29 ottobre 2018

LRV: Réédition du livre L’Effroyable Imposture 2 de Thierry MEYSSAN



Réédition de L'Effroyable Imposture 2, le livre essentiel du géopolitologue français le plus lucide et courageux...
Avec L'Effroyable Imposture & Le Pentagate et Sous nos yeux, la trilogie MEYSSAN est maintenant complète aux éditions Demi-Lune !

L'AUTEUR


Thierry MEYSSAN est le président du Réseau Voltaire (www.voltairenet.org). Il est l’auteur de la trilogie L’Effroyable Imposture, dont le premier tome, traduit en 26 langues, a ouvert un débat mondial sur les événements du 11-Septembre et sur la fiabilité des médias dominants. Ce second volume narre la guerre israélo-libanaise de 2006. Sous nos yeux, le troisième volet, expose en détail les stratégies des Printemps arabes et les guerres djihadistes actuelles.

DISSONANT


Depuis 2001, sous couvert de la « guerre contre la Terreur » ou des « Printemps arabes », Washington mène de manière incessante, directement ou par procuration, de nouvelles guerres au Proche-Orient élargi (Afghanistan, Irak, Libye, Syrie, Yémen). De fait, nous assistons en réalité à l’élargissement d’un seul et unique théâtre d’opérations sans fin. Dans ce paysage dévasté, le conflit israélo-libanais de 2006 fait figure d’exception : c’est le seul qui se soit terminé.
S’appuyant sur des centaines de sources indiscutables et indiscutées, Thierry Meyssan révèle les plans et les arrière-pensées qui ont conduit à cette guerre, mensongèrement présentée comme la réaction à l’enlèvement de deux soldats israéliens. Il expose les responsabilités de chacun, à la fois en Israël, au Liban et dans la communauté internationale.
Revenant sur la nature de l’État d’Israël et sa fonction dans la région, l’auteur remet en cause le rôle attribué au mouvement sioniste de Theodor Herzl ; il dévoile également la théopolitique qui motive l’action déterminante des leaders politiques évangéliques, en Angleterre et aux États-Unis, pour la création d’un État juif en Palestine.
Cette analyse très documentée s’oppose de plein fouet à la narration faite à l’époque par les grands médias, laquelle s’apparente à ce que ces derniers dénoncent aujourd’hui comme des « fake news ». Elle permet non seulement de comprendre ce qui s’est vraiment passé au Liban, mais aussi ce qui se déroule aujourd’hui en Syrie et au Proche-Orient.
Cet ouvrage a été unanimement salué par toutes les composantes de l’Axe de la Résistance.
***
Nouvelle introduction de l'auteur.
Nouveau chapitre sur l'assassinat de Rafic Hariri.
Nouvelle mise en page plus confortable et nouvelles cartes, pour un prix réduit par rapport à la version originale (quasiment épuisée).
***
UN LIVRE MAJEUR… À L’ÉPREUVE DU TEMPS !

Parution du livre
L’Effroyable Imposture 2

de Thierry MEYSSAN
Caractéristiques techniques
Livre à la française
Format 15 x 23 cm
Couverture brochée, pelliculage mat,
dos carré collé
352 pages

N° ISBN : 978-2-917112-35-9

Prix indicatif : 20,00 €

Pour plus d'informations, cliquez ici.


Du même auteur, dans la collection Résistances:

« Les faits et analyses présentés ici vont vous donner le vertige : pratiquement tout ce que vous croyez savoir sur les "Printemps arabes" et le terrorisme jihadiste relève de la propagande de guerre. Apprêtez-vous à vivre un choc. »
Ce témoignage est tellement différent de ce que les lecteurs ont pu lire ou entendre sur le sujet que certains prendront peur des conséquences. D’autres au contraire s’interrogeront sur cette gigantesque manipulation et la manière d’y mettre fin.


La réédition, réactualisée et annotée, des 2 ouvrages parmi les plus controversés au monde !
Contient les fac-similés de l'Opération Northwoods reproduits (en anglais et dans leur traduction française) pour la première fois dans un livre publié en France.
« Le terrorisme international n’existe pas » affirme, dans sa préface, le général Leonid IVASHOV qui était le chef d’état-major des armées russes au moment des attentats du 11 Septembre 2001. Ayant vécu les événements de l’intérieur, il nous en donne une analyse très différente de celle de ses homologues états-uniens. « Ce que nous voyons n’est qu’un terrorisme instrumentalisé par les grandes puissances et qui n’existerait pas sans elles

26 ottobre 2018

LinuxDay in tutta Italia domani 27 ottobre 2018




Domani il LinuxDay 2018: mappa degli eventi, talk LPI a Roma

Domani si celebra il LinuxDay 2018. Sul sito il dettaglio degli eventi previsti in tutta Italia.

A Roma il talk LPI di Andrea Polidori:  'Linux, DevOps e oltre'.

Linux Professional Institute Italia è sponsor del LinuxDay anche per il 2018.

SFScon 2018: Bolzano, venerdì 16 novembre


SFScon, conferenza annuale dedicata al Free Software in Alto Adige, è rivolta a sviluppatori, programmatori e altri talenti, ma anche al grande pubblico. SFScon promuove l'uso del software libero nelle infrastrutture IT come strumento per ottenere maggiore innovazione e competitività.

Linux Professional Institute Italia è Media Partner di SFScon 2018.

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L’ascesa della Cina dal Circolo polare artico alla Terra del Fuoco


Donald Trump, per favorire la riformulazione della sua politica estera proto-neoconservatrice, è tornato agli inizi del 19° secolo. Parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre, Trump ha invocato l’arcana e discutibile Dottrina Monroe(1) del 1824. Ha affermato: “Il nostro respingere l’interferenza delle nazioni straniere in questo emisfero e nei nostri affari èla linea politica formale del nostro Paese, dal Presidente James Monroe.” L’obiettivo delle parole di Trump era chiaro: la Cina.
Il 4 ottobre, il Vicepresidente Mike Pence ha fatto seguito alla retorica anti-cinese di Trump, rendendo pubblico un avvertimento alla Cina. Nelle osservazioni fatte da Pence, davanti all’Hudson Institute di Washington di linea neo-conservatrice, ha accusato la Cina di usare “attori segreti, gruppi di facciata e organi di propaganda per spostare la percezione degli Americani riguardo alle politiche cinesi”. Ora sotto l’influenza del Consigliere per la Sicurezza Nazionale, il neoconservatore della guerra John Bolton, l’amministrazione Trump fa tintinnare sciabole contro chiunque essa e il suo principale burattinaio, Israele, ritiene opportuno sfidare: Iran, Venezuela, Siria, Cina, Nicaragua, Cuba, Bolivia e altri che resistono agli Stati Uniti. L’amministrazione Trump è diventata ciò che al rivoluzionario fondatore della moderna Cina, Mao Zedong, piaceva chiamare una “tigre di carta”.
Mentre Trump e Pence, con quest’ultimo che ha compiuto il suo terzo viaggio in America Latina nel giugno di quest’anno, stanno promuovendo i mantra della discreditata diplomazia delle cannoniere insiti alla Dottrina Monroe, in America Latina, la Cina sta arruolando i partner dell’emisfero occidentale per la sua Belt and Road Initiative, sostenuta dal Presidente Xi Jinping. Gli investimenti cinesi in infrastrutture latinoamericane e caraibiche hanno spinto tre nazioni latinoamericane – Panama, Repubblica Dominicana ed El Salvador – a cambiare i rapporti da Taiwan a Cina. L’amministrazione Trump, con una mossa infantile e poco diplomatica, ha fatto tornare a Washington i suoi Ambasciatori nella Repubblica Dominicana ed El Salvador e l’incaricato d’affari a Panama per “consultazione”.
L’amministrazione Trump ha messo in guardia Belize, Guatemala, Honduras e Nicaragua dal riconoscere la Cina, un avvertimento rivolto anche a Paraguay e ad alcune nazioni delle isole dei Caraibi che hanno legami con Taiwan. Considerando il fatto che i neoconservatori dell’amministrazione Trump stanno applicando sanzioni sul governo nicaraguense, inerenti alla finanza e al visto statunitense, è solo una questione di tempo prima che il Nicaragua sarà costretto ad abbandonare i suoi legami con Taiwan. La Cina sta investendo 50 miliardi di dollari per il Canale Interoceanico del Nicaragua, che fornirà un collegamento a livello del mare tra il Pacifico e i Caraibi,promosso dalla Cina ed è parte fondamentale della sua Belt and Road Initiative e un’alternativa al Canale di Panama, dipendente dalla sua chiusa.
Il Nicaragua e St. Lucia hanno in passato mantenuto relazioni diplomatiche con la Cina, ma si sono rivolti a Taiwan durante la competizione tra Pechino e Taipei per gli alleati diplomatici, la cosiddetta “diplomazia del libretto di assegni”. Washington sta cercando di garantire che Nicaragua, Paraguay e St. Lucia, Guatemala, Belize, Honduras e St. Vincent continuino i loro legami con Taiwan, ma gli investimenti per la Belt and Road Initiative della Cina sono più di ciò che l’amministrazione Trump, che sta riducendo gli aiuti esteri, può eguagliare oppure superare.
Inoltre, migliaia di studenti cinesi stanno studiando spagnolo e portoghese, una chiara indicazione che la Cina sta pianificando un’importante mossa nell’emisfero occidentale e i suoi progetti per rimanere nella regione.
Nel gennaio 2018, il Ministro degli Esteri cinese WangYi ha invitato i 33 membri della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC), riuniti a Santiago, a unirsi all’iniziativa One Belt, One Road, l’ex nome della Belt and Road Initiative. Il CELAC è stato fondato dal defunto Presidente venezuelano Hugo Chavez, come alternativa all’Organizzazione degli Stati Americani (OAS), dominata dagli Stati Uniti, un residuo dell’era della diplomazia americana delle cannoniere per assicurare che i Paesi latinoamericani fossero governati da dittatori da repubblica delle banane,condiscendenti ai capricci di Washington.
Panama è stato il primo ad aderire alla Belt and Road [Initiative] e presto è stata seguita da Antigua e Barbuda, Trinidad e Tobago e Bolivia. La Repubblica Dominicana, la Guyana e il Suriname hanno fatto seguito alcuni mesi dopo. Il Venezuela, che sostiene la Belt and Road Initiative, ha iniziato a commerciare il suo petrolio in yuan cinesi, un chiaro rimprovero all’amministrazione Trump, che ha minacciato l’invasione militare del Venezuela. Dopo il vertice CELAC-Cina a Santiago, i Ministri degli Esteri di Barbados, Argentina, Brasile, Ecuador e Giamaica hanno annunciato di essere interessati al programma Belt and Road.
Al vertice CELAC-Cina, la Cina ha delineato i suoi “Cinque principi” che governano le sue relazioni con l’emisfero occidentale. I Cinque Principi della Cina sono stati originariamente enunciati negli anni ’50 dal Capo del governo Zhou Enlai e hanno funto da base per le relazioni della Cina con il Movimento dei Paesi non allineati(2). I principi sono:
1) Rispetto reciproco dell’integrità territoriale e della sovranità;
2) Mutua non-aggressione;
3) Mutua non interferenza negli affari interni di ciascuno;
4) Uguaglianza e mutuo beneficio;
5) Coesistenza pacifica.
Quando questi principi vengono paragonati alla bellicosità dell'”imperialismo Yankee”, insita nella Dottrina Monroe, le nazioni dell’emisfero riconoscono che l’OAS, la Banca Interamericana di Sviluppo e altri strumenti basati a Washington sono usati per mascherare il paternalismo americano e, in misura crescente quello canadese, sugli affari dell’emisfero occidentale che sono minacce alla loro sovranità e indipendenza. E la Cina apporta progetti infrastrutturali che Washington non è disposta a offrire senza enormi vincoli politici, economici e militari.
I legami sino-latinoamericani hanno una forte base storica. Antropologi e archeologi cinesi e latino-americani scoprono continuamente antichi legami tra la Cina e le civiltà precolombiane nell’America meridionale e centrale. I manufatti scoperti dell’antica cultura peruviana Chavin, iniziata intorno al 1000 a.C., suggeriscono forti legami con la dinastia Shang della Cina, che esisteva tra il 1600 e il 1046 a.C. Altri antropologi stanno scoprendo indizi che indicano il possibile contatto della dinastia Shang e Ming con le civiltà degli Aztechi e Olmechi del Mesoamerica. Il DNA cinese è stato scoperto anche tra le popolazioni indigene che vivono nello Stato messicano di Nayarit, sul Pacifico. Le antiche mappe cinesi indicano anche che, per prima, la Cina era a conoscenza della grande massa continentale a est, ora conosciuta come le Americhe.
La Cina sta enfatizzando questi possibili collegamenti antichi con i popoli e le nazioni dell’emisfero occidentale. Rispetto ai “contributi” post-colombiani degli Europei all’emisfero: genocidio, conquista, distruzione di cultura e religione e introduzione di malattie veneree, vaiolo e altri patogeni importati, la Cina ha un vantaggio rispetto agli Stati Uniti, noti per il loro genocidio della popolazione nativa americana e le guerre dell’imperialismo in America centrale e meridionale e nei Caraibi.
Dopo l’invocazione della dottrina Monroe da parte del signor Trump davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la sua politica di separare i genitori provenienti dall’America Centrale dai loro figli, al confine sud degli Stati Uniti, e di inviarli a campi di concentramento separati, e le sue ripetute minacce di invadere il Venezuela, non ci si dovrebbe sorprendere che la Cina sia accolta a braccia aperte in tutto l’emisfero.
L’America Latina sta anche colmando un vuoto commerciale lasciato dai dazi di Trump sulla Cina. Un terzo del surplus commerciale del Brasile è dovuto alle esportazioni verso la Cina. La Cina ha fornito prestiti di salvataggio al Venezuela, che ha sofferto di sanzioni paralizzanti e una destabilizzazione finanziata dalla CIA,indetta dagli Stati Uniti. L’accordo di libero scambio tra Cina e Cile del 2006 è in netto contrasto con la guerra commerciale di Trump con la Cina. Da gennaio ad agosto 2017, il commercio tra Cina e America Latina ha superato i 166 miliardi di dollari, con un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo del 2016. Mentre Trump ha espanso la sua guerra commerciale e ha fatto ritornare gli Stati Uniti alla loro vecchia politica paternalistica verso l’emisfero, la Cina era disposta e desiderosa di prendersene carico.
Le “vie della seta”, marittima e terrestre, della Cina sono state estese dalla Groenlandia, al di sopra del Circolo polare artico, fino alla Terra del Fuoco nel sub-antartico. Queste vie della seta stanno bypassando gli Stati Uniti, poiché il signor Trump e le sue politiche letargiche e superate rendono gli Stati Uniti ancora più irrilevanti in un mondo che si modernizza.
Tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88
Note a cura del traduttore
  •  La dottrina Monroe, elaborata da John Quincy Adams e pronunciata da James Monroe al messaggio annuale al Congresso il 2 dicembre 1823, esprime l’idea della supremazia degli Stati Uniti nel continente americano. Monroe affermò in quel discorso che gli Stati Uniti non avrebbero tollerato alcuna intromissione negli affari americani, ad eccezione delle colonie americane di proprietà europea, da parte delle potenze del vecchio continente. Essa sanciva, di conseguenza, la volontà degli USA di non intromettersi nelle dispute fra le potenze europee, e fra ciascuna potenza europea e le rispettive colonie d’oltremare.Considerata la primissima formulazione teorica dell’imperialismo statunitense […].
  • Il Movimento dei paesi non allineati (o, più raramente, Movimento dei non allineati) è un gruppo di 120 Stati, più altri 17 Stati osservatori, che si considerano non allineati con, o contro, le principali potenze mondiali.
Rappresenta oltre due terzi di tutti gli Stati del mondo e dal 2016 il suo segretario generale è NicolásMaduro, presidente del Venezuela.

Fonte: comedonchisciotte.org

25 ottobre 2018

YARA – TROPPO SCOMODA PER I PM LA PISTA DELLA CAMORRA


Anche Roberto Saviano torna sulla sentenza di Cassazione che condanna in via definitiva Massimo Bossetti per il delitto di Yara Gambirasio.
Convinto della non colpevolezza di Bossetti, si chiede oggi e si era già chiesto altre volte: "perchè non è stata mai battuta dalla magistratura la pista della camorra?".
In sostanza Saviano, che riprende pari pari l'inchiesta della Voce pubblicata la prima volta nel 2012, fa riferimento alla circostanza che il padre di Yara, Fulvio Gambirasio, lavorava in un cantiere edilizio che faceva capo alla famiglia Locatelli: patròn Pasquale Paolo Locatelli, la ditta svolgeva piccoli e medi appalti nella Bergamasca. Anni prima si era trasferita dal vesuviano, dove aveva lavorato negli anni del dopo terremoto. Diradatisi gli appalti, i Locatelli hanno pensato bene di trasferirsi al Nord, visto che non poche imprese campane già a fine anni '80 avevano cominciato a localizzarsi nelle regioni del centro e del nord.
La Voce, dopo l'omicidio di Yara, ha scritto infatti un paio di inchieste molto dettagliate in cui viene ricostruito una scenario letteralmente alternativo a quello messo su dai magistrati della procura di Bergamo in anni di ricerche e centinaia di migliaia di test del Dna, facendo spendere allo Stato cifre colossali.
Perchè, invece, non seguire una pista che sembra subito più credibile del delitto psico-passionale, facile chiave per ogni crimine che non si riesce – o vuole – spiegare? E cioè quella del delitto di camorra, un "avvertimento" terribile al padre di rispettare certi accordi?
Nella prima inchiesta della Voce – che potete leggere nel link in basso – si parlava degli appalti, dei rapporti tra i Locatelli e Fulvio Gambirasio, di certe tensioni, sulle quali Fulvio ha cercato di minimizzare.
E soprattutto di una cena in vista del 25 dicembre, alla quale presero parte i Locatelli, il padre di Yara e alcuni magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine. Un bel quadretto natalizio.
Hanno mai indagato  altri magistrati su quei colleghi che parteciparono alla cena? Chiesto dei loro rapporti con i Locatelli? Approfondito con maggior impegno la reale portata dei rapporti tra Fulvio Gambirasio e Pasquale Paolo Locatelli? Immersi nella gran mole di test per il Dna, non c'era il tempo per rivolgere qualche domandina del genere?
Ormai è troppo tardi, perchè la Cassazione ha chiuso porte e portoni. Però, non si sa mai…
LEGGI LE INCHIESTE DELLA VOCE SUL CASO YARA


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24 ottobre 2018

EMANUELA ORLANDI / COME MAI TACCIONO I PALAZZI ?


Come mai non si ha più lo straccio di una notizia sul caso di Emanuela Orlandi? Cosa fa la procura di Roma, che sembra tornata quel porto delle nebbie d'un tempo, dopo i clamorosi flop – per fare un solo esempio – sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin?
Eppure ad inizio anno sembrava che finalmente si fosse ad un passo dalla verità. Quando emerge dalle casseforti degli archivi vaticani un documentazione che attesta la presenza di Emanuela Orlandi (quindi ben viva e vegeta) in un collegio femminile a Londra. Si tratta di alcuni fogli che dettagliano le spese sostenute dal Vaticano per la permanenza, a metà anni '90, della giovane a Londra.
La Voce ne scrive per prima, un lungo resoconto delle novità e soprattutto la clamorosa notizia di quel documento. Il Vaticano cerca di minimizzare, nega, sostiene che con c'è alcuna documentazione. Quel documento invece esiste, ne scrive – e lo mostra – anche l'Espresso.
La famiglia di Emanuela chiede l'immediata riapertura delle indagini, ma dalla procura il solito muro di gomma, quelle nebbie che tornano ad infittirsi.
Come mai la Procura non riapre il fascicolo? Ha paura dei misteri vaticani? Teme di scoperte dirompenti? E' preoccupata di turbare gli equilibri interni alle sante mura?
Anche papa Francesco ha più volte ricordato il caso di Emanuela e auspicato finalmente la Verità.
Ma forse si tratta di un muro invalicabile anche per lui, già preso nella battaglia nei confronti delle gerarchie interne che non vogliono rinunciare ai loro privilegi milionari.
Quanto tempo dovrà ancora trascorrere prima che Francesco riesca a trovare la forza per abbattere gli ultimi, più resistenti e robusti muri?

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23 ottobre 2018

Orrore indicibile: la polizia ritrova 123 bambini scomparsi

Rapiti e poi "parcheggiati", in attesa di essere massacrati. La polizia di Detroit li ha ritrovati tutti insieme: 123 bambini. Erano «in un grave stato di denutrizione e di sofferenza psicologica», scrive l'"Huffington Post". Tuttavia, «dagli accertamenti svolti non sembrerebbe che siano stati vittime di violenze sessuali». Gli agenti hanno impiegato molte ore per rintracciare le loro famiglie e riconsegnare i piccoli, sequestrati nei giorni precedenti. Secondo il "New York Post", gli inquirenti stavano indagando «su una rete di rapimenti di minori che poi venivano coinvolti in traffici sessuali». Quello che sorprende, di queste notizie – osserva Paolo Franceschetti – è che vengono date di sfuggita: «Poche righe, liquidate come se si trattasse di una notizia del tipo "Belen ha un nuovo fidanzato". Il sindaco di Riace, reo di aver favorito (non si sa poi se vero o no) l'immigrazione clandestina, ce lo rifilano su tutti i giornali e in tutte le salse». E i bambini scomparsi, invece? E i nomi delle persone arrestate o coinvolte nella vicenda? In America, aggiunge Franceschetti, scompare un numero incredibile di minori. «Le pareti di autogrill e supermercati sono spesso tappezzate dalle foto e di persone scomparse nel nulla, da un momento all'altro, come se niente fosse».

I piccoli appena ritrovati a Detroit? «Destinati ad essere impiegati nel mercato del sesso, ma anche degli organi e dei riti satanici». Se da noi scompaiono ogni anno senza essere ritrovati centinaia di minori, in altri paesi europei la situazione è Bambini scomparsiancora peggiore: solo in Francia, quest'anno, i bambini spariti sono 1.238. Che fine fanno? Sul blog "Petali di Loto", Franceschetti – avvocato, indagatore dei misteri italiani come quello del Mostro di Firenze – punta il dito contro il satanismo e le potentissime organizzazioni pedofile: nel mondo di calcola che ogni anno scompaiano circa 100.000 bambini. Un caso particolarmente doloroso riguarda i bambini figli di extracomunitari non registrati ufficialmente, e quelli che vengono "comprati" già da prima della nascita: «Si paga una coppia in difficoltà affinché faccia nascere un bambino e lo consegni all'organizzazione che lo richiede; è il modo più sicuro; non lascia alcuna traccia del delitto commesso e il bimbo scompare nel nulla e mai comparirà neanche nelle statistiche». Il loro destino? «Molti finiscono nel traffico di organi». Alcuni vengono utilizzati per i "giochi di morte" filmati negli abominevoli "snuff movies", altri ancora diventeranno super-soldati, psicologicamente "riprogrammati".

Ma il posto d'onore, nella strage silenziosa dei piccoli, è occupato proprio dalle reti pedofile: «Sono organizzate a livello internazionale e coperte da capi di Stato», sostiene Franceschetti: in alcuni casi, a tirare le fila di questa realtà sono proprio i soggetti istituzionali che dovrebbero invece tutelare la sicurezza dei bambini. Franceschetti allude a magistrati, autorità di polizia, funzionari dell'Onu. «Molte delle organizzazioni antipedofilia e dei centri che accolgono i bambini abbandonati, poi, non sono altro che trappole ben congegnate per accalappiare i malcapitati che cercano aiuto». Le prove? «Ce ne sono a bizzeffe, ma il quadro – sostiene Franceschetti – va ricostruito come un immenso puzzle». Fece epoca il caso del serial killer belga Marc Dutroux, ribattezzato "il mostro di Marcinelle". Una storia dell'orrore, rievocata nel libro "Tutti manipolati", pubblicato da "Stampa Alternativa" e scritto da un coraggioso gendarme belga, Marc Toussaint, che aveva partecipato alle indagini per poi esserne estromesso perché "troppo ligio al dovere". Tentarono anche di farlo fuori, provocandogli un Marc Touissantincidente in moto. Il libro, documentato e basato sugli atti dell'inchiesta, racconta di come nel caso Dutroux furono coinvolti cardinali, ministri, e addirittura il Re del Belgio, Alberto II.

Nel 1996 scomparve una bambina belga, Laetitia. Le indagini individuarono il rapitore: Dutroux. Il pedofilo aveva ucciso almeno sei bambine, ma ci vollero otto anni prima di giungere al processo. Nel frattempo, due bambine erano state rinchiuse in casa Dutroux, «ma i depistaggi della gendarmeria e della magistratura fecero sì che le bambine non venissero trovate durante le perquisizioni». La scoperta avvenne fuori tempo massimo: le piccole erano già morte. L'inchiesta, ricorda Franceschetti, portò ad individuare come mandanti personaggi di altissimo livello, che arrivavano fino al coinvolgimento personale del sovrano belga. L'organizzazione era dedita a "snuff movies" e ad attività come «il gioco del gatto e del topo, che a quanto pare è una costante di queste organizzazioni». Ma giornalisti e inquirenti che seguivano il caso persero la vita: «Incidenti e suicidi, ovviamente». E così, «tutto venne messo a tacere dalla magistratura e dalla gendermeria».

Dall'Europa agli Usa: un ex agente segreto ha salvato dagli abusi e dal controllo mentale una delle vittime di queste organizzazioni, Cathy O'Brien. Dopo essere sfuggiti più volte alla morte, lo 007 e la ragazza sono riusciti a scrivere due libri: "Accesso negato alla verità" (Macro edizioni) e "Trance-formation of America". In quest'ultimo, spiega Franceschetti, si narra di come l'organizzazione che abusava la donna facesse capo addirittura al presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. «Si narra dei legami di Bush e Clinton con i signori della droga, si narra dei legami con le organizzazioni pedofile e con quelle sataniche». In particolare si evidenziano i legami di Bush e Clinton con il "Tempio di Seth", che è «la più potente Cathy O'Brienorganizzazione satanista ramificata a livello internazionale». La fondò Michael Aquino, un ex ufficiale dell'esercito statunitense molto amico di Bush. «Stupri, omicidi, pedofilia, droga, satanismo… tutto narrato nero su bianco, con nomi e cognomi».

Stati Uniti, Europa e anche Africa: tempo fa, aggiunge Franceschetti, in Ciad vennero arrestate per pedofilia e commercio di esseri umani alcune persone – appartenenti all'organizzazione "L'Arca di Zoe" – che stavano portando in Francia 103 bambini. «Che fine dovessero fare quei bambini non si sa», ma l'allora presidente Sarkozy andò personalmente a trattare la liberazione degli arrestati per riportarli in patria. Gli operatori fermati avevano dichiarato che i bambini erano orfani provenienti dal Darfur. «Poi si è scoperto che erano figli di famiglie del Ciad, e i genitori erano ancora viventi». Da notare che "L'Arca di Zoe" «era sotto inchiesta anche in Francia, sospettata di trafficare in bambini per scopi tutt'altro che leciti». Non che da noi non esistano, retroscena analoghi: anzi, «in Italia inchieste così eclatanti non sono neanche mai iniziate». O meglio: quelle avviate «non sono state divulgate», sostiene Franceschetti: «Nel 2006 venne arrestato un avvocato romano, Alberto Gallo, per pedofilia. I giornali riporteranno la notizia come se si trattasse di un pedofilo isolato, ma in realtà faceva parte di un'organizzazione internazionale». Lo stesso Dutroux, in Belgio, era solo una pedina di queste potenti reti senza frontiere.

Nel suo romanzo "La Loggia degli Innocenti", il commissario Michele Giuttari – fermato a un passo dall'aver risolto il giallo del Mostro di Firenze – descrive un'organizzazione pedofila che fa capo al procuratore fiorentino, a cui (nella fiction) dà un nome non casuale: Alberto Gallo. «In altre parole, Giuttari lega chiaramente l'ex procuratore di Firenze Piero Luigi Vigna alla rete pedofila che era sotto inchiesta in quel periodo». E il nome della "loggia" allude chiaramente all'Ospedale degli Innocenti, «storico palazzo fiorentino dove da secoli è ospitato un centro che tutela i minori abbandonati». Un puzzle infinito, che coinvolgerebbe capi di Stato e ministri, teste coronate, ma anche «militari, magistratura e forze dell'ordine», senza contare i cardinali che negli Usa sono oggi al centro di un clamoroso scandalo, con migliaia di minori abusati. Il guaio, dice Franceschetti, è che il fenomeno "pedofilia internazionale" (con la variante del satanismo) è costantemente negato da quelli Il commissario Giuttariche sono «i massimi garanti del sistema in cui viviamo», alcuni dei quali poi finiscono in televisione, consultati come "esperti". Franceschetti ricorda le parole che gli rivolse il figlio di un boss della 'ndrangheta: «Da noi c'è più legalità e giustizia. In Calabria e in Sicilia i bambini non si toccano; da voi al Nord, invece sì».

Quella che può sembrare una follia oggi può assumere un terribile significato. La gente comune, dice Franceschetti, non si stupisce più di tanto se scopre che i vertici della politica hanno contatti organici con la mafia, ma non potrebbe tollerare lo spettacolo dell'altro orrore – quello perpetrato ai danni dei minori scomparsi. «Siamo disposti ad accettare che si scatenino guerre da milioni di morti in Iraq, Afghanistan, in Africa. In fondo, quelli sono negri. Che ce ne importa? Basta che non ci tolgano la partita di calcio della domenica. Ma probabilmente – aggiunge Franceschetti – se si venisse a sapere la verità sui bambini scomparsi, nessuno potrebbe reggere ad un simile shock. E allora sì, forse qualcuno comincerebbe a capire che il mondo in cui viviamo non funziona esattamente come i giornali e i mass media in genere ce lo descrivono». Ecco perché, probabilmente, quella realtà resta avvolta in tanta, misteriosa segretezza. E se la polizia ritrova 123 bambini in un colpo solo, i media archiviano la notizia "en passant", senza scavare per capire cosa si nasconde dietro quell'enormità.

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