26 febbraio 2020

Eresia Roosevelt: giù le tasse, e reddito universale per tutti

Lagarde e DraghiGiù le tasse, usando anche la moneta complementare emessa a costo zero. E soprattutto, reddito universale: assegno mensile di 500 euro, a chiunque, con l’unico obbligo di spendere subito quei soldi. Sembra un costo, ma non lo è. O meglio: la spesa iniziale sarebbe letteralmente oscurata dal salto in avanti del Pil, grazie al “moltiplicatore” keynesiano (spendi 100, e produci 3-400). Risultato: economia in grande ripresa e, alla fine, maggiori entrate fiscali. Sono due dei tre punti-chiave messi a fuoco dal Movimento Roosevelt (il terzo è il diritto costituzionale al lavoro, oggi assente) con l’intento di capovolgere l’ipnosi finanziaria, del tutto artificiosa, che detiene le vere chiavi della crisi europea. Una “maledizione” che sembra economica, e invece è interamente politica. «Si ciancia di lotta all’evasione fiscale, ma l’evasione la si combatte imponendo tasse eque: se si abbassano le aliquote, oggi folli, cresceranno immediatamente le entrate». Lo sostiene Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, rilanciando un’idea del rooseveltiano Carlo Toto: rimettere in moto l’Italia, facendola uscire da decenni di sofferenze imposte dall’alto, attraverso una camicia di forza macroeconomica. A questo è servito il vincolo esterno europeo: a comprimere le possibilità del made in Italy, dopo averlo largamente sabotato, smembrato e indebolito.
Teoria e pratica del neoliberismo, ideologia di cui l’Italia è stata una cavia perfetta. Pura demenzialità, il tetto del 3% imposto alla spesa. Idem la gestione privatistica dell’euro, basata sulla leggenda della scarsità di moneta (in realtà creabile in modo illimitato e senza costi). In pratica, qualcuno lassù ha chiuso i rubinetti. E al paese ha raccontato che, semplicemente, “doveva” soffrire. Peggio: che le tasse servono a pagare stipendi, a far funzionare lo Stato. Nella stanza dei bottoni, tutti sanno che non è vero: ma il mainstream (economisti neoliberali, partiti e media) fingono di non saperlo. Non ne parlano le Sardine, interessate solo a stoppare Salvini (agevolando la corsa di Prodi verso il Quirinale). Non ne parla Bonaccini, e neppure Zingaretti. La promessa di Flat Tax sbandierata dallo stesso Salvini si è fermata col siluramento di Armando Siri. L’Italia politica sembra essersi rimessa a dormire, divisa solo in apparenza tra custodi del centrosinistra e guardiani del centrodestra. Da Renzi a Berlusconi, nessuna soluzione in vista. Nel 2018, in pieno caos gialloverde, i 5 Stelle sembravano volerci provare: ma il reddito di cittadinanza promosso da Di Maio si è rivelato un’amara barzelletta, un’inutile elemosina elargita al prezzo di severe condizioni.
Niente da fare neppure sul fronte della moneta parallela, di cui si era parlato nei mesi scorsi. Ne sa qualcosa un economista keynesiano come Nino Galloni, vicepresidente del Movimento Roosevelt: basterebbe pochissimo, sostiene, per creare una “moneta di Stato” da affiancare all’euro, senza neppure violare il Trattato di Lisbona. Valore emesso a costo zero, accettato per il pagamento di tasse e imposte. Sarebbe un sollievo immediato, per l’economia. Due piccioni con una fava: meno tasse, ed economia in ripresa. Un altro rooseveltiano, Toto, ora rilancia: se all’abbattimento delle aliquote (e alla facilitazione fiscale propiziata dalla moneta parallela) si aggiunge la maxi-iniezione del reddito universale, l’economia può risorgere. Volerebbero i consumi, dunque il lavoro. Eresia? Sì, certo, ma sarà meglio farci l’abitudine: il Movimento Roosevelt ha intenzione di lanciare una campagna nazionale, sostenendo queste sue proposte a colpi di petizioni popolari. Non ultima quella sul diritto al lavoro: ha poco senso, ribadisce lo stesso Magaldi, che la Costituzione definisca l’Italia una repubblica fondata sul lavoro, se Carlo Totopoi l’occupazione non c’è. Meglio che lo Stato assolva in pieno alla sua funzione, fino in fondo: così come la stessa Bce dovrebbe riscrivere il proprio statuto, puntando alla piena occupazione in Europa, anche l’Italia dovrebbe rivedere la sua Carta, impegnandosi per legge a dare un lavoro a chiunque.
L’eresia è l’unica possibilità che resta, se gli attori della politica nazionale balbettano. Soluzioni vere, radicali, frontali. Un orizzonte antropologico alternativo all’attuale bassa marea, nella quale nuotano (male o malissimo) tutti i partiti. Ma attenzione: non sono solo i rooseveltiani a scrutare il cielo, in cerca di un futuro possibile e dignitoso. La signora Christine Lagarde ha appena evocato il massimo tabù di questi anni di austerity “teologica”: gli eurobond, per sostenere in modo illimitato i debiti pubblici dei paesi europei, senza più l’incubo speculativo dello spread. E persino Mario Draghi, da parte sua, ha parlato addirittura della Modern Money Theory, cioè l’emissione monetaria teoricamente infinita, con cui rianimare l’economia europea. Sarebbe l’esatto contrario di quel rigore che i sacerdoti dell’eurocrazia continuano a spacciare per volere divino. E se in Italia nessuno si muove, Magaldi annuncia un appello direttamente ai cittadini: firme su firme, per sollecitare la rivoluzione di cui si avverte il disperato bisogno. Smettere di avere paura, scacciare la crisi, tornare a progettare un’Italia più comoda per tutti. Senza più evasione fiscale, grazie a tasse affrontabili. E senza più l’alibi della penuria, in virtù del reddito universale: utile a salvare chi un lavoro non ce l’ha ancora, e fondamentale per movimentare consumi, imprese, assunzioni. Si tratta di cambiare tutto, da cima a fondo. Primo step: scoprire che l’eresia non è il problema, è la soluzione.

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25 febbraio 2020

VOCE DELLE VOCI - LA NEWSLETTER 25 feb 2020

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LA NEWSLETTER DI MARTEDI' 25 FEBBRAIO

Tutta la verità sul Coronavirus dal virologo di fama internazionale Giulio Tarro

24 Febbraio 2020  di GIULIO TARRO

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ILDA BOCCASSINI / IL J’ACCUSE SUL TAROCCAMENTO DI SCARANTINO PER VIA D’AMELIO

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Stadio della Roma a Tor di Valle, l’affare continua a “bruciare”. A mettere benzina sul fuoco, poche ore fa, l’ex proprietario dei terreni, Gaetano Papalia, che li ha ceduti all’Eurnova di Luca Parnasi. Un contratto che Papalia chiede ora di annullare, perché il palazzinaro romano – a suo ...continua

“Fate presto”

25 Febbraio 2020  di Luciano Scateni
Nel groviglio di notizie, molte vere, non poche false, altre in  bilico tra verità, incompetenza, malafede, sciacallaggio, politicizzazione dell’evento Covid-19,  chi subisce il bombardamento a tappeto dei media finisce per affollare il popolo sempre più numeroso di soggetti vittime del panico ...continua

LUCA PARNASI / NON PAGA I TERRENI A PAPALIA. SALTA LA “TRATTATIVA”?

24 Febbraio 2020  di Cristiano Mais
  “Luca Parnasi è insolvente. Da un anno e mezzo non paga le rate mensili per l’acquisto dei terreni di Tor di Valle. Quindi l’affare con Radovan Vitek, tramite Unicredit, non si farà”. Scoppia come una bomba l’intervista rilasciata al Corriere dello Sport dal vecchio proprietario dei ...continua

AUTOSTRADE / IL J’ACCUSE DEL “PENTITO” CONTRO IL CAPO MANUTENZIONE

24 Febbraio 2020  di PAOLO SPIGA
Grossi guai in vista per l’ex capo delle manutenzioni di Autostrade per l’Italia, Michele Donferri Militelli. Si tratta del principale indagato dalla procura di Genova per la strage del ponte Morandi, licenziato da ASPI ad ottobre 2019, ad oltre un anno dalla tragedia. Ci hanno riflettuto in ...continua





STIGLITZ / LA SOCIETA’ CONTROLLI IL GOVERNO E L’ECONOMIA







24 febbraio 2020

Rete Voltaire: I principali titoli della settimana 23 feb 2020

Rete Voltaire
Focus




In breve

 
La Francia, il Portogallo e gli strani passeggeri venezuelani
 

 
Siria, l'esercito russo in soccorso dei "colleghi" statunitensi
 

 
La NATO prepara il dispiegamento nel Medio Oriente Allargato
 

 
La Turchia e le manifestazioni in Libano
 
Controversie

 
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Tesla: le auto elettriche che hanno fatto storia


Fondata nel 2003, Tesla Motors è la principale azienda produttrice di veicoli elettrici negli Stati Uniti, che ha raggiunto una capitalizzazione sopra i 100 miliardi di dollari, superando le più grandi aziende del settore. Guidata dal CEO miliardario Elon Musk, la casa automobilistica ha rivoluzionato il settore con il design e la tecnologia futuristica progettata nella Gigafactory , un’enorme stabilimento avanzato in cui produce i motori elettrici e i gruppi batterie di Model 3, oltre ai prodotti di stoccaggio energetico Tesla, come Powerwall e Powerpack.
La società ha anche sperimentato una serie di crescenti problemi nel percorso verso tale status di leader, inclusi scontri pubblici con agenzie governative, problemi di produzione e il trattamento della sua forza lavoro.
La missione di Tesla Motors consiste nell’accelerare la transizione verso un consumo di energia sostenibile attraverso veicoli elettrici e soluzioni energetiche sempre più accessibili.

Tesla Roadster

tesla roadster

La prima vettura dell’azienda, la Tesla Roadster, è stata introdotta nel 2008 per mostrare le capacità di un’auto completamente elettrica. Per la Roadster è stata utilizzata la scocca dell’auto sportiva Lotus Elise ed è stata dotata di un pacco batterie completamente elettrico che è stato dichiarato in grado di fornire un’autonomia di 1.000 Km e una velocità di oltre 400 km/h . Può ospitare fino a quattro persone, ha un tetto in vetro, leggero e rimovibile che può essere comodamente alloggiato nel bagagliaio.

Tesla Model X

TESLA-Model-X
Successivamente, Tesla auto ha lanciato la sua prima vettura completamente sviluppata internamente, la Model X , un SUV molto intrigante per il segmento delle elettriche, con degli interni in grado di dar posto a sette passeggeri, molto forniti di accessori e optional di serie che vi garantiscono viaggi confortevoli. Le dimensioni della carrozzeria sono di 1,99 metri di larghezza per 5,05 metri di lunghezza, con cinque porte e un portabagagli con un volume minimo di 357 litri.
Prevede un’autonomia di 507 km (ciclo WLTP), un consumo energetico medio di 280 Wh/km. I 100 kWh di capacità della batteria di questa Model X possono essere ricaricati in due modi. Il primo è attraverso la ricarica domestica da 10 A 230V in 8 ore. Se collegata ad un wall box, invece, la ricarica sarà più rapida grazie al maggior amperaggio, e avverrà in 15 minuti. La batteria di questa vettura è una Li-ion – 7104 celle.
La doppia motorizzazione elettrica attesta per questo SUV una velocità massima di 250 km/h, insieme con l’accelerazione da zero a cento in 4,6 secondi, monta un cambio automatico e i due motori, anteriore e posteriore offrono una performante trazione integrale.
La Tesla Model X 100 kWh Dual Motor Long Range 4WD aut. è proposta a un prezzo di 95.380 euro

Tesla Model S

Tesla Model 3
Ammiraglia Tesla auto, questa Model S , offre un’esperienza di guida unica nel suo genere, grazie alla fattura dei materiali interni e ai ricchi dettagli dell’abitacolo che Tesla ha voluto inserire. Questo, insieme alle performance che questa vettura riesce a garantire, è l’espressione dello stile di lusso tipico della azienda di Elon Musk.
Gli interni lussuosi e l’abitacolo da tre volumi garantisce il massimo comfort di viaggio per i passeggeri con un abitacolo spazioso e ricco di elementi pregiati ed esclusivi. A conferire a questa cinque porte un’aura di imponenza ci pensano anche le generose dimensioni esterne con 4,97 metri di lunghezza.
Model S è in grado anche di divertire alla guida con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,6 secondi e senza soluzione di continuità, in quanto la motorizzazione elettrica non necessita di un vero e proprio cambio e non ci sono quindi interruzioni nell’erogazione della potenza.
La Tesla Model S prevede un’autonomia di 613 km (ciclo WLTP), ovvero un consumo energetico medio di 237.5 Wh/km, dispone di una batteria da 100 kWh di capacità utile, di tipo Li-ion – 7104 celle, che alimenta il motore da 413 kW.
Classe ed eleganza sono indiscutibili, per entrare a far parte di questa elite di automobilisti occorre versare 89.880 euro per il modello di partenza , optional e allestimenti personalizzati a parte.

Tesla Model 3

TESLA-Model-3
La Tesla più economica, la Model 3 , è stata presentata nel 2017 ed è attualmente molto richiesta, con un periodo di attesa di circa 12 mesi.
Grazie alle quattro porte e ai 4,69 metri di lunghezza offre una abitabilità interna molto confortevole per cinque persone e un generoso vano bagagli da 425 litri. Gli interni sono realizzati con la massima cura ai dettagli.
La Model 3 è disponibile in tre allestimenti naturalmente solo con trazione elettrica. L’auto ha la trazione integrale, con due motori elettrici (uno anteriore e uno posteriore) che garantiscono prestazioni davvero molto elevate, il motore produce 490 CV e nonostante le batterie portano il peso a 1860 Kg è capace di spingere l’auto ad una velocità di 261 km/h, con una accelerazione da 0 a 100 in 3,4 secondi.
Il rapporto qualità/prezzo è molto interessante, il modello entry level “Model 3 50 kWh Standard Plus RWD” è venduta a partire da 49.480 euro.

Tesla Cybertruck

tesla cybertruck

L’ultima auto elettrica non convenzionale e fuori dagli schemi classici, è un pickup futuristico ispirato alla fantascienza la Tesla Cybertruck .
Cybertruck è costruito con una scocca esterna creata per garantire la massima resistenza e protezione dei passeggeri. A partire da un esoscheletro quasi impenetrabile, i componenti sono progettati per offrire il massimo livello di resistenza e durata, da un’anima strutturale in acciaio inossidabile laminato a freddo super resistente al vetro blindato Tesla.
Con una capacità di carico fino a 1.600 kg e sospensioni pneumatiche regolabili, il Cybertruck è il mezzo più potente mai costruito da Tesla Motors , progettato con un vano di carico esterno con serratura e con un volume di 2,8 metri cubi e un tettuccio estremamente resistente.
Alza e abbassa le sospensioni di quattro pollici in entrambe le direzioni per accedere facilmente al Cybertruck o al vano di carico, mentre la capacità di auto livellamento si adatta a qualsiasi occasione per fornire la massima assistenza in ogni lavoro.
La potente trasmissione e il baricentro basso garantiscono coppia e controllo di trazione eccellenti, per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,9 secondi e fino a 800 km di autonomia.

www.newstreet.it

21 febbraio 2020

L’influenza stagionale uccide 1.000 volte più del coronavirus

Paul Craig Roberts Se il coronavirus si rivela grave, poiché al momento non sembra esserlo, molte economie potrebbero essere influenzate negativamente. La Cina è la fonte di molte parti fornite ai produttori di altri paesi e la Cina è la fonte dei prodotti finiti di molte aziende statunitensi come Apple. Se non è possibile effettuare spedizioni, le vendite e la produzione al di fuori della Cina ne risentono. Senza entrate, i dipendenti non possono essere pagati. A differenza della crisi finanziaria del 2008, si tratterebbe di una crisi di disoccupazione e di un fallimento delle grandi società manifatturiere e commerciali. Questo è il pericolo a cui il globalismo ci rende vulnerabili. Se le società statunitensi producessero negli Stati Uniti i prodotti che commercializzano negli Stati Uniti e nel mondo, un’epidemia in Cina influenzerebbe solo le loro vendite cinesi, non minaccerebbe i ricavi delle società. Le persone sconsiderate che hanno costruito il “globalismo” hanno trascurato che l’interdipendenza è pericolosa e può avere enormi conseguenze indesiderate. Con o senza un’epidemia, le forniture possono essere tagliate per una serie di motivi. Ad esempio, scioperi, instabilità politica, catastrofi naturali, sanzioni e altre ostilità come guerre e così via.
Chiaramente, questi pericoli per il sistema non sono giustificati dal minor costo del lavoro e dalle conseguenti plusvalenze per gli azionisti e bonus per i dirigenti aziendali. Solo l’uno per cento beneficia del globalismo. Il globalismo è stato costruito da persone motivate dall’avidità a breve termine. Nessuna delle promesse del globalismo è stata mantenuta: il globalismo è un errore enorme. Tuttavia, quasi ovunque i leader politici e gli economisti sono protettivi nei confronti del globalismo. Questo per quanto riguarda l’intelligenza umana. A questo punto, è difficile comprendere l’isteria sul coronavirus e le previsioni della pandemia globale. In Cina ci sono circa 24.000 infezioni e 500 morti in una popolazione di 1,3 miliardi di persone. Questa è una malattia insignificante. Rispetto alla normale influenza stagionale che infetta milioni di persone in tutto il mondo e uccide 600.000, il coronavirus finora non equivale a nulla. Le infezioni al di fuori della Cina sono minuscole e sembrano essere limitate ai cinesi. È difficile sapere con certezza, a causa della riluttanza a identificare le persone per razza. Eppure la Cina ha vaste aree in quarantena e i viaggi da e verso il paese sono limitati.
Nulla di simile a queste precauzioni è preso contro l’influenza stagionale. Finora questa stagione influenzale nei soli Stati Uniti 19 milioni di persone sono state ammalate, 180.000 ricoverate in ospedale e 10.000 sono morte. L’ultimo rapporto è che 16 persone negli Stati Uniti (forse tutti cinesi) hanno avuto il coronavirus, e nessuno è morto. Forse il coronavirus si sta appena scaldando e molto peggio deve arrivare. In tal caso, il Pil mondiale subirà un colpo. Le quarantene impediscono il lavoro. I prodotti e le parti finiti non possono essere realizzati e spediti. Le vendite non possono avvenire senza prodotti da vendere. Senza entrate le aziende non possono pagare dipendenti e altre spese. I redditi diminuiscono in tutto il mondo. Le aziende falliscono. Se scoppia una micidiale pandemia di coronavirus o di qualosa’altro e c’è una depressione mondiale, dovremmo essere molto chiari nella nostra mente che il globalismo ne sarà stata la causa. I paesi i cui governi sono così sconsiderati o corrotti da rendere le loro popolazioni vulnerabili a eventi dirompenti all’estero sono instabili dal punto di vista medico, economico, sociale e politico. La conseguenza del globalismo è l’instabilità mondiale.
(Paul Craig Roberts, “La conseguenza del globalismo è l’instabilità mondiale”, dal blog di Craig Roberts del 5 febbraio 2020).

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19 febbraio 2020

The Choice | The risks of web democracy



The Choice | The risks of web democracy from u n o z e r o z e r o u n o on Vimeo.

La rete avvicinerà i cittadini alla politica. È l'alba di un nuovo sistema democratico, diretto e digitale. Per alcuni è utopia; per gli altri, il futuro. (In italiano)