24 gennaio 2020

“Angeli e Demoni” – il fine del sistema

Inchiesta “Angeli e Demoni”, i carabinieri di Reggio Emilia hanno notificato a 26 persone l’avviso di fine indagine.
I capi d’accusa sono: peculato, abuso d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Ma non è questo il punto su cui vogliamo soffermarci.
L’Emilia Romagna è da tempo una roccaforte della sinistra e forse per questo molti gridano alla “strumentalizzazione” ma in realtà chiedono il silenzio su un evento che vogliono farci considerare un episodio realizzato da poche persone per i propri interessi.
Ma noi siamo ormai abituati alla confusione, voluta per evitare che emergano le verità, siamo abituati al linciaggio collettivo, fatto apposta per far schierare da una parte o dall’altra e per aumentare quella confusione.
Allontaniamoci allora da questa confusione, sgombriamo la mente dai preconcetti e cerchiamo di capire.
Anche Fabia Bassmaji è tra gli indagati
Ed ancora, altri particolari inquietanti:
  • psicoterapeuta travestito da lupo cattivo o da altri personaggi “cattivi” dell’immaginario infantile da associare alla figura del genitore, a cui attribuire abusi sessuali, mai commessi;
  • La c.d. “macchinetta dei ricordi”, uno strumento a impulsi elettromagnetici non riconosciuto dall’ordine degli psicologi in Italia, attraverso il quale si estrapolerebbero e si sostituirebbero ricordi presenti nella mente del bambino;
  • La regola “Niente regali e lettere dei genitori ai bimbi”. In pratica sono stati deliberatamente nascosti e non sono stati mai consegnati i regali e le lettere dei genitori naturali, da questi consegnati al Servizio sociale per farli avere ai bambini in affido.
Ragioniamo: si può ipotizzare che degli operatori professionisti si spingano a tanto (tant’è vero che oggi sono sotto processo) solo per il gusto sadico di far del male a famiglie disagiate, rischiando la loro libertà ed una gogna mediatica così infamante ? Nessuno sano di mente può seriamente pensarlo.
Ma allora, qual è lo scopo, o meglio quali fini coesistono che hanno potuto giustificare l’essersi spinti fino a tanto, sulla vita di esseri innocenti ?
Ipotizziamone alcuni:
  1. Fini criminali: rubare i bambini a genitori in difficoltà economiche o psicologiche per abusare dei bambini;
  2. Fini ideologici“costruire avversione per la famiglia di origine”
  3. Fini di lucro: rette anche di € 1.200/mese per le coppie affidatarie; un fiume di denaro pubblico verso le strutture di accoglienza. Un business ai danni dei bambini e delle loro famiglie.
Possiamo quindi ipotizzare che tutto quello che è accaduto non è occasionale ma è il risultato di reti criminali trasversali, capaci del delitto più ignobile: abusare di un bambino per fini criminali, ideologici e di lucro.
Ma, premesso che i suddetti fini sicuramente coesistono, essi sono così importanti per arrivare a tanto ? Può un professionista non comprendere che perseguire anche uno solo di tali fini (a prescindere dalle implicazioni morali) è veramente molto rischioso ?
Ripetiamo i fatti: manipolazioni della memoria dei bambini; sequestro dei figli a famiglie disagiate; mancanza di aiuto per tali famiglie fragili; genitori lasciati soli e fatti volutamente “impazzire” per non essere più credibili; genitori accusati di crimini infamanti verso i loro figli e poi assolti.
Ed ancora: tutto ciò è avvenuto per anni.
E’ verosimile pensare che non poteva non essere visto da chi avrebbe dovuto controllare e non può non essere “Sistema. Un Sistema strutturato per garantire copertura assoluta e impunità per questi “attori”. Per fortuna certe volte anche i Sistemi più consolidati si perdono un pezzo, un piccolo ingranaggio, un’apertura di una falla a volte provvidenziale per le vittime.
L’interesse primario e sovrano non può che essere quello di aiutare e sostenere la crescita dei bambini nelle loro famiglie naturali, con i loro genitori ma anche con i nonni o gli zii o qualunque altra persona che faccia parte del loro mondo.
La Corte Europea e la Suprema Corte di Cassazione hanno più volte sostenuto che l’adozione di misure che conducano alla rottura dei legami tra il minore e la propria famiglia, debbano essere applicate solo in circostanze eccezionali, ossia allorquando i genitori si siano dimostrati “particolarmente indegni” o quando sussista un’esigenza primaria che riguardi l’interesse superiore del minore. Il fatto che il minore possa essere accolto in un contesto più favorevole alla sua educazione, non può di per sé giustificare che egli venga sottratto alle cure dei suoi genitori biologici, ovvero l’obiettivo non può non essere il ritorno del bambino nella famiglia, salvo che si possa dimostrare che ciò sia pericoloso.
Nonostante quanto precede, in realtà in base all’attuale normativa esiste un ampio margine di discrezionalità per valutare l’allontanamento di un minore dalla sua famiglia o per stabilirne lo stato di adottabilità.
In definitiva l’allontanamento di un minore dalla sua famiglia da extrema ratio è divenuto abitudineSistema, si è trasformato in affido sine die o in adozione.
Le famiglie naturali coinvolte non solo subiscono “discrezionalmente” l’allontanamento dei loro figli ma molte di loro non sanno più dove sono i figli, in quanto questi ultimi vengono “discrezionalmente” adottati. Sembra quasi che si sia creata una scorciatoia per poter, di fatto, adottare un bambino da chi, per legge, non potrebbe farlo. L’affido di minori con una rete politico-istituzionale compiacente è sicuramente una scorciatoia per avere un bambino.
Se la discrezionalità diventa abuso di potere o, meglio, se l’abuso diventa Sistema, allora si crea un nuovo metodo, illecito, di adozione di minori, senza alcuna garanzia e velocissimo.
Adozione.
Se mettiamo insieme tutti i pezzi del puzzle, è ipotizzabile che il fine ultimo del Sistema, era (o meglio, è) volto a facilitare l’affido sine die, di fatto, l’adozione illegale di minori, soprattutto da parte di coppie gay e persone violente.
Da tempo le associazioni di genitori chiedono che sia modificato con urgenza l’art. 403 del Codice Civile, in cui si prevede l’intervento urgente di “messa in sicurezza” del minore a mezzo dei Servizi Sociali del Comune, semplicemente e discrezionalmente, su segnalazione di una terza persona e dopo aver riferito al Sindaco, ottenendo il supporto della forza pubblica.
Inoltre, nella Relazione del 2018 sullo “Stato di attuazione della legge recante modifiche alla disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori, nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile”, si legge che sarebbe opportuno modificare la legittimazione, rispetto all’iniziativa per la procedura di adottabilità (ora riservata al Pubblico Ministero) in un regime di completa discrezionalità.
Tutti noi siamo chiamati ad una responsabilità sociale, ricordando le parole di Martin Luther King: “Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano”.
Ed allora di queste cose bisogna parlare e parlare e parlare e parlare, perché siano presi i responsabili e perché non si abusi più dei bambini. E se i partiti non vogliono essere strumentalizzati, devono avere il coraggio di approfondire la questione.
La rete compiacente, senza la quale questo Sistema non sarebbe potuto andare avanti per anni e prosperare, deve essere assicurata alla giustizia.
Per una volta, le “garanzie” e la pietà dovrebbero esser rivolte verso le vere vittime: i bambini ed i genitori abbandonati al loro dolore e privati dei loro figli.

"Angeli e Demoni" – il fine del sistema
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