27 gennaio 2018

[Reseau Voltaire] Secrets, mensonges et confusion US au Nord de la Syrie 23 01 2018


Réseau Voltaire
Secrets, mensonges et confusion US au Nord de la Syrie
par Thierry Meyssan
Les annonces et démentis de l'administration Trump sur les développements militaires au Nord de la Syrie révèlent un lourd secret. Paradoxalement, la Turquie vient au secours des États-Unis pour corriger « l'erreur » de leurs officiers supérieurs.
Réseau Voltaire | Damas (Syrie) | 23 janvier 2018
JPEG - 42.4 ko
Brett McGurk
Le démenti apporté par le secrétaire d'État Rex Tillerson, le 17 janvier aux propos du commandant-en-chef du CentCom, le général Joseph Votel, le 23 décembre et du porte-parole de la Coalition anti-Daesh, le colonel Thomas Veale, le 13 janvier, a semé la confusion.
Il n'a pas satisfait la Turquie qui, après avoir mis en garde le chargé d'Affaires US, Philip Kosnett, le 10 janvier, et préparé dès le 13 janvier une opération militaire à Afrine et Manbij, l'a effectivement lancée le 20.
Contrairement aux déclarations des uns et des autres, la décision US n'était pas de créer un État souverain et indépendant au Nord de la Syrie —cela, c'est le projet français—, mais un État non-reconnu, comme le Puntland somalien ou le Kurdistan irakien. Cette dernière structure est absolument indépendante et, malgré la Constitution iraquienne, ne répond pas aux ordres de l'Iraq dont elle fait en principe partie. Elle dispose d'ailleurs de ses propres ambassades à l'étranger.
La Force de sécurité aux frontières (Syrian Border Security Force) devait officiellement être composée de 30 000 hommes dont moitié d'anciens des Forces démocratiques syriennes (Democratic Syrian Forces). Ces combattants devaient être formée durant trois semaines aux techniques d'interrogatoire et au scanning biométrique. 230 cadets ont déjà suivi ce cursus.
Dans la pratique, l'autre moitié devait être composée de 15 000 anciens jihadistes de Daesh qui auraient ainsi été discrètement recyclés.
En réalité, le représentant spécial du président Trump auprès de la Coalition, Brett McGurk, était le juriste qui participa, aux côtés de John Negroponte et du colonel James Stelle à la création de l'Émirat islamique en Iraq, en 2006. Il fut chargé aux côtés du colonel James Coffman de rendre compte de cette opération secrète au président George Bush. Il s'agissait de combattre la Résistance iraquienne à l'occupant en la divisant en sunnites et chiites et en créant artificiellement une guerre civile.
Après un passage à Harvard, Brett McGurk fut réaffecté au département d'État auprès de John Kerry. Il participa à la transformation de l'Émirat islamique en Iraq en Daesh et co-organisa la réunion préparatoire de l'invasion jihadiste de l'Iraq, le 27 mai 2014, à Amman. Il réorganisa l'Iraq, puis forma la Coalition internationale chargée de lutter… contre Daesh.
Bon élève, il accepta de servir le président Trump pour mettre fin à l'organisation jihadiste qu'il avait créée et dont il tente aujourd'hui de recycler certains combattants.
JPEG - 57.5 ko
Le 18 août dernier, Brett McGurk recevait amicalement des dirigeants de Daesh. Officiellement, les États-Unis se préparaient à écraser l'organisation jihadiste.
Le projet de Force de sécurité aux frontières en dit beaucoup sur la sincérité des miliciens du YPG qui professent le doux anarchisme de Murray Boochkin, mais peuvent sans état d'âme former une unité unique avec les tueurs de Daesh sous commandement US.
Contrairement aux apparences, l'attaque turque à Afrine, et probablement bientôt à Mambij, a été approuvée le 18 et le 19 janvier par l'état-major russe, qui en a été avisé par le numéro 2 du régime et chef des services secrets, le directeur du MIT (Milli İstihbarat Teşkilatı), Hakan Fidan, venu spécialement à Moscou. Elle a d'ailleurs été facilitée par le retrait immédiat des troupes russes de la zone combat.
Identiquement, la Turquie a informé par écrit la Syrie de son attaque, même si Damas assure ne pas avoir reçu la lettre.
Le président el-Assad, qui ne peut pas placer son pays en confrontation avec les États-Unis pour arrêter le recyclage des jihadistes, a laissé la Turquie, membre de l'Otan, s'en charger.
Le président Trump n'avait pas été informé du plan Votel-McGurk. Le secrétaire à la Défense, James Mattis a confirmé à ses hommes les instructions de la Maison-Blanche contre les jihadistes. Cependant Votel et McGurk sont toujours en place.
Thierry Meyssan

abonnement    Réclamations


24 gennaio 2018

DOPO 13818 - 82 FR 60839, E DOPO QUESTA “ULTIMA ORA”, I MEDIA NON ESISTONO PIU’


(** ULTIMA ORA** è alla fine)
Che i media siano controllati e che si auto-censurino per salvarsi il sedere, lo sa anche un cacciavite. Ma che due notizie bomba sul Presidente della nazione più potente del mondo, e accessibili a tutti, possano lo stesso per un ordine di scuderia scomparire nel nulla sui maggiori media occidentali, no, questo non lo credevo. Attenti, forse avete letto in fretta: nei Pentagon Papers, nel Watergate, nell'Iran-Contras, nell'Iraq-gate, i fatti erano occulti. Nei due casi che racconto qui, no, sono pubblici e accessibili da una pensionatariguardano l'uomo più potente del pianeta, eppure sono stati 'suicidati' e sepolti da tutti i grandi media con un accordo e con una sincronia scioccanti. Davvero, io mi devo arrendere ai 'complottisti' e dire: i media non esistono più.
Ecco le storie.
Il Presidente Donald Trump è sotto attacco da parte di due Stati ombra ben noti all'interno dello Stato americano (e di ogni altro Stato): cioè il raggruppamento dei Servizi Segreti da una parte – che comprendono CIA, NSA, NGA, FBI e che va sotto il nome di 'Shadow Government'; e le maggiori Corporations coi loro lobbysti che foraggiano il Congresso, dall'altra – ovvero Big Oil, Big Pharma, Big Banks, Big Media, Arms Industry, Silicon Valley, che passano sotto il nome di 'Deep State'*
(Nota per i lettori: chiunque neghi l'esistenza e i poteri di questi apparati con la parola "complottismo", non ha mai letto una pagina del NYTimes, del Washington Post o sentito di P2 e Stragismo in Italia. Quindi è un cretino)
In USA i Poteri non si attaccano mai per rispetto della legge, non siamo bambini, quindi il motivo dei sopraccitati attacchi è ovvio (e noto): questo Presidente è incontrollabile, e forse anche mentalmente instabile, ma così facendo e così essendo, egli ha devastato la sacra tradizione di almeno 70 anni di presidenze americane, dove le politiche reali furono sempre influenzate o truccate da 'Shadow Government' e 'Deep State', fino alla presidenza Obama inclusa. Trump va quindi abbattuto.
Ma quest'uomo è molto meno fesso di ciò che appare. O forse è meglio dire: si è circondato di alcuni dei più brillanti 'Rasputin' di tutta la Storia moderna. Trump ha quindi contrattaccato coi due numeri scritti nel titolo: 13818 - 82 FR 60839. Si riferiscono rispettivamente al N. del Presidential Executive Order del 20 dicembre 2017, e al N. di protocollo del medesimo presso il U.S. Government Publishing Office. La mossa è stata 'nucleare', ma talmente tanto che quegli apparati di Potere, ripeto 'Shadow Government' e 'Deep State', faticano a riprendersi. Chiarisco e aggiungo con ordine, perché la storia è agghiacciante.
Donald Trump è sotto una 'Dresda' di bombe per abbatterlo, fra cui: il presunto accordo-scandalo con Putin per truccare le elezioni 2016, che coinvolge anche la sua famiglia - la relativa inchiesta, nelle mani dell'implacabile ex direttore dell'FBI Robert Mueller col suo team - accuse di grave instabilità mentale da Impeachment e apparentemente documentate dall'esplosivo best seller Fire and Fury di Michael Wolff - una presunta serie di abusi sessuali ai danni di donne lungo la sua carriera sia da businessman che come politico - e una sfilza di accuse a membri del suo governo per uso improprio/abuso personale di denaro pubblico (come Steve Mnuchin, Ryan Zinke o Tom Price, ecc.). Tutti questi scandali s'appoggiano pesantemente sui poteri e/o sulle spiate dello 'Shadow Government'.
Ce n'è a sufficienza per demolire chiunque. Trump, in assenza di 13818 - 82 FR 60839, sembrava un gigante coi piedi d'argilla. Non controlla l'FBI, prima diretta dal suo arci nemico Comey e oggi da Christopher Wray che a sua volta non controlla l'FBI. Non controlla la CIA, diretta da Mike Pompeo, che a sua volta non controlla la CIA. Non controlla la NSA diretta dall'Ammiraglio Michael Rogers, che a sua volta non controlla la NSA. Non ha nessuna influenza sulla NGA, che gioca un ruolo centrale in tutte le inchieste di massima sicurezza in America. Questo per quanto riguarda lo 'Shadow Government'. Poi è troppo ricco per poter essere comprato dal 'Deep State', che è – specialmente con Wall Street e la dirigenza ebraica americana – sponsor principale dei Democratici, e di tutti i Repubblicani ostili al Presidente. Ergo, anche qui lo davano per traballante nelle simpatie del Congresso.
Poi quattro giorni prima di Natale cade la bomba 13818 - 82 FR 60839, e, usando un'impareggiabile espressione americana, "the shit hit the fan" (la merda finì nelle pale del ventilatore).
Prima cosa, un riassunto dell'Executive Order 13818 - 82 FR 60839: è uno degli atti legislativi americani più dirompenti da sessant'anni. Cosa dice in due parole: colpisce con le massime armi, sia in senso letterale che giuridico che finanziario, chiunque si renda colpevole di violazioni dei Diritti Umani e di corruzione, in USA e nel mondo. Colpisce anche i governi esteri coinvolti, i loro funzionari, e qualsiasi complice in qualsiasi forma. Di più: va a colpire queste infami catene là dove gli fa più male, cioè nei soldi, con il blocco e la confisca dei loro denari, proprietà, titoli, azioni, anche nelle loro forme più maliziosamente nascoste o lontanamente imparentate.
Ok, sappiamo che Trump non è Mandela, quindi stop, e precisazione: questa legge avrà effetti minimi sui Diritti Umani o sulla corruzione nel mondo, di cui a Washington fotte una minchia, e neppure è stata voluta per quello, Trump è solo un meschino opportunista, lo capirete fra un attimo. Ma è stata scritta per mitragliare a morte un settore ben preciso delle violazioni dei Diritti Umani. Fermi, TUTTI ATTENTI:
Per violazione dei Diritti Umani e corruzione, l'Amministrazione Trump ha voluto intendere soprattutto il mercato dei minori per pedofilia, nel bacino più ampio dei trafficanti di persone. Infatti il Presidente aveva anticipato questa legge il 23 febbraio 2017 in conferenza stampa, rilanciata dalla Associated Press, dove parlò proprio di traffici umani per pedofilia. Ma perché? Perché Trump sa bene che questo abominio, l'abuso di minori venduti, sembra aver infettato la maggioranza dei vertici di 'Deep State', col silenzio dello 'Shadow Government', e con un presunto forte coinvolgimento di una notissima beneficienza: la Clinton Foundation. Come fa Trump a saperlo? Da anni ne parla in pubblico un ex pezzo grosso della CIA, di cui specifico i dettagli alla fine, più altre fonti autorevoli. Se rileggete questo paragrafo capite subito che il suo Executive Order colpirà proprio i suoi nemici.
In questo momento preciso negli Stati Uniti alcuni altissimi nomi stanno tremando, e precisamente dalla mattina del 21 dicembre scorso, quando l'Executive Order 13818 - 82 FR 60839 è stato pubblicato 'in Gazzetta' a Washington. JF Kennedy fu ucciso per meno, a quanto sappiamo fino ad oggi. Infatti i 'Rasputin' di Trump sapevano che la vita del Presidente sarebbe stata immediatamente in pericolo dopo 13818 - 82 FR 60839, e qui hanno fatto la pensata di tutte le pensate, eccola:
Nelle prime righe dell'Executive Order, viene appositamente scritto dal Presidente questo: "Io perciò decido che i gravi abusi dei Diritti Umani, e la corruzione, nel mondo costituiscono un'insolita e straordinaria minaccia alla sicurezza nazionale". Dovete sapere che le precise parole minaccia – alla – sicurezza - nazionale pronunciate dal Presidente degli Stati Uniti implicano l'immediata mobilitazione di tutto l'esercito americano, cioè del Pentagono. E' di fatto un preallarme di guerra, e di conseguenza le protezioni intorno al Presidente divengono massime. E quando si muove il Pentagono non esiste nulla al mondo, se non un arsenale nucleare straniero, che possa batterlo. Questo è ultra chiaro a tutti gli apparati di 'Deep State' e 'Shadow Government', che ora sono in deep shit, nella merda fino al collo, per essere chiari.
Non è stato un caso che Trump abbia messo nei posti chiave a Washington tre Generali, e un Ammiraglio a capo dei più potenti 007 degli USA. Abbiamo il Gen. James "Mad Dog" Mattis come Ministro della Difesa; il Gen. John Kelly come White House Chief of Staff, e il Gen. H. R. McMaster come Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Poi, anche se boicottato dai suoi sottoposti, c'è l'Ammiraglio Michael Rogers a capo dalla NSA. Insomma, il Pentagono. Trump sarà anche scemo, ma cosa sia lo 'Shadow Government' lo sapeva benissimo, e si è protetto.
Ricapitoliamo: 'Deep State' e 'Shadow Government' le trovano tutte per abbattere Trump in ovvio accordo con Hillary Clinton. Ma Trump usa il pretesto di una legge sui Diritti Umani, la 13818 - 82 FR 60839, per metterli in un angolo con indagini profonde sul traffico internazionale di minori per pedofilia in cui sarebbero coinvolti molti vertici USA di 'Deep State', inclusi i Clinton, col silenzio di 'Shadow Government'. E Donald lo fa coprendosi le spalle con l'intero esercito degli Stati Uniti. Bella roba.
Esisterebbe dunque un traffico di minori per pedofili di altissimo livello ai vertici di 'Deep State' inclusi i Clinton. Trump apprende questo da molte fonti, la prima delle quali è l'ex agente e dirigente pluridecorato della CIA Kevin M. Shipp. Costui, senza la fama attribuita al suo collega 'whistleblower' Edward Snowden, sta rivelando da anni il livello di marciume criminale che davvero permea lo 'Shadow Government' in America. Shipp è stato esperto di anti-terrorismo, guardia del corpo di due direttori della CIA, era ai vertici della Counterintelligence, ed è stato citato dal New York Times come "veterano della Central Intelligence Agency". Non è proprio un signor nessuno nello 'Shadow Government' americano.
Ma già da anni il Washington Times, il New York Post e l'inglese The Guardian riportavano notizie certe sui cosiddetti "Voli Lolita" – cioè voli su un jet privato per orge con minori – organizzati dal miliardario pedofilo Jeffrey Epstein. Bill Clinton, secondi gli atti del processo che condannò Epstein, fu ospite 26 volte su quei voli. Altri nomi di alto rango trovati nell'agenda 'nera' del miliardario furono Tony Blair, Michael Bloomberg, Richard Branson fra molti altri, e i cellulari delle minori schiave del sesso fra cui "Jane Doe N.3". E' quest'ultima che negli atti processuali ha dichiarato di "essere stata costretta a rapporti sessuali con diversi politici americani, top businessmen, un Premier famosissimo, e altri leader internazionali". Nel 2006 Epstein fece una grassa donazione alla Clinton Foundation. Nella capitale USA, la ONG di Conchita Sarnoff, Alliance to Rescue Victims of Trafficking, ha decine di files su Potere e pedofilia.
Ora, e qui siamo al titolo del mio articolo: provate a trovare traccia sui grandi media italiani o americani dell'esplosivo affare 13818 - 82 FR 60839 del dicembre 2017; dei nomi coinvolti come Bill e Hillary Clinton, Robert Mueller, Kevin M. Shipp, e di 'Deep State' e 'Shadow Government'. Attenti, non parliamo di una legge del Nicaragua, ma del Presidente americano più discusso e delegittimato della Storia. Nulla, non si trova niente, ed è accaduto meno di un mese fa, il silenzio stampa è stato totale (il FT ne accenna ma svuotando tutta la news). Eppure bastava cliccare i comunicati stampa del governo più noto al mondo, poi U.S. Government Publishing Office ecc. e pensare al quadro di guerra politica in USA. Nulla, neppure nei "Paesi seri" di Marco Travaglio. Questi colossali fatti e intrighi sono stati 'suicidati' e sepolti da tutti i grandi media con un accordo e con una sincronia scioccanti. Davvero, io mi devo arrendere ai 'complottisti' e dire: i media non esistono più.

** ULTIMA ORA** Sono le 06:32 del mattino del 19 gennaio mentre scrivo queste ultime parole, e una *** ULTIMA ORA *** mi compare sullo schermo. Come in una coincidenza paranormale, essa tratta esattamente di Donald Trump, del tentativo di 'Deep State' e 'Shadow Government' di abbatterlo, dei Clinton e del "falso complotto russo", di Robert Mueller, ed è molto più che esplosiva. Infatti pochi minuti prima era giunto sugli scranni del Congresso USA un Memorandum che sembra contenere le prove delle azioni della Clinton, coi soldi del Partito Democratico, col silenzio di CIA ed FBI, per usare i poteri TECH della NSA permessi dalla legge FISA, sotto la presidenza di Obama... e il tutto per spiare la campagna elettorale di Trump, per corrompere testimoni russi a dire il falso contro il neo-eletto Presidente, e con la collusione di Londra. Fox News titola: "Molto più grave del Watergate". Il sito di finanza Zero Hedge pubblica all'istante i Tweet di alcuni senatori americani sotto shock, con parole come "Non solo questo Memorandum manderà a spasso un sacco di gente al Dipartimento della Giustizia, ma certi nomi finiranno in galera", dalla bocca del Senatore Matt Gaetz.
Giusto il tempo di dormire un poco e mi ributto sulla news, con la certezza che sarà esplosa dal New York Times a Repubblica, passando per CNNBBC e RAI. Nulla. Vado su Fox News, e in prima non c'è più nulla! Perdo il fiato. Ma lo recupero quando Zero Hedge pubblica un Tweet del più autorevole fra gli autorevoli, Edward Snowden, che conferma tutto, lo vedete sopra in foto. Eppure, di nuovo, ago e filo hanno cucito la bocca e le dita di tutto il mondo dei media che contano in un istante, e con un potere di assolutismo che davvero non credevo possibile a questo livello. La news dalla vetta del mondo, non dal Nepal ma da Washington D.C., è di nuovo 'suicidata' sulle testate e sugli schermi più noti del pianeta, PUR ESSENDO USCITA IN PUBBLICO. E' possibile che lo stesso Donald Trump sia parte di questa incredibile congiura del silenzio, per barattare coi suoi nemici e per poterli poi ricattare per anni, ma ciò non cambia la sostanza di questo articolo.

23 gennaio 2018

Rete Voltaire: Segreti, bugie e confusione USA nel Nord della Siria 23 gennaio 2018


Rete Voltaire
Segreti, bugie e confusione USA nel Nord della Siria
di Thierry Meyssan
Dagli annunci e smentite dell'amministrazione Trump sugli sviluppi militari nel Nord della Siria traspare un pesante segreto. Paradossalmente, la Turchia viene in aiuto degli Stati Uniti per correggere "l'errore" di loro ufficiali superiori.
Rete Voltaire | Damasco (Siria) | 23 gennaio 2018
JPEG - 42.4 Kb
Brett McGurk
La smentita del segretario di Stato Rex Tillerson, il 17 gennaio, delle affermazioni del 23 dicembre del comandante in capo del CentCom, generale Joseph Votel, e di quelle del 13 gennaio del portavoce della Coalizione anti-Daesh, colonnello Thomas Veale, ha generato confusione.
La dichiarazione di Tillerson non ha soddisfatto la Turchia che, dopo aver avvisato il 10 gennaio l'incaricato d'Affari americano in Turchia, Philip Kosnett, ha iniziato il 13 gennaio la preparazione di un'operazione militare ad Afrin e Manbij, e il 20 gennaio l'ha concretamente lanciata.
Contrariamente alle dichiarazioni degli uni e degli altri, la volontà USA non è creare uno Stato sovrano e indipendente nel Nord della Siria — questo è un progetto francese —, bensì uno Stato non riconosciuto, come il Puntland somalo o il Kurdistan iracheno. Quest'ultimo è assolutamente indipendente e, a dispetto della Costituzione irachena, non risponde agli ordini dell'Iraq, sebbene in linea di principio ne faccia parte. Peraltro, il Kurdistan iracheno dispone di proprie ambasciate all'estero.
Ufficialmente, la Forza di Sicurezza delle Frontiere (Syrian Border Security Force) doveva essere composta di 30.000 uomini, di cui metà provenienti dalle Forze Democratiche Siriane (Democratic Syrian Forces). Per tre settimane questi combattenti dovevano essere addestrati alle tecniche d'interrogatorio e allo scanning biometrico. 230 soldati sono già stati formati.
In pratica, l'altra meta doveva essere composta di 15.000 ex jihadisti di Daesh, che avrebbero così potuto essere riciclati con discrezione.
In realtà, il rappresentante speciale del presidente Trump presso la Coalizione Internazionale, Brett McGurk, è il giurista che nel 2006 partecipò, a fianco di John Negroponte e del colonnello James Stelle, alla creazione dell'Emirato Islamico in Iraq. McGurk fu incaricato, insieme al colonnello James Coffman, di rendere edotto dell'operazione segreta il presidente George Bush. L'obiettivo era combattere la Resistenza irachena all'occupante americano, frazionandola in sunniti e sciiti e così provocare artificiosamente una guerra civile.
Dopo un passaggio ad Harvard, Brett McGurk fu riassegnato al Dipartimento di Stato, a fianco di John Kerry. Prese parte alla trasformazione in Daesh dell'Emirato Islamico in Iraq e fu uno degli organizzatori della riunione preparatoria dell'invasione jihadista dell'Iraq del 27 maggio 2014, ad Amman. Riorganizzò l'Iraq, poi formò la Coalizione Internazionale incaricata di lottare… contro Daesh.
Da buon discepolo, McGurk ha accettato di servire il presidente Trump per mettere fine all'organizzazione jihadista da lui stesso creata e di cui oggi tenta di riciclare alcuni combattenti.
JPEG - 57.5 Kb
Il 18 agosto scorso, Brett McGurk s'intratteneva amichevolmente con dirigenti di Daesh. In via ufficiale, gli Stati Uniti si preparavano ad annientare l'organizzazione jihadista.
Il progetto della Forza di Sicurezza delle Frontiere la dice lunga sulla sincerità dei miliziani dello YPG, che professano l'anarchismo edulcorato di Murray Boochkin e tuttavia possono, senza patemi d'animo, formare un'unica unità con gli assassini di Daesh, al comando degli Stati Uniti.
Contrariamente all'apparenza, l'attacco turco ad Afrin e, a breve, a Mambij, è stato approvato il 18 e il 19 gennaio dallo stato-maggiore russo, avvisato dal numero due del regime e capo dei servizi segreti, il direttore del MIT (Milli İstihbarat Teşkilatı), Hakan Fidan, recatosi appositamente a Mosca. Del resto, l'attacco è stato agevolato dal ritiro immediato delle truppe russe dalla zona di combattimento.
La Turchia ha avvisato, per iscritto, dell'attacco anche la Siria, benché Damasco affermi di non aver ricevuto la lettera.
Il presidente el-Assad, che non può sfidare gli Stati Uniti per fermare il riciclaggio degli jihadisti, ha lasciato che se ne occupi la Turchia, membro della NATO.
Il presidente Trump non era stato informato del piano Votel-McGurk. Il segretario della Difesa, James Mattis ha confermato ai propri uomini le disposizioni della Casa Bianca contro gli jihadisti. Ciononostante, Votel e McGurk sono ancora al loro posto.
Thierry Meyssan

abbonamento    Reclami


Un murale per gli scomparsi con i volti di Mirella ed Emanuela e gli auguri di Maria Pezzano alla figlia


Un murale per regalo di compleanno

Nuovo articolo pubblicato nel Blog di Emanuela Orlandi, buona lettura.

Un murale per gli scomparsi con i volti di Mirella ed Emanuela e gli auguri di Maria Pezzano alla figlia

L’opera ai piedi del Serpentone al quartiere Corviale. Pietro Orlandi: “Mai smesso di cercare verità”.
Un murale per gli scomparsi, per ricordare tutte quelle persone che, in un giorno qualunque, non hanno più fatto ritorno a casa. Sparite nel nulla, avvolte nel mistero.
Sono i volti di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, entrambe scomparse nel 1983, a rappresentarli tutti su un muro di Corviale.  Lunghi capelli ricci per Mirella, quando scomparve aveva appena 15 anni. Nel pomeriggio del 7 maggio uscì di casa e non vi fece più ritorno. Risale a poco dopo la scomparsa di Emanuela, cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, che svanì nel nulla. Anche lei aveva solo 15 anni.
compleannoNel murale che la ritrae l’inconfondibile fascetta tra i capelli lunghi e lisci, lo stesso sorriso di quei manifesti che per anni ne hanno denunciato la sparizione.  Due storie per certi versi simili, avvolte nel mistero, ancora senza spiegazioni o verità. Oggi Mirella ed Emanuela, nate rispettivamente il 7 ottobre del 1967 e il 14 gennaio 1968, avrebbero 50 anni ed è per il loro “non compleanno” che familiari, amici e tanti cittadini comuni si sono ritrovati nel territorio dell’undicesimo municipio al Serpentone, all’inaugurazione del murale che le ricorda. Maria Antonietta Gregori, sorella di Mirella, visibilmente commossa dice  «Ora su questa parete sono legate per sempre». “Un ‘non compleanno’ che pesa particolarmente per chi non ha mai smesso di cercare la verità” – ha scritto Pietro, il fratello di Emanuela, in un post sulla sua pagina.
A realizzare l’opera lo street artist Antonino Perrotta e i PAT, i Pittori Anonimi del Trullo. Sulle scale che costeggiano il murale l’artista ha scritto:
Quando scompare qualcuno puoi anche cercare di tenerti occupato tanto da non averetempo per pensarci ma poi basta che ti fermi un attimo e lo senti subito quel vuoto, perché solo le persone possono riempirti il cuore.
A tutte le persone scomparse, a chi per sua scelta, a chi contro la sua volontà“.
Nel giorno del 50esimo compleanno di EmanuelaMaria Pezzano Orlandi, mamma della giovane vittima, rivive con amarezza e sconforto quanto accaduto, lancia un nuovo appello ai rapitori e le augura di passare un compleanno speciale. Il tempo non cancella tutte le ferite, una figlia scomparsa nel nulla senza un perchè e un come, non si cancella facilmente, ma la speranza è che un giorno la verità venga a galla.
“Figlia mia, oggi compi cinquant’anni. Dovrei immaginarti con i capelli striati di bianco e qualche ruga in viso, ma non ci riesco. Ti rivedo sempre ragazzina, che mi corri incontro per darmi un abbraccio e un bacio dicendomi «ti voglio bene». Lo aspetto ancora il tuo abbraccio, così come aspetto sempre da un momento all’altro di sentire le prime note del «Notturno» di Chopin che suonavi così tanto bene e che mille volte hai provato a insegnare a Pietro senza troppo successo. Lui non è riuscito ad andare avanti nell’apprenderlo così come noi non siamo riusciti ad andare avanti nelle nostre vite da quando t’hanno strappata via da noi.
Ricordo ancora quando nel 1993 tuo padre, Pietro e io, dopo una segnalazione, partimmo per il Lussemburgo con il cuore in gola, certi di venirti a prendere in un monastero di clausura. Quando vidi quella ragazza, che per nulla ti assomigliava, fu per me come se ti avessero rapito una seconda volta: in un solo attimo sono passata dalla gioia più grande al dolore più profondo. Ti avevano strappato a me di nuovo dopo avermi nutrito della speranza di ritrovarti. Volli lo stesso incontrare quella ragazza, tramortita dal mio abbraccio disperato, che nulla sapeva di te e della nostra angoscia senza fine.
Ti abbiamo cercato per tutti questi anni e continueremo a cercarti. Non smetteremo mai. Non ci arrenderemo mai. Finché avremo forza, finché avremo fiato, finché avremo vita, tu sarai sempre il nostro primo pensiero. La mia speranza, mai sopita, è che chi sa cosa ti ha portato via dalla tua casa possa avere un rigurgito di coscienza e indicarci come ritrovarti. Auguri Lellè, buon compleanno figlia mia”.
Copyright © 2018 blog emanuelaorlandi.altervista.org, All rights reserved.
blog nonprofit
Italy
Rome, Rm 00100
Italy