04 ottobre 2021

HIV, TBC E MALARIA / UN SOS LANCIATO DA ‘NATURE’


La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto “devastante” sulla lotta contro altre malattie infettive mortali, secondo un rapporto che confronta i dati del 2019 e del 2020 su HIV, tubercolosi e malaria in più di 100 paesi a reddito medio-basso.

E’ la drammatica conclusione che balza agli occhi con evidenza da un articolo della prestigiosa rivista scientifica ‘Nature’, firmato da Leslie Roberts.

Per la precisione – dettaglia Roberts – la valutazione è stata condotta dal ‘Fondo Globale’, un’organizzazione internazionale che finanzia gli sforzi per affrontare queste tre sfide sanitarie.

Scrive infatti il direttore esecutivo dell’organizzazione, Peter Sands, nell’introduzione al suo ‘Rapporto sui risultati 2021’: “Il Covid-19 è stata la battuta d’arresto più significativa nella lotta contro l’HIV, la tubercolosi e la malaria, che abbiamo incontrato in due decenni dall’istituzione del Fondo Globale”. E aggiunge: “Quando i paesi sono entrati in isolamento e le risorse sono state dirottate per combattere la pandemia, i servizi di prevenzione, test e trattamento per tutte e tre le malattie sono diminuiti precipitosamente, sebbene gli impatti varino per ciascuno. In alcuni paesi gli effetti a catena su HIV, tubercolosi e malaria potrebbero superare l’impatto diretto del Covid-19”, è l’amara conclusione di Sands.

Per la cura dell’Aids, ad esempio, il numero di persone raggiunte da programmi di prevenzione che forniscono preservativi oppure aghi e siringhe puliti è diminuito dell’11 per cento. I test dell’HIV sono crollati del 22 per cento, ritardando tutti i trattamenti e contribuendo – scrive Nature – alla trasmissione continua del virus.

Grace Ngulube, un’attivista per il contrasto all’HIV in Malawi, è particolarmente preoccupata – viene sempre documentato nel servizio di Leslie Roberts – per le ragazze adolescenti e le giovani donne, che rappresentano sei su sette nuove infezioni da HIV tra le persone di età compresa tra i 15 e i 19 anni nell’Africa sub-sahariana. In alcune aree geografiche, l’introduzione delle vaccinazioni Covid-19 ha anche causato problemi per il lavoro correlato all’HIV. “A causa delle idee sbagliate sulla loro sicurezza – sottolinea Ngulube – molte ragazze esitano a cercare qualsiasi tipo di assistenza medica per paura di essere vaccinate”.

Passiamo alla tubercolosi. Gli sforzi per combatterla hanno subito un duro colpo, secondo i dati elaborati dal Fondo Globale. La tubercolosi è causata anche da un agente patogeno trasportato dall’aria, ma risorse come reparti di isolamento, kit diagnostici e medici specialisti sono stati dirottati verso la pandemia, come illustra Jamie Tonsing, consulente senior per la tubercolosi presso il Fondo Globale.

Nei paesi supportati dallo stesso Fondo, il numero di individui testati e trattati per la tubercolosi è diminuito in modo drastico, facendo segnare un più che preoccupante 18 per cento in meno, pari a circa 1 milione di persone. Per la tubercolosi ampiamente resistente ai farmaci, poi, il calo è stato di addirittura il 37 per cento, un dato di enorme gravità secondo gli esperti. Ancora: i casi non trattati – secondo le stime – porteranno ad un aumento della trasmissione e ancora più decessi per tubercolosi rispetto agli 1,4 milioni registrati nel 2019. Cifre da brivido.


Eccoci alla malaria. Le prospettive, su questo fronte, rimangono “piuttosto stabili”, secondo il reportage di Nature. Sebbene le campagne per la distribuzione di zanzariere trattate con insetticida – attualmente lo strumento migliore per prevenire la malaria – siano state ritardate all’inizio della pandemia, i paesi si sono adattati piuttosto rapidamente, secondo l’analisi di Scott Filler, che dirige il programma per la malaria del Fondo Globale. Quando le campagne sono riprese, molti paesi sono passati dalla distribuzione di zanzariere negli spazi pubblici alla consegna porta a porta, per evitare gli affollamenti.

Molto pessimista Pedro Alonso, che dirige il Programma globale contro la malaria presso l’Organizzazione mondiale della sanità: “i progressi nel contrasto alla malaria si sono fermati a numeri inaccettabilmente alti”, sono le sue drammatiche parole, corroborate dalle cifre: “ci sono ancora più di 400.000 morti per malaria e 220 milioni di casi all’anno”.


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