18 giugno 2009

Successo in cento metri quadri - Arcoiris TV

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Dalla sezione lettere ad Arcoiris

Tonio Dell'Olio: Mosaico dei giorni - Elogio della dittatura Parlando ai giovani industriali e riferendosi a Gheddafi, il presidente del consiglio ha affermato testualmente: “è un uomo intelligentissimo, come dimostra il fatto che sia alla guida da 40 anni di un Paese. Vuol dire che è uno che ci sa fare”. La regola che se ne deduce è che il criterio per valutare il valore politico di un capo di Stato è il tempo in cui riesce a restare al potere. A questo punto è bene che il presidente sappia che il record in questa classifica è attualmente detenuto da Fidel Castro che ha guidato ufficialmente Cuba per 49 anni.... Per leggere la lettera completa clicca qui!

L'adolescenza rubata dal computer

Hikikomori, sindrome che isola i ragazzi dal mondo reale Arriva in Italia l’anoressia sociale che ha sconvolto il Giappone Quando un ragazzo chiude la porta della stanza dove dorme e studia, padre e madre lo pensano piegato sui libri i libri della lezione del giorno dopo, o videogiochi o tentazioni del web. Succede che la porta a volte non si apre per giorni, settimane, mesi. Il cibo viene passato attraverso una fessura. Genitori disperati si arrendono e vivono così una situazione tutt'altro che “normale” e la famiglia trema. La sindrome, definitasi nel tempo dall'attenta, osservazione di medici specialisti in psichiatria e in psicologia, porta un nome giapponese: Hikikomori. Hikikomori, si traduce, “stare in disparte”. Isolarsi, insomma. È un fenomeno in evoluzione ... Prosegui

Ci sono due categorie di televisione: la televisione intelligente, che crea cittadini difficili da governare, e la televisione imbecille, che crea cittadini facili da governare - Guéhenno Jean

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4Kb di umorismo dalla sezione Vignette di ArcoirisTV

Successo in cento metri quadri

Film scritto e diretto a quattro mani da Filippo Giardina ed Alfredo De Marco. LA TRAMA Un appartamento,due giorni e un solo uomo che, nell' attesa di un ospite importante, dialoga con sé stesso e di sè stesso. Nei folli 80 minuti di "Successo in 100 metri quadri" scopriamo che Francesco "Checco" Raggio è un comico e ha un obiettivo preciso, fare un provino televisivo... o forse fa un altro lavoro e ha un'altro scopo? Il misterioso appuntamento con "il Professore" e l'aspettativa che ne deriva immergono lo spettatore in un crescendo di tensione e comicità, verso un finale che scioglierà più di un nodo dell'affascinante intreccio. Protagonista, oltre il mistero e l'intrigo, la satira feroce con monologhi estremi e un linguaggio esasperato. La macchina da presa, ora statica ora vorticosa e nevrotica, esattamente come il protagonista in scena, segue e insegue l'attore nel suo mondo di perplessità e inquietudini, di sorrisi e pianti, di colloqui surreali con uno psicanalista-confessore. Un progetto complesso e ambizioso che si articola con disarmante velocità e un complicato meccanismo cronologico di "flash back" e "flash forward". Il nastro della vita di Francesco Raggio nell'arco delle 2 giornate si avvolge e riavvolge continuamente in un ordine-disordine , riflesso fedele della mente del protagonista e della società in cui vive.

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http://www.filippogiardina.com/satira/

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Il tumore continuava a ritornare

Una nuova intervista ad un paziente che ha fatto la terapia Simoncini. Dopo sette operazioni alla vescica il tumore continuava a ritornare. E' stato il suo medico a consigliargli di provare la cura con il bicarbonato.

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http://www.luogocomune.net

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Greenpeace contro il nucleare

Terrafutura VI edizione La temperatura globale media è aumentata di 0,8 gradi centigradi dall'inizio della rivoluzione industriale. Ma possiamo fare qualcosa per risolverlo. Non è una minaccia che proviene dallo spazio. Sono gli esseri umani ad aver causato i cambiamenti climatici immettendo nell'atmosfera quantità eccessive di anidride carbonica (CO2) e di altri gas serra. In questo siamo fortunati. Se abbiamo iniziato noi tutto questo, siamo anche in grado di fermarlo. Le tecnologie necessarie già esistono.

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comunicare in scienza e medicina

Fiera internazionale del libro di torino 2009 Maria giovanna Luini e Monica Ramaioli parlano dell'importanza di comunicare medicina al giorno d'oggi

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Chemo-brain Chemo-brain, o chemio-cervello, è il nuovo termine usato per definire una

condizione sempre più diffusa fra le donne che hanno affrontato la chemioterapia per il cancro al seno: perdita di memoria, incapacità di ragionare, difficoltà a svolgere la mansioni più semplici ed abituali, per dirla con un eufemismo.

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Intervista a Rocco Carlomagno Intervista a Rocco Carlomagno, del coordinamento nazionale di lotta contro i siti di stoccaggio nucleare

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Hercòlubus o pianeta rosso Terrafutura VI edizione

Uscito in Colombia in prima edizione nell'agosto del 1998 con il titolo "Hercólubus o Planeta Rojo" questo libro è già stato tradotto e distribuito in oltre 50 paesi nel mondo. L'autore descrive in modo semplice e diretto i prossimi cambiamenti della superficie terrestre: terremoti, eruzioni vulcaniche, alterazioni climatiche, spostamento degli assi terrestri, epidemie e catastrofi senza precedenti dovute al passaggio di Hercòlubus, un pianeta extrasolare cinque o sei volte più grande di Giove.

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L'intercettatore

Intercettando una conversazione telefonica
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intervista alla dottoressa Luisa Mondo

Fiera internazionale del libro di Torino 2009

La Dottoressa Mondo- epi piemonte parla della pericolosità di vaccinare le bambine contro il papilloma virus

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Massimo Toschi

Terrafutura VI edizione

Massimo Toschi assessore della regione Toscana alla cooperazione internazionale al perdono e alla conciliazione dei popoli, ci parla dell'annuario armi e disarmi

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CIPSI: campagna “Libera l’Acqua” NADiRinforma propone il documento video inserito nella Campagna "Libera l'Acqua" promossa dal CIPSI.

Riconosci un diritto. Portalo a chi non ce l'ha. L'Acqua è di tutti. Impegnamoci, insieme, perché lo sia davvero, soprattutto per le popolazioni dei paesi impoveriti del sud del mondo. “Oggi la carenza d’acqua nel mondo è una realtà dai numeri inaccettabili: un miliardo e seicento milioni di persone ancora oggi non hanno accesso all’acqua potabile, due miliardi e seicento milioni non beneficiano di alcun servizio sanitario, un milione e ottocentomila bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza di risorse idriche”. Per contrastare questa situazione, le associazioni del Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) lanciano la campagna triennale "Libera l’acqua" di sensibilizzazione, informazione e raccolta di fondi per finanziare 14 progetti in territori afflitti da miseria. (...) Musiche: "La canzone dell'acqua" - Ron "osp-osp" e "4-4" - Stefano Castrucci "La canzone dell'acqua" arrangiamenti ed esecuzione: violino - Alessandra Mirabelli percussioni - Moustapha N'Dao, Papa Abou Diop Canto di saluto delle Donne del Panzi Hospital di Bukavu (RDC) Poesia "Il prezzo dell'acqua" scritta e interpretata da Marco Cinque Testo: Luisa Barbieri Nicola Perrone Voce narrante: Luisa Barbieri Riprese e Montaggio: Paolo Mongiorgi Daniele Marzeddu Post produzione audio: Bethedrine H.Ambhouse Produzione: CIPSI Realizzazione: NADiRinforma

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Atypicalmovie al 65° Festival del Cinema di

Venezia: Tinto Brass

Walter Ciusa incontra il maestro Brass, accompagnato da Caterina Varzi, futura protagonista di Zive. Giornata di chiusura del Festival, questa volta in compagnia dell'amico psicologo- sassofonista Stefano Scippa. Arriviamo alle 15 quando stanno già sbaraccando tutto. Peccato, nelle mie intenzioni c'era l'idea di portare a casa una qualche altra intervista. Detto e fatto! Maestro Brass gironzolava in compagnia, destinazione Hotel Excelsior. Gli giro intorno e in un nano secondo devo decidere come agganciarlo. Regola numero 1: "Non essere scontato e banale" Regola numero 2: "Omaggiare il Maestro"- sono un suo fan-. Attacco con Bob Guccione, produttore di Caligola e alter ego di Brass. Poi è la volta del grande Kim Arcalli, montatore che rivoluzionò il cinema italiano e anche collaboratore di Brass all'inizio degli anni 60. Inevitabile la domanda sulla qualità di questa 65 esima edizione. Inevitabile la risposta del Maestro: "C'è una deriva progressiva verso la catastrofe totale"e per il Maestro che fu anche allievo del grande Luchino Visconti- e si vede- Morte a Venezia è il vero leit motiv di critici, cineasti e addetti ai lavori che non si riconoscono con le scelte del direttore Muller. Ma c'è anche Caterina Varzi, la nuova musa di Brass, protagonista del prossimo "Ziva", il film che sarà interamente girato in un faro... Promosso da Arcoiris tv Bologna

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http://www.atypicalmovie.blogspot.com

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Migliora il tuo inglese con Arcoiris TV

The Kennel Murder Case

1933 - Mystery Archer Coe has been found dead in his locked bedroom. The cops consider it suicide, but Philo believes otherwise. When the Coroner shows up, he finds that Archer had been hit with a blunt object, stabbed and shot - making suicide unlikely. When the evidence points to his brother, Brisbane is found stabbed to death in the closet. Archer had a number of enemies, any one of which would have been glad to knock him off, but which one did and how did the murder occur in a room looked from the inside. Only one man, the keen, fascinating, debonair detective Philo Vance, would be able to figure out who is the killer. Directed by: Michael Curtiz Writing credits: S.S. Van Dine, Robert Presnell Sr. Cast: William Powell, Mary Astor, Eugene Pallette, Ralph Morgan, Robert McWade, Robert Barrat, Frank Conroy, Etienne Girardot, James Lee, Paul Cavanagh, Arthur Hohl, Helen Vinson, Jack La Rue. Visit the site: www.publicdomaintorrents.com How to turn on caption Download subtitles:

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17 giugno 2009

Aggiornamento sito LATINOAMERICA

www.giannimina-latinoamerica.it

PERÙ, L’ORDINE DI ALAN GARCÍA ERA UCCIDERE GLI INDIGENI

Gennaro Carotenuto

(16 giugno 2009)

La resistenza degli indigeni ha obbligato il governo di Lima a fermare e derogare i decreti che permettevano alle multinazionali di spogliare l’Amazzonia che dovranno essere riesaminati in Parlamento a Lima. Il tempo e la tenacia dei popoli originari diranno se è un diversivo neoliberale, una semplice tregua per dirottare l’attenzione internazionale (poca ma combattiva) oppure l’inizio di una vittoria storica di chi difende la biodiversità dell’Amazzonia…

http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=246

LA BANDIERA DEL SOCIALISMO

Alessandra Riccio

(15 giugno 2009)

In una delle sue Riflessioni, il “compañero Fidel” sosteneva il diritto di Cuba a sostenere la bandiera del socialismo, a mio modo di intendere, proprio quello straccio rosso che Pasolini si augurava fosse sollevato da terra dal più povero per tornare a sventolare, per quanto impolverato. E’ la bandiera della Rivoluzione cubana che ha raggiunto l’incredibile traguardo dei cinquanta anni in un esercizio di resistenza che ha dato coraggio a tutta la regione che le riconosce un ruolo guida per le trasformazioni in atto. Questa bandiera è oggi nelle mani di intere popolazioni dal Venezuela, alla Bolivia, all’Ecuador e non solo. Il recente sollevamento a Bagua, nell’Amazzonia, contro i tentativi di svendita del territorio allo sfruttamento mercantile, è solo l’ultimo degli esempi…

http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaTaccuino.php?idtaccuino=51

_______________________________________________ Il sito internet di LATINOAMERICA e tutti i sud del mondo: http://www.giannimina-latinoamerica.it

www.giannimina.it

www.gmeshop.it

05 giugno 2009

Cuba riammessa all'OSA

Cuba riammessa all’OSA. Gli Stati Uniti abbassano la testa

fidel-castro

Dopo 47 anni l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA, OEA in spagnolo) ha cancellato all’unanimità e senza condizioni la risoluzione imposta dagli Stati Uniti che escludeva Cuba dalle strutture comunitarie continentali. E’ successo nel vertice in Honduras e nelle dichiarazioni di tutti i governanti è la riparazione ad una ingiustizia storica perpetrata dall’OSA contro Cuba e la sanzione che la politica latinoamericana non è più dettata dalla corruzione, i ricatti, le minacce del cosiddetto “Consenso di Washington”.

di Gennaro Carotenuto

Il presidente hondureño Manuel Zelaya, nel discorso nella località di San Pedro Sula, col quale con parole inaudite è stata seppellita la risoluzione del 1962 che escludeva Cuba, in presenza di una Hillary Clinton che poteva solo fare buon viso, si è rivolto direttamente a Fidel Castro citando la storica arringa difensiva di questo del 1953: “lo dico al comandante Fidel Castro, oggi lei è stato assolto dalla storia”.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica

· La Société des amis des noirs Giuseppe Aragno

· Italia, ieri, oggi e domani Cometa

· Behnooshahr: quando un nome è difficile da ricordare Fabio Sallustro

· Mauricio Funes, la speranza di El Salvador

· Paola Caridi: Nonna Maria, il velo, Venaria

Giornalismo partecipativo

29 maggio 2009

DJ Nais feat Supa - Zeitgeist

DJ Nais feat Supa - Zeitgeist (REGIA Luca Tartaglia) ZEITGEIST il SINGOLO. Cerca sul web cerca su internet la ricerca adesso parte da te. www.djnais.com www.myspace.com/djnais www.myspace.com/supacush www.zeitgeistmovie.com http://www.youtube.com/watch?v=YC_dtFwabJs

28 maggio 2009

Benjamin Fulford: Terremoti causati da HAARP



Benjamin Fulford parla della sue esperienza con alti rappresentanti del govenro e delle finanze giapponesi esponendo il potere dell'HAARP e i tempi politici dei terremoti e disastri più devastanti. I disastri naturali potrebbero essere pilotati da tecnologie in mano agli americani sconosciute al grande pubblico ed usati per ritorsioni e scopi politici e militari. Le elezioni sono sempre una ottima occasione per creare disastri dove ogni parte politica e ogni sciacallaggio di qualsiasi genere può prendere posto al momento giusto. Quello che accade intorno a noi potrebbe avere una causa ben diversa da quella che ci raccontano gli sciacalli controllati dei media.
http://www.youtube.com/watch?v=_HFQXM1ckH4

23 maggio 2009

No frequenze, no party

Europa7 è la tv che non c'è. Doveva esserci, ma questo è il paese dei concorsi truccati. Se per caso, una tragica fatalità, vince uno che non era tra i raccomandati, basta non consegnare il premio. Puoi agitarti quanto vuoi che tanto nessuno ti sente. Nessuno lo viene a sapere perchè chi dovrebbe dirlo è lo stesso cui è stato assegnato il premio al posto tuo. Il TG4 tace. Mediaset tace. La Rai tace. Noi no. Il Consiglio di Stato, nella decisione del 20 gennaio 2009, chiude la questione con un riasrcimento di un milione di euro. Francesco Di Stefano, basandosi su una perizia tecnica redatta da Banca Unipol, aveva chiesto due miliardi di euro per lucro cessante. Come saltavano fuori? Beata ingenuità: Di Stefano credeva che, avendo lui vinto la concessione e avendola Rete4 persa, Rete4 sarebbe dovuta passare sul satellite, perdendo circa il 95% dello share. Rai3 dal canto suo avrebbe dovuto trasmettere senza pubblicità. Del resto, gli italiani pagano già il canone. Dando poi finalmente lavoro a Luttazzi, Guzzanti, Santoro, Biagi, Travaglio e compagnia, Europa7 avrebbe raggiunto l'11% dello share entro il 2000 ed il 16% entro il 2005. Così, recuperando l'intero fatturato di Rete4 e Rai3, Europa7 avrebbe chiuso sin dal 2000 con un utile netto di oltre 127 milioni di euro, che dal 2008 sarebbero aumentati a 305 milioni. Il Consiglio di Stato ha dato un'occhiata alla perizia, si è fatto una risata e ha riconosciuto solo un milione di euro. Meno di un millesimo. Perchè? Perchè i conti mica si possono fare così. Innanzitutto non è detto che Europa7 avrebbe fatto delle trasmissioni televisive di buon livello [ndr: se fosse per questo, visto il palinsesto di Rete4, personalmente avrei ritenuto più interessante anche la trasmissione di uno screensaver con i pesciolini per 24 ore al giorno ]. Poi, dai, c'è crisi, ...lo sanno tutti! Perfino LA7, che ha molti più mezzi, chiude il bilancio costantemente in perdita. Inoltre non c'è nessuna evidenza del fatto che Luttazzi, Biagi, Travaglio, la Dandini e compari avrebbero firmato un contratto con Europa7. Emilio Fede inoltre sul satellite non ci va, visto che il ricorso contro Rete4 è stato presentato con ritardo. Dunque Di Stefano, che nel 1999 investì 164 milioni di euro, può tornare a casa con una monetina nel cappello e la farsa di un bouquet di frequenze assegnate con dolo. Appartengono infatti a un consorzio che le utilizza per la radiodiffusione digitale, e che ha già annunciato ricorso al TAR per l'annullamento dell'assegnazione ministeriale. Aveva ragione Gentiloni, che a Graham Watson, il parlamentare europeo Presidente del gruppo politico ALDE, che era venuto in Italia per rappresentare l'Europa nel dialogo con il governo sul caso Europa7, fece capire informalmente che Di Stefano avrebbe fatto meglio e prendersi gli spiccioli e tornare a casa, perchè non tirava aria. Riporto una dichiarazione di Nicolò Rinaldi, registrata nei suoi uffici al Parlamento Europeo di Bruxelles, nell'ala dedicata ai liberal democratici di cui è segretario. Voi intanto guardate sempre meno la televisione, e sempre di più internet.

www.byoblu.com

20 maggio 2009

Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Tutta la puntata

Chi stampa i nostri soldi? Sulla base di quale diritto. Siamo proprio certi che nessuno si arricchisca indebitamente nel farlo? Come si crea la "base monetaria"? ha una qualche influenza sul debito pubblico e sulla perdita di potere d'acquisto dei nostri soldi (inflazione)? Ospiti in studio: Marco Della Luna - autore "Euroschiavi" Egenio Bentazzo - esperto finanza Marco Saba - Centro Studi Monetari Nel corso della puntata verrà trasmesso e commentato il documentario "GENIUS SECULI": adattamento del primo capitolo di ZEITGEIST ADDENDUM. Creazione della moneta, debito pubblico, inflazione, interessi. Autore originale: Peter Joseph Adattameto italiano: Christian Ice Revisione testo: Alessandro Bono Voce narrante: Marco Benevento Musiche: Luca Bellanova. "Rebus, questioni di conoscenza" è una trasmissione curata e condotta da Maurizio Decollanz, andata in onda lunedì 27 APRILE 2009, ore 22.00, su Odeon e OdeonSAT (Sky 827). Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 1 http://www.youtube.com/watch?v=zKKGUAFz8Ks Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 2 http://www.youtube.com/watch?v=x7NIBzjdWFs Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 3 http://www.youtube.com/watch?v=swZAdNFMzFg Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 4 http://www.youtube.com/watch?v=q2ax65XvnCw Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 5 http://www.youtube.com/watch?v=_GypRDAC1x4 Rebus: "SIGNORAGGIO, la grande truffa" - Parte 6 http://www.youtube.com/watch?v=_hsprgqByMs

15 maggio 2009

Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 1

L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy fu il frutto di una cospirazione. Il complotto è oggi una delle interpretazioni più verosimili dei fatti. A sostenerlo, ormai, numerose indagini indipendenti che sembrano comprovare la presenza di più cecchini a Dallas il 22 novembre 1963. Chi e per quale motivo ha ucciso allora il 35° Presidente americano? Rebus, questioni di conoscenza, lunico programma che ha il coraggio di affrontare e sgretolare i rebus dei nostri tempi, cercherà di dare una risposta. In studio con il conduttore e curatore Maurizio Decollanz, Vittorio Di Cesare, docente di Intelligence, e Marcello Foa, giornalista e scrittore, commenteranno rari documenti video dellepoca oltre allinedita versione, per la televisione italiana, del filmato, stabilizzato elettronicamente, di Abraham Zapruder, unico documento video che riprende integralmente gli ultimi attimi di vita del Presidente Kennedy. Rebus, questioni di conoscenza - JFK, La Cospirazione: andato in onda lunedì 20 aprile alle ore 22,00 su Odeon e Odeon24 (Sky827) Rebus - JFK, La Cospirazione - anteprima http://www.youtube.com/watch?v=HZ7pheQAesM Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 2 http://www.youtube.com/watch?v=7gX8p9SCKpo Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 3 http://www.youtube.com/watch?v=CqRKEHEIABs Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 4 http://www.youtube.com/watch?v=Tumb3q0ecgo Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 5 http://www.youtube.com/watch?v=ZAICC4G2T3Y Rebus - JFK, La Cospirazione - Parte 6 http://www.youtube.com/watch?v=_IBWXKyE8G0

13 maggio 2009

Paolo Franceschetti: UN POSSIBILE ATTENTATO AL PAPA?

Di Solange Manfredi Stiamo vivendo un periodo storico molto delicato, in cui si stanno giocando partite importanti per i c.d. “equilibri occulti”.
Queste partite, come ci insegna la storia, vengono giocate dai centri del potere senza esclusione di colpi (collusioni criminali, formazione di apparati segreti, operazioni terroristiche, ecc..). Il terribile gioco prevede anche, e sempre, l'eliminazione di personaggi scomodi, pericolosi o, semplicemente, strumentali per la realizzazione del progetto. Fatta questa premessa, ciò che in questi giorni mi domando è: La partita che oggi si sta giocando prevede un nuovo attentato al Papa da compiersi il 13 maggio a Betlemme? La mia domanda nasce dall'analisi di alcuni fatti, e dalla constatazione di alcune coincidenze. Vediamo quali. Dal giorno della sua elezione al soglio Pontificio tre sono stati i problemi che, maggiormente, hanno coinvolto la figura di Benedetto XVI: 1. Nazismo: Le ombre sulla adesione di Benedetto XVI al nazismo; 2. Ratisbona: Il discorso tenuto dal Santo Padre, nel settembre del 2006 a Ratisbona. Discorso che provocò un vero e proprio incidente diplomatico con la comunità mussulmana. 3. Lefebvriani: La revoca della scomunica ai vescovi scismastici ‘lefebvriani’ Bernard Fellah, Alfonso de Gallareta, Tissier de Mallerais e Richard Williamson. Proprio quest'ultimo vescovo, infatti, ha fatto parlare molto di sé nell'ultimo anno. Prima per l'intervista rilasciata al settimanale cattolico britannico Catholic Herald, in cui aveva difeso l'esistenza dei cosiddetti ''Protocolli dei Savi di Sion'. Successivamente per aver negato, in una intervista TV, la realtà dell'Olocausto. In ultimo P. Franz Schmidberge, superiore per la Germania della Fraternita' Sacerdotale San Pio X, il gruppo fondato da mons. Lefebvre, in una lettera circolare inviata a Natale, ha scritto: ''gli ebrei di oggi partecipano della colpa di deicidio, fino a quando non prenderanno le distanze dai loro predecessori credendo nella divinità' di Gesù' Cristo''. Questi “incidenti” (se provocati o meno non si sa) hanno rischiato di danneggiare pesantemente il Santo Padre, regalandone un'immagine che ben si è prestata ad attacchi, polemiche e giudizi non troppo lusinghieri. Ma Ratisbona, Lefebvriani e Nazismo (oltre, naturalmente, alla data del 13 maggio, data di grande importanza simbolica), compaiono anche negli attentati subiti da Papa Giovanni Paolo II. Vediamo dove: 13 MAGGIO 13 maggio 1981, in Piazza San Pietro, il killer turco Ali Agka ferisce gravemente Papa Giovanni Paolo II. Il 13 maggio 1982, durante il pellegrinaggio di ringraziamento a Fatima, un attimo prima che riesca a colpire il Santo Padre con una baionetta lunga 37 centimetri che nasconde sotto la tonaca, viene fermato il prete spagnolo Juan Fernández Krohn. In entrambe i casi il giorno scelto per l'attentato è il 13 maggio, perché? Il 13 maggio è la ricorrenza della prima apparizione della Madonna, a Fatima, nel 1917. Secondo alcuni storici (P. Montero e Ildebrando Santangelo) le apparizioni della Madonna a Fatima avvennero principalmente contro la massoneria, vista la violenta, antica e radicale ostilità dell'associazione esoterica contro la Chiesa nella rivendicazione cattolica delle apparizioni di Fatima “...sotto la presidenza di Theophilo Braga, andava realizzando una politica accentuatamente anticattolica. Molti gesuiti furono espulsi dal paese, i conventi chiusi e confiscati i loro beni. Fu abolito l’insegnamento della religione; e approvata la separazione della Chiesa cattolica dallo Stato....I pastorelli vennero sequestrati, vi furono profanazioni, saccheggi, processioni parodistiche, misure politiche dirette a ostacolare i pellegrinaggi. Nella notte del 6 marzo 1922, a Fatima i massoni fecero saltare con la dinamite la piccola cappella eretta sul luogo delle apparizioni1”. FATIMA. Miracolo cattolico o mussulmano? Se per noi occidentali non vi sono dubbi circa la matrice cattolica delle apparizioni di Fatima in Portogallo, è anche vero che l’Islam ha, da tempo e pubblicamente, rivendicato il miracolo come un fatto religioso musulmano. Fatima, infatti, non è un nome cristiano, il paese adottò questo nome durante la dominazione araba del XII secolo. Secondo i mussulmani, dunque, sarebbe stata Fatima, la figlia del profeta dell'Islam Muhammaa, ad apparire ai pastorelli, non la Madonna. GLI ATTENTATORI Ali Agca. Il Killer Turco Agca, estremista di destra (scriveva poesie che esaltavano Hitler e il nazismo), mussulmano, fanatico, con una sorella di nome Fatima, disse di aver agito per volere “superiore”. Sulla base di riscontri svolti a livelli bancari, il killer turco appariva collegato con i vertici della massoneria. Nello specifico: “....nelle indagini svolte dalla magistratura di Trento nel 1983 furono indicate le banche sulle quali doveva avvenire il pagamento dei tre milioni di marchi promessi ad Ali Agka per l’attentato al Papa... In questo diverso e più ampio quadro di lettura, sarà bene ricordare quanto risultava descritto in alcuni atti di quel processo, dove, attraverso un’analisi sugli istituti di credito relativa al commissionamento dell’attentato ad Ali Agka, si evidenziava il ruolo di uno dei più potenti oligarchi tedeschi, e precisamente il principe Johannes von Thurn und Taxis, ostile al Papa e alto esponente della massoneria di rito scozzese (33° grado), come tradizionalmente lo era stata la sua famiglia nel secolo scorso"2. In ultimo, la famiglia dell’ex casa reale portoghese, i Braganza, era imparentata proprio con quella dei Thurn und Taxis di Regensburg (Ratisbona). Juan Fernández Krohn Krohn, il cittadino spagnolo trentaduenne che il 13 maggio 1982 attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II a Fatima, fu ordinato sacerdote da monsignor Lefebvre nel 1978. Krohn, dopo aver lasciato l’area legata al vescovo Lefebvre, era entrato a far parte del gruppo religioso cultista «Tradizione, Famiglia, e Proprietà» (Tfp), “I riferimenti che nell’attentato al Papa del 1981 riconducono alla famiglia del massone von Thurn und Taxis, si ritrovano anche in ordine al secondo attentato, avvenuto lo stesso giorno dell’anno seguente, il 13 maggio 1982 a Fatima da parte del prete ultrà spagnolo Juan Fernández Krohn – questi infatti, prima dell'attentato - avrebbe trascorso un periodo di tempo nel monastero di Ratisbona, controllato e gestito dall’allora ottuagenario padre Emmeran, membro della famiglia dei Thurn und Taxis"3 NAZISMO. Alcuni membri della famiglia Thurn und Taxis li troviamo nella organizzazione segreta denominata società Thule, fondata nel 1918 dal barone von Sebottendorf, che contribuì alla creazione del partito nazista. La società Thule è una organizzazione: “a carattere cospirativo che si estende in tutto il mondo e che opera in contatto con altri gruppi estremisti, come l’Armata blu di Fatima e quella più fanatica denominata Tradizione, Famiglia e Proprietà (Tfp)” 4. Secondo questa organizzazione il territorio del mondo intero deve essere suddiviso tra i discendenti delle vecchie oligarchie, con una organizzazione di tipo feudale, ben diversa da quella degli Stati nazionali contemporanei. ANGELI E DEMONI. In ultimo, è il caso di segnalare come l'atteso film “Angeli e Demoni”, tratto dal romanzo di Dan Brown, uscirà in anteprima mondiale in Italia proprio il 13 maggio, mentre nel resto del mondo l'uscita è prevista per il 15 maggio. Il romanzo, come è noto, è ambientato in Vaticano durante la preparazione, a seguito della morte del Papa, del conclave. CONCLUSIONE Dunque, abbiamo visto come Ratisbona, Portogallo, massoneria, nazismo e Lefreviani compaiano nell'organizzazione del complotto che ha portato agli attentati a Papa Giovanni Paolo II. Per il giudice Carlo Palermo, che sull'argomento ha scritto un libro “Il Papa nel mirino”, l'organizzazione dell'attentato: "….sarebbe stata però diretta, aiutata, assistita, da una pluralità di soggetti interessati – anche se talora tradizionalmente contrapposti –, «uniti», nell’occasione, dal comune obiettivo della eliminazione del Papa, e facilitati, nel raggiungimento delle convergenze, dalla rete occulta della massoneria, e cioè di quella organizzazione segreta trasversale garantita dalla massima segretezza e omertà, che tutela la sua stessa sicurezza e libertà d’azione, non consentendo nemmeno ai propri associati – a livello orizzontale –, di conoscersi direttamente5. Proprio per questo raccordo operato dalla massoneria, per il giudice Carlo Palermo:
"I particolari «significati» e le numerose «simbologie»..... non possono, in questa prospettiva, essere trascurati6. La domanda è: se, come affermato dal giudice Carlo Palermo, significati e simboli non possono essere trascurati nell'indagine di un complotto reso possibile dalla rete occulta della massoneria, possono essere trascurate le coincidenze su descritte tra gli attentati a Papa Giovanni Paolo II e i problemi occorsi, nel corso del suo pontificato, a Benedetto XVI? E' un caso che l'importante incidente diplomatico con il mondo mussulmano (cui gli strascichi sono ancora presenti) sia avvenuto a Ratisbona? E' un caso che, appena tolta la scomunica ai vescovi lefvriani, questi abbiano rilasciato dichiarazioni così imbarazzanti proprio contro gli ebrei e l'olocausto? E' un caso che, subito dopo la sua elezione al soglio pontificio, Benedetto XVI sia stato accusato di aver aderito al partito nazista? E' un caso che la visita alla Grotta della natività a Betlemme sia il 13 maggio, ricorrenza della prima apparizione a Fatima, apparizione rivendicata dal mondo mussulmano? E' un caso che il film “Angeli e Demoni” esca, in prima mondiale in Italia, proprio il 13 maggio? Nei giorni scorsi servizi segreti israeliani hanno lanciato l'allarme: “L'incolumità del Papa, durante il viaggio in Terra Santa, è a rischio”. Ciò non deve destare sorpresa se si pensa quali e quante simbologie, per fanatici ed esaltati, potrebbe avere un attentato a Benedetto XVI il 13 maggio a Betlemme. Le domande da porsi in questo scenario, però, sono due: 1. Visto che le organizzazioni esoteriche comunicano con i simboli, è possibile che i problemi occorsi a Benedetto XVI, nel corso del suo pontificato, siano stati organizzati ad hoc e avessero chiari significati per chi li poteva capire? E se si, quali? 2. In un eventuale attentato a Benedetto XVI, siamo sicuri che i mandanti e gli esecutori sarebbero gruppi terroristici esaltati? O dietro, come successo per l'attentato a Papa Giovanni Paolo II e come scritto dal giudice Rosario Priore nella sentenza sui mandanti, potrebbero esserci, anche in questo caso, “entità statuali"?7 1Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 2 Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti: “Il principe Johannes, all’epoca dell’attentato del 1981, era presente nel consiglio di amministrazione della Banca di Monaco, Bayerischer Vereinsbank, e ne controllava il 15% del pacchetto azionario. Sia questa che la filiale londinese, la Union Bank of Bavaria, erano state segnalate nell’inchiesta trentina relativamente al deposito di tre milioni di marchi da parte del mafioso turco Bekir Celenk, i tre milioni promessi ad Ali Agka per l’attentato al Papa. La Bayerischer Vereinsbank rappresentava la più stretta connessione bancaria con la Bulgarian Foreign Trade Bank, considerata il polmone finanziario di diverse operazioni sporche. Significativo, in particolare, appariva il fatto che una sua filiale fosse la Litex Bank (con sede in Beirut), azionista della Biblos Bank, cui apparteneva il potente esponente della falange Camille Chamoun, già presidente della repubblica libanese. A detta delle fonti, la Biblos e la Litex rappresentavano una importante connessione tra l’est e l’ovest per il riciclaggio di denaro sporco proveniente dai traffici di droga libanesi e per i contatti con gli esponenti politici della Falange e dei Servizi segreti orientali". 3 Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 4 Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 5Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 6Carlo Palermo, Il Papa nel mirino, Ed. Riuniti 7Sentenza Rosario Priore: "...…tale delitto fu il risultato di un complotto di alto livello, e cioè che a monte dell’esecuzione, anzi degli esecutori materiali vi furono organizzatori ed entità con ogni probabilità statuali… tutti i Servizi, non solo quelli dei grandi Stati, si siano occupati di un fatto così grave e unico nella storia degli ultimi secoli…tutti, però, con l’obiettivo di impedire, una volta consumatosi il delitto, l’accertamento della verità, e così agendo.... quelle entità sono comunque riuscite a distruggere prove vere, fabbricarne di false, e a chiudere la bocca a tanti che sapevano la verità….”
Dal Blog di: Paolo Franceschetti: UN POSSIBILE ATTENTATO AL PAPA?

19 aprile 2009

Scienziato danese sulla nano-thermite ritrovata nella polvere del WTC

2:37 l'esplosivo viene utilizzato nei razzi/missili non nel combustibile per razzi. Lo scienziato danese Niels Harrit sulla nano-thermite ritrovata nella polvere del WTC. Materiale termitico attivo, inesploso, assemblato secondo tecniche di nanotecnologia, ritrovato fra le polveri del WTC. 11settembrenews.blogspot.com

07 aprile 2009

Terremoto a L'Aquila

www.byoblu.com

Paolo Franceschetti: Le scie chimiche. Aspetti psicologici del problema.

Paolo Franceschetti Premessa.
. Nessun altro problema sul web crea discussioni come quello delle scie chimiche. Nessun altro argomento, quando viene sollevato, suscita una marea di insulti, reazioni scomposte, attacchi personali, ecc… Lo potete constatare osservando gli articoli del nostro blog. Abbiamo scritto, o fatto capire, che noti personaggi del mondo dello spettacolo o della politica o della magistratura, sono nella Rosa Rossa. E non si è sollevato se non qualche sporadico commento di critica o di dubbio, quasi sempre legittimo e in buona fede. Abbiamo scritto che dietro a tutte le stragi italiane c’era sempre lo stato, e Gladio in particolare. Ma nessuno ha protestato o tirato fuori ipotesi contrarie. Ma se si parla di scie chimiche succede un putiferio. Un semplice post, che non consisteva neanche in un articolo, ma nella semplice pubblicità di un convegno, ha suscitato un vespaio. Per giunta, in questo modo i detrattori del fenomeno delle scie chimiche raggiungono un effetto opposto. Cioè rafforzano la tesi di Marcianò e di tutti gli altri, perché chiunque veda questo caos, questi insulti, questi attacchi, questa rabbia dimostrata verso delle persone che, qualunque sia la verità, comunque lavorano per fare un servizio agli altri, non può non essere indotto a pensare che sotto ci sia del vero. Se infatti venisse qualcuno a sostenere in un sito apposito che il Gran Dio di tutte le Nutelle scenderà sulla terra nel 2011 portando la Nutella a tutti i popoli, io credo che nessuno si sognerebbe di criticare, insultare, o deridere. Né tantomeno di aprire un sito solo per criticare il sostenitore della divinità della Nutella. Al massimo qualche visitatore potrebbe fare qualche commento ironico e finirebbe li. Ci sono molti siti che sostengono tesi strampalate o che vengono considerate tali. Il sito Stazione Celeste ad esempio riporta messaggi canalizzati da altre entità angeliche… ma nessuno si prende la briga di attaccarlo o insultarlo. Il sito guardalamiamerda.it, blog tra l’altro che si dichiara iscritto al gruppo “i blog di merda” si becca al massimo qualche insultino del tipo “ma vai a cagare… pezzo di merda…”. In compenso raccoglie anche entusiastici consensi (un anonimo delle 18.57 dice infatti: La merda ha un suo fascino, trovo giusto dedicargli un blog, bravo. W la merda.) Poi abbiamo il sito http://www.chupacabramania.com/articoli/loch_ness.htm, dedicato a mostri vari… Ma nessuno si sogna di dare ai curatori del sito dei ladri, dei paranoici, ecc… Viene da domandarsi il perché di questo trattamento riservato a Marcianò e a chi si occupa di schi chimiche. Considerazioni.
. Prima però facciamo alcune considerazioni di tipo psicologico. Una persona equilibrata raramente si scaglia con violenza contro qualcosa o qualcuno. Scagliarsi violentemente, odiare e avere sentimenti forti, è indizio di un problema; è indizio cioè che la persona si sente colpita nel vivo. E’ una regola base della psicologia. Se avvicinate una persona di colore e le dite “sporco negro” avete buone possibilità di essere gonfiati di botte; se invece le dite “sporco marziano” quello vi guarderà con sufficienza. Se avvicinate un mafioso siciliano e gli dite “sciamano della foresta amazzonica” probabilmente quello vi guarderà con stupore pensando che avete qualche rotella fuori posto; ma se gli dite “frocio” avete ottime probabilità di non vedere l’alba del giorno dopo perché in certi posti l’omosessualità è un problema. In pratica quando voi parlate con una persona e la criticate, il fatto che questa si arrabbi è quasi sempre (salvo qualche rara eccezione) indizio che avete colto nel segno e avete individuato un suo punto debole. La rabbia e l’odio cioè, nascono sempre da qualcosa che ci tocca profondamente. Ecco il motivo per cui un sito sulla merda non riceve l’onore di avere dei contrositi dedicati a lui. E un sito sul mostro di Loch Ness non se lo fila nessuno, salvo gli appassionati dell’argomento. Occorre poi considerare un altro fattore. Dedicare troppo tempo ad andare “contro” qualcosa, significa avere qualche disturbo di personalità, a meno che il fenomeno contro cui ci si scaglia non abbia importanza. Essere contro la guerra ha un suo senso perchè si tratta di un male che investe la società; essere contro la povertà pure… Ma essere “contro” dei fenomeni innocui e marginali non è normale. Se infatti una persona dovesse perdere tempo a insultare tutte le persone che dicono qualcosa che non condivide, e se dovesse creare un sito contro tutto ciò che lo disturba, non basterebbe una giornata di 240 ore… Io ad esempio dovrei creare un sito contro il grande fratello, uno contro Maurizio Costanzo, uno contro Berlusconi, uno contro Sanremo, uno contro la frittura perchè fa male, uno contro tutti i surrogati della Nutella che fanno schifo, e poi dovrei passare il mio tempo a provocare, insultare e contestare i siti satanisti, i siti massonici, i siti frivoli di cucina e di moda, i siti di Forza Italia, i siti antibuddisti, i siti cattolici, i forum dei vari quotidiani asserviti al sistema ecc… Cioè non vivrei più. Personalmente non ho tempo da dedicare neanche a chi mi insulta e mi critica, preferendo dedicarmi a costruire, anziché a distruggere, perché lo trovo più sano. Quindi, coloro che dedicano troppo tempo ad un fenomeno hanno qualche disturbo, oppure, nella stragrande maggioranza dei casi, sono pagati ad hoc per disturbare e impedire le reali disscussioni su certi temi. L’atteggiamento di coloro che si scagliano contro le scie chimiche è stupido per una terza ragione. E’ logico infatti che Marcianò, Penna, e tutti gli altri che cercano di informare sulle scie chimiche, sarebbero felici di sapere che si sbagliano. Così come io sarei felice di scoprire che la Rosa Rossa non esiste, che mi sono sbagliato su tante cose; perché vorrebbe dire che il mondo è migliore di come lo vedo. Quindi è ovvio che Marcianò e gli altri “sciachimisti”, a torto o a ragione, fanno qualcosa che credono utile per la società. Allora scagliarsi contro di loro non ha senso perché delle due l’una: o gli schiachimisti sono in errore, e allora bisognerebbe spiegarglielo con calma e con argomenti convincenti; nel qual caso poi saremmo tutti felici che loro siano in errore, mentre la rabbia sarebbe una reazione fuori posto. Pensare che hanno torto dovrebbe dare anzitutto una reazione di sollievo. E in secondo luogo basterebbe lasciarli fare, perché il loro lavoro naufragherebbe da sé, senza bisogno di tanta fatica da parte di esterni.
Oppure hanno ragione. E allora bisognerebbe aiutarli e cercare di capire anche noi.
Se uno ha torto, in altre parole, non c'è bisogno di arrabbiarsi tanto e sprecare tanta fatica. Perchè il problema si risolverebbe da sè. Nel 2011 tutti vedremo che il gran Dio Della Nutella non porterà la Nutella a tutti i popoli, e non c'è bisogno di scaldarsi e insultare per dimostrarlo. In ogni caso però l’atteggiamento di rabbia, gli insulti e le altre reazioni scomposte, impededendo o ritardando la comprensione della verità, nuoce a tutti. Conclusioni
. Come ho detto più volte io so poco delle scie chimiche, e non posso dare un mio parere personale. Capisco però dalle varie reazioni demenziali che ha ragione Marcianò. Riprendo una frase che sentii dire da Carlo Palermo tempo fa: “mi minacciano, quindi sono sulla strada giusta”. Ecco, per coloro che si occupano di scie chimiche vale la stessa regola. La reazioni esagerate contro di loro, tanto che hanno creato addirittura un sito dedicato complottismo.blogspot.com, indica che queste persone sono sulla strada giusta. Resta da capire perché le reazioni sono addirittura più violente rispetto a chi si occupa di altri argomenti “complottisti” come l’11 settembre o la Rosa Rossa. Il motivo è semplice. Parlare della Rosa Rossa, di Gladio come regia unica in tutte le stragi italiane, di 11 settembre, di massoneria, ecc…, non tocca gli interessi immediati e vitali del cittadino (perlomeno questa è la percezione che ha il lettore...). Quindi non c’è il rischio di reazioni immediate. Il problema delle scie chimiche, invece, investe direttamente la salute e la sicurezza di TUTTI i cittadini, e paradossalmente anche di quelli che hanno una certa voce e un certo potere nella società; anche politici, amministratori pubblici, e persone potenti sono infatti soggetti a respirare i gas delle scie chimiche. E c’è il rischio di un sollevamento popolare, c’è il rischio che si creino comitati di cittadini che potrebbero intervenire, ecc… In altre parole. Un articolo su Gladio lascia indifferenti perchè in fondo hanno ammazzato altri, non un parente. C’è la Rosa Rossa dietro ai delitti di Cogne Erba o Garlasco? E che gliene frega al lettore? Mica abita a Cogne, Erba o Garlasco! Ma le scie chimiche stanno sulla testa di tutti. Nuocciono a tutti. E ledono interessi vitali ed immediati di tutti. E il sistema non può permettere che la verità venga resa nota. Il lettore potrebbe dire: “Cavolo… e se fosse vero? Sono guai per me…” Ecco il motivo della violenza degli attacchi contro chi si occupa di questi problemi. Il sistema deve intervenire in modo rapido ed immediato, perchè non può permettersi che il problema venga conosciuto. Alcune considerazioni finali su Internet e sul “sistema” in cui viviamo. Molti, privatamente e non, mi hanno chiesto di togliere i commenti di insulti al post sulle scie chimiche. In realtà ho preferito lasciarli per un motivo che vi spiego. La realtà virtuale, su internet, ripete gli stessi meccanismi della realtà corporale e fisica. Ci sono però due differenze non da poco. La prima è che nella realtà virtuale non ci sono grossi pericoli. Se ti minacciano, ti attaccano, ti disturbano, tutto ciò avviene solo per mezzo di parole e immagini; cioè avviene con l’utilizzo di strumenti che non possono farci del male veramente. Basta spegnere il PC e gli insulti svaniscono, le minacce non esistono. Il massimo del danno che possono provocare potrebbe essere la chiusura di un forum o di un blog (che poi riaprirebbe altrove). Ma la vita continuerebbe come al solito. Nella realtà fisica invece ti possono uccidere, togliere beni materiali, distruggere rapporti con le persone che ami, cioè creare difficoltà reali. La seconda differenza è la rapidità con cui i fenomeni sul web nascono e muoiono. I rapporti umani, le organizzazioni e le varie iniziative, che possono nascere sulla rete, hanno spesso una maggiore rapidità nel nascere e una maggiore rapidità nel distruggersi o essere distrutti. Per il resto però la realtà virtuale segue gli schemi della realtà fisica. Nascono e muoiono rapporti, ci si arrabbia, ci lasciamo attrarre dalle persone, ci sentiamo più o meno sereni a seconda di una parola giusta o sbagliata, impariamo, cresciamo, evolviamo, cambiamo idea, odiamo, ci scontriamo, stringiamo amicizie… I cosiddetti “poteri occulti” e i servizi segreti, agiscono sul web con le stesse modalità con cui agiscono nella realtà fisica, con la differenza che sul web non ci sono pericoli e tutto è più rapido. Osservare quindi come operano questi poteri sul web, può dare la misura di come essi operino anche nella realtà. Memorabile ad esempio, nel mio blog e nel forum “Poteri occulti”, è l’intervento di un personaggio che si firma Maestro di Dietrologia, il quale prima con il nick 33 ha postato della minacce su questo blog; poi dopo qualche tempo, dopo che molti lettori si erano preoccupati e qualcuno aveva addirittura decriptato il significato esoterico di quelle minacce, ha confessato di aver messo lui quelle minacce per farmi capire quanto io sia paranoico, e per farmi riflettere sul fatto che grido “al lupo al lupo” per degli innocui messaggi che in realtà erano semplici giochi di parole. A suo dire, questo personaggio l’avrebbe fatto “per il mio bene” e perché “mi stima”. Più o meno quello che è successo ad Antonella Randazzo, a cui hanno aperto un blog dedicato “le censure di Antonella Randazzo”, non per attaccarla ma – dice colui che ha aperto il sito – perché le vuole bene…. Per farla ragionare… per aiutarla a crescere. http://lecensurediantonellarandazzo.blogspot.com/ Stessa identica tecnica di Maestro di Dietrologia. La verità è che nessuno spreca tanto tempo ed energie per qualcosa che non condivide. A meno che non abbia un interesse personale nella questione. A meno che, cioè, non sia pagato dal sistema. Un lettore mi ha telefonato dicendo “Paolo, ora che ho osservato il comportamento di Maestro di Dietrologia, e di RosaR, se quello che vedo sul web corrisponde a quello che devi subire nella realtà, capisco quanto debba essere dura la tua vita”. Ho risposto che il problema non è il web. Qui tutto può essere preso con un enorme gioco, e i commenti di debunker professionisti talvolta mi hanno fatto addirittura ridere con le lacrime agli occhi per l’umorismo e l’intelligenza dimostrata. Lascio quindi senza censura i post sulle scie chimiche, come lascio sul mio forum tutti i commenti dei debunkers vari, affinchè chiunque abbia tempo e voglia possa andare ad analizzarli e avere, sul web, una specie di schema dell’operato di questi poteri in ogni altro campo. Le tecniche utilizzate sono sempre le stesse e sono state analizzate sia da Massimo Mazzucco in un recente articolo dal titolo “Manuale operativo dell’acchiappadebunker” se lo conosci lo combatti:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3121 sia da Antonella Randazzo in un altro articolo dal titolo “Controllori all’attacco dei controllati”, a cui rimando: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/03/le-false-dispute-controllori-allattacco.html Se volete farvi un’idea della tecnica usata, ma allo stesso tempo anche divertirvi, è perfetta la vicenda delle minacce di morte da parte di questo personaggio che si firma Maestro di Dietrologia, alias 33, minacce che poi sono diventate innocui scherzi per il mio bene. Chi avrà la pazienza di leggere tutto con attenzione ne trarrà degli spunti interessanti e potrà verificare l’applicazione pratica delle tecniche operative di cui parla Mazzucco. Il link è questo: http://poteriocculti.mastertopforum.net/minaccia-sul-blog-decriptazione-da-parte-di-un-esperto--vt129.html Occorre prendere le vicende del web come una specie di gioco virtuale, in cui per fortuna nessuno muore e nessuno ha problemi materiali, ricordando ai lettori e a chi è oggetto di attacco che “le parole non hanno nessun potere su di noi, se non siamo noi a darglielo”.
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PS. Vorrei qui pubblicamente esprimere la mia protesta contro il sito
Il sito assegna ogni anno il perlone d'oro, al complottista che dice maggiori cazzate.
Se fosse un sito serio, includerebbe anche me tra i complottisti. Ritengo invece che anche questo sito sia condizionato dalle solite lobby, i favoritismi, ecc... Altrimenti non si capisce perchè gli insulti e il premio Perlone lo danno solo a Mazzucco e Marcianò.
Ho scritto al sito "complottismo" protestando per la discriminazione contro di me, e chiedendo di essere inserito tra i candidati al Perlone d'oro e loro mi hanno risposto che prenderanno in considerazione la mia richiesta. Ma finora nulla... non un articolo, non un insulto, una presa per il culo, niente di niente.
Credo infatti che il sito "complottismo" sia stato creato da Marcianò Mazzucco e dalla Randazzo, a fini pubblicitari.
Paolo Franceschetti: Le scie chimiche. Aspetti psicologici del problema.

25 marzo 2009

ZOMBIE GEITHNER'S CORPORATE STATE BAILOUT OF TOXIC DERIVATIVES

  • Need a Real Sponsor here
  • My Plan for Bad Bank Assets

    The private sector will set prices. Taxpayers will share in any upside.

    By TIMOTHY GEITHNER

    The American economy and much of the world now face extraordinary challenges, and confronting these challenges will continue to require extraordinary actions.
    [Commentary] AP
    No crisis like this has a simple or single cause, but as a nation we borrowed too much and let our financial system take on irresponsible levels of risk. Those decisions have caused enormous suffering, and much of the damage has fallen on ordinary Americans and small-business owners who were careful and responsible. This is fundamentally unfair, and Americans are justifiably angry and frustrated.
    The depth of public anger and the gravity of this crisis require that every policy we take be held to the most serious test: whether it gets our financial system back to the business of providing credit to working families and viable businesses, and helps prevent future crises.
    Over the past six weeks we have put in place a series of financial initiatives, alongside the Recovery and Reinvestment Program, to help lay the financial foundation for economic recovery. We launched a broad program to stabilize the housing market by encouraging lower mortgage rates and making it easier for millions to refinance and avoid foreclosure. We established a new capital program to provide banks with a safeguard against a deeper recession. By providing confidence that banks will have a sufficient level of capital even if the outlook is worse than expected, more credit will be available to the economy at lower interest rates today -- making it less likely that the more negative economy they fear will take place.
    [Commentary] Getty Images
    We started a major new lending program with the Federal Reserve targeted at the securitization markets critical for consumer and small business lending. Last week, we announced additional actions to support lending to small businesses by directly purchasing securities backed by Small Business Administration loans.
    Together, actions over the last several months by the Federal Reserve and these initiatives by this administration are already starting to make a difference. They have helped to bring mortgage interest rates near historic lows. Just this month, we saw a 30% increase in refinancing of mortgages, which means millions of Americans are taking advantage of the lower rates. This is good for homeowners, and it's good for the economy. The new joint lending program with the Federal Reserve led to almost $9 billion of new securitizations last week, more than in the last four months combined.
    However, the financial system as a whole is still working against recovery. Many banks, still burdened by bad lending decisions, are holding back on providing credit. Market prices for many assets held by financial institutions -- so-called legacy assets -- are either uncertain or depressed. With these pressures at work on bank balance sheets, credit remains a scarce commodity, and credit that is available carries a high cost for borrowers.
    Today, we are announcing another critical piece of our plan to increase the flow of credit and expand liquidity. Our new Public-Private Investment Program will set up funds to provide a market for the legacy loans and securities that currently burden the financial system.
    The Public-Private Investment Program will purchase real-estate related loans from banks and securities from the broader markets. Banks will have the ability to sell pools of loans to dedicated funds, and investors will compete to have the ability to participate in those funds and take advantage of the financing provided by the government.
    The funds established under this program will have three essential design features. First, they will use government resources in the form of capital from the Treasury, and financing from the FDIC and Federal Reserve, to mobilize capital from private investors. Second, the Public-Private Investment Program will ensure that private-sector participants share the risks alongside the taxpayer, and that the taxpayer shares in the profits from these investments. These funds will be open to investors of all types, such as pension funds, so that a broad range of Americans can participate.
    Third, private-sector purchasers will establish the value of the loans and securities purchased under the program, which will protect the government from overpaying for these assets.
    The new Public-Private Investment Program will initially provide financing for $500 billion with the potential to expand up to $1 trillion over time, which is a substantial share of real-estate related assets originated before the recession that are now clogging our financial system. Over time, by providing a market for these assets that does not now exist, this program will help improve asset values, increase lending capacity by banks, and reduce uncertainty about the scale of losses on bank balance sheets. The ability to sell assets to this fund will make it easier for banks to raise private capital, which will accelerate their ability to replace the capital investments provided by the Treasury.
    This program to address legacy loans and securities is part of an overall strategy to resolve the crisis as quickly and effectively as possible at least cost to the taxpayer. The Public-Private Investment Program is better for the taxpayer than having the government alone directly purchase the assets from banks that are still operating and assume a larger share of the losses. Our approach shares risk with the private sector, efficiently leverages taxpayer dollars, and deploys private-sector competition to determine market prices for currently illiquid assets. Simply hoping for banks to work these assets off over time risks prolonging the crisis in a repeat of the Japanese experience.
    Moving forward, we as a nation must work together to strike the right balance between our need to promote the public trust and using taxpayer money prudently to strengthen the financial system, while also ensuring the trust of those market participants who we need to do their part to get credit flowing to working families and businesses -- large and small -- across this nation.
    This requires those in the private sector to remember that government assistance is a privilege, not a right. When financial institutions come to us for direct financial assistance, our government has a responsibility to ensure these funds are deployed to expand the flow of credit to the economy, not to enrich executives or shareholders. These provisions need to be designed and applied in a way that does not deter the participation by the private sector in generally available programs to stabilize the housing markets, jump-start the credit markets, and rid banks of legacy assets.
    We cannot solve this crisis without making it possible for investors to take risks. While this crisis was caused by banks taking too much risk, the danger now is that they will take too little. In working with Congress to put in place strong conditions to prevent misuse of taxpayer assistance, we need to be very careful not to discourage those investments the economy needs to recover from recession. The rule of law gives responsible entrepreneurs and investors the confidence to invest and create jobs in our nation. Our nation's commitment to pursue economic policies that promote confidence and stability dates back to the very first secretary of the Treasury, Alexander Hamilton, who first made it clear that when our government gives its word we mean it.
    For all the challenges we face, we still have a diverse and resilient financial system. The process of repair will take time, and progress will be uneven, with periods of stress and fragility. But these policies will work. We have already seen that where our government has provided support and financing, credit is more available at lower costs.
    But as we fight the current crisis, we must also start the process of ensuring a crisis like this never happens again. As President Obama has said, we can no longer sustain 21st century markets with 20th century regulations. Our nation deserves better choices than, on one hand, accepting the catastrophic damage caused by a failure like Lehman Brothers, or on the other hand being forced to pour billions of taxpayer dollars into an institution like AIG to protect the economy against that scale of damage. The lack of an appropriate and modern regulatory regime and resolution authority helped cause this crisis, and it will continue to constrain our capacity to address future crises until we put in place fundamental reforms.
    Our goal must be a stronger system that can provide the credit necessary for recovery, and that also ensures that we never find ourselves in this type of financial crisis again. We are moving quickly to achieve those goals, and we will keep at it until we have done so.
    Mr. Geithner is the U.S. Treasury secretary.
     
     


    21 marzo 2009

    The Obama Deception - L'Inganno di Obama

    L'Inganno di Obama, di Alex Jones - Sottotitoli in italiano L'ultimo film documentario di Alex Jones sui legami oscuri di Barack Obama con gli influenti personaggi dell'economia mondiale e l'agenda globalista del Nuovo Ordine Mondiale. www.prisonplanet.com www.obamadeception.net

    06 marzo 2009

    Rebus Sequel - Gli uomini dietro le quinte

    Avete mai fatto caso agli uomini dietro le quinte? A quelli che ben celati tirano i fili? Chi sono? Quali sono i loro scopi? E' possibile che abbiano avuto parte nei tragici fatti dell'11 settembre 2001? E' possibile che sappiano la verità sulle Scie Chimiche"? Sono loro a tenere in vita il "Signoraggio"? Il controllo dell'informazione può essere causa di "grandi distrazioni". Essere informati, però, è l'unica salvezza possibile. In Studio: Vittorio Di Cesare, Direttore di Cronos; Alessandro Coscia, Esperto di intelligence ...SEGUE su google video: 11 settembre 2001 Scie Chimiche Signoraggio Rifiuti REBUS SEQUEL: GLI UOMINI DIETRO LE QUINTE - Condotto da Maurizio Decollanz - Andato in onda lunedì 9 febbraio alle 21.30 su Odeon e Odeon24 (SKY827). www.youtube.com

    05 marzo 2009

    A marce forzate verso la dittatura

    Le decisioni arbitrarie assunte dall'esecutivo in merito, ad esempio, alla dolorosa (ed ignobilmente strumentalizzata) vicenda di Eluana Englaro, dimostrano come questo governo sia l'avanguardia del Nuovo ordine mondiale. Non è un caso se è l'Italia, almeno per ora, lo stato in cui più evidenti sono i prodromi dell'instaurazione di una dittatura internazionalsocialista. In Italia si trova la Città del Vaticano e molti ministri dell'attuale governo sono legati all'Opus "Dei". E' inoppugnabile: i titolari dei vari dicasteri ottemperano agli ordini di Babilonia la Grande. Ormai belzebusconi, rimossi una serie di ostacoli, deve solo risolvere pochi problemi, in primo luogo eliminare l'impedimento costituito dalla già calpestata Costituzione. La Costituzione deve essere snaturata, stravolta, svuotata: una volta abbattuto questo piccolo argine che ancora ci separa dalla tirannia, il Leviatano non conoscerà più limiti al suo funesto strapotere. Il decreto sulla "sicurezza" contiene delle norme liberticide, volte a censurare i pochi blog liberi della Rete ed a ridurre al silenzio tutte le voci che osino criticare il sistema. Il ministro dell'Inferno, anche grazie ai media asserviti ai gerarchi, istiga atteggiamenti xenofobi, fomenta odi, attuando una politica finalizzata a creare le condizioni per una crisi sociale dirompente. L'obiettivo è chiaro: perseguire i reati di opinione (presto sarà la volta degli psicoreati) con il pretesto che su alcuni siti denominati "social networks", certi utenti inneggiano alla mafia. Si tratta certamente di una situazione creata ad hoc, seguendo il solito schema (problema, reazione, risoluzione): la Feccia del buco, infatti, è un portale che, oltre a carpire dati personali, è servito per trovare l'attuale alibi per azioni di censura cinese. Sembra che il nostro sciagurato paese sia la cavia per la creazione di uno stato di polizia che preluda al Nuovo ordine globale. Come dimenticare, infatti, altre avvisaglie inquietanti, come la digitalizzazione progressiva dell'identità personale e la sparizione del denaro non elettronico? "Le carte d’identità del futuro potrebbero funzionare anche come strumento di riconoscimento per accedere alla filiale della propria banca, ai propri servizi bancari e così via. Basti pensare che, a partire dal prossimo luglio, saranno emessi circa due milioni di passaporti elettronici all’anno, con un chip che oltre alla foto digitale (già registrata in tutti i passaporti rilasciati da ottobre 2006), contiene anche le impronte digitali del cittadino" (da un articolo del quotidiano La Stampa). Considerato poi che questi sistemi elettronici non sono del tutto affidabili, poiché si prestano a furti di identità, il passo successivo sarà quello del microprocessore sottocutaneo, il marchio per trasformare definitivamente gli uomini in capi di bestiame. Non è fortuito se la principale azienda produttrice di microchips sottocutanei ha recentemente cambiato denominazione, da Verichip, ad Xmark. Anche nel nome dunque l'infame società evoca ora il marchio dell'Apocalisse. E' inutile confidare nella falsa opposizione della cosiddetta "sinistra" o nell'informazione da smidollati di siti pseudo-indipendenti, capaci solo di perdersi in viete analisi sui limiti e le contraddizioni del capitalismo e di incensare quel cicisbeo di Travaglio. E' necessario, invece, contrastare con determinazione, in ogni modo legale, la deriva totalitaria del sistema. Occorre denunciare i progetti di dominio globale e promuovere una vera presa di coscienza. Se non si riuscirà in questi intenti, resteranno pochissime opportunità per invertire la rotta che ci sta conducendo verso la catastrofe. Antonio Marcianò zret.blogspot.com

    01 marzo 2009

    Come viene visto Berlusconi nel resto del mondo

    Raccolta di spezzoni di satira, interventi, interviste e pubblicità per capire meglio come, nel resto nel mondo, viene visto Berlusconi. I video raccolti nel filmato sono consultabili singolarmente qui: http://it.youtube.com/view_play_list?p=B304E23D72B6D9A3

    17 febbraio 2009

    US COP ADMITS 911 INSIDE JOB & FEMA DEATH CAMPS

    Jack Mclamb denuncia pubblicamente che l'11 settembre è stato un lavoro fatto dall'interno dell'apparato USA! Il suo sito web può essere trovato qui: http://www.jackmclamb.org/

    Strategie per una guerra mondiale: Una coalizione internazionale di politici vuole la verità sull’11/9

    Nel mondo pochi parlamentari hanno tenuto ferma una visione critica nei confronti delle versioni ufficiali sui fatti dell’11 settembre 2001. Queste personalità politiche, di diverse provenienze partitiche e nazionali, hanno trovato però il modo di coordinarsi per rafforzare la loro azione e riaprire le inchieste sui mega-attentati dell’11/9, la pietra angolare del nuovo secolo e delle sue guerre. Le assemblee elettive – misurandosi con lo stragismo degli anni duemila - non hanno tentato indagini paragonabili a quelle sperimentate in Italia per lo stragismo di qualche decennio fa. Allora si comprendeva la complessità dei fenomeni e perciò si cercava di scavare nelle complicità di Stato condizionate dalla “strategia della tensione”. Le commissioni parlamentari italiane, per quanto non fossero tribunali in grado di portare a una verità giudiziaria sufficiente a rendere giustizia, erano tuttavia capaci di frustrare il tentativo del potere di dar la colpa a un qualche capro espiatorio. Grandi movimenti, molti giornali e autorevoli politici creavano una consapevolezza collettiva molto forte. La ricerca della verità sul terrorismo era un terreno etico e politico di fondamentale importanza, sentito come tale da larghe porzioni dell’opinione pubblica, dei media e della politica. In questi anni invece ha vinto la linea Rumsfeld. I parlamenti si sono rifugiati nelle parole d’ordine che imponevano l’interpretazione corrente dell’11/9, che poi era quella dell’Amministrazione Bush-Cheney e delle sue officine della propaganda. Eppure, in molte aule e in molte tribune, diverse importanti voci ostinate hanno difeso con forza la necessità di una nuova inchiesta. Il network in cui ora queste voci si coordinano si chiama “Political Leaders for 9/11 Truth”, ossia “Leader politici per la Verità sull’11/9”. Il primo nucleo di parlamentari ed ex parlamentari della coalizione comprende fra i fondatori le seguenti personalità:
    Berit Ås, ex parlamentare, Norvegia Andreas von Bülow, ex ministro della difesa, Germania Giulietto Chiesa, europarlamentare, Italia Yukihisa Fujita, membro della Camera dei Consiglieri in seno alla Dieta nazionale, Giappone Dan Hamburg, ex deputato californiano della Camera dei Rappresentanti in seno al Congresso (USA) Tadashi Inuzuka, membro della Camera dei Consiglieri in seno alla Dieta nazionale, Giappone. Karen S. Johnson, ex senatrice, Stato dell’Arizona, USA Paul Lannoye, ex europarlamentare, Belgio Cynthia McKinney, ex deputata georgiana della Camera dei Rappresentanti in seno al Congresso (USA) Michael Meacher, ex ministro dell’ambiente, Regno Unito Jesse Ventura, ex governatore dello Stato del Minnesota, USA
    È imminente l’apertura di un sito che esporrà gli obiettivi del network. Intanto potete leggere di seguito la sua carta d’intenti e la petizione per una nuova inchiesta. Political Leaders for 9/11 Truth indirizzo e-mail: pl911truth@frontiernet.net Studiosi e professionisti con vari tipi di competenze - tra cui architetti, chimici, ingegneri, vigili del fuoco, agenti di intelligence, avvocati, ufficiali militari, filosofi, fisici, e piloti - hanno parlato apertamente in merito alle radicali differenze tra la versione ufficiale degli attentati dell’11/9 e quel hanno invece imparato in qualità di ricercatori indipendenti. Hanno stabilito al di là di ogni ragionevole dubbio che la versione ufficiale dell’11/9 è falsa e che, pertanto, le “inchieste” ufficiali sono davvero state operazioni di insabbiamento. Finora, tuttavia, non vi è stata alcuna risposta da parte dei leader politici a Washington né, se è per questo, in altre capitali in tutto il mondo. La nostra organizzazione, Political Leaders for 9/11 Truth (Leader politici per la Verità sull’11/9, ndt), è stata costituita per contribuire a far scaturire una tale risposta. Noi crediamo che la verità sul sull’11/9 abbia bisogno di essere svelata adesso - non fra 50 anni come una nota a piè di pagina nei libri di storia – in modo che possano essere cambiate le politiche fondatesi sull’interpretazione degli attacchi dell’11/9 da parte dell’amministrazione Bush-Cheney. Pertanto, facciamo appello a una nuova inchiesta indipendente sull’11/9, che tenga conto degli elementi di prova che sono stati documentati da ricercatori indipendenti, ma finora ignorati dai governi e dai media mainstream. Un’inchiesta "indipendente" significa, in particolare, indipendente dalle amministrazioni statunitensi che erano al potere, prima e al momento degli attentati dell’11/9, che potrebbero avere cose da nascondere. Come dimostrato dallo scrittore del New York Times Philip Shenon nel suo libro del 2008, The Commission, la Commissione sull’11/9 era guidata dal suo direttore esecutivo, Philip Zelikow, il quale era associato molto strettamente all'amministrazione Bush. Il National Institute of Standards and Technology (NIST), che ha rilasciato i rapporti ufficiali sulla distruzione del World Trade Center, è un’agenzia del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, il che significa che, durante la scrittura di queste relazioni, era una agenzia dell’amministrazione Bush-Cheney. Se ricoprite o avete ricoperto una carica politica negli Stati Uniti o in qualsiasi altro paese, siete invitati a firmare la petizione sotto riportata. (Partecipare a Political Leaders for 9/11 Truth non richiede in qualsiasi momento nient’altro che firmare la petizione, anche se ulteriori attività volte a diffondere la verità sull’11/9 saranno naturalmente incoraggiate.) Potete indicare la vostra disponibilità a firmare la petizione sia scrivendo un’email all’indirizzo pl911truth@frontiernet.net sia per iscritto inviando una lettera a Political Leaders for 9/11 Truth, P.O. Box 2289, Show Low, AZ 85902 U.S.A. Si prega di indicare esattamente come si desidera che il nome sia scritto, quali incarichi politici avete ricoperto, e qualsiasi altra cosa che eventualmente desideriate dire). PETIZIONE:
    CONSIDERANDO che la pubblica interpretazione degli attentati dell’11/9 da parte dell'amministrazione Bush-Cheney ha avuto conseguenze radicali, in gran parte negative, per gli Stati Uniti d'America e il mondo intero; CONSIDERANDO che le indagini ufficiali su questi attacchi effettuate finora sono state guidate da persone strettamente allineate all’amministrazione Bush-Cheney, o perfino da essa assunte; CONSIDERANDO che le conclusioni di tali indagini differiscono radicalmente da quelle raggiunte da ricercatori indipendenti con vari tipi di esperienza professionale; CONSIDERANDO che le organizzazioni dei ricercatori - Firefighters for 9/11 Truth, Lawyers for 9/11 Truth, Pilots for 9/11 Truth, Scholars for 9/11 Truth and Justice, and Veterans for 9/11 Truth - hanno fatto appello a un’indagine nuova, veramente indipendente; CONSIDERATO che riteniamo che sia passato molto tempo per i leader politici affinché prestassero attenzione a questi appelli; PER TUTTE QUESTE RAGIONI, i sottoscritti membri di Political Leaders for 9/11 Truth, chiedono che il governo degli Stati Uniti d'America autorizzi un’indagine nuova, veramente indipendente, volta a determinare quel che è accaduto l’11/9.
    di Pino Cabras - da «Megachip» Strategie per una guerra mondiale: Una coalizione internazionale di politici vuole la verità sull’11/9

    13 febbraio 2009

    Oscar Luigi Scalfaro Manifestazione in difesa della Costituzione

    Il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro parla alla Manifestazione in difesa della Costituzione del 12/02/2009

    10 febbraio 2009

    Emanuela Orlandi e servizi segreti

    La presenza dei servizi segreti nel caso Orlandi. A "Chi l'ha visto" del 22 dicembre 2008.

    29 gennaio 2009

    Roma Piazza Farnese 28-01-2009

    Il giorno 28-01-2009. Difendiamo la democrazia e la legalità costituzionale. Giustizia per i magistrati, NO alla sospensione del procuratore Luigi Apicella. Why not, la repressione dei giudici, l'informazione deviante. La società civile reagisce alla grave ingerenza del potere politico nei confronti dell'autonomia della magistratura e risponde a quella stampa che confonde le masse inventando la guerra fra procure. L' associazione nazionale Familiari Vittime di Mafia (www.familiarivittimedimafia.com). Intervengono: Sonia Alfano, Carlo Vulpio, Salvatore Borsellino, Beppe Grillo, Benny Calasanzio, Serenetta Monti, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Emiliano Morrone. Fonte: www.youtube.com/watch?v=XMFwX_wOxRs

    27 gennaio 2009

    Dialogo dopo "Canto del popolo ebraico massacrato"

    Lo spettacolo ricorda - con la forza della poesia, del canto e della testimonianza diretta - lo sterminio del popolo ebraico e di tutti coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte perché ebrei, zingari, omosessuali, handicappati o perché si opponevano al regime e al folle progetto di purificazione della razza ariana. Lartista yiddish riparte da Auschwitz, il luogo simbolo da cui cominciare a ricordare. Qui si sono incrociati due destini: quello dalla tredicenne italiana Liliana Segre deportata dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, e quello del poeta di origine russa Yitzhak Katzenelson, vissuto a Lodz in Polonia e passato attraverso la disperazione del ghetto di Varsavia. Sia Liliana che Yitzhak sono in modo diverso sopravvissuti: la prima salvando la vita e diventando testimone oculare della Shoah; il secondo lasciando ai posteri prima di morire nei forni di Auschwitz questo poema, il Canto del popolo ebraico massacrato. Il testo fu scritto da Katzenelson negli ultimi giorni di prigionia nel lager di Vettel, in Francia, poi fu nascosto in un barattolo e interrato. Solo dopo la fine della guerra fu ritrovato e pubblicato come straordinario documento poetico sullOlocausto. Moni Ovadia con questo testo teatrale adattato appositamente per la televisione tramanda al grande pubblico il tragico ricordo della Shoah affinché niente di simile possa più accadere. Trasmesso da raidue.

    16 gennaio 2009

    REBUS SEQUEL, il ritorno

    Riprendono su Odeon TV le trasmissioni di "Rebus, questioni di conoscenza". Prima della nuova serie vera e propria (13 aprile), ci saranno 4 puntate denominate "Sequel" con le quali faremo il punto sulle cose dette in passato. I macrotemi dei 4 appuntamenti saranno: 1 - ufologia 2 - complottismo, scie chimiche, 11 settembre 2001 e signoraggio; 3 - misteri dell'antico Egitto, Maya e 2012; 4 - i misteri celati nei Vangeli, la figura della Maddalena e S. Giovanni. Appuntamento lunedì 2 febbraio alle 21.30 su Odeon e Odeon SAT (Sky827).

    08 gennaio 2009

    Dobbiamo aggiustare l’immagine distorta che abbiamo di Hamas

    timesonline Gaza è una società laica dove la gente ascolta musica pop, guarda la tv, e molte donne camminano per strada senza il velo.La settimana scorsa ero a Gaza. Mentre ero lì ho incontrato una ventina di poliziotti che partecipavano a un corso in gestione dei conflitti. Erano ansiosi di sapere se gli stranieri si sentivano al sicuro da quando Hamas era al governo. “Sì, certamente!” ho risposto. Senza dubbio gli ultimi 18 mesi hanno visto una relativa calma per le strade di Gaza; nessun uomo armato per le strade, niente più rapimenti. Hanno sorriso pieni di orgoglio e ci hanno salutato con un arrivederci. Meno di una settimana dopo tutti questi uomini erano morti, uccisi da un razzo israeliano durante una cerimonia di passaggio di grado. Erano “uomini armati e pericolosi di Hamas” ? No, erano poliziotti disarmati, impiegati pubblici uccisi non durante un “campo di addestramento militante” ma nella stessa stazione di polizia al centro di Gaza City usata dagli Inglesi, dagli Israeliani e da Fatah durante il periodo in cui questi guidavano il paese. Questa distinzione è cruciale perché mentre le terrificanti scene di Gaza e Israele vengono trasmesse nei nostri schermi televisivi, si sta combattendo anche una guerra fatta di parole che sta oscurando la nostra comprensione della realtà dei fatti. Chi o cosa è Hamas, il movimento che il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak vorrebbe annientare come se fosse un virus? Perchè ha vinto le elezioni palestinesi e perché permette che vengano sparati razzi su Israele? La storia degli ultimi tre anni di Hamas rivela come l’incomprensione riguardo a questo movimento da parte dei governi di Israele, degli Stati Uniti e Regno Unito ci abbia condotto alla situazione brutale e disperata in cui siamo. La storia comincia circa tre anni fa quando “Cambiamento e Riforma”, il partito politico di Hamas, ha inaspettatamente vinto le prime elezioni libere e regolari del mondo arabo, in una piattaforma politica che vedeva la fine della corruzione endemica e il miglioramento dei quasi inesistenti servizi pubblici nella Striscia di Gaza. Contro un’opposizione divisa questo partito apparentemente religioso si è impresso nella comunità a prevalenza laica tanto da guadagnare il 42 per cento dei voti. v I palestinesi hanno votato per Hamas perchè hanno pensato che Fatah, il partito del governo che hanno bocciato, li ha delusi. Nonostante la rinuncia alla violenza e il riconoscimento dello Stato d’Israele, Fatah non ha realizzato uno Stato palestinese. v E’ essenziale sapere questo per capire la cosiddetta posizione di rifiuto di Hamas. Che non riconoscerà Israele o rinuncerà al diritto di resistere finchè non sarà sicuro dell’impegno mondiale a raggiungere una soluzione per la questione palestinese. Nei cinque anni in cui ho visitato Gaza e la Cisgiordania ho incontrato centinaia di politici e di sostenitori di Hamas. Nessuno di loro ha professato lo scopo di islamizzare la società palestinese, in stile talebano. Hamas conta troppo sui votanti laici per fare questo. La gente ascolta ancora la musica pop, guarda la televisione e le donne ancora scelgono se indossare il velo o no. La leadership politica di Hamas è probabilmente la più qualificata nel mondo. Può vantare nelle sue file più di 500 laureati col titolo di dottorato, la maggioranza fatta di professionisti della classe media (dottori, dentisti, scienziati, e ingegneri). La maggior parte della leadership di Hamas si è formata nelle nostre università è non ha maturato nessun odio ideologico contro l’Occidente. E’ un movimento basato sul malcontento, dedicato ad affrontare l’ingiustizia compiuta sul suo popolo. Ha coerentemente offerto una tregua di dieci anni per fornire uno spazio di respiro per poter risolvere un conflitto che continua ormai da pià di 60 anni. La reazione di Bush e Blair alla vittoria di Hamas nel 2006 è la chiave dell’orrore di oggi. Invece di accettare il governo democraticamente eletto, hanno finanziato un tentativo di rimuoverlo con la forza; addestrando e armando i gruppi di combattenti di Fatah per rovesciare militarmente Hamas e imporre ai Palestinesi un governo nuovo e non eletto da loro. Come se non bastasse, 45 membri del Parlamento di Hamas sono ancora detenuti nelle prigioni israeliane. v Sei mesi fa il governo israeliano ha accettato una tregua, mediata dall’Egitto, con Hamas. In cambio del cessate il fuoco Israele ha acconsentito all’apertura dei valichi e permesso il libero flusso dei beni essenziali dentro e fuori da Gaza. I lanci di razzi sono terminati ma i valichi non sono stati mai totalmente aperti, e la popolazione di Gaza ha iniziato a morire di fame. Questo devastante embargo non è una vittoria della pace. Quando gli occidentali chiedono che cosa abbiano in mente i leader di Hamas quando ordinano o permettono il lancio di razzi su Israele, non stanno comprendendo la posizione dei palestinesi. Due mesi fa le Forze di Difesa israeliane hanno rotto la tregua entrando a Gaza e cominciando di nuovo il ciclo di uccisioni. Dal punto di vista palestinese ogni giro di razzi lanciati è una risposta agli attacchi israeliani. Dal punto di vista israeliano è il contrario. Ma cosa significa quando Barack parla di distruzione di Hamas? Significa uccidere il 42 per cento dei palestinesi che hanno votato per esso? Significa rioccupare la Striscia di Gaza da cui Israele si è ritirato così dolorosamente tre anni fa? O significa separare in modo permanente i palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania, politicamente e geograficamente? E per coloro il cui mantra è la sicurezza di Israele, quale sorta di minaccia costituiscono i tre quarti di un milione di giovani che stanno crescendo a Gaza con un odio implacabile contro chi li riduce alla fame e li bombarda? E’ stato detto che questo conflitto è impossibile da risolvere. In realtà, è davvero semplice. Il vertice delle mille persone che governano Israele (politici, generali e lo staff della sicurezza) e il vertice dei palestinesi islamisti non si sono mai incontrati. Una pace che sia tale richiede che questi due gruppi si siedano insieme senza pregiudizi. Ma gli eventi di questi giorni sembra abbiano reso ciò più improbabile che mai. Questa è la sfida per la nuova amministrazione di Washington e per i suoi alleati europei. Fonte: Times on line Traduzione a cura di www.gennarocarotenuto.it