07 aprile 2009

Terremoto a L'Aquila

www.byoblu.com

Paolo Franceschetti: Le scie chimiche. Aspetti psicologici del problema.

Paolo Franceschetti Premessa.
. Nessun altro problema sul web crea discussioni come quello delle scie chimiche. Nessun altro argomento, quando viene sollevato, suscita una marea di insulti, reazioni scomposte, attacchi personali, ecc… Lo potete constatare osservando gli articoli del nostro blog. Abbiamo scritto, o fatto capire, che noti personaggi del mondo dello spettacolo o della politica o della magistratura, sono nella Rosa Rossa. E non si è sollevato se non qualche sporadico commento di critica o di dubbio, quasi sempre legittimo e in buona fede. Abbiamo scritto che dietro a tutte le stragi italiane c’era sempre lo stato, e Gladio in particolare. Ma nessuno ha protestato o tirato fuori ipotesi contrarie. Ma se si parla di scie chimiche succede un putiferio. Un semplice post, che non consisteva neanche in un articolo, ma nella semplice pubblicità di un convegno, ha suscitato un vespaio. Per giunta, in questo modo i detrattori del fenomeno delle scie chimiche raggiungono un effetto opposto. Cioè rafforzano la tesi di Marcianò e di tutti gli altri, perché chiunque veda questo caos, questi insulti, questi attacchi, questa rabbia dimostrata verso delle persone che, qualunque sia la verità, comunque lavorano per fare un servizio agli altri, non può non essere indotto a pensare che sotto ci sia del vero. Se infatti venisse qualcuno a sostenere in un sito apposito che il Gran Dio di tutte le Nutelle scenderà sulla terra nel 2011 portando la Nutella a tutti i popoli, io credo che nessuno si sognerebbe di criticare, insultare, o deridere. Né tantomeno di aprire un sito solo per criticare il sostenitore della divinità della Nutella. Al massimo qualche visitatore potrebbe fare qualche commento ironico e finirebbe li. Ci sono molti siti che sostengono tesi strampalate o che vengono considerate tali. Il sito Stazione Celeste ad esempio riporta messaggi canalizzati da altre entità angeliche… ma nessuno si prende la briga di attaccarlo o insultarlo. Il sito guardalamiamerda.it, blog tra l’altro che si dichiara iscritto al gruppo “i blog di merda” si becca al massimo qualche insultino del tipo “ma vai a cagare… pezzo di merda…”. In compenso raccoglie anche entusiastici consensi (un anonimo delle 18.57 dice infatti: La merda ha un suo fascino, trovo giusto dedicargli un blog, bravo. W la merda.) Poi abbiamo il sito http://www.chupacabramania.com/articoli/loch_ness.htm, dedicato a mostri vari… Ma nessuno si sogna di dare ai curatori del sito dei ladri, dei paranoici, ecc… Viene da domandarsi il perché di questo trattamento riservato a Marcianò e a chi si occupa di schi chimiche. Considerazioni.
. Prima però facciamo alcune considerazioni di tipo psicologico. Una persona equilibrata raramente si scaglia con violenza contro qualcosa o qualcuno. Scagliarsi violentemente, odiare e avere sentimenti forti, è indizio di un problema; è indizio cioè che la persona si sente colpita nel vivo. E’ una regola base della psicologia. Se avvicinate una persona di colore e le dite “sporco negro” avete buone possibilità di essere gonfiati di botte; se invece le dite “sporco marziano” quello vi guarderà con sufficienza. Se avvicinate un mafioso siciliano e gli dite “sciamano della foresta amazzonica” probabilmente quello vi guarderà con stupore pensando che avete qualche rotella fuori posto; ma se gli dite “frocio” avete ottime probabilità di non vedere l’alba del giorno dopo perché in certi posti l’omosessualità è un problema. In pratica quando voi parlate con una persona e la criticate, il fatto che questa si arrabbi è quasi sempre (salvo qualche rara eccezione) indizio che avete colto nel segno e avete individuato un suo punto debole. La rabbia e l’odio cioè, nascono sempre da qualcosa che ci tocca profondamente. Ecco il motivo per cui un sito sulla merda non riceve l’onore di avere dei contrositi dedicati a lui. E un sito sul mostro di Loch Ness non se lo fila nessuno, salvo gli appassionati dell’argomento. Occorre poi considerare un altro fattore. Dedicare troppo tempo ad andare “contro” qualcosa, significa avere qualche disturbo di personalità, a meno che il fenomeno contro cui ci si scaglia non abbia importanza. Essere contro la guerra ha un suo senso perchè si tratta di un male che investe la società; essere contro la povertà pure… Ma essere “contro” dei fenomeni innocui e marginali non è normale. Se infatti una persona dovesse perdere tempo a insultare tutte le persone che dicono qualcosa che non condivide, e se dovesse creare un sito contro tutto ciò che lo disturba, non basterebbe una giornata di 240 ore… Io ad esempio dovrei creare un sito contro il grande fratello, uno contro Maurizio Costanzo, uno contro Berlusconi, uno contro Sanremo, uno contro la frittura perchè fa male, uno contro tutti i surrogati della Nutella che fanno schifo, e poi dovrei passare il mio tempo a provocare, insultare e contestare i siti satanisti, i siti massonici, i siti frivoli di cucina e di moda, i siti di Forza Italia, i siti antibuddisti, i siti cattolici, i forum dei vari quotidiani asserviti al sistema ecc… Cioè non vivrei più. Personalmente non ho tempo da dedicare neanche a chi mi insulta e mi critica, preferendo dedicarmi a costruire, anziché a distruggere, perché lo trovo più sano. Quindi, coloro che dedicano troppo tempo ad un fenomeno hanno qualche disturbo, oppure, nella stragrande maggioranza dei casi, sono pagati ad hoc per disturbare e impedire le reali disscussioni su certi temi. L’atteggiamento di coloro che si scagliano contro le scie chimiche è stupido per una terza ragione. E’ logico infatti che Marcianò, Penna, e tutti gli altri che cercano di informare sulle scie chimiche, sarebbero felici di sapere che si sbagliano. Così come io sarei felice di scoprire che la Rosa Rossa non esiste, che mi sono sbagliato su tante cose; perché vorrebbe dire che il mondo è migliore di come lo vedo. Quindi è ovvio che Marcianò e gli altri “sciachimisti”, a torto o a ragione, fanno qualcosa che credono utile per la società. Allora scagliarsi contro di loro non ha senso perché delle due l’una: o gli schiachimisti sono in errore, e allora bisognerebbe spiegarglielo con calma e con argomenti convincenti; nel qual caso poi saremmo tutti felici che loro siano in errore, mentre la rabbia sarebbe una reazione fuori posto. Pensare che hanno torto dovrebbe dare anzitutto una reazione di sollievo. E in secondo luogo basterebbe lasciarli fare, perché il loro lavoro naufragherebbe da sé, senza bisogno di tanta fatica da parte di esterni.
Oppure hanno ragione. E allora bisognerebbe aiutarli e cercare di capire anche noi.
Se uno ha torto, in altre parole, non c'è bisogno di arrabbiarsi tanto e sprecare tanta fatica. Perchè il problema si risolverebbe da sè. Nel 2011 tutti vedremo che il gran Dio Della Nutella non porterà la Nutella a tutti i popoli, e non c'è bisogno di scaldarsi e insultare per dimostrarlo. In ogni caso però l’atteggiamento di rabbia, gli insulti e le altre reazioni scomposte, impededendo o ritardando la comprensione della verità, nuoce a tutti. Conclusioni
. Come ho detto più volte io so poco delle scie chimiche, e non posso dare un mio parere personale. Capisco però dalle varie reazioni demenziali che ha ragione Marcianò. Riprendo una frase che sentii dire da Carlo Palermo tempo fa: “mi minacciano, quindi sono sulla strada giusta”. Ecco, per coloro che si occupano di scie chimiche vale la stessa regola. La reazioni esagerate contro di loro, tanto che hanno creato addirittura un sito dedicato complottismo.blogspot.com, indica che queste persone sono sulla strada giusta. Resta da capire perché le reazioni sono addirittura più violente rispetto a chi si occupa di altri argomenti “complottisti” come l’11 settembre o la Rosa Rossa. Il motivo è semplice. Parlare della Rosa Rossa, di Gladio come regia unica in tutte le stragi italiane, di 11 settembre, di massoneria, ecc…, non tocca gli interessi immediati e vitali del cittadino (perlomeno questa è la percezione che ha il lettore...). Quindi non c’è il rischio di reazioni immediate. Il problema delle scie chimiche, invece, investe direttamente la salute e la sicurezza di TUTTI i cittadini, e paradossalmente anche di quelli che hanno una certa voce e un certo potere nella società; anche politici, amministratori pubblici, e persone potenti sono infatti soggetti a respirare i gas delle scie chimiche. E c’è il rischio di un sollevamento popolare, c’è il rischio che si creino comitati di cittadini che potrebbero intervenire, ecc… In altre parole. Un articolo su Gladio lascia indifferenti perchè in fondo hanno ammazzato altri, non un parente. C’è la Rosa Rossa dietro ai delitti di Cogne Erba o Garlasco? E che gliene frega al lettore? Mica abita a Cogne, Erba o Garlasco! Ma le scie chimiche stanno sulla testa di tutti. Nuocciono a tutti. E ledono interessi vitali ed immediati di tutti. E il sistema non può permettere che la verità venga resa nota. Il lettore potrebbe dire: “Cavolo… e se fosse vero? Sono guai per me…” Ecco il motivo della violenza degli attacchi contro chi si occupa di questi problemi. Il sistema deve intervenire in modo rapido ed immediato, perchè non può permettersi che il problema venga conosciuto. Alcune considerazioni finali su Internet e sul “sistema” in cui viviamo. Molti, privatamente e non, mi hanno chiesto di togliere i commenti di insulti al post sulle scie chimiche. In realtà ho preferito lasciarli per un motivo che vi spiego. La realtà virtuale, su internet, ripete gli stessi meccanismi della realtà corporale e fisica. Ci sono però due differenze non da poco. La prima è che nella realtà virtuale non ci sono grossi pericoli. Se ti minacciano, ti attaccano, ti disturbano, tutto ciò avviene solo per mezzo di parole e immagini; cioè avviene con l’utilizzo di strumenti che non possono farci del male veramente. Basta spegnere il PC e gli insulti svaniscono, le minacce non esistono. Il massimo del danno che possono provocare potrebbe essere la chiusura di un forum o di un blog (che poi riaprirebbe altrove). Ma la vita continuerebbe come al solito. Nella realtà fisica invece ti possono uccidere, togliere beni materiali, distruggere rapporti con le persone che ami, cioè creare difficoltà reali. La seconda differenza è la rapidità con cui i fenomeni sul web nascono e muoiono. I rapporti umani, le organizzazioni e le varie iniziative, che possono nascere sulla rete, hanno spesso una maggiore rapidità nel nascere e una maggiore rapidità nel distruggersi o essere distrutti. Per il resto però la realtà virtuale segue gli schemi della realtà fisica. Nascono e muoiono rapporti, ci si arrabbia, ci lasciamo attrarre dalle persone, ci sentiamo più o meno sereni a seconda di una parola giusta o sbagliata, impariamo, cresciamo, evolviamo, cambiamo idea, odiamo, ci scontriamo, stringiamo amicizie… I cosiddetti “poteri occulti” e i servizi segreti, agiscono sul web con le stesse modalità con cui agiscono nella realtà fisica, con la differenza che sul web non ci sono pericoli e tutto è più rapido. Osservare quindi come operano questi poteri sul web, può dare la misura di come essi operino anche nella realtà. Memorabile ad esempio, nel mio blog e nel forum “Poteri occulti”, è l’intervento di un personaggio che si firma Maestro di Dietrologia, il quale prima con il nick 33 ha postato della minacce su questo blog; poi dopo qualche tempo, dopo che molti lettori si erano preoccupati e qualcuno aveva addirittura decriptato il significato esoterico di quelle minacce, ha confessato di aver messo lui quelle minacce per farmi capire quanto io sia paranoico, e per farmi riflettere sul fatto che grido “al lupo al lupo” per degli innocui messaggi che in realtà erano semplici giochi di parole. A suo dire, questo personaggio l’avrebbe fatto “per il mio bene” e perché “mi stima”. Più o meno quello che è successo ad Antonella Randazzo, a cui hanno aperto un blog dedicato “le censure di Antonella Randazzo”, non per attaccarla ma – dice colui che ha aperto il sito – perché le vuole bene…. Per farla ragionare… per aiutarla a crescere. http://lecensurediantonellarandazzo.blogspot.com/ Stessa identica tecnica di Maestro di Dietrologia. La verità è che nessuno spreca tanto tempo ed energie per qualcosa che non condivide. A meno che non abbia un interesse personale nella questione. A meno che, cioè, non sia pagato dal sistema. Un lettore mi ha telefonato dicendo “Paolo, ora che ho osservato il comportamento di Maestro di Dietrologia, e di RosaR, se quello che vedo sul web corrisponde a quello che devi subire nella realtà, capisco quanto debba essere dura la tua vita”. Ho risposto che il problema non è il web. Qui tutto può essere preso con un enorme gioco, e i commenti di debunker professionisti talvolta mi hanno fatto addirittura ridere con le lacrime agli occhi per l’umorismo e l’intelligenza dimostrata. Lascio quindi senza censura i post sulle scie chimiche, come lascio sul mio forum tutti i commenti dei debunkers vari, affinchè chiunque abbia tempo e voglia possa andare ad analizzarli e avere, sul web, una specie di schema dell’operato di questi poteri in ogni altro campo. Le tecniche utilizzate sono sempre le stesse e sono state analizzate sia da Massimo Mazzucco in un recente articolo dal titolo “Manuale operativo dell’acchiappadebunker” se lo conosci lo combatti:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3121 sia da Antonella Randazzo in un altro articolo dal titolo “Controllori all’attacco dei controllati”, a cui rimando: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/03/le-false-dispute-controllori-allattacco.html Se volete farvi un’idea della tecnica usata, ma allo stesso tempo anche divertirvi, è perfetta la vicenda delle minacce di morte da parte di questo personaggio che si firma Maestro di Dietrologia, alias 33, minacce che poi sono diventate innocui scherzi per il mio bene. Chi avrà la pazienza di leggere tutto con attenzione ne trarrà degli spunti interessanti e potrà verificare l’applicazione pratica delle tecniche operative di cui parla Mazzucco. Il link è questo: http://poteriocculti.mastertopforum.net/minaccia-sul-blog-decriptazione-da-parte-di-un-esperto--vt129.html Occorre prendere le vicende del web come una specie di gioco virtuale, in cui per fortuna nessuno muore e nessuno ha problemi materiali, ricordando ai lettori e a chi è oggetto di attacco che “le parole non hanno nessun potere su di noi, se non siamo noi a darglielo”.
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PS. Vorrei qui pubblicamente esprimere la mia protesta contro il sito
Il sito assegna ogni anno il perlone d'oro, al complottista che dice maggiori cazzate.
Se fosse un sito serio, includerebbe anche me tra i complottisti. Ritengo invece che anche questo sito sia condizionato dalle solite lobby, i favoritismi, ecc... Altrimenti non si capisce perchè gli insulti e il premio Perlone lo danno solo a Mazzucco e Marcianò.
Ho scritto al sito "complottismo" protestando per la discriminazione contro di me, e chiedendo di essere inserito tra i candidati al Perlone d'oro e loro mi hanno risposto che prenderanno in considerazione la mia richiesta. Ma finora nulla... non un articolo, non un insulto, una presa per il culo, niente di niente.
Credo infatti che il sito "complottismo" sia stato creato da Marcianò Mazzucco e dalla Randazzo, a fini pubblicitari.
Paolo Franceschetti: Le scie chimiche. Aspetti psicologici del problema.

25 marzo 2009

ZOMBIE GEITHNER'S CORPORATE STATE BAILOUT OF TOXIC DERIVATIVES

  • Need a Real Sponsor here
  • My Plan for Bad Bank Assets

    The private sector will set prices. Taxpayers will share in any upside.

    By TIMOTHY GEITHNER

    The American economy and much of the world now face extraordinary challenges, and confronting these challenges will continue to require extraordinary actions.
    [Commentary] AP
    No crisis like this has a simple or single cause, but as a nation we borrowed too much and let our financial system take on irresponsible levels of risk. Those decisions have caused enormous suffering, and much of the damage has fallen on ordinary Americans and small-business owners who were careful and responsible. This is fundamentally unfair, and Americans are justifiably angry and frustrated.
    The depth of public anger and the gravity of this crisis require that every policy we take be held to the most serious test: whether it gets our financial system back to the business of providing credit to working families and viable businesses, and helps prevent future crises.
    Over the past six weeks we have put in place a series of financial initiatives, alongside the Recovery and Reinvestment Program, to help lay the financial foundation for economic recovery. We launched a broad program to stabilize the housing market by encouraging lower mortgage rates and making it easier for millions to refinance and avoid foreclosure. We established a new capital program to provide banks with a safeguard against a deeper recession. By providing confidence that banks will have a sufficient level of capital even if the outlook is worse than expected, more credit will be available to the economy at lower interest rates today -- making it less likely that the more negative economy they fear will take place.
    [Commentary] Getty Images
    We started a major new lending program with the Federal Reserve targeted at the securitization markets critical for consumer and small business lending. Last week, we announced additional actions to support lending to small businesses by directly purchasing securities backed by Small Business Administration loans.
    Together, actions over the last several months by the Federal Reserve and these initiatives by this administration are already starting to make a difference. They have helped to bring mortgage interest rates near historic lows. Just this month, we saw a 30% increase in refinancing of mortgages, which means millions of Americans are taking advantage of the lower rates. This is good for homeowners, and it's good for the economy. The new joint lending program with the Federal Reserve led to almost $9 billion of new securitizations last week, more than in the last four months combined.
    However, the financial system as a whole is still working against recovery. Many banks, still burdened by bad lending decisions, are holding back on providing credit. Market prices for many assets held by financial institutions -- so-called legacy assets -- are either uncertain or depressed. With these pressures at work on bank balance sheets, credit remains a scarce commodity, and credit that is available carries a high cost for borrowers.
    Today, we are announcing another critical piece of our plan to increase the flow of credit and expand liquidity. Our new Public-Private Investment Program will set up funds to provide a market for the legacy loans and securities that currently burden the financial system.
    The Public-Private Investment Program will purchase real-estate related loans from banks and securities from the broader markets. Banks will have the ability to sell pools of loans to dedicated funds, and investors will compete to have the ability to participate in those funds and take advantage of the financing provided by the government.
    The funds established under this program will have three essential design features. First, they will use government resources in the form of capital from the Treasury, and financing from the FDIC and Federal Reserve, to mobilize capital from private investors. Second, the Public-Private Investment Program will ensure that private-sector participants share the risks alongside the taxpayer, and that the taxpayer shares in the profits from these investments. These funds will be open to investors of all types, such as pension funds, so that a broad range of Americans can participate.
    Third, private-sector purchasers will establish the value of the loans and securities purchased under the program, which will protect the government from overpaying for these assets.
    The new Public-Private Investment Program will initially provide financing for $500 billion with the potential to expand up to $1 trillion over time, which is a substantial share of real-estate related assets originated before the recession that are now clogging our financial system. Over time, by providing a market for these assets that does not now exist, this program will help improve asset values, increase lending capacity by banks, and reduce uncertainty about the scale of losses on bank balance sheets. The ability to sell assets to this fund will make it easier for banks to raise private capital, which will accelerate their ability to replace the capital investments provided by the Treasury.
    This program to address legacy loans and securities is part of an overall strategy to resolve the crisis as quickly and effectively as possible at least cost to the taxpayer. The Public-Private Investment Program is better for the taxpayer than having the government alone directly purchase the assets from banks that are still operating and assume a larger share of the losses. Our approach shares risk with the private sector, efficiently leverages taxpayer dollars, and deploys private-sector competition to determine market prices for currently illiquid assets. Simply hoping for banks to work these assets off over time risks prolonging the crisis in a repeat of the Japanese experience.
    Moving forward, we as a nation must work together to strike the right balance between our need to promote the public trust and using taxpayer money prudently to strengthen the financial system, while also ensuring the trust of those market participants who we need to do their part to get credit flowing to working families and businesses -- large and small -- across this nation.
    This requires those in the private sector to remember that government assistance is a privilege, not a right. When financial institutions come to us for direct financial assistance, our government has a responsibility to ensure these funds are deployed to expand the flow of credit to the economy, not to enrich executives or shareholders. These provisions need to be designed and applied in a way that does not deter the participation by the private sector in generally available programs to stabilize the housing markets, jump-start the credit markets, and rid banks of legacy assets.
    We cannot solve this crisis without making it possible for investors to take risks. While this crisis was caused by banks taking too much risk, the danger now is that they will take too little. In working with Congress to put in place strong conditions to prevent misuse of taxpayer assistance, we need to be very careful not to discourage those investments the economy needs to recover from recession. The rule of law gives responsible entrepreneurs and investors the confidence to invest and create jobs in our nation. Our nation's commitment to pursue economic policies that promote confidence and stability dates back to the very first secretary of the Treasury, Alexander Hamilton, who first made it clear that when our government gives its word we mean it.
    For all the challenges we face, we still have a diverse and resilient financial system. The process of repair will take time, and progress will be uneven, with periods of stress and fragility. But these policies will work. We have already seen that where our government has provided support and financing, credit is more available at lower costs.
    But as we fight the current crisis, we must also start the process of ensuring a crisis like this never happens again. As President Obama has said, we can no longer sustain 21st century markets with 20th century regulations. Our nation deserves better choices than, on one hand, accepting the catastrophic damage caused by a failure like Lehman Brothers, or on the other hand being forced to pour billions of taxpayer dollars into an institution like AIG to protect the economy against that scale of damage. The lack of an appropriate and modern regulatory regime and resolution authority helped cause this crisis, and it will continue to constrain our capacity to address future crises until we put in place fundamental reforms.
    Our goal must be a stronger system that can provide the credit necessary for recovery, and that also ensures that we never find ourselves in this type of financial crisis again. We are moving quickly to achieve those goals, and we will keep at it until we have done so.
    Mr. Geithner is the U.S. Treasury secretary.
     
     


    21 marzo 2009

    The Obama Deception - L'Inganno di Obama

    L'Inganno di Obama, di Alex Jones - Sottotitoli in italiano L'ultimo film documentario di Alex Jones sui legami oscuri di Barack Obama con gli influenti personaggi dell'economia mondiale e l'agenda globalista del Nuovo Ordine Mondiale. www.prisonplanet.com www.obamadeception.net

    06 marzo 2009

    Rebus Sequel - Gli uomini dietro le quinte

    Avete mai fatto caso agli uomini dietro le quinte? A quelli che ben celati tirano i fili? Chi sono? Quali sono i loro scopi? E' possibile che abbiano avuto parte nei tragici fatti dell'11 settembre 2001? E' possibile che sappiano la verità sulle Scie Chimiche"? Sono loro a tenere in vita il "Signoraggio"? Il controllo dell'informazione può essere causa di "grandi distrazioni". Essere informati, però, è l'unica salvezza possibile. In Studio: Vittorio Di Cesare, Direttore di Cronos; Alessandro Coscia, Esperto di intelligence ...SEGUE su google video: 11 settembre 2001 Scie Chimiche Signoraggio Rifiuti REBUS SEQUEL: GLI UOMINI DIETRO LE QUINTE - Condotto da Maurizio Decollanz - Andato in onda lunedì 9 febbraio alle 21.30 su Odeon e Odeon24 (SKY827). www.youtube.com

    05 marzo 2009

    A marce forzate verso la dittatura

    Le decisioni arbitrarie assunte dall'esecutivo in merito, ad esempio, alla dolorosa (ed ignobilmente strumentalizzata) vicenda di Eluana Englaro, dimostrano come questo governo sia l'avanguardia del Nuovo ordine mondiale. Non è un caso se è l'Italia, almeno per ora, lo stato in cui più evidenti sono i prodromi dell'instaurazione di una dittatura internazionalsocialista. In Italia si trova la Città del Vaticano e molti ministri dell'attuale governo sono legati all'Opus "Dei". E' inoppugnabile: i titolari dei vari dicasteri ottemperano agli ordini di Babilonia la Grande. Ormai belzebusconi, rimossi una serie di ostacoli, deve solo risolvere pochi problemi, in primo luogo eliminare l'impedimento costituito dalla già calpestata Costituzione. La Costituzione deve essere snaturata, stravolta, svuotata: una volta abbattuto questo piccolo argine che ancora ci separa dalla tirannia, il Leviatano non conoscerà più limiti al suo funesto strapotere. Il decreto sulla "sicurezza" contiene delle norme liberticide, volte a censurare i pochi blog liberi della Rete ed a ridurre al silenzio tutte le voci che osino criticare il sistema. Il ministro dell'Inferno, anche grazie ai media asserviti ai gerarchi, istiga atteggiamenti xenofobi, fomenta odi, attuando una politica finalizzata a creare le condizioni per una crisi sociale dirompente. L'obiettivo è chiaro: perseguire i reati di opinione (presto sarà la volta degli psicoreati) con il pretesto che su alcuni siti denominati "social networks", certi utenti inneggiano alla mafia. Si tratta certamente di una situazione creata ad hoc, seguendo il solito schema (problema, reazione, risoluzione): la Feccia del buco, infatti, è un portale che, oltre a carpire dati personali, è servito per trovare l'attuale alibi per azioni di censura cinese. Sembra che il nostro sciagurato paese sia la cavia per la creazione di uno stato di polizia che preluda al Nuovo ordine globale. Come dimenticare, infatti, altre avvisaglie inquietanti, come la digitalizzazione progressiva dell'identità personale e la sparizione del denaro non elettronico? "Le carte d’identità del futuro potrebbero funzionare anche come strumento di riconoscimento per accedere alla filiale della propria banca, ai propri servizi bancari e così via. Basti pensare che, a partire dal prossimo luglio, saranno emessi circa due milioni di passaporti elettronici all’anno, con un chip che oltre alla foto digitale (già registrata in tutti i passaporti rilasciati da ottobre 2006), contiene anche le impronte digitali del cittadino" (da un articolo del quotidiano La Stampa). Considerato poi che questi sistemi elettronici non sono del tutto affidabili, poiché si prestano a furti di identità, il passo successivo sarà quello del microprocessore sottocutaneo, il marchio per trasformare definitivamente gli uomini in capi di bestiame. Non è fortuito se la principale azienda produttrice di microchips sottocutanei ha recentemente cambiato denominazione, da Verichip, ad Xmark. Anche nel nome dunque l'infame società evoca ora il marchio dell'Apocalisse. E' inutile confidare nella falsa opposizione della cosiddetta "sinistra" o nell'informazione da smidollati di siti pseudo-indipendenti, capaci solo di perdersi in viete analisi sui limiti e le contraddizioni del capitalismo e di incensare quel cicisbeo di Travaglio. E' necessario, invece, contrastare con determinazione, in ogni modo legale, la deriva totalitaria del sistema. Occorre denunciare i progetti di dominio globale e promuovere una vera presa di coscienza. Se non si riuscirà in questi intenti, resteranno pochissime opportunità per invertire la rotta che ci sta conducendo verso la catastrofe. Antonio Marcianò zret.blogspot.com