03 novembre 2020

Consiglio d’Europa: Con la quarantena e lo stato di emergenza, l'Italia viola i Diritti Umani

In seguito alla denuncia presentata alla Segretaria Generale del Consiglio d'Europa, da parte dell'Osservatorio per la Legalità Costituzionale, istituito presso il Comitato Popolare per la difesa dei beni pubblici e comuni Stefano Rodotà - composto da giuristi, avvocati, e professori universitari in discipline giuridiche, tra cui il Professor Ugo Mattei dell'Università di Torino - è giunta nelle scorse settimana la decisione in merito alle gravi violazioni dei diritti e delle libertà individuali garantite dalla Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali (Cedu), commesse dallo Stato Italiano durante la crisi sanitaria da Covid-19. Tutto nasce dall'esposto alla Segretaria Generale del Consiglio d'Europa, Marija Pejcinovic Buric, relativo alle violazioni non previamente notificate dal Governo italiano durante il lockdown, come invece previsto ai sensi della Cedu.

Il mancato rispetto dell'articolo 15 della Convenzione, infatti, imponeva la previa notifica della sospensione dei diritti fondamentali da parte del Governo italiano al Consiglio Europeo. Di qui, la decisione che ha condotto il Consiglio di Strasburgo ad imporre al nostro Paese il rispetto della stessa Convenzione. Da oggi, pertanto, gli italiani finalmente hanno un'arma giuridica internazionale per difendersi dalle violazioni delle proprie libertà e dei propri diritti fondamentali, in conseguenza delle misure di prevenzione che impattano sulla libertà dei singoli imposte dal Governo Conte, attraverso i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.).

KENNEDY / LA LOTTA MORTALE CONTRO IL “DEEP STATE”


I veri motivi alla base dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

Su quella tragedia mai fino in fondo spiegata con l’individuazione dei veri mandanti dell’omicidio di Dallas, ora esce un nuovo volume, in grado di piazzare dei significativi tasselli nel puzzle di un giallo che ha appassionato gli Stati Uniti e il mondo intero per anni.

Ecco il titolo che parla da solo: “JFK’s War with National Security Establishment – Why Kennedy was assassinated”.

Ne è autore Douglas P. Horne, laureato all’Università dell’Ohio, storico, per anni in servizio alla Marina americana e adesso consulente del Dipartimento di Stato.

Douglas P. Horne e, in basso, il suo libro. In apertura John Kennedy

Con le carte in regola per ricostruire i meccanismi e la dinamica di quell’omicidio che più di Stato non si può, visto il pieno coinvolgimento dei servizi segreti e delle forze di (presunta) investigazione, dalla CIA all’FBI, quelli che Horne etichetta come “National Security Establishment”.

02 novembre 2020

5 Grafici che Mostrano che la Strategia Svedese ha Funzionato. E il Lockdown è Fallito


I funzionari del governo in Svezia hanno annunciato questa settimana che il governo prevede di mantenere le sue leggere restrizioni sui raduni “per almeno un altro anno” per mitigare la diffusione di COVID-19.

A differenza della maggior parte degli altri Paesi europei e delle nazioni del mondo, la Svezia ha rifiutato di avviare un blocco nazionale o di mascherare i mandati, optando invece per una politica che limitava i grandi raduni e si affidava alla responsabilità sociale per rallentare la trasmissione del virus.

Per mesi, la Svezia è stata criticata per la sua decisione di rinunciare a un blocco economico.

“La Svezia diventa un esempio di come non gestire COVID-19”, ha dichiarato la CBS nel suo titolo in un articolo di luglio.

La Svezia era diventata una “storia d’avvertimento”, ha dichiarato il New York Times nello stesso mese.

“Ci stanno portando alla catastrofe”, ha avvertito il Guardian a marzo.

Si possono trovare dozzine di esempi simili. Ogni settimana che passa, però, diventa sempre più chiaro che la Svezia ha capito bene il virus. Tanto per cominciare, i funzionari svedesi sottolineano che anche se le misure di lockdown hanno salvato delle vite, non possono essere sopportate a lungo.

“Le misure che si stanno adottando in Europa non sono sostenibili, stiamo cercando di trovare un livello che sia continuo e che mantenga bassa la diffusione. Non possiamo liberarcene, ma possiamo mantenerla ad un livello ragionevole”, ha detto Johan Carlson, il direttore generale dell’agenzia svedese per la salute pubblica, in un’intervista rilasciata domenica all’emittente pubblica SVT.

Vale anche la pena sottolineare che la Svezia ha evitato una parte della carneficina economica dei suoi vicini europei con l’attuazione di duri provvedimenti di blocco. In agosto, la BBC ha sottolineato che l’economia svedese ha subito molti meno danni durante la pandemia.

Svizzera: All’asilo e alle elementari anche con tosse e raffreddore


DSS e DECS aggiornano le indicazioni sulle assenze precauzionali causa coronavirus.





BELLINZONA - Nelle scuole dell'obbligo ticinesi cambiano le indicazioni sui sintomi da nuovo coronavirus per decidere in merito a un'assenza. Le nuove misure entreranno in vigore a partire da lunedì prossimo, 5 ottobre, e varranno per gli allievi della scuola dell’infanzia, elementare e media. Rimangono invece inalterati i sintomi che determinano l’esclusione da scuola per gli allievi delle scuole postobbligatorie e gli adulti di ogni ordine scolastico.

L'Ufficio del medico cantonale e il DECS hanno adottato le indicazioni in seguito alla pubblicazione, da parte dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), delle nuove raccomandazioni per i bambini con sintomi di malattia. 

I cambiamenti principali riguardano gli allievi delle scuole dell’infanzia e delle scuole elementari. Potranno infatti frequentare normalmente la scuola anche se hanno raffreddore e/o mal di gola e/o tosse leggera purché non abbiano febbre e non abbiano avuto contatti a rischio con una persona con sintomi da Covid-19 maggiore di 11 anni per la quale non c’è ancora un test negativo o con una persona risultata positiva al test di qualsiasi età, specialmente all’interno della famiglia. Per contatto a rischio si intende la presenza con una caso sospetto a meno di 1,5 metri per più di 15 minuti senza protezione. 

A restare a casa saranno insomma gli allievi della scuola dell’infanzia e delle scuole elementari che presentano uno o più di questi sintomi:
- febbre >38.5 °C;
- forte tosse acuta, anche senza febbre;
- raffreddore e/o mal di gola e/o tosse leggera, anche senza febbre, se c’è stato un contatto a rischio con una persona sintomatica di più di 11 anni per la quale non c’è ancora un test negativo o con una persona di qualsiasi età risultata positiva al test, specialmente all’interno della famiglia.

In caso di dubbio sulla valutazione dei sintomi fare riferimento al proprio medico.

Per quanto riguarda invece gli allievi delle scuole medie e postobbligatorie, così come i docenti e il personale di ogni ordine scolastico, resta a casa chi presenta uno o più di questi sintomi:
- tosse;
- mal di gola;
- respiro corto;
- dolore toracico;
- febbre;
- perdita improvvisa del senso dell’olfatto e/o del gusto;
- affaticamento generale severo.

Il DECS comunica inoltre che, a un mese dall'inizio dell'anno scolastico 2020/2021, nelle scuole pubbliche del Canton Ticino, su un totale complessivo di circa 48'500 allievi e 5'800 docenti, le persone in isolamento o in quarantena sono complessivamente una decina. Altri allievi e docenti che sull’arco delle scorse settimane, in alternanza, sono stati assenti per isolamento o quarantena, hanno potuto nel frattempo rientrare regolarmente a scuola.

«Le poche assenze di allievi o docenti per isolamento o quarantena registrate finora, riconducibili soprattutto a contatti non avvenuti nel contesto scolastico, indicano che i piani di protezione in vigore nelle scuole stanno funzionando», scrivono i due dipartimenti. «DECS e DSS continuano a vigilare sulla situazione e sono pronti ad adattare le misure qualora ciò si rendesse necessario. Allievi e docenti sono invitati a mantenere il rispetto delle indicazioni contenute nei piani di protezione che finora hanno dato buoni risultati», concludono.

01 novembre 2020

Rimuovere Trump. Svelato il tentativo di Colpo di Stato negli USA. In Italia il silenzio assordante dei Media


Il presidente Trump ha annunciato di aver autorizzato la declassificazione di tutti i documenti relativi sia all’indagine Trump-Russia, sia alle email appartenenti al candidato presidenziale sconfitto ed ex segretario di Stato Hillary Clinton. Ciò include tutti i documenti relativi allo scandalo Russia Collusion..

Questa notizia insieme a quello che sto per raccontarvi dovrebbe essere, per un paese normale, una notizia straordinaria. I TG nazionali e i giornali Italiani dovrebbero interrompere i programmi del palinsesto per darla, invece a parte qualche raro caso, non se ne trova traccia. Eppure stiamo parlando di un tentativo di Colpo di Stato avvenuto in una nazione, gli Stati Uniti, dalla quale direttamente o indirettamente dipende molto del nostro futuro, oltre che del nostro presente. Stiamo parlando di una Nazione che ci ha coinvolto in guerre, che influenza la nostra economia oltre che la geopolitica mondiale.

31 ottobre 2020

La foto di Hunter Biden conferma i rumors che lo collegano al traffico di minori?


Il tatuaggio sulla schiena di Hunter Biden è una replica esatta della regione dei Finger Lakes nello stato di New York, famosi per essere un punto caldo per il traffico di bambini e le persone scomparse.

Durante il fine settimana, su una piattaforma video cinese sono trapelati video e foto che presumibilmente mostrano Hunter Biden impegnarsi in atti sessuali con donne e drogarsi.

Una delle immagini trapelate sul sito web ha ora alimentato una delle teorie che spinge i legami di Biden a un giro di traffico di bambini.

Il tatuaggio “Finger Lakes” di Biden

Russiagate – Desecretata le prove del complotto di Clinton anti Trump


Pubblichiamo questo articolo di Marco Liconti uscito su adnkronos, particolarmente illuminante sul Russiagate e sugli scenari tuttora in atto.

 

Si arricchisce di nuovi elementi l’intricata vicenda del Russiagate, l’inchiesta sui presunti legami Trump-Putin (mai provati), poi divenuta Obamagate nella contronarrativa repubblicana, che accusa l’establishment democratico di avere organizzato una ‘montatura’ ai danni dell’allora candidato repubblicano Donald Trump.