fabio Fazio & C. – La strategia della greppia      

di Oliviero Beha
Dicono, dicunt, tradunt…che almeno in questo Paese dei giornalisti che scrivono articoli o libri sui giornalisti o sul gior...Continua a leggere

escobar

PABLO ESCOBAR E LA CIA / LA STORIA RACCONTATA DAL FIGLIO

di PAOLO SPIGA
"Mio padre era al servizio della Cia". E' la rivelazione bomba contenuta in un fresco di stampa, un libro-intervist...Continua a leggere
POTERE

equitalia cartella

EQUITALIA – NUMERI DA CAPOGIRO & CARTELLE PAZZE

di ELIO LANNUTTI
FISCO: EQUITALIA, OLTRE A DARE NUMERI PAZZESCHI SUI CARICHI DA RISCUOTERE (817 MLD IN 16 ANNI), DOVREBBE EVITARE DI INVIARE C ...Continua a leggere

Michele Emiliano

Politica e magistratura – Il caso Emiliano

di GERARDO MAZZIOTTI
Il CSM ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del PM Michele Emiliano, presidente della regione Puglia, dirigen...Continua a leggere

kiev

SE L'UCRAINA FA HARAKIRI

di Giulietto Chiesa
Gli estremisti nazionalisti russofobi ucraini hanno sicuramente dei "consiglieri". Che hanno probabilmente un pia...Continua a leggere

cassa-depositi-e-prestiti-lavoro

NO alla vendita della Cassa Depositi e Prestiti

di Giulietto Chiesa
Recentemente il Governo italiano ha annunciato, tramite il ministro Padoan, la sua intenzione di mettere in vendita il 15% de ...Continua a leggere
MISTERI

david rossi

CASO DAVID ROSSI – IN CAMPO IMPOSIMATO

di Redazione
Ferdinando Imposimato scende in campo sulla oscura vicenda di David Rossi, il giornalista manager MPS precipitato da Rocca S ...Continua a leggere



CULTURE


Ninnillo

Ninnillo – Il Racconto di Luciano Scateni 

di Redazione
E' la leggenda dell'uomo nato da una cernia d'oro, abile come nessuno al mondo nei fondali azzurri del Cile ...Continua a leggere

papa francesco

Francesco e la nostra "laicità confessionale". (Ma Dio è in ferie?)

di Redazione
In quella autentica, poderosa sferzata al malcostume dei nostri tempi che è il libro di Oliviero Beha "Mio nipote nella gi...Continua a leggere


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10 aprile 2017

Moby Prince, la pista Usa

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«Mayday, Mayday, Mayday, Moby Prince, siamo in collisione, prendiamo fuoco! Ci serve aiuto!»: questo il drammatico messaggio trasmesso venticinque anni fa, alle 22:25:27 del 10 aprile 1991, dal traghetto Moby Prince, entrato in collisione, nella rada del porto di Livorno, con la petroliera Agip Abruzzo.
Richiesta di aiuto inascoltata: muoiono in 140, dopo aver atteso per ore invano i soccorsi. Richiesta di giustizia inascoltata: da venticinque anni, i familiari chiedono invano la verità. Dopo tre inchieste e due processi. Eppure essa emerge prepotentemente dai fatti.
Quella sera nella rada di Livorno c’è un intenso traffico di navi militari e militarizzate degli Stati uniti, che riportano alla base Usa di Camp Darby (limitrofa al porto) parte delle armi usate nella prima guerra del Golfo.
Ci sono anche altre misteriose navi. La Gallant II (nome in codi-ce Theresa), nave militarizzata Usa che, subito dopo l’incidente, lascia precipitosamente la rada di Livorno. La 21 Oktoobar II della società Shifco, la cui flotta, donata dalla Cooperazione italiana alla Somalia ufficialmente per la pesca, viene usata per trasportare armi Usa e rifiuti tossici anche radioattivi in Somalia e per rifornire di armi la Croazia in guerra contro la Jugoslavia.
Per aver trovato le prove di tale traf-fico, la giornalista Ilaria Alpi e il suo operatore Miran Hrovatin vengono assassinati nel 1994 a Mogadiscio in un agguato organizzato dalla Cia con l’aiuto di Gladio e servizi segreti italiani [1].
Con tutta probabilità, la sera del 10 aprile, è in corso nella rada di Livorno il trasbordo di armi Usa che, invece di rientrare a Camp Darby, vengono segretamente inviate in Somalia, Croazia e altre zone, non esclusi depositi di Gladio in Italia [2]. Quando avviene la collisione, chi dirige l’operazione – sicuramente il comando Usa di Camp Darby – cerca subito di cancellare qualsiasi prova. Ciò spiega una serie di «punti oscuri»: il segnale del Moby Prince, ad appena 2 miglia dal porto, che giunge fortemente disturbato; il silenzio di Livorno Radio, il gestore pubblico delle telecomunicazioni, che non chiama il Moby Prince; il comandante del porto Sergio Albanese, «impegnato in altre comunicazioni radio», che non guida i soccorsi e viene subito dopo promosso ammiraglio per i suoi meriti; la mancanza (o meglio sparizione) di tracciati radar e immagini satellitari, in particolare sulla posizione dell’Agip Abruzzo, appena arrivata a Livorno dall’Egitto stranamente in tempo record (4,5 giorni invece di 14); le manomissioni sul traghetto sotto sequestro, dove spariscono strumenti essenziali alle indagini. Così da far apparire quello del Moby Prince un banale incidente, anche per responsabilità del comandante.
I familiari delle vittime sono riusciti ora a ottenere l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta, non solo per dare giustizia ai loro cari, ma per «chiudere un capitolo indegno della storia italiana». Capitolo che resterà aperto se la commissione limiterà come al solito l’inchiesta all’esterno di Camp Darby, la base Usa al centro della strage del Moby Prince. La stessa inquisita dai giudici Casson e Mastelloni nell’inchiesta sull’organizzazione golpista «Gladio». Una delle basi Usa/Nato che – scrive Ferdinan-do Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione – fornirono gli esplosivi per le stragi, da Piazza Fontana a Capaci e Via d’Amelio. Basi in cui «si riunivano terroristi neri, ufficiali della Nato, mafiosi, uomini politici italiani e massoni, alla vigilia di attentati».
Il Mayday del Moby Prince è il Mayday della nostra democrazia.

08 aprile 2017

Rete Voltaire: I principali titoli della settimana. 6 aprile 2017


Rete Voltaire
Focus




In breve

 
Susan Rice ha fatto intercettare l'équipe di Donald Trump
 

 
Il Premio Internazionale di Giornalismo del Messico assegnato a Thierry Meyssan
 
Controversie

 
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07 aprile 2017

[Reseau Voltaire] Donald Trump affirme son autorité sur ses alliés. 7 4 2017

Réseau Voltaire
Donald Trump affirme son autorité sur ses alliés
par Thierry Meyssan
Ne vous laissez pas illusionner par les jeux diplomatiques et le suivisme des grands médias. Ce qui s'est passé ce matin en Syrie n'a aucun rapport ni avec la présentation qui vous en est faite, ni avec les conclusions qui en sont tirées.
Réseau Voltaire | Damas (Syrie) | 7 avril 2017
Ce matin, les États-Unis auraient tiré 59 missiles de croisières depuis la Méditerranée pour détruire la base militaire aérienne syrienne de Sha'irat. Il s'agirait d'une action unilatérale visant à sanctionner une attaque à l'arme chimique qu'ils attribuent à l'armée arabe syrienne.
Stupéfaite par l'ampleur de l'action états-unienne, la totalité des commentateurs conclut à un virage à 180° de l'administration Trump sur la question syrienne. La Maison-Blanche aurait enfin adopté la position de son opposition états-unienne et de ses alliés britanniques, français et allemands.
Vraiment ?

La réalité ne correspond pas à la communication

Des missiles de croisière états-uniens ont traversé sans encombre la zone contrôlée par la nouvelle arme russe permettant d'inhiber les communications et commandes de l'Otan. Selon le général Philip Breedlove, alors Suprême commandeur de l'Otan, cette arme a permis à la Russie de prendre l'avantage sur les États-Unis en matière de guerre conventionnelle. Elle aurait dû perturber les systèmes de guidage de ces missiles. Elle n'a pas fonctionné, soit que le Pentagone ait enfin trouvé une riposte technique, soit qu'elle ait été désactivée par la Russie.
La défense anti-aérienne syrienne comprend des S-300 contrôlés par l'armée arabe syrienne et des S-400 servis par l'armée russe. Ces armes sont supposées capables d'intercepter des missiles de croisière, bien que cette situation ne s'est à ce jour jamais présentée au combat. Il s'agit bien sûr d'armes au déclenchement automatique. Elles n'ont pas fonctionné non plus. Aucun missile anti-missile n'a été tiré, ni par l'armée russe, ni par l'armée syrienne.
Lorsque les missiles de croisière états-uniens ont atteint leur cible, ils ont trouvé une base militaire quasi-vide, qui venait juste d'être évacuée. Ils auraient donc détruit le tarmac, des radars et des avions depuis longtemps hors d'usage, des hangars et des habitations. Ils ont cependant fait une douzaine de victimes, dont 6 sont décédées.
Alors qu'aucun missile de croisière n'a officiellement été égaré ou détruit, seuls 23 et non pas 59 ont frappé la base de Sha'irat.

Que signifie cette mise en scène ?

Le président Trump tente depuis son accession à la Maison-Blanche de changer la politique de son pays, et de substituer des formes de coopération aux affrontements actuels. Sur la question du « Moyen-Orient élargi », il a pris position pour la « destruction » des organisations jihadistes (et non pas pour leur « réduction », comme l'évoquait son prédécesseur).
Au cours des derniers jours, il a reconnu la légitimité de la République arabe syrienne et donc le maintien au pouvoir du président démocratiquement élu Bachar el-Assad. Il a reçu le président égyptien, le maréchal Abdel Fattah al-Sissi, allié de la Syrie, et l'a félicité pour sa lutte contre les jihadistes. Il a rétabli un canal direct de communication entre Washington et Damas.
Quoi qu'il en soit, le problème du président Trump était de convaincre ses alliés d'appliquer sa politique quel que soit l'investissement qu'ils aient pu dépenser pour renverser la République arabe syrienne.
Il est certes possible que le président Trump ait fait volte-face en trois jours à la simple vue d'une vidéo diffusée par YouTube, mais il est plus probable que son action militaire de ce matin s'inscrit dans la logique de son action diplomatique précédente.
En attaquant, le président Trump a satisfait son opposition qui ne pourra donc pas s'opposer à la suite des opérations. Hier, Hillary Clinton appelait à bombarder la Syrie en riposte à l'usage supposé d'armes chimiques.
Donald Trump a ordonné de tirer des missiles de croisière sur une base quasi-vide après en avoir informé la terre entière, dont la Russie et la Syrie.
Damas, en sacrifiant cette base et la vie de quelques hommes lui a donné l'autorité pour conduire une vaste action contre tous ceux qui emploient des armes chimiques. Or, à ce jour, les seuls utilisateurs de ces armes identifiés par les Nations unies sont : les jihadistes.
Daesh, également informé de l'attaque états-unienne (mais par ses commanditaires britanniques, français et allemands), a immédiatement lancé une attaque à Homs désormais privé de base aérienne.
Nous verrons dans les prochains jours comment Washington et ses alliés réagiront à l'avancée des jihadistes. Ce n'est qu'à ce moment là que nous saurons si la manœuvre de Donald Trump et le pari de Vladimir Poutine et de Bachar el-Assad fonctionneront.
Thierry Meyssan
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[Reseau Voltaire] Les principaux titres de la semaine. 6 4 2017

Réseau Voltaire
Focus




En bref

 
Susan Rice a fait placer sous écoutes l'équipe de Donald Trump
 

 
Le Prix international du journalisme du Mexique décerné à Thierry Meyssan
 
Controverses
Fil diplomatique

 
Soutenir l'avenir de la Syrie et de la région : déclaration des co-présidents
 

 

« Horizons et débats », n°8, 3 avril 2017
L'Otan contre la Paix
Partenaires, 3 avril 2017
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Tesla Updates March 2017

Tesla Updates
Autopilot Updates
New Autopilot features arrived this week with the Tesla version 8.1 software release. Features include: 
  • High-speed Autosteer
  • Lane Departure Warning
  • Summon your car remotely
  • Parallel Autopark
  • Auto Lane Change
Schedule a test drive at your Tesla store to experience these exciting Autopilot features, as well as the new Ludicrous+ mode on the P100D that has made the Model S the fastest accelerating car from 0 to 60 mph of all time.
Model S 60
Model S 60
Two weeks remain to order a Model S 60. Last year, we introduced Model S 60 kWh battery – a more affordable option, to accelerate the adoption of electric vehicles.
Since the majority of Tesla customers prefer to own the price equivalent of a Model S with 75 kWh battery or higher, on April 16, 2017, we will be simplifying our offerings to remove the 60 kWh option.
As a reminder, all new 60 kWh vehicles are equipped with full self-driving hardware and the ability to upgrade to the range of a 75 kWh vehicle via an over-the-air update.
Model S and Model 3
Model S and Model 3
From the beginning, our goal at Tesla has been to produce cars without compromise.
Later this year, we will introduce Model 3 – a smaller, simpler and more affordable version of our flagship: Model S. With more range, more acceleration, more power, more interior space and more customization choices, Model S will continue to feature the very best in Tesla technology.
Tesla | 3500 Deer Creek Road | Palo Alto, CA 94304
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05 aprile 2017

Le ultime da AG 1 aprile 2017



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Il sangue di Gesù ai giorni nostri

Ognuno può percepire Dio nella misura in cui ne è capace, dal momento che non esiste niente che non sia Sacro. Solo il punto di vista può essere profano quando quest'ultimo si trov a ad essere limitato nella percezione di ciò che osserva. Il cont atto col Sacro è l'osservare e percepire Dio in qualsiasi cosa che Read More

La coerenza degli uomini extra-ordinari

S e guardo indietro al percorso della mia vita, mi si presenta prepotentement e la domanda che mi ha sempre accompagnato, fin da bambino: esistono uomini extra-ordinari? di Piero Cammerinesi (corrispondente di Altrogio rnale) Come, per intenderci, gli eroi della nostra infanzia, i Tex Wil ler, i Sandokan, i d'Artagnan? Possibile – mi dicevo – che esistano solo nelle pagine Read More



Cristalloterapia: L'uso delle pietre nella storia
Sotto un profilo storico, in ambito tradizionale, la scoperta dei poteri dei cristalli e della cristalloterapi a non è prerogativa della nostra era; tornando indietro attraverso i s ecoli, si arriva alla civiltà di Atlantide, forse la prima ad aver fat to uso dei cristalli. I sacerdoti di Atlantide avrebbero adoperato i c ristalli per contattare gli dei, pregando Read More

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Nuovo attacco alla (contro) disinformazione da parte dei media di regime – Umberto Telarico [N.d.R.: L'articolo scritto da Umberto Telarico è una sorta di catalogazione di argomenti rispetto i quali ha condotto un lavoro d i ricerca e si fa dunque portavoce anche di altri ricercatori ed ufologi proponendoci risposte e considerazioni.]
– Nuovo attacco alla ( contro) disinformazione da parte dei media di regime

– Prima Parte –

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04 aprile 2017

Roberto Morrione cammina sempre con noi


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Roberto Morrione cammina sempre con noi: il coordinamento di Libera Perugia prende il suo nome

Roberto Morrione cammina sempre con noi: il coordinamento di Libera Perugia prende il suo nome

Il coordinamento provinciale di Libera Perugia è stato dedicato allo storico direttore di Libera Informazione che tanto ha lasciato in eredità a una regione oggi più consapevole del problema mafie. Quando Roberto Morrione arrivò a Perugia per la prima volta da direttore di Libera Informazione la consapevolezza e l'attenzione rispetto alla questione mafie in Umbria era …
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