La Legge Marziale e la Militarizzazione della Salute Pubblica: Il Programa di Vaccinazione Mondiale contro L'Influenza H1N1
By Michel Chossudovsky |
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Global Research, August 2, 2009 |
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Le dislocazioni economiche e sociali che si stanno succedendo sono di ampia portata. La vita delle persone viene distrutta. Il mondo è alla giuntura della più grave crisi della storia moderna. Le bancarotte, la disoccupazione di massa e il crollo dei programmi sociali sono le incalcolabili conseguenze. Ma l’opinione pubblica deve rimanere allo scuro sulle cause della crisi globale. “La fase peggiore della recessione è alle nostre spalle”; “Ci sono sempre più segnali di ripresa economica”, “La guerra in Medio Oriente è una ‘guerra giusta’”, un’impresa umanitaria, le forze della coalizione sono impegnate a “mantenere la pace”, stiamo “combattendo il terrorismo con la democrazia” “dobbiamo difenderci dagli attacchi terroristici” I dati sul numero dei civili morti sono manipolati. I crimini di guerra vengono nascosti. La gente viene fuorviata circa la natura e la storia del nuovo ordine mondiale. Le reali cause e conseguenze di questo crollo economico e sociale in tutto il mondo rimangono sottaciute. Le realtà vengono stravolte. La “crisi reale” deve venire offuscata attraverso le menzogne politiche e la disinformazione dei media. È interesse dei mediatori di potere in politica e degli attori dominanti della finanza distrarre l’attenzione pubblica dalla comprensione della crisi globale. Come si può meglio raggiungere tale obiettivo? Creando un’atmosfera di paura e di intimidazione che serva ad indebolire e a disarmare il dissenso organizzato e diretto contro l’ordine economico e politico stabilito. L’obiettivo è minare tutte le forme di opposizione e di resistenza sociale. Abbiamo a che fare con un progetto diabolico. Il pubblico non deve solo rimanere allo scuro. Con il peggiorare della crisi, con l’impoverimento della gente, le cause reali devono essere rimpiazzate da un insieme di relazioni fittizie. Viene annunciata una crisi basata su finte cause: “la guerra globale al terrorismo” è fondamentale per fuorviare l’interpretazione del pubblico della guerra in medio oriente, che è una battaglia per il controllo di estese riserve di petrolio e gas naturale. Il movimento contro la guerra viene indebolito. Le persone non sanno più pensare. Sostengono inequivocabilmente il consenso della “guerra al terrorismo”. Accettano le menzogne politiche. Nella loro coscienza interiore, i terroristi minacciano la loro sopravvivenza. In questo ambito, anche l’arrivo dei “disastri naturali”, delle “pandemie” e delle “catastrofi naturali” riveste un utile ruolo politico. Distorce le reali cause della crisi. Giustifica un’emergenza della sanità pubblica globale con motivazioni umanitarie. La pandemia influenzale globale da virus H1N1: verso un’emergenza globale della sanità pubblica? La pandemia influenzale mondiale da virus H1N1 serve a fuorviare l’opinione pubblica. La pandemia del 2009 che è iniziata in Messico ad aprile, è arrivata in un momento propizio: coincide con l’aggravarsi della depressione economica. Capita in un momento di escalation militare. I dati epidemiologici sono fabbricati, falsificati e manipolati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si sta ora avvicinando un’epidemia di portata mondiale che minaccia la vita di milioni di persone. Sta per succedere un’ “emergenza catastrofica”. L’OMS e il Center for Disease Control (CDC) americano sono gli enti competenti. Perché mai dovrebbero mentire? Le informazioni divulgate da queste organizzazioni, seppure soggette ad errori statistici, non potrebbero, neanche immaginandolo, essere falsificate o manipolate. La gente crede che la crisi sanitaria pubblica a livello globale sia reale e che i funzionari sanitari del governo stiano “lavorando per il bene pubblico”. La stampa ha confermato l’intento del governo americano di attuare un programma di vaccinazione di massa contro il virus H1N1 durante l’autunno-inverno del 2009. È stato firmato un importante contratto per 160 milioni di dosi con Big Pharma, sufficienti per l’inoculazione di oltre la metà della popolazione americana. Sono in corso programmi simili in altri paesi occidentali compresa la Francia, il Canada e il Regno Unito. Stanno cercando volontari per testare il vaccino influenzale durante il mese di agosto, con la prospettiva di attuare un programma di vaccinazione su scala nazionale in autunno. La manipolazione dei dati Ci sono numerose prove, documentate in molte relazioni, che il livello 6 di allerta pandemica dichiarato dall’OMS sia basato su prove fabbricate e sulla manipolazione dei dati sulla mortalità e la contagiosità provocate dall’influenza suina da H1N1. I dati inizialmente usati per giustificare il livello 5 di allerta mondiale dell’OMS lo scorso aprile erano estremamente scarsi. L’OMS ha dichiarato senza prove che l’ “insorgenza su scala globale della malattia era imminente”. Ha distorto i calcoli delle mortalità in Messico pertinenti alla pandemia da influenza suina. Secondo Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, nella sua dichiarazione ufficiale del 29 aprile scorso: “Fino ad ora sono morte 176 persone in Messico”. Di che cosa? Da dove ha preso questi numeri? 159 persone sono morte di influenza di cui solo sette morti, corroborate da analisi di laboratorio, sono state causate dal ceppo influenzale dell’H1N1, secondo il ministero della sanità messicano. Similarmente a New York in aprile, svariate centinaia di bambini sono stati categorizzati come soggetti colpiti da influenza da H1N1, sebbene in nessuno di questi casi la diagnosi fosse stata confermata da un esame di laboratorio. “Il dott. Frieden ha detto che i funzionari sanitari hanno raggiunto la loro conclusione preliminare dopo aver condotto dei test virali sugli strisci [swab] nasali e della gola degli otto studenti, che gli hanno consentito di eliminare gli altri ceppi influenzali”. Sono stati effettuati dei test sugli scolari del [quartiere newyorkese di] Queens, ma i test sono stati inconclusivi: tra queste “centinaia di scolari” non ci sono stati rapporti di analisi di laboratorio che portassero all’identificazione positiva del virus influenzale. In effetti i rapporti sono contraddittori: secondo quanto riportato, il CDCP di Atlanta sarebbe “l’unico laboratorio di tutto lo stato che sia in grado di confermare con certezza il ceppo della nuova influenza suina – che è stato identificato come l’H1N1”. (Michel Chossudovsky, Political Lies and Media Disinformation regarding the Swine Flu Pandemic, Global Research, May 2009, l’ultima citazione è del New York Times, 25 aprile 2009) L’influenza è una malattia comune. In assenza di un esame di laboratorio approfondito, l’identità del virus non può essere stabilita. Ci sono numerosi casi di influenza stagionale in tutta America ogni anno. “Secondo il Canadian Medical Association Journal, l’influenza uccide ogni anno fino a 2500 Canadesi e circa 36 000 Americani. In tutto il mondo, il numero dei decessi attribuiti all’influenza ogni anno va da 250 000 a 500 000” (Thomas Walkom, The Toronto Star, 1 maggio 2009). Il CDCP e l’OMS stanno sistematicamente ricategorizzando un gran numero di casi di influenza comune come [casi di] influenza suina da H1N1. “Il crescente numero di casi in molti paesi con trasmissione sostenuta a livello di comunità sta rendendo estremamente difficile, se non impossibile, per i vari paesi di cercare di confermarli attraverso i test di laboratorio. Inoltre, il conteggio dei casi individuali non è più essenziale in tali paesi né per monitorare il livello e la natura del rischio che rappresenta il virus pandemico, né per guidare l’attuazione delle misure di risposta più appropriate”. (OMS, nota informativa 2009) L’OMS ammette che a livello statale le analisi di laboratorio sono spesso assenti, mentre sottolinea che la conferma del laboratorio non viene richiesta per la raccolta dei dati al fine di accertare la diffusione della malattia: Una strategia imperniata sul riconoscimento, la conferma da parte del laboratorio e l’indagine di tutti i casi, compresi quelli con sintomi lievi, è estremamente intensiva sul piano delle risorse. In alcuni paesi, questa strategia assorbe gran parte della capacità di risposta nazionale e dei laboratori, lasciando poca capacità per il monitoraggio e l’indagine dei casi seri ed altri eventi eccezionali. … Per tutte queste ragioni, l’OMS non pubblicherà più le tabelle mondiali che indicano i numeri di casi confermati per tutti i paesi. Tuttavia, come parte integrante dei continui sforzi per documentare la diffusione globale della pandemia da H1N1, saranno forniti regolari aggiornamenti che descrivono la situazione nei nuovi paesi colpiti. L’OMS continuerà a richiedere che questi paesi riportino i primi casi confermati e per quanto possibile, che forniscano elenchi settimanali di casi aggregati e l’epidemiologia descrittiva dei primi casi (Ibid). Nel corso di una conferenza stampa dell’OMS di giugno 2009, è stata sollevata la questione delle analisi di laboratorio: Marion Falco, CNN Atlanta: Forse la mia domanda è un po’ troppo basilare, ma se voi non, e scusatemi se lo è, ma se voi non richiedete le analisi di laboratorio nei paesi che hanno già dei numeri stabiliti di casi, allora come fate a distinguere l’influenza stagionale da questa particolare influenza. Voglio dire come fate a separare i numeri? Dott. Fukuda, OMS, Ginevra: non è che raccomandiamo di non fare più le analisi. Infatti quando sarà pubblicata la guida, suggerirà ai vari paesi di limitare il numero di analisi che vengono effettuate in modo da non cercare di sottoporvici tutti, ma di continuare certamente ad effettuare le analisi per alcune persone, per i motivi di cui lei parla. Quando si ammalano le persone di una malattia come l’influenza è importante per noi sapere se è stata causata dal virus pandemico o se è stata causata dai virus stagionali. Stiamo indicando che anche se si riduce il numero dei test saremo ancora in grado di capirlo e quindi non abbiamo bisogno di sottoporre tutti alle analisi per questo motivo, ma continueremo a raccomandare un certo livello di analisi – ad un livello inferiore di quello delle persone che continuano ad ammalarsi. Vedi trascrizione della Virtual Press Conference dell’OMS, Dott. Keiji Fukuda, vice direttore generale per la Salute, la Sicurezza e l’Ambiente, OMS, Ginevra, luglio 2009, enfasi aggiunta). “Capirlo”? Le dichiarazioni dell’OMS riportate sopra suggeriscono che: 1) l’OMS non sta raccogliendo dati sulla diffusione dell’H1N1 sulla base di conferme sistematiche di laboratorio. 2) l’OMS in effetti scoraggia gli ufficiali sanitari nazionali dal condurre il riconoscimento e la conferma di laboratorio, allo stesso tempo mettendo sotto pressione le autorità sanitarie pubbliche dei singoli paesi affinché forniscano i dati sui casi di H1N1 all’OMS su base settimanale. 3) l’OMS nelle sue relazioni si riferisce solo ai “casi confermati”. Non distingue i casi confermati da quelli non confermati. Sembrerebbe che i casi “non confermati” siano categorizzati come casi confermati e che i numeri siano poi usati dall’OMS per provare che questa malattia si sta diffondendo (vedi tabelle OMS: http://www.who.int/csr/don/2009_07_06/en/index.html) L’influenza suina ha gli stessi sintomi dell’influenza stagionale: febbre, tosse e mal di gola. La diffusa incidenza dell’influenza comune viene usata per generare i rapporti consegnati all’OMS pertinenti all’influenza suina da H1N1. Ciononostante nella pubblicazione delle tabelle dei dati a livello nazionale, l’OMS usa l’espressione: “numero di casi confermati in laboratorio”, mentre ammette anche che i casi sono, in molti casi, non confermati. La pandemia in tutto il mondo L’OMS stabilisce le tendenze sulla diffusione della malattia, essenzialmente usando dati non confermati. Sulla base di queste estrapolazioni, l’OMS sostiene adesso, in assenza delle conferme dei laboratori, che “potrebbero essere contagiate fino a 2 miliardi di persone nei prossimi due anni – quasi un terzo della popolazione mondiale”. Dal canto suo negli USA, il Center for Disease Control (CDC) di Atlanta suggerisce che “La febbre suina potrebbe colpire fino al 40% degli Americani nei prossimi due anni e potrebbero morire fino a molte centinaia di migliaia di persone se la campagna di vaccinazione e le altre misure non saranno efficaci”. (24 luglio 2009) Come sono arrivati a questi numeri? La stima del CDC non ha niente a che fare con una valutazione della diffusione del virus H1N1. È basata su un’estrapolazione meccanica pro-rata delle tendenze fondamentali della pandemia del 1957, che ha causato 70 000 morti negli USA. Si presuppone che l’influenza H1N1 abbia lo “stesso percorso di trasmissione” dell’epidemia del 1957. Creare una crisi dove non c’è crisi L’intento politico fondamentale è di usare la pandemia livello sei dell’OMS per distrarre l’attenzione pubblica da un’imminente crisi sociale di vasta portata, che è in gran parte la conseguenza di una profonda depressione economica globale. “Sulla base di … valutazioni esperte delle prove, i criteri scientifici per una pandemia influenzale sono stati raggiunti. Ho pertanto deciso di alzare il livello di allerta della pandemia influenzale dalla Fase 5 alla Fase 6. Il mondo è adesso all’inizio della pandemia influenzale del 2009. … Parlare di pandemia è anche un segnale per la comunità internazionale. Questo è il momento in cui tutti i paesi del mondo, ricchi e poveri, grandi e piccoli, devono unirsi in nome della solidarietà globale per assicurare che nessun paese a causa delle scarse risorse, che la popolazione di nessun paese sia lasciata indietro senza aiuto. … L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è messa in contatto con comunità donatrici, con partner di sviluppo, paesi poveri di risorse, ed anche con società farmaceutiche e società produttrici di vaccini.” Margaret Chan, direttore generale Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), comunicato stampa, 11 giugno 2009. Come meglio tenere a bada i cittadini di una nazione e arginare il risentimento della gente di fronte all’aumento della disoccupazione? Creare una pandemia mondiale, instillare un’atmosfera di ansia e intimidazione, che demobilizzi l’azione pubblica organizzata e significativa contro l’arricchimento programmato di una minoranza sociale. La pandemia influenzale viene usata per precludere la resistenza organizzata contro le politiche economiche del governo in favore delle elite finanziarie. Fornisce sia un pretesto che una giustificazione per adottare le procedure di emergenza. Secondo l’attuale legislazione degli USA la legge marziale, che implica la sospensione del governo costituzionale, potrebbe essere invocata nel caso di “un’emergenza catastrofica” compresa la pandemia influenzale suina da H1N1. La legge marziale La legislazione ereditata dall’amministrazione di Clinton, per non parlare i Patriot Act I e II post 9/11, consentono ai militari di intervenire in attività di ordine pubblico civili e giudiziarie. Nel 1996 è stata approvata una legge che permetteva ai militari di intervenire in caso di emergenza internazionale. Nel 1999, il Defense Authorization Act (DAA) di Clinton ha ampliato questi poteri (secondo la legislazione del 1996) creando un’ “eccezione” al Posse Comitatus Act, che permettesse ai militari di essere coinvolti negli affari civili “indipendentemente da un’emergenza”. (vedere ACLU all’indirizzo http://www.aclu.org/NationalSecurity/NationalSecurity.cfm?ID=8683&c=24) Tuttavia la dichiarazione di una pandemia o di un’emergenza sanitaria pubblica non era espressamente descritta nella legislazione dell’epoca di Clinton. Il disastro Katrina (2005) costituisce una linea di demarcazione, uno spartiacque che ha portato de facto alla militarizzazione del soccorso in caso di emergenza: “il disastro che ha colpito New Orleans e la Costa del Golfo meridionale ha dato origine alla più grande mobilizzazione militare della storia moderna sul suolo americano. Quasi 65 000 soldati americani sono ora spiegati nell’area del disastro, trasformando la devastata città portuale in una zona di guerra,” (Bill Van Auken, Wsws.org, settembre 2005). Gli uragani Katrina (agosto 2005) e Rita (settembre 2005) hanno contribuito a giustificare il ruolo dei militari nei disastri naturali. Hanno anche contribuito a plasmare la formulazione delle direttive presidenziali e la successiva legislazione. Il presidente Bush ha richiesto che i militari diventassero l’ “agenzia di comando” nel soccorso disastri: “… l’altra domanda certo, che ho fatto, era se c’è una circostanza in cui il dipartimento della difesa diventa l’agenzia di comando. Chiaramente, sarebbe così nel caso di un attacco terroristico, ma c’è un disastro naturale che -- di una certa portata, che potrebbe consentire al dipartimento della difesa di diventare l’agenzia di comando nel coordinamento e nel comando dello sforzo di risposta. Sarà una considerazione molto importante a cui il Congresso dovrà pensare. (Conferenza stampa, 25 settembre 2005 http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=BUS20050925&articleId=1004) La militarizzazione della salute pubblica: l’influenza aviaria La crisi dell’influenza aviaria del 2005 è seguita appena un mese dopo l’uragano Rita. È stata presentata al pubblico americano come una questione di sicurezza nazionale. A seguito dello scoppio dell’influenza aviaria del 2005, il presidente Bush ha confermato che i militari sarebbero stati attivamente coinvolti in caso di pandemia, con l’autorità di detenere grandi numeri di persone: “Sono preoccupato per l’influenza aviaria. Sono preoccupato per quello che comporterebbe lo scoppio dell’influenza aviaria per gli Stati Uniti e per il mondo intero. … ho riflettuto sugli scenari che potrebbe comportare lo scoppio di un’influenza aviaria…. Le decisioni di politica per un presidente nella gestione di un’epidemia di influenza aviaria sono difficili… Se si verificasse un’epidemia da qualche parte negli Stati Uniti, non metteremmo forse in quarantena quella parte del paese? E come si farebbe, allora, ad attuare la quarantena? … un’opzione è l’uso di militari che possano pianificare e muoversi. Ecco perché ne parlo. Credo che sia un importante dibattito da fare in seno al Congresso. … Ma il Congresso deve dare uno sguardo alle circostanze che potrebbero rendere necessario conferire al presidente la capacità di andare oltre tale dibattito. E tale catastrofe o tale sfida potrebbe essere lo scoppio di un’influenza aviaria. (Conferenza stampa della Casa Bianca, 4 ottobre 2005, enfasi aggiunta) Il giorno dopo la conferenza stampa di Bush del 4 ottobre 2005, è stato introdotto un importante pacchetto legislativo nel Senato USA. Il Pandemic Preparedness and Response Act. Anche se la proposta di legislazione non è mai stata adottata, ha tuttavia contribuito a costruire un consenso tra i membri di spicco del Senato americano. La militarizzazione della salute pubblica è stata successivamente realizzata con il John Warner Defense Authorization Act del 2007. “Emergenza della salute pubblica” e legge marziale: il John Warner Defense Autorization Act del 2007. H.R. 5122 Viene concepita una nuova legislazione. I termini “epidemia”, e “emergenza della salute pubblica” sono compresi esplicitamente in un pacchetto legislativo chiave, approvato dal presidente Bush nell’ottobre 2006. Perso tra le centinaia di pagine il Public Law 109-364 meglio conosciuto come il “John Warner Defense Autorization Act del 2007” (H.R.5122) comprende una sezione specifica sul ruolo del corpo militare nelle emergenze nazionali. La Section 1076 della legislazione intitolata “L’uso delle forze armate nelle maggiori emergenze pubbliche” consente al presidente degli Stati Uniti di schierare le forze armate e la Guardia Nazionale in tutti gli USA per il ripristino dell’ordine pubblico e l’esecuzione delle leggi degli Stati Uniti” nel caso di “un disastro naturale, un’epidemia, o un’altra seria emergenza della salute pubblica”: SEZ.1076. L’USO DELLE FORZE ARMATE NELLE MAGGIORI EMERGENZE PUBBLICHE. (a) Uso delle forze armate autorizzato- (1) IN GENERALE – Sezione 333 titolo 10, United States Code, viene emendata come segue: Sez.333. Maggiori emergenze pubbliche; interferenza con la legge statale e federale (a) Uso delle forze armate nelle maggiori emergenze pubbliche – (1) Il Presidente potrà impiegare le forze armate, compresa la Guardia Nazionale in servizio federale, per -- (A) ripristinare l’ordine pubblico e far rispettare le leggi degli Stati Uniti quando, come risultato di un disastro naturale, epidemia o altra grave emergenza della salute pubblica, incidente o attacco terroristico, o altra condizione in qualsiasi stato o possedimento degli Stati Uniti, il presidente determini che -- (i)si è verificata violenza nazionale al punto che le autorità costituite dello stato o possedimento sono incapaci di mantenere l’ordine pubblico; e (ii)tale violenza determina una condizione descritta al paragrafo (2); o (B) sopprimere, in uno stato, qualsiasi insurrezione, violenza nazionale, combinazione illegale, o cospirazione se tale insurrezione, violazione, combinazione, o cospirazione determina una condizione descritta al paragrafo (2). (2) Una condizione descritta in questo paragrafo è una condizione che -- (A)ostacola l’esecuzione delle leggi dello stato o possedimento, a seconda del caso, e degli Stati Uniti all’interno di quel dato stato o possedimento, in modo tale che qualsiasi parte o classe della sua popolazione viene deprivata di un diritto, privilegio, di un’immunità o protezione nominati nella costituzione e garantiti per legge, e che le autorità costituite di quello stato o possedimento sono incapaci di proteggere tale diritto, privilegio, o immunità, non lo fanno oppure si rifiutano di farlo, o per dare tale protezione; o (B)si oppone o ostacola l’esecuzione delle leggi degli Stati Uniti o intralcia il corso della giustizia secondo tali leggi. (3) in qualsiasi situazione trattata al paragrafo (1)(B), si riterrà che lo stato abbia negato l’equa protezione delle leggi garantite dalla costituzione. (b) Avviso al Congresso – il presidente notificherà il Congresso della determinazione di esercitare l’autorità di cui al sottoparagrafo (a)(1)(A) appena possibile dopo la determinazione ed in seguito ogni 14 giorni durante la durata dell’esercizio di quell’autorità. (vedere HR5122 http://thomas.loc.gov/cgi-bin/query/F?c109:6:./temp/~c109bW9vKy:e939907; http://www.govtrack.us/congress/bill.xpd?bill=h109-5122&tab=summary) Questi provvedimenti di vasta portata consentono alle forze armate di avere la precedenza sull’autorità dei governi civili federali, statali e locali coinvolti negli aiuti per i disastri e nella sanità pubblica. Garantiscono inoltre al corpo militare un mandato nelle funzioni di polizia civile. Ossia la legislazione implica la militarizzazione dell’applicazione della legge nel caso di un’emergenza nazionale. “Emergenza catastrofica” e “continuità di governo”,: la National Security and Homeland Security Presidential Directive NSPD 51/HSPD 20 In concomitanza con l’approvazione del John Warner Defense Authorization Act, è stata pubblicata una direttiva presidenziale sulla sicurezza nazionale nel maggio 2007, (National Security Presidential Directive NSPD 51/HSPD 20). La NSPD 51/HSPD 20 è una direttiva combinata sulla sicurezza nazionale, proveniente dalla Casa Bianca e dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale. Pur essendo stata formulata in relazione alla “guerra al terrorismo” nazionale, comprende anche dei provvedimenti che prevedono la legge marziale nel caso di un disastro naturale, compresa una pandemia influenzale. Tuttavia il vigore e l’enfasi della NSPD 51 sono differenti dalla sezione 1076 del HR5122. Definisce le funzioni del Dipartimento di Sicurezza Nazionale nel caso di un’emergenza nazionale e la sua relazione con la Casa Bianca e il corpo militare. Fornisce inoltre al presidente ampi poteri di dichiarare l’emergenza nazionale senza l’approvazione del Congresso. La direttiva stabilisce le procedure per la “continuità di governo” (COG) nel caso di un’ “emergenza catastrofica”. Quest’ultima è definita nella NSPD 51/HSPD 20 (di seguito chiamata NSPD 51), come “qualsiasi incidente, indipendentemente dal luogo, che determina livelli straordinari di vittime in massa, danni, o disagio con gravi ripercussioni sulla popolazione, l’infrastruttura, l’ambiente, l’economia o le funzioni governative degli USA”. La “continuità di governo” o “COG”, viene definita nella NSPD 51 come uno “sforzo coordinato all’interno del ramo esecutivo del governo federale per garantire che le funzioni essenziali nazionali continuino ad essere svolte anche durante un’emergenza catastrofica”. Il presidente condurrà le attività del governo federale per assicurare il governo costituzionale. Per consigliare ed assistere il presidente in tale funzione, l’Assistente al Presidente per la Sicurezza Nazionale e per il Contro-Terrorismo (APHS/CT) viene così designato come Coordinatore della Continuità Nazionale. Il coordinatore della continuità nazionale, in collaborazione con l’Assistente al Presidente per gli Affari di Sicurezza Nazionale (APNSA), senza esercitare l’autorità direttiva, coordinerà lo sviluppo e l’attuazione della politica di continuità per le agenzie e i reparti esecutivi. Il Comitato di Coordinamento della Politica di Continuità (CPCC) presieduto da un direttore senior dello staff del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, nominato dal coordinatore della continuità nazionale, sarà il forum principale di tutti i giorni per tale coordinazione della politica. (National Security and Homeland Security Presidential Directive NSPD 51/HSPD 20, enfasi aggiunta). Questa direttiva combinata NSPD 51/HSPD 20 conferisce poteri senza precedenti alla presidenza e al Dipartimento di Sicurezza Nazionale, ignorando i fondamenti del governo costituzionale. La NSPD 51 consente al presidente in carica di dichiarare un’ “emergenza nazionale” senza l’approvazione del Congresso. L’adozione della NSPD 51 porterebbe alla chiusura de facto della legislazione e alla militarizzazione della giustizia e dell’esecutivo. La direttiva NSPD 51 dà poteri straordinari di stato di polizia alla Casa Bianca e al Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS), nell’evento di un’ “emergenza catastrofica”. Una pandemia influenzale o un’emergenza sanitaria è parte dei termini di riferimento della NSPD 51. Un’ “emergenza catastrofica” viene generalmente definita nella direttiva NSPD 51 come “qualsiasi incidente, indipendentemente dal luogo, che determini livelli straordinari di vittime in massa, danni o disagio con gravi ripercussioni sulla popolazione, l’infrastruttura, l’ambiente, l’economia o le funzioni governative degli USA”. La direttiva conferma il potere prevalente del corpo militare nel caso di un’emergenza nazionale: la direttiva presidenziale “non sarà interpretata per danneggiare o riguardare in altro modo… l’autorità del Segretario della Difesa sul Dipartimento della Difesa, compresa la catena di comando per le forze militari dal presidente al segretario della difesa, al comandante delle forze militari, o il comando militare e le procedure di controllo”. Dal momento della loro approvazione due anni fa, né il John Warner Defense Authorization Act né la NSPD 51 sono stati oggetto di dibattito o discussione nei media. La NSPD 51 e/o il John Warner H.R.5122 potrebbero venire invocati con minimo preavviso a seguito della dichiarazione di un’emergenza sanitaria pubblica e di un programma di vaccinazione forzata in tutta la nazione. L’ordine del giorno nascosto consiste nell’uso della minaccia di una pandemia e/o dello stato di calamità naturale come pretesto per stabilire la legge militare dietro la facciata di una “democrazia funzionante”. Vaccinazione: dall’H5N1 all’H1N1 Un programma nazionale di vaccinazione contro l’influenza è stato in cantiere negli USA dal 2005. Secondo il Wall Street Journal (1 ottobre 2005) l’amministrazione Bush ha chiesto al Congresso circa 6-10 miliardi di dollari “per fare scorte di vaccini e farmaci antivirali come parte integrante dei piani di preparazione degli USA per una possibile pandemia influenzale”. Gran parte di questo budget, e cioè 3,1 miliardi è stata usata durante l’aministrazione Bush per fare scorte del farmaco antivirale oseltamivir (Tamiflu), i cui diritti di proprietà intellettuale appartengono alla Gilead Science Inc, una società che aveva come direttore Don Rumsfeld prima che diventasse segretario della difesa durante l’amministrazione Bush. Coerentemente con il suo ruolo di “agenzia di comando”, più di metà della somma destinata dall’amministrazione Bush al programma è stata consegnata al Pentagono. In altre parole, abbiamo a che fare con un processo di militarizzazione degli stanziamenti per la salute pubblica civile. Parte del budget per la salute pubblica è controllato dal Dipartimento della Difesa, secondo le regole di approvvigionamento del Dipartimento della Difesa. “Il Senato americano ha votato ieri [3 settembre 2005] per fornire 4 miliardi di dollari per farmaci antivirali ed altre misure per prepararsi ad una temuta pandemia influenzale, ma non è chiaro se la misura passerà al Congresso. Secondo la Associated Press (AP), il Senato ha attaccato il provvedimento ad un progetto di spesa per la difesa di 440 miliardi di dollari per il 2006. Ma la Camera non ha incluso stanziamenti per l’influenza nella sua versione del bilancio difesa, e un senatore chiave ha detto che avrebbe cercato di tenere i fondi fuori dalla versione compromesso Camera-Senato. Il Senato dovrebbe votare sul bilancio generale la prossima settimana. Secondo la Reuters, quasi 3,1 miliardi di dollari del budget saranno usati per fare scorte del farmaco antivirale oseltamivir (Tamiflu) e il resto andrà per la sorveglianza globale dell’influenza, lo sviluppo di vaccini e la preparazione a livello statale e locale. Il governo ora ha abbastanza oseltamivir per il trattamento di alcuni milioni di persone, e punta ad acquistarne abbastanza per il trattamento di 20 milioni di persone”. (CIDRAP, http://cidrap.umn.edu/cidrap/content/influenza/panflu/news/sep3005avian.html) La minaccia di una pandemia di influenza aviaria da H5N1 nel 2005 ha determinato guadagni di molti miliardi di dollari per l’industria farmaceutica e biotecnologica. In merito a ciò un certo numero delle maggiori società farmaceutiche tra cui la GlaxoSmithKline, la Sanofi-Aventis, la californiana Chiron Corp, la BioCryst Pharmaceuticals Inc, la Novavax and Wave Biotech, e il gigante farmaceutico svizzero Roche Holding si erano già posizionate. Nel 2005 la società biotecnologica del Maryland MedImmune che produce “un vaccino antinfluenzale da inalare”, si era posizionata per lo sviluppo di un vaccino contro l’influenza aviaria H5N1. Sebbene non avesse expertise del virus dell’influenza aviaria, uno dei maggiori attori nel business dei vaccini con un contratto con il Pentagono era la Bioport, una società in parte di proprietà del Carlyle Group, con stretti contatti con il gabinetto di Bush, avendo Bush senior nel suo consiglio di amministrazione. La vaccinazione in un’emergenza della salute pubblica. Momento d’oro da molti miliardi di dollari per i conglomerati della biotecnologia Il falso allarme influenza aviaria del 2005 era sotto molti punti di vista una prova costumi. La pandemia del virus da H1N1 del 2009 è un’operazione molto più grande da molti bilioni di dollari. Un certo numero di società biotecnologiche e farmaceutiche sono state coinvolte nelle negoziazioni riservate con l’OMS e l’amministrazione USA. Le agenzie chiave sono il Center for Disease Control di Atlanta e la Food and Drug Administration (FDA), che hanno forti legami con l’industria farmaceutica. I conflitti d’interesse di queste agenzie emergono dallo studio dettagliato di Robert F. Kennedy Jr. intitolato Vaccinations: Deadly Immunity, giugno 2005: “La storia dei complotti delle agenzie sanitarie del governo con Big Pharma per nascondere i rischi del timerosal al pubblico è un’agghiacciante casistica di arroganza istituzionale, potere e avidità. Sono stato trascinato nella controversia con riluttanza. Come avvocato e ambientalista, ed avendo trascorso anni a lavorare sulla questione della tossicità del mercurio, ho incontrato spesso le madri di bambini autistici che erano assolutamente convinte che i loro figli erano stati danneggiati dai vaccini. … Nel 1999 l’infermiera scolastica Patti White, ha detto alla Government Reform Comittee della Camera: “le classi elementari sono travolte da bambini che hanno sintomi di danni neurologici o del sistema immunitario”. “I vaccini dovrebbero renderci più sani; ma in venticinque anni di lavoro come infermiera nelle scuole ho visto così tanti bambini danneggiati e malati. Sta succedendo qualcosa molto, molto sbagliato ai nostri figli”. Robert F. Kennedy Jr, Vaccinations: Deadly Immunity, giugno 2005. L’OMS sta programmando la produzione di 4,9 miliardi di dosi, sufficienti per inoculare una grande fetta della popolazione mondiale. Big Pharma tra cui la Baxter, la GlaxoSmithKline, la Novartis, la Sanofi-Aventis e l’AstraZeneca hanno firmato contratti di approvvigionamento con circa 50 governi. (Reuters, 16 luglio 2009) Per queste società la vaccinazione obbligatoria è una promessa molto redditizia: “L’OMS si è rifiutata di rendere noto il verbale di una riunione decisiva di un gruppo di esperti sui vaccini ‘piena di dirigenti della Baxter, della Novartis e della Sanofi’ che hanno raccomandato l’obbligo di vaccinazione contro il virus artificiale dell’ “influenza suina” H1N1 negli USA, in Europa e in altri paesi per il prossimo autunno. Stamattina un portavoce dell’OMS ha dichiarato in una e-mail che non esisteva un verbale della riunione che ha avuto luogo il 7 luglio 2009 a cui hanno partecipato i dirigenti esecutivi della Baxter e di altri gruppi farmaceutici e in cui sono state formulate le linee guida adottate dall’OMS lunedì scorso, sulla necessità di vaccinazioni su scala mondiale. Secondo le International Health Regulations, le linee guida dell’OMS hanno carattere vincolante su tutti i 194 paesi firmatari dell’OMS nell’evento di un’emergenza pandemica del tipo atteso il prossimo autunno, quando emergerà la seconda ondata, più aggressiva, del virus H1N1 – che è stato bioingegnerizzato in modo tale da assomigliare al virus influenzale spagnolo. In breve: l’OMS ha il potere di costringere chiunque in quei 194 paesi a farsi vaccinare con il fucile puntato addosso, ad imporre quarantene e a limitare la possibilità di viaggio”. (Jane Burgermeister, WHO moves forward in secrecy to accomplish forced vaccination and population agenda, Global Research luglio 2009). Il 19 maggio il direttore generale e i funzionari senior dell’OMS si sono incontrati in privato con i rappresentanti di circa 30 società farmaceutiche. “In un mondo perfetto le principali società farmaceutiche del pianeta potrebbero produrre 4,9 miliardi di vaccini per l’influenza suina da H1N1 nel corso del prossimo anno. Questa è l’ultima stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il direttore generale dell’OMS dott. Margaret Chan ha incontrato 30 società farmaceutiche martedì scorso e ha informato i reporter sul piano dell’OMS di assicurare la vaccinazione per i paesi poveri senza le necessarie infrastrutture per combattere una possibile pandemia. (Digital Journal, 19 maggio 2009) Secondo un articolo di Business Week, “I paesi più ricchi come gli USA e la Gran Bretagna pagheranno meno di 10 dollari per dose, lo stesso prezzo del vaccino per l’influenza stagionale. I paesi in via di sviluppo pagheranno un prezzo inferiore (Business Week, luglio 2009). L’OMS suggerisce che le 4,9 miliardi di dosi non saranno sufficienti e che sarà necessaria una seconda inoculazione. 4,9 miliardi di dosi a circa dieci dollari ($10.00) per iniezione e qualcosa di meno per i paesi in via di sviluppo rappresentano un profitto dell’ordine di 400 miliardi di dollari in un solo anno per Big Pharma. E l’OMS sostiene che un’unica dose per persona potrebbe non essere sufficiente… Vaccini pericolosi per la vita: chi è proprietario del brevetto? Mentre la produzione è stata affidata ad un numero selezionato di società, sembra che i diritti di proprietà intellettuale appartengano alla Baxter, gigante farmaceutico dell’Illinois. La Baxter è di importanza strategica nelle negoziazioni tra l’amministrazione americana e l’organizzazione mondiale della sanità (OMS). Per di più, “un anno prima che fosse segnalato alcun caso dell’attuale presunta H1N1” la Baxter aveva già presentato domanda per un brevetto per il vaccino H1N1: Domanda di brevetto vaccino Baxter US 2009/0060950 A1. (vedere William Engdahl, Now legal immunity for swine flu vaccine makers, Global Research, Luglio 2009). La domanda dichiara: “la composizione o vaccino comprende più di un antigene… come l’influenza A e l’influenza B in particolare, selezionati da uno o più dei [virus] umani H1N1, H2N2, H3N2, H5N1, H7N7, H1N2, H9N2, H7N2, H7N3, H10N7 sottotipi, dell’influenza suina H1N1, H1N2, H3N1, e H3N2 sottotipi, dell’influenza canina o equina H7N7, H3N8, sottotipi o dell’aviaria H5N1, H7N2, H1N7, H7N3, H13N6, H5N9, H11N6, H3N8, H9N2, H5N2, H4N8, H10N7, H2N2, H8N4, H14N5, H6N5, H12N5 sottotipi”. La domanda dichiara inoltre, “coadiuvanti idonei possono essere scelti tra i gel minerali, idrossido di alluminio, surfattanti, lisolecitina, polioli pluronici, polianioni o emulsioni oleose come acqua in olio oppure olio in acqua, o una combinazione di questi. Naturalmente la scelta del coadiuvante dipende dall’uso che se ne intende fare. Ad esempio la tossicità può dipendere dall’organismo soggetto destinato e potrà variare da nessuna tossicità ad alta tossicità. Senza la responsabilità legale, può essere che la Baxter si stia preparando a vendere centinaia di milioni di dosi contenenti l’altamente tossico idrossido di alluminio come coadiuvante? (ibid) Il Los Angeles Times ha rassicurato il pubblico americano con un articolo intitolato: “Che probabilità ci sono che l’H1N1 ti uccida?” Ovvero, che probabilità ci sono che il vaccino dell’H1N1 ti uccida? Il National Emergency Centers Establishment Act: H.R. 645 Non ci sono indicazioni che l’amministrazione Obama stia programmando nel futuro prossimo un’emergenza sanitaria pubblica che richiederebbe l’imposizione della legge marziale. In questo articolo abbiamo messo in rilievo l’esistenza di vari provvedimenti (legislazione e direttive presidenziali) che consentirebbero al presidente degli Stati Uniti di invocare la legge marziale nel caso di un’emergenza della salute pubblica. Se la legge marziale dovesse essere adottata nel contesto di tale emergenza, dovremmo fare i conti con la “vaccinazione forzata” su particolari gruppi della popolazione, come pure con la possibile creazione di strutture per il concentramento delle persone messe in quarantena. A questo proposito, vale la pena notare che nel gennaio 2009 un pacchetto legislativo intitolato National Emergency Centers Establishment Act (HR 645) è stato introdotto dal Congresso americano. La proposta di legge prevede la creazione di sei centri per le emergenze nazionali nelle maggiori regioni degli Stati Uniti da essere ubicati sulle esistenti installazioni militari, che potrebbero essere usate per mettere in quarantena la gente nel caso di un’emergenza sanitaria o di un programma di vaccinazione forzata. La proposta va ben oltre le precedenti legislazioni (compresa la HR 5122). Lo scopo dichiarato dei “centri per le emergenze nazionali” è quello di fornire “temporaneamente un tetto, assistenza medica, e assistenza umanitaria agli individui e alle famiglie che vengono dislocate a causa di un’emergenza o di un grave disastro”. Nella realtà abbiamo a che fare con dei campi di concentramento FEMA. La HR 645 dichiara che i campi possono essere usati per “soddisfare altre necessità appropriate, determinate dal segretario della sicurezza nazionale”. (Michel Chossudovsky, Preparing for Civil Unrest in America Legislation to Establish Internment Camps on US Military Bases, Global Research, Marzo 2009). Non c’è stata realmente alcuna copertura stampa della HR 645, che al momento viene discussa da svariati comitati congressuali. Non ci sono indicazioni che la proposta di legge stia per essere adottata. Queste “strutture civili” su basi militari USA dovranno essere realizzate in collaborazione con le forze armate americane. Se un individuo venisse arrestato e internato in un campo FEMA situato all’interno di una base militare, durante un’emergenza sanitaria nazionale quell’individuo rientrerebbe quasi certamente nella giurisdizione de facto del corpo militare: la giustizia civile e le forze dell’ordine compreso l’habeas corpus non conterebbero più. La HR 645 potrebbe essere usata, se dovesse essere adottata, in caso di emergenza sanitaria pubblica. Ovviamente, è in diretta relazione con la crisi economica e con la possibilità di proteste di massa in tutta America. Costituisce un’ulteriore mossa per militarizzare l’applicazione della legge civile, abrogando il Posse Comitatus Act. Citando il rappresentante [al Congresso] Ron Paul: “… i centri di fusione, la polizia militarizzata, le telecamere di sorveglianza e il comando militare nazionale non sono abbastanza… Anche se sappiamo che le strutture di detenzione esistono già, adesso vogliono legalizzare la costruzione di campi FEMA su istallazioni militari usando la sempre popolare scusa che le strutture sono per scopi di emergenza nazionale. Con il peggiorare di giorno in giorno di un’economia falsa basata sul credito, la possibilità di disordini civili diventa una minaccia sempre maggiore per l’establishment. Basta guardare solo all’Islanda, alla Grecia e ad altre nazioni per [vedere] ciò che succederà negli Stati Uniti”. (Daily Paul, settembre 2008, enfasi aggiunta). I campi di concentramento proposti dovrebbero essere visti in relazione al più ampio processo di militarizzazione delle istituzioni civili. La costruzione dei campi di concentramento è precedente all’introduzione della HR 645 (costruzione dei centri di emergenza) del gennaio 2009. “Sostegno civile militare”: il ruolo del Northern Command americano nel caso di una pandemia influenzale Il Northern Command americano ha il mandato di sostegno e di supervisione delle istituzioni civili nel caso di un’emergenza nazionale. “Oltre a difendere la nazione, il Northern Command americano fornisce sostegno in difesa delle autorità civili secondo le leggi degli Stati Uniti e sotto la direzione del presidente o del segretario alla difesa. L’assistenza militare è sempre in sostegno di un’agenzia federale di comando, come l’Agenzia Federale Gestione Emergenze (FEMA). Il sostegno ai civili da parte del corpo militare comprende le operazioni di soccorso in caso di disastro che hanno luogo durante gli incendi, gli uragani, le inondazioni e i terremoti. Il sostegno comprende le operazioni contro il narcotraffico e l’assistenza per la gestione conseguenze, come quelle che accadrebbero dopo un evento terroristico con l’impiego di un’arma di distruzione di massa. Generalmente, un’emergenza deve superare le capacità di gestione delle agenzie federali, statali e locali prima che venga coinvolto il Northern Command americano. Nel prestare sostegno ai civili, il comando opera attraverso Joint Task Forces subordinate. (vedere sito web dello US Northcom http://www.northcom.mil/index.cfm?fuseaction=s.who_civil) Gli uragani Katrina e Rita hanno avuto un ruolo fondamentale nel plasmare il ruolo del Northern Command nelle attività di “sostegno militare ai civili”. Le procedure di emergenza erano strettamente coordinate dal Northern Command dalla Peterson Air Force Base, insieme con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale, che ha la supervisione della FEMA. Durante l’uragano Rita (settembre 2005) il quartier generale del Northern Command aveva il controllo diretto sugli spostamenti del personale e dell’hardware militare nel Golfo del Messico, in alcuni casi annullando, come nel caso di Katrina, le azioni dei corpi civili. L’intera popolazione era sotto la giurisdizione dei militari piuttosto che della FEMA. (Michel Chossudovsky, US Northern Command and Hurricane Rita, Global Research, 24 settembre 2005). Il Northern Command come parte integrante del proprio mandato nel caso di un’emergenza nazionale, avrebbe la supervisione di una serie di funzioni civili. Come ha detto il presidente Bush al momento del picco d’intensità dell’uragano Rita, “il Governo e le forze militari americane avevano bisogno di una più ampia autorità per aiutare a gestire le maggiori crisi a livello nazionale come gli uragani”. Il segretario alla Sicurezza Nazionale Michael Chertoff ha successivamente classificato l’uragano Rita come un “incidente di rilevanza nazionale”, che ha giustificato l’attivazione di un cosiddetto “Piano di Risposta Nazionale” (NRP). (Per ulteriori informazioni, consultare il documento completo al sito http://www.dhs.gov/interweb/assetlibrary/NRPbaseplan.pdf) Nello schema più ampio di “soccorso disastri” il Northern Command nel corso degli ultimi due anni ha definito un mandato nell’eventualità di un’emergenza della salute pubblica o di una pandemia influenzale. L’accento è sulla militarizzazione della salute pubblica, secondo cui il NORTHCOM sorveglierebbe le attività delle istituzioni civili coinvolte nei servizi in relazione alla salute. Secondo il Generale di Brigata Robert Feldermann, vice direttore del direttorato per i Programmi, la Politica e la Strategia del NORTHCOM: “il USNORTHCOM è il sincronizzatore globale - il coordinatore globale – per la pandemia influenzale di tutti i comandi combattenti” (enfasi aggiunta) (Vedere Gail Braymen, USNORTHCOM contributes pandemic flu contingency planning expertise to trilateral workshop, USNORTHCOM, 14 aprile 2008, vedere anche USNORTHCOM. Pandemic Influenza Chain Training (U) pdf). “Inoltre, gli Stati Uniti nel 1918 sono stati colpiti dall’influenza spagnola. Eravamo gli unici ad avere la massima risposta ad [una pandemia] nella storia più recente. Così ho discusso cosa abbiamo fatto allora, cosa ci aspettiamo che succeda adesso e i numeri che ci aspettiamo in una pandemia influenzale”. Il potenziale numero di vittime negli Stati Uniti per una pandemia influenzale moderna potrebbe raggiungere quasi due milioni, secondo Felderman. Non solo l’economia nazionale ne risentirebbe, ma il Dipartimento della Difesa dovrebbe comunque essere pronto e in grado di proteggere e difendere il paese e offrire sostegno alle autorità civili in situazioni di disastro. Mentre praticamente ogni aspetto della società sarebbe toccato, “le implicazioni per il Northern Command saranno molto significative”. “[una pandemia avrebbe] un enorme impatto economico, oltre l’impatto di ‘difesa della nostra nazione’” ha detto Felderman. Gli Stati Uniti non sono soli nella preparazione per questa potenziale catastrofe. (Gail Braymen, citazione sopra). È stato rilevante anche il rimpatrio delle unità combattenti dal teatro bellico per assistere il Northern Command americano nel caso di un’emergenza nazionale, compresa una pandemia influenzale. Negli ultimi mesi dell’amministrazione Bush il Dipartimento della Difesa ha ordinato il richiamo della prima squadra di combattimento [Brigate Combat Team] della terza divisione di fanteria dall’Iraq. L’unità combattente BCT era affiancata alla US Army North, la componente dell’esercito dello US Northern Command (USNORTHCOM). La prima BCT ed altre unità combattenti sono state chiamate a prestare funzioni militari specifiche nel caso di un’emergenza nazionale o di un disastro naturale, compresa un’emergenza della salute pubblica: “The Army Times riporta che la prima squadra di combattimento della terza fanteria sta tornando dall’Iraq per difendere la patria, come “forza federale di risposta immediata per le emergenze naturali o provocate dall’uomo, compresi gli attacchi terroristici”. L’unità BCT è stata affiancata allo US Army North, ovvero la componente dell’esercito dello US Northern Command (USNORTHCOM). (Vedere Gina Cavallaro, Brigade homeland tours start Oct. 1, Army Times, 8 settembre 2008, enfasi aggiunta) Titolo originale: "Martial Law and the Militarization of Public Health: The Worldwide H1N1 Flu Vaccination Program" Fonte: http://www.globalresearch.ca Link 26.07.2009 Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI |
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02 settembre 2009
La Legge Marziale e la Militarizzazione della Salute Pubblica
01 settembre 2009
Byoblu.Com - I diritti che non ci dicono di avere
I diritti che non ci dicono di avereUna decina di giorni fa ho pubblicato una breve inchiesta: Tele Vaticano. La storia è semplice: il trattato di Amsterdam obbliga gli stati membri ad appaltare il sistema di radiodiffusione pubblica imponendo il rispetto di alcuni criteri base:
Ogni stato membro si organizza come vuole, purché il servizio pubblico – da noi la RAI – rispetti questo orientamento, e purché ci sia un controllore terzo che verifica il rispetto delle regole - da noi l’AGCOM. Così il Ministero delle Comunicazioni sigla un contratto triennale con la RAI, suddividendo l’attività radiotelevisiva in generi, tra i quali i primi due guarda caso sono proprio informazione e approfondimento, e stabilendo quanto spazio minimo vada dedicato nei palinsesti a trasmissioni che devono afferire a questi generi. il controllore terzo – l’AGCOM – deve ricevere ogni sei mesi dalla RAI un rapporto dettagliato dei programmi trasmessi in ciascuna categoria. Si sommano i tempi, esclusi gli spot, le sigle, le interruzioni eccetera, e si calcola la percentuale. Dal rapporto stilato per l’anno 2007, emerge con chiarezza che la categoria informazione di RAI1 è stata quasi interamente occupata da propaganda istituzionale/militare, mentre nella categoria approfondimento la Chiesa Cattolica ha dominato la programmazione per oltre due terzi. Da qui la proposta di ridenominare RA1 in Tele Vaticano. Non è una crociata anticlericale o antiistituzionale: è la presa di coscienza del fatto che l’arte, la musica, la filosofia, la storia e tutte le branche del sapere umano, che rendono le persone più autonome e consapevoli di sé, della propria storia e dei propri diritti, non sono giudicati argomenti di approfondimento dall’azienda che gestisce il servizio pubblico. Viceversa gli speciali su Padre Pio, su San Francesco, la benedizione Urbi et Orbi, le Sante Messe, i discorsi del Papa, i concistori dei Cardinali e via di seguito in un elenco decisamente lunghetto sono tutto o quasi quello che secondo RAI1 merita di essere approfondito e divulgato per soddisfare le esigenze democratiche, sociali e culturali della società. Siccome il servizio pubblico non informa i cittadini sui loro diritti, sì proprio e specialmente quelli democratici - forse perché toglierebbero spazio alle Sante Messe - il risultato, probabilmente voluto, è che nessuno sa più neppure come farli valere, questi diritti. Così si arriva al paradosso di avere una bella casa di proprietà – la democrazia – ma di non poterci abitare perché nessuno te ne dà l’indirizzo. Sappiamo che l’Italia probabilmente sta violando il trattato di Amsterdam, ne abbiamo le prove ma non sappiamo a chi dirlo, e questo proprio grazie al fatto che stiamo violando il trattato di Amsterdam, in base al quale qualcuno dovrebbe insegnarci ad essere cittadini consapevoli. Verrebbe quasi il sospetto che allo Stato italiano convenga di più avere credenti che non cittadini informati. Così, visto che l’educazione civica a scuola non la insegnano più – perché, insegnano ancora qualcosa? –, e visto che la RAI preferisce istruirci sul Rito della Via Crucis, i cittadini disperati chiedono aiuto alla rete. I blogger fanno servizio pubblico, senza canone però: quello serve a pagare le nomine che il Premier si vanta di fare a casa sua. Per quanto riguarda gli altri… volete gingillarvi con questa fesseria della democrazia? Fate pure, basta che continuiate a pagare. Se tra di voi ci sono fini granellini giuristi, costituzionalisti, esperti di qualsiasi cosa che torni utile a sollevare la questione, si facciano avanti e diano una risposta agli ammirevoli cittadini modello che hanno indirizzato la lettera seguente a me, a Ricca, a Grillo e ad alcune redazioni dei nostri quotidiani. LETTERA APERTA: COME PASSARE DALLA CONSAPEVOLEZZA ALL’AZIONE?A: Sig. Claudio Messora
Buon giorno, |
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Byoblu.Com - Fini Granellini
Fini GranelliniRiporto la registrazione e la trascrizione di un'intervista che tra ieri e oggi io e Piero Ricca abbiamo rilasciato a ResetRadio. Matteo Reset: Benvenuti su Reset Radio. Questo è il nostro spazio dedicato all'approfondimento. Quest'oggi un approfondimento un po' particolare: ieri il blog di Claudio Messora, Byoblu.Com, è stato oggetto di un atto di sequestro preventivo, probabilmente in seguito ad una querela. Oggi abbiamo ai microfoni di Reset Radio proprio Claudio Messora. Come stai? Claudio Messora: Come sto? Sono in uno strano sortilegio, un incantesimo in cui fluttui, lieviti in un oceano di dubbi, di domande. Aspettiamo lunedì per avere qualche risposta. Da un lato c’è paura, perché sai di muoverti contro elefanti che sanno benissimo di essere degli schiacciasassi nei confronti di fini granellini di sabbia, ma la rete ha proprio il pregio di riunire questi fini granellini di sabbia e farne una sorta di cemento armato, quindi speriamo che questa coesione, questo collante tra la gente aiuti a superare tutti i tentativi di imbavagliamento. Dall’altro lato c’è l’elettrificante sensazione di cominciare a fare un po’ di paura. Le querele sono proprio indice della paura che certe cose vengano a galla, quindi siamo sulla strada buona. |
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ATTACCO ALL'INFORMAZIONE LIBERA IN RETE - byoblu.com
Non hanno voluto dirmi le motivazioni, ma un'ordinanza di sequestro fa evidentemente seguito a una querela. Per questo motivo ho deciso di indire un concorso a premi fra tutti i lettori del blog.
Rileggetevi tutti gli articoli degli ultimi tempi: fra tutti quelli che indovineranno il nome del querelante e il titolo dell'articolo incriminato, estrarremo a sorte una copia omaggio del DVD che sto producendo e ...mi voglio rovinare, anche una copia del mio libro. Quale libro? Prima o poi lo scriverò, lo sento.
Magari saranno Le Mie Prigioni.
www.byoblu.com/post/2009/08/28/Le-mie-prigioni.aspx
L'articolo inquisito è "L'undicesima domanda":
C’era un tempo in cui gli amici non erano amici, e non mangiavano più nello stesso piatto. C’era un tempo in cui un partito accusava un imprenditore del nord di avere edificato il suo impero con i soldi della mafia. C’era un tempo in cui un direttore di giornale decise che era giunto il momento di dare a tutti una lezione di giornalismo.
Quel tempo era mercoledì 8 luglio 1998. Quel direttore era Max Parisi, alla guida de La Padania, l’organo di partito della Lega. Gli amici che non erano amici, erano Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Il partito era la Lega Lombarda e l’imprenditore del nord accusato di essere mafioso era proprio Silvio Berlusconi (lo so, non l’avreste mai detto). La lezione di giornalismo, invece, consisteva in una serie di domande per chiedere conto a Silvio Berlusconi del suo passato e del suo presente imprenditoriale. Il titolo era “Berlusconi Mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo”. Ma le domande pubblicate erano solo 10. L’undicesima, la domanda che non c’era, nessuno la conobbe mai. Forse perché giorno venne che i due ex-amici, poi divenuti nemici, d’improvviso fecero inspiegabilmente ...la pace.
La conseguenza di questo abbraccio fraterno, degno di Carramba Che Sopresa!, fu che tutti i violenti attacchi portati da La Padania al Cavaliere cessarono come per incanto. Tutte le tracce vennero minuziosamente cancellate dagli archivi web del quotidiano leghista, e Max Parisi venne premiato con un incarico al TG2.
Ma la rete non perdona. Lo diciamo sempre. Qualcuno ha recuperato da archive.org gli articoli originali, immortalati per voi e per tutti, in remissione di ogni reticenza. E così, nella magnificenza del TechniColor, possiamo vedere cose come la foto di Berlusconi insieme alle foto di Totò Riina, Giovanni Brusca, Pippo Calò, Tano Badalamenti ed altri personaggi del tutto innocui, campeggiare sotto il titolo: BACIAMO LE MANI.
...continua:
www.byoblu.com/post/2009/08/23/Lundicesima-domanda.aspx
31 agosto 2009
Nel Messico in carestia esploderà nel 2010 una nuova Rivoluzione?
Nel Messico ridotto alla carestia esploderà nel 2010 una nuova Rivoluzione?
Nel 1810 in Messico si dichiarò
l’indipendenza dalla Spagna (nella foto il celeberrimo murales di José
Clemente Orozco). Nel 1910 scoppiò la Rivoluzione zapatista. Alla vigilia del
2010, secondo la Conferenza Nazionale Contadina (CNC), il paese è al bordo
della fame di massa.
Per i fagioli, i frijoles, si teme un meno 80% nel prossimo raccolto, una tragedia che potrebbe tradursi in migliaia di morti di fame nel prossimo anno. Solo un po’ meno peggio va per l’altro architrave dell’alimentazione di cento milioni di messicani, il mais, meno 50%.
E proprio la fame potrebbe essere il punto più triste d’inflessione di un modello fallito di paese che a 200 anni dalla nascita ha bisogno di un nuovo inizio.
Il PIL intanto quest’anno cadrà del 9%. L’industria sta perdendo solo quest’anno un milione di posti di lavoro. La guerra civile dei narcos, ormai la prima industria nel paese come in Colombia negli anni ‘80, supererà la soglia dei 10.000 morti ammazzati nel 2009. La metà di questi è a Ciudad Juárez. La città, 1.5 milioni di abitanti, alla frontiera con il Texas vive in un contesto di violenza, non endemica ma causata dalla crisi, peggiore di quella di Baghdad. Un governo senza altra ricetta che quella neoliberale risponde tagliando salute ed educazione per far cassa oppure mandando l’esercito a reprimere e farsi complice del precipizio.
La Confindustria messicana dal canto suo, in sinergia con il ministro dell’Economia Agustín Carstens, uno degli ultimi “Chicago boy” con tanto di dottorato sulla piazza continentale, vuole lacrime e sangue sotto forma di IVA su medicine e alimenti. Nel loro delirio sostengono ancora che così si potrebbero ridurre le tasse ai ricchi e far da volano all’economia. Qualcuno sperava in Barack Obama, ma il presidente democratico elude ogni richiesta d’aiuto di Felipe Calderón a cominciare dall’alleviare le misere condizioni di vita di milioni di migranti che quest’anno, secondo il BID, invieranno vari miliardi in meno in rimesse.
Le politiche neoliberali dei governi del PAN, le conseguenze sempre più intollerabili del Trattato di Libero Commercio del Nordamerica (NAFTA) del 1994 e la siccità causata dal cambio climatico si abbattono così sul Messico come le bibliche piaghe d’Egitto. La siccità, la peggiore degli ultimi 70 anni, mette in grave crisi 3.5 milioni di contadini e 7 milioni di ettari di terre coltivate in 23 dei 32 stati del paese. Inoltre l’80% dei capi d’allevamento sta soffrendo la sete e una percentuale identica del territorio agricolo messicano è a rischio erosione. Senza fagioli né mais, le due principali sostanze della dieta del paese nordamericano, cosa mangeranno milioni di persone, soprattutto quelli di campagne sempre più desolate?
E’ strano che sulla bancarotta fraudolenta di una delle economie del G20, forse la più compiutamente neoliberale tra tutte, non vi sia alcuna analisi nei giornali italiani e ben poco in quelli occidentali che dovrebbero ammettere che il Messico, come già l’Argentina un decennio fa, sono lo specchio più fedele del fallimento pieno del modello post-coloniale imposto nel dopoguerra dal Fondo Monetario Internazionale.
Nell’immediato l’unica soluzione a disposizione del governo messicano per evitare la fame di massa è continuare a svenare il paese nell’importazione di alimenti. Questi proverranno ancora una volta dall’agricoltura iper-assistita degli Stati Uniti, infinitamente meno liberale di quella messicana e perciò più solida. E’ un paradosso che non consola perché invece sarebbe urgentissimo ripensare completamente la politica agraria dello Stato messicano e rinegoziare il Trattato di Libero Commercio del Nord America. Questo dal 1994 ad oggi ha obbligato all’esodo dalle campagne oltre dieci milioni di contadini senza che l’industria uscisse da una crisi ultraventennale e nonostante l’azzeramento di diritti sindacali imposto nell’arcipelago gulag delle maquiladoras dove 1.2 milioni di lavoratrici e lavoratori consumano la vita per pochi spiccioli e nulla apportano all’economia del paese. Dalle maquiladoras infatti partono il 47% delle esportazioni lasciando in Messico un controvalore pari ad appena il 3% del PIL. E’ un modello da buttare che Calderón non vuole, non sa e non può cambiare.
In questo contesto, col sistema educativo allo sfascio e (come la sanità) sottoposto a continui tagli dal governo, e non più in grado di creare opportunità e perequazione sociale, ai giovani e meno giovani messicani resta l’emigrazione (per dove se neanche il Canada li accoglie più?) oppure affiliarsi al narcotraffico e candidarsi a diventare un numero nella statistica dei morti ammazzati o dei sicari.
Oppure, lo desiderano gli ottimisti, lo temono gli oligarchi di sempre, l’implosione messicana sarà risolta dall’esplosione di un nuovo conflitto sociale, una ribellione aperta contro lo Stato liquido neoliberale che ha sostituito quello clientelar-assistenziale instaurato dal PRI e che è manifestamente fallito. Fatto sta che ogni cent’anni il Messico esplode. Nel 1810 fu dichiarata l’indipendenza dalla Spagna e cent’anni dopo, nel 1910, scoppiò la grande Rivoluzione zapatista, l’evento fondante del Messico moderno. In entrambi i casi ci volle più di un decennio di guerre, carestie e turbolenze per uscirne.
Giunti al tratto finale del 2009 quello che è certo è che il paese è nuovamente allo stremo. Il regime neoliberale farà la fine della corona spagnola al tempo dei lumi e del porfiriato un secolo dopo? E’ difficile dirlo. Sarà la divisa sinistra politica a condurre la rivolta? I sindacati? Oppure i movimenti sociali? O forse ancora un nuovo zapatismo che faccia ritrovare rappresentatività agli ultimi degli ultimi? Oppure i tempi dell’implosione del Messico saranno dettati da una caotica esplosione di violenza che prenderà magari la forma di saccheggi nei supermercati, una jaquerie premoderna che promuoverà un caos dagli esiti imprevedibili, forse perfino un ritorno dell’eterno PRI? Forse nulla di tutto questo succederà. Forse succederà qualcosa di completamente nuovo. Ma di sicuro nel Messico alla fame qualcosa dovrà accadere.
30 agosto 2009
Claudio Messora e Piero Ricca su ResetRadio
Claudio Messora e Piero Ricca intervistati su Reset Radio circa il sequestro di Byoblu.Com http://www.byoblu.com/
29 agosto 2009
VideoCrazy
VIDEOCRACY: La Rai non lo distribuisce? CI PENSIAMO NOI. Nelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c'è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo. La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.
28 agosto 2009
28 agosto 1988: Frecce Tricolori e strage a Ramstein
Domenica 28 agosto 1988, durante l'Airshow Flugtag '88 nella base statunitense di Ramstein (Germania), l'esibizione acrobatica delle Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica italiana, si trasformò in tragedia. Durante l'esecuzione della figura detta del "Cardioide", gli Aermacchi MB-339 del Tenente Colonnello Ivo Nutarelli (Pony 10 della formazione), del Tenente Colonnello Mario Naldini (Pony 1) e del Capitano Giorgio Alessio (Pony 2) entrarono in collisione ad un'altezza di circa 40 metri dal suolo. Gli aerei numero 1 e 2 precipitarono in fiamme ai lati della pista. Il terzo aereo, sempre in fiamme, si abbatté sulla folla. Oltre ai tre piloti, persero la vita 67 spettatori (51 il giorno dell'incidente e 16 nelle settimane successive, deceduti a causa delle ustioni riportate), per la maggior parte tedeschi: tra essi, molti bambini. I feriti, ricoverati in 46 ospedali, furono circa 1.000, di cui 347 gravi.
26 agosto 2009
Influenza suina: un busines - RaiNews24
Con intervista a Wayne Madsen. I dubbi sullOms, le accuse su un business che coinvolge personaggi eccellenti. Internet ha seguito con straordinario disincanto la vicenda dellinfluenza suina. La maggioranza dei filmati messi in rete trasuda scetticismo sulla portata dellepidemia. I dubbi maggiori riguardano i grandi affari effettuati dalle multinazionali del farmaco con la complicità di personaggi eccellenti. Così sul Web si scopre che lex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld è uno dei titolari della Gilean Sciences, la società californiana che ha prodotto lantivirale Tamiflù e che riceve il 10% del ricavato delle vendite del medicinale dalla svizzera Roche. Un altro interrogativo, che trova grande spazio sulla Rete, riguarda lorgine del virus. Molti autorevoli scienziati hanno parlato di una creazione in laboratorio, di una ricombinazione genetica che non poteva avvenire in natura. Il servizio completo: rainews24.it www.youtube.com
25 agosto 2009
Internet for Giuliani
La rete produce Giampaolo Giuliani e ne sovvenziona parte delle ricerche, facendo quello che il servizio pubblico deliberatamente sceglie di non fare. www.byoblu.com
22 agosto 2009
RaiNews24 e Zeitgeist
"Scenari, l'inchieste web" di RaiNews24, accenna al film Zeitgeist. L'intero servizio in questa pagina: http://scenari.blog.rainews24.it/2009/08/19/memorie-di-guerra/ e sullo spazio youtube di RaiNews24: http://www.youtube.com/watch?v=s3ySsbVt8EE
20 agosto 2009
Tele Vaticano
Il Trattato di Amsterdam obbliga l'Italia ad un servizio di televisione pubblica che risponda alle esigenze democratiche,sociali e culturali della società. Analizziamo insieme come RAI1 ottempera a questi obblighi che gli derivano dalla Comunità Europea. Fonte: www.byoblu.com
LA GUERRA AL TERRORISMO E' UN MITO
| Intervista a WEBSTER TARPLEY ReOpen911 e GeoPolIntel “Non si può capire la politica attuale degli Stati Uniti se si sottovaluta la portata reale dell'11 settembre. Gli attentati dell'11 settembre sono stati un colpo di Stato. La guerra contro il terrorismo si basa su un mito e a partire da questi eventi è diventata una religione di stato obbligatoria. Il solo modo di combattere i neoconservatori è di distruggere questo mito. L'apertura di una commissione di verità come quella di Russell-Sartre al momento della guerra del Vietnam, potrebbe contribuire a distruggerlo". Non si può negare che Tarpley sia un esperto di geopolitica e la sua conoscenza dei meccanismi complessi della situazione attuale ci ha naturalmente spinti a chiederne il parere sulla situazione presente. Le domande sono state co-redatte da ReOpen911 e il sito GeoPolIntel che ha realizzato un'analisi estensiva dello scudo ABM (Anti Missili Balistici). Prima di affrontare l'intervista vera e propria, Webster G. Tarpley, autore di diversi libri, tra cui la straordinaria opera 9/11 Synthetic Terror: Made in USA, ci ha chiesto di completare l'intervista con il paragrafo seguente. “Il principale progetto americano-britannico del momento è di balcanizzare il Pakistan, in modo che non possa diventare un corridoio energetico per la Cina, l'Iran e il Medio Oriente, come possiamo vedere con la posizione del porto di Gwadar. La folle escalation di violenza in Afghanistan, che porta il segno di Obama, ha senso solo se capiamo che lo scopo è di distruggere il governo centrale del Pakistan e provocare l'esplosione di questo paese in cinque fasi, secondo il prolungamento del piano di Bernard Lewis. Il Pakistan è un obiettivo molto più importante dell'Iran. Esiste addirittura un piano americano-britannico per distruggere la catena dei paesi pro-cinesi lungo l'Oceano Indiano. Ma lo Sri Lanka ha evacuato l'esercito del terrore (sostenuto dagli Stati Uniti e il Regno Unito): terroristi che avevano i loro quartieri generali a Londra e conosciuti con il nome di Tigri Tamil. Era davvero grottesco vedere Kouchner e Milliband (Ministri degli Esteri francese e britannico) cercare disperatamente di salvare le Tigri Tamil, affinché i macellai potessero combattere ancora! I posti come lo Zimbabwe, il Sudan, la Thailandia, la Cambogia, il Bangladesh e diversi gruppi di isole, sono oggi un campo di battaglia tra la Cina (quest'ultima fa pressioni in favore di un commercio e uno sviluppo pacifico), e l'alleanza Stati Uniti e Gran Bretagna che cerca di mandarli in rovina e di mantenere il consenso screditato di Washington contro il consenso di Pechino, che respinge l'intimidazione imperialista del tipo FMI-Banca Mondiale-WTO". ReOpen911 : La lettera di Obama a Medvedev, nella quale chiede ai Russi di negoziare l'abbandono del nucleare iraniano, non sarebbe un mezzo per rinfocolare una nuova guerra in Medio Oriente? Se una marionetta anglo-americana prendesse il potere in Iran, una delle prime cose che farebbe sarebbe tagliare l'approvvigionamento di petrolio in Cina, dato che, di questi tempi, è lì che si trova il maggior interesse degli Stati Uniti e della Gran Bretagna in Medio oriente. Il discorso di Obama al Cairo non è nient'altro che un tentativo di usare il mondo arabo-islamico del Medio oriente contro la Russia e la Cina. Anche l'India è uno dei principali candidati a diventare la seconda arma eurasiatica degli Stati Uniti e del Regno Unito, ma anche qui, gli Indiani possono rivelarsi troppo intelligenti per cadere nella trappola. Tutti sanno che il Congresso americano ha adottato delle leggi ricorrenti che chiedono un cambio di regime in Iran, con il finanziamento di 400 milioni di dollari, e da cinque anni e passa, Seymour Hersh ha descritto nel New Yorker il ruolo attivo delle squadre di spionaggio e di destabilizzazione statunitensi in Iran, che tentano di fomentare le ribellioni con gli Arabi, gli Azeri, i Kurdi, i Baloutches, i Pashtun e altri, con lo scopo finale di dividere e balcanizzare l'Iran, nello stesso modo in cui lo furono la Jugoslavia, l'Iraq, e come potrebbe esserlo ben presto il Sudan. Il colore della rivoluzione in Iran è in gran parte l'opera del gruppo “soft power" (NdT: che sostiene una politica esterna di “bassa intensità") ispirato dagli scritti di Joseph Nye, e che include le cerchie di Brzezinski alla Rand Corporation, così come l'International Crisis Group e altri operatori che per raggiungere i propri scopi usano la sinistra come copertura, gli slogan umanitari, i diritti dell'uomo. Se ho ben capito Jacques Sapir, egli sembra dire che gli slogan umanitari sono stati così bistrattati dagli imperialisti occidentali al servizio dei propri scopi predatori, che questi slogan sono stati completamente screditati in virtù dell'ipocrisia e del loro effetto “due pesi, due misure". Se sono proprio questi i propositi di Sapir, sono completamente giustificati. Direi che è tempo di sottolineare i diritti economici dei paesi in via di sviluppo, a cominciare dall'industrializzazione, il pieno impiego, e eliminando la povertà, la malattia, l'analfabetismo, e una situazione in cui vediamo un miliardo di persone che patiscono la fame o che rischiano la carestia, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, e forse 2 miliardi di persone ridotte a un'esistenza miserabile, con meno di un dollaro al giorno. Queste sono le vere domande che oggi l'umanità deve affrontare. ReOpen911: Il piano Gates-Brzezinski prevede un nuovo approccio con l'Iran. Se questo piano non funzionasse, gli Stati Uniti potrebbero colpire l'Iran con l'arma atomica, come diceva Schneider JR? Webster G. Tarpley: Tutta la base del regime di Obama, tra le cerchie imperialiste statunitensi, è sempre più cosciente del fatto che gli Stati Uniti sono troppo deboli, troppo odiati, troppo in fallimento per intraprendere ora nuove avventure in Medio oriente. Ecco perché si tirano indietro addossando la responsabilità ad altri, facendo la guerra con l'uso di mandatari o marionette kamikaze, come avvenne con l'Etiopia, usata contro la Somalia qualche anno fa. ReOpen911: Se gli Stati Uniti e la Russia falliscono nel tentativo di far accettare all'Iran la fine del suo programma nucleare, Israele può colpirlo come colpì l'Iraq di Saddam Hussein? ReOpen911: Dato che i servizi segreti statunitensi hanno detto che l'Iran ha fermato il proprio programma nucleare militare dal 2003, dobbiamo accettare un Iran con un nucleare civile? Webster G. Tarpley: Certo, nonostante la demagogia bellicistica di Sarkozy e di Kouchner su quest'argomento quando tentarono di andare al fronte. Ogni paese ha un diritto inalienabile alla scienza, alla tecnologia, all'industria e alla produzione di energia moderna, e nel mondo d'oggi, questo può significare solo lo sfruttamento pacifico dell'energia nucleare. Questa era la base della politica estera americana durante la maggior parte della guerra fredda, l'iniziativa “Atomi per la pace" di Eisenhower. Tutti i paesi del mondo che vogliono affermare la propria sovranità e il diritto allo sviluppo considerano seriamente l'esame di un'applicazione importante dell'energia nucleare, a cominciare dalla Cina, l'India, la Russia, la Giordania e molti altri. In questo seguono il ben riuscito esempio francese, molto più eloquente dei discorsi di Sarkozy. Dopo le violazioni massicce del regime di non proliferazione, suggellato da Stati Uniti e India sul nucleare, gli Stati Uniti non si fanno scrupoli quando si tratta di intimidire o tormentare gli altri su questo aspetto. ReOpen911: La colonna vertebrale della politica estera americana in Europa è il Trattato ABM e l'allargamento della NATO. Cosa ne pensate di questa provocazione verso la Russia e del rischio di vedere affrontarsi alleati europei? Webster G. Tarpley: Nella migliore delle ipotesi, l'allargamento della NATO è inutile e assai pericoloso nella maggior parte degli scenari probabili. Quale persona di buon senso si impegnerebbe a battersi e a morire per un demente come Saakashvili, dopo che quest'ultimo ha mostrato la propria instabilità mentale con l'attacco kamikaze contro la Russia nell'agosto 2008? Che persona di buon senso vorrebbe essere impegnata nell'ultima avventura di questi cleptocrati dell'FMI a Kiev? Quando la Germania dell'Est è stata reintegrata nella Germania dell'Ovest, gli Stati Uniti hanno preso degli impegni seri con la Russia: le forze della NATO non sarebbero entrate nell'ex Germania dell'Est. Ora, sono andate molto più lontane. È il momento di invertire questa tendenza. Invito la Francia a riconsiderare l'idea di reintegrare la struttura di comando della NATO. Tenendo conto dell'impegno americano nei regimi instabili e aggressivi non lontani dalla Russia, la Francia corre il rischio di essere trascinata in una guerra catastrofica sulla scia anglo-americana. Questo non è il futuro di una grande nazione come la Francia. Possiamo vedere anche una seconda serie di paesi provocatori composta da Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Ucraina e altri paesi, che possono essere buttati nella lotta contro la Russia per questioni come l'interruzione della distribuzione di gas naturale in Europa dell'Ovest quasi ogni inverno. ReOpen911: Riguardo al trattato ABM, cosa ne pensate dell'impianto dello scudo spaziale in paesi dell'Europa dell'Est come la Repubblica Ceca, senza previo accordo con il Parlamento europeo? Cfr http://fr.rian.ru/world/20081110/118227844.html Webster G. Tarpley: Ho richiamato diverse volte Obama in pubblico affinché prendesse degli impegni precisi, se vuole provare di essere davvero l'angelo della pace che dice di essere. Il primo è annunciare che non ci sarà nessun schieramento di sistemi ABM in Polonia, poiché possono essere facilmente messi in atto in un primo attacco nucleare preventivo strategico contro la Russia, ributtando così il mondo nel contesto esplosivo della vecchia guerra fredda. Obama potrebbe semplicemente annunciare: “La crisi dei missili poloni non avverrà". L'altro impegno che Obama potrebbe prendere sarebbe quello di ritirare tutto il sostegno degli USA all'allargamento della NATO. È quello che qualsiasi Europeo con un po’ di buon senso esigerebbe che facesse. Invece, l'estate scorsa abbiamo avuto 200.000 fans raggirati da Obama alla porta di Brandeburgo. ReOpen911 : In questo contesto, cosa ne pensa dell'integrazione della Francia alla NATO, e la sua partecipazione alla guerra contro il terrorismo? Webster G. Tarpley : Raccomanderei alla Francia di non sottomettersi al comando della NATO. Il presidente de Gaulle aveva completamente ragione quando espulse da Versailles i quartieri generali della NATO e ritirò la Francia dalla struttura di comando della NATO. Questo non ha offuscato le relazioni franco-americane, ma ha impedito che gli elementi anarchici presenti nell'organizzazione causassero seri problemi alla Francia. In particolar modo penso al generale Lyman Lemnitzer, sostenitore dell'operazione Nothwood (NdT: piano concepito da alti dirigenti del Dipartimento della Difesa USA allo scopo di suggestionare l'opinione pubblica statunitense ed indurla così a sostenere un attacco militare USA contro il regime cubano di Fidel Castro) quand'era Presidente del Pentagono e stava per diventare il Comandante della NATO, e che fece di tutto per installare Gladio in Italia e nella maggior parte dei paesi della NATO (NdT: organizzazione paramilitare del secondo dopoguerra, legata ai servizi segreti occidentali promossa dalla NATO per contrastare un'eventuale invasione sovietica dell'Europa occidentale). Riassumendo, De Gaulle aveva ragione, l'Occidente ha bisogno che la Francia mantenga la propria indipendenza intellettuale e l'attitudine a sviluppare una critica responsabile e realista sugli eccessi degli Anglo-americani. Ciò che fece De Gaulle, è ciò che ci si aspetta dai futuri leader francesi. ReOpen911 : Riguardo all'11 settembre, pensa che possa nascere un'inchiesta indipendente? E in caso affermativo, sarebbe per volere della giustizia americana o di un'azione internazionale come i "Politics for 9/11 Truth" (NdT: Dirigenti politici per la verità sull'11 settembre) Webster G. Tarpley: L'importanza del movimento per la verità sull'11 settembre, sviluppatosi nella società americana tra il 2006 e il 2007, si è ampiamente disgregata fino a diventare impotente. Mentre la campagna delle primarie cominciava a riunire le energie nel 2007, molti vecchi attivisti dell'11/9 han commesso il grave errore di sacrificare la propria attività a politici professionisti che avevano promesso di fare qualcosa per indagare sulla questione. Dennis Kucinich, candidato di sinistra al partito liberal-democratico, promise pubblicamente che avrebbe indagato sull'11/9, così come sull'affaire del B-52 “canaglia" (NdT: Bombardiere strategico a largo raggio prodotto dalla Boeing) avvenuta tra l'agosto e il settembre 2007, poco dopo che un gruppo di attivisti di cui facevo parte emise l'avvertimento di Kennebunkport, col quale dicemmo che Cheney stava facendo un ultimo tentativo per avviare la guerra contro l'Iran. Questo succedeva nel momento in cui gli Israeliani lanciavano il raid aereo contro la Siria. Ma Kucinich non mantenne la promessa. Una parte ancor più grande dell' 11/9 Truth Movement venne inghiottita da Ron Paul, il deputato del Texas e candidato libertario repubblicano. Non fece promesse in pubblico come Kucinich, ma in privato disse agli attivisti dell'11/9 Truth Movement che condivideva il loro punto di vista e che l'avrebbe detto pubblicamente al momento opportuno. Con queste certezze, molti attivisti diedero il proprio tempo, denaro e sostegno alla campagna presidenziale di Ron Paul. Ma quando, durante un dibattito nazionale sulla televisione via cavo a cui assisteva tutta la stampa nazionale, Ron Paul venne interrogato, affermò con forza che riteneva assurde le idee dell'11/9 Truth Movement e che queste lo imbarazzavano; aggiunse inoltre che gli attivisti avrebbero dovuto abbandonare i loro sforzi. Disse anche che il suo scetticismo riguardo al rapporto della Commissione dell'11 settembre era uguale al suo scetticismo per i documenti del governo, né più né meno. Alla fine, quando fu chiaro che Obama aveva una reale possibilità di diventare Presidente, il resto dei liberali di sinistra rinunciò all'attivismo e si unì alla quête messianica e utopica proposta da Obama. Di conseguenza, il movimento per la Pace, il movimento per la destituzione (NdT: e il processo di Bush) e l'11/9 Truth Movement vennero letteralmente spazzati via. Tutto questo mostra il ruolo importante svolto da Obama nella soppressione delle proteste e la protezione dell'Establishment di Wall Street contro l'agitazione popolare. Ora ci vorrebbe l'implicazione decisiva di uno o più leader mondiali fuori dagli Stati Uniti per realizzare l'indispensabile inchiesta internazionale indipendente dalla Commissione per la verità sull'11/9. ReOpen911 : Molti cittadini hanno scoperto la geopolitica e i retroscena dei conflitti cercando di saperne di più sugli attentati dell'11 settembre 2001. Cosa direbbe a queste persone che scoprono, spesso con orrore, che un buon numero di guerre e attentati sono fatti dagli Stati Uniti e/o da gruppi di interesse contro gli interessi delle popolazioni? Webster G. Tarpley: Il problema della politica straniera statunitense non si trova essenzialmente all'interno del governo federale, ma viene dal fatto che la politica straniera statunitense è ampiamente prodotta dagli interessi bancari della potentissima Wall Street, che opera attraverso organismi come il Council on Foreign Relations, la Commissione Trilaterale, il gruppo Bildeberg e l'insidiosa Mont Pelerin Society che si occupa di economia. Obama, Biden, Holbrook e molti altri sono i servi di questi banchieri di Wall Street. Queste forze non seguono una politica americana nazionale che imporrebbe, per esempio, buone relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia, come erano mantenute durante la Rivoluzione Americana nel momento della Guerra Civile americana e durante l'amministrazione di F.D. Roosevelt. Invece di una politica nazionale americana, abbiamo una politica favorevole ai finanzieri e agli imperialisti. È la stessa mentalità della City di Londra e di una parte della Commissione Europea e della Banca Centrale. Viviamo un'epoca di preponderanza oligarchica su tutto il globo. Il solo modo di cambiare questa situazione è aumentare la politicizzazione e l'attivismo di una parte della società moderna che si limita solitamente a uno stupore passivo, all'apatia, a un'alienazione attraverso la cultura popolare. ReOpen911 : Internet gioca un ruolo importante nel mettere a disposizione le informazioni e quindi a ciò che potremmo chiamare un' “educazione delle masse"; secondo lei, un'azione concertata che sfoci su una censura su questa rete è all'ordine del giorno? Webster G. Tarpley: Uno degli aspetti positivi del sistema statunitense è stata la forte protezione della libertà d'espressione incarnata dal Primo Emendamento della Costituzione americana. Potete confrontarla con la terribile situazione di un paese come la Gran Bretagna. I liberali totalitari del regime Obama sono ostili al proseguimento della tradizione di libertà d'espressione. Vorrebbero ridurre l'ambito della libertà d'espressione usando il pretesto della legislazione del crimine destinata a dichiarare illegale non atti criminali, ma le opinioni sostenute da coloro che hanno commesso tali atti criminali – dichiarare illegali le opinioni è un'idea alquanto strana in giurisprudenza. Il Partito Democratico sembra anche voler ridurre al silenzio o intimidire l'ala destra o i commentatori radio reazionari più in vista nel paese, e che rappresentano una delle forze principali che criticano il regime Obama. Con il pretesto d'obbligare i diffusori che usano le onde pubbliche, quest'ultimo è tentato di offrire un'ampia varietà di opinioni politiche, o di rappresentare gruppi di comunità locali. Sarebbe stato meglio vietare a una corporation il possesso totale dei mass media in una data città e lasciare così che il discorso evolvesse. ReOpen911 : Lei che è spesso pessimista riguardo al futuro (basta pensare la suo ultimo libro nel quale spiega perché nutre poca speranza in Obama) ha qualche speranza per un futuro più pacifico? Webster G. Terpley: Non credere alla demagogia delle marionette di Wall Street come Obama non fa di me un pessimista, ma un realista. Obama ha superato il proprio apogeo; si trova ora sulla discesa, sebbene il pericolo di nuove operazioni false flag che mirano alla Russia, alla Cina, al Sudan, al Pakistan o ad altri nuovi bersagli aumenti senza dubbio in questo momento. Avendo studiato Platone, Leibniz e Machiavelli, sono ottimista per ciò che riguarda le prospettive d'azione in questo mondo. Su questi punti sono con Leibniz e contro Voltaire. Approverei anche ciò che dice Dante sul punto essenziale della Divina Commedia nel Canto di Marco Lombardo, dove l'accento è messo sul fatto che lo stato del mondo non dipende da Dio, dalla predestinazione o dalla cattiva sorte, ma che si tratta invece di un compito dato agli esseri umani che devono esercitare il loro libero arbitrio. Le persone devono capire che l'azione storica mondiale è più realizzabile al presente che in qualsiasi altro momento della storia; è il momento di trarre vantaggio da queste possibilità prima che la porta delle opportunità si chiuda, cosa che può succedere in qualsiasi momento. ReOpen911 : Lei che conosce bene gli ingranaggi dei Machiavelli del nostro tempo, cosa possono fare i nostri lettori e i cittadini per aiutare il mondo a essere migliore e più in pace? Webster G. Tarpley: Non c'è nessuna ragione di subire una depressione economica mondiale, né una guerra mondiale che potrebbe seguire la stessa sequenza di eventi che abbiamo conosciuto negli anni 1930. Innanzitutto, le leggi dell'economia non sono affatto un mistero. Le spiego nel mio ultimo libro Surviving the Cataclysm (Sopravvivere al Cataclisma). Per uscire dalla depressione in primis bisogna fare tutto ciò che è necessario per ridurre il fardello del capitale fittizio e delle entrate speculative dell'economia mondiale. Questo significa fare cose come vietare la bolla dei derivati di 1,5 milioni di miliardi di dollari, o tassare i derivati fino alla loro scomparsa, vietare i prestiti ipotecari a tasso aggistabile, dichiarare illegali i “fondi di copertura" altamente speculativi (hedge funds), fermare i pignoramenti delle case, delle fattorie, delle fabbriche, tassare gli speculatori con la tassa Tobin dell'1%, regolare di nuovo i mercati petrolieri, pignorare e chiudere le banche zombie in bancarotta che dominano Wall Street e la City di Londra. Dobbiamo sequestrare la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea, le banche centrali controllate da privati e nazionalizzarle. Dovrebbero cominciare col fare prestiti allo 0% per le attività produttive, ossia la creazione di beni fisici tangibili sotto forma di industria, agricoltura, costruzione, trasporti, edilizia, miniere, ricerca scientifica, attrezzature sanitarie e altri preamboli dell'esistenza umana. Tutto questo è particolarmente necessario qui negli Stati Uniti, poiché tutta l'economia si avvicina al punto del crollo fisico e termodinamico. In questo paese dovremmo costruire un migliaio di ospedali, cento reattori nucleari ad alta temperatura di quarta generazione, costruire 170.000 km di rotaie Maglev (NdT: treno a levitazione magnetica), ricostruire il sistema autostradale interstatale, e ricostruire tutte le infrastrutture d'acqua e di depurazione. Abbiamo bisogno di un programma convincente in fisica di alta energia per risolvere i problemi attuali della fusione dell'energia termonucleare. Abbiamo bisogno di un programma persuasivo nella ricerca biomedica per trovare rimedi alle malattie che colpiscono l'umanità. Sono sforzi che per definizione dovrebbero essere internazionali. Certo, dobbiamo finanziare e restaurare la rete di previdenza sociale, che sarà fondamentale per le vittime della depressione nei prossimi due o tre anni. E per finire, avremo bisogno di una nuova conferenza monetaria mondiale per creare un sistema monetario mondiale vivibile per rimettere in moto il commercio mondiale e promuovere lo sviluppo economico e tecnologico dell'Africa, dell'Asia meridionale, della maggior parte dei paesi dell'America Latina, dell'Europa dell'Est e di altre zone il cui sviluppo economico è stato impedito. Bisogna interessarsi ai grandi progetti d'infrastruttura mondiale come il Maglev di Dakar a Dubai, il Maglev da Cap Town al Cairo, i ponti e i tunnel lungo il Mediterraneo a Gibilterra e tra la Sicilia e la Tunisia, un sistema Maglev eurasiatico, un ponte-tunnel sullo stretto di Bering, un nuovo Canale Thai (NdT: l'istmo di Kra in Malesia), una “Tennessee Valley Authority" per il Gange, il Brahmaputra, il Mekong, l'Amazzonia e altri sistemi fluviali nel mondo (NdT: Tennessee Valley Authority: impresa americana incaricata della navigazione, del controllo delle piene, della produzione di elettricità e dello sviluppo economico della valle del Tennessee), e lo sviluppo del trasporto fluviale in Africa con un sistema di chiuse e di canali tra l'alto Nilo e l'alto Congo. Dovremmo fare tutto questo con la piena coscienza che se non realizziamo queste tappe progressive necessarie finché viviamo, la civiltà mondiale potrebbe sprofondare in un periodo di caos, di orrori che al momento è difficile concepire, ma che dovrebbero essere sufficientemente chiari. La mia litania preferita è quella di un minatore spagnolo di una regione settentrionale della Spagna, le Asturie, che mi diceva che il suo credo personale era: “La tua scelta nel mondo moderno è chiara. Sii attivo prima di diventare radioattivo. Allora scegli". Quest'alternativa non è cambiata molto. La mia speranza è che sempre più persone scelgano di essere attive. ReOpen911 e GeoPOlIntel intervistano Webster Tarpley Fonte: http://www.reopen911.info Link: http://www.reopen911.info/11-septembre/interview-de-webster-tarpley/ 13.07.2009 Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI |
28 luglio 2009
Bilancio a un mese dal golpe in Honduras
Bilancio a un mese dal golpe in Honduras
Esattamente un mese fa, il
presidente legittimo della Repubblica dell’Honduras, Manuel
“Mel” Zelaya, veniva sequestrato da un commando golpista dando
inizio così all’ultimo colpo di Stato nel XXI secolo. Di eversori in
America latina continuano ad essercene moltissimi ma, soprattutto dopo la
sconfitta del golpe in Venezuela dell’11 aprile 2002 si pensava che la
forma golpe, i governi civico-militari, i cadaveri degli oppositori sul ciglio
della strada, gli appoggi o i silenzio-assenso da parte dei grandi burattinai
fossero cosa del passato.
Mel Zelaya nel corso di questo mese è diventato una sorta di simbolo. Questo non perché rappresenti un politico nel quale meriti necessariamente riconoscersi, ma per l’istituzione democratica che incarna rispetto all’istinto autocratico delle forze golpiste, intorno alle quali sta pascolando la peggior feccia della storia latinoamericana, sicari come Joya Améndola, neonazisti come Peña Esclusa, terroristi internazionali come Otto Reich. Alla testa di questi si è installato Roberto Micheletti, un famelico personaggino subito adottato da parecchi media italiani, pronti a passar sopra al golpe e a fare l’ennesima ignobile figura facendo il tifo per il dittatore (presunto) tifoso dell’Atalanta.
Ma la parte interessante, e che riempie di speranza per quanto sta avvenendo in Honduras, non risiede nel quadro politico istituzionale ma nel protagonismo dei movimenti sociali, indigeni, contadini.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
25 luglio 2009
H. Clinton e la "temeraria" scelta della non violenza in Honduras
Hillary Clinton e la “temeraria” scelta della non violenza in Honduras
Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sulla Resistenza al golpe in Centroamerica!
Adesso sappiamo che Hillary Clinton avrebbe dato del “temerario” anche al Mahatma Gandhi, al tempo della marcia del sale. La stessa cosa avrebbe fatto con Rosa Parks e con Martin Luther King. Adesso sappiamo che anche Salvador Allende, non piegandosi al colpo di Stato di Augusto Pinochet e non tradendo il suo mandato “non aiutò a trovare una soluzione”.
Eppure è stato questo, “il ritorno di Mel Zelaya in Honduras è temerario e non aiuta a ristabilire l’ordine costituzionale in Honduras”, il raggelante commento del segretario di stato statunitense al tentativo del presidente legittimo dell’Honduras, riconosciuto come tale da tutti i governi del mondo e da tutte le organizzazioni internazionali, che ieri è entrato pacificamente per pochi minuti in territorio honduregno.
Zelaya, che si sta dimostrando un uomo degno, lo ha fatto per lanciare un messaggio al paese e al mondo intero: “nessuno può accettare un golpe nel secolo XXI, noi siamo venuti per dare un esempio di pace”.
Il segretario di Stato statunitense, lo ha commentato il suo omologo honduregno, un’altra donna, la coraggiosa Patricia Rodas (nella foto), “deve fare una seria riflessione tra violenza e non violenza, tra un uomo pacifico che, nel proprio pieno diritto entra da presidente nel suo paese disarmato, e chi affronta tutto un popolo puntando fucili contro i manifestanti inermi”.
Mel Zelaya ha passato la frontiera, ha lanciato il suo messaggio di pace e in difesa delle istituzioni democratiche ed è quindi stato respinto di nuovo oltre frontiera dalla forza bruta dei golpisti di Roberto Micheletti. E’ stato accolto da migliaia e migliaia di persone, represse duramente e più volte dall’esercito golpista, tra lacrimogeni, imponenti posti di blocco e più volte colpi di arma da fuoco, vari feriti e molti arrestati, con uno stadio d’assedio che oggi, sabato, nella zona di frontiera si prolungherà per tutto il giorno ma non impedirà ad altre migliaia di persone che continuano a sfidare la repressione di arrivare da Tegucigalpa percorrendo per vie di fortuna i 110 km che separano la capitale dalla frontiera con il Nicaragua.
Hillary Clinton considerando tutto ciò temerario e inutile ha rivelato non una trama o una connivenza tra il proprio governo, che pure considera Zelaya presidente legittimo, e i golpisti, ma qualcosa di molto peggiore. Ha rivelato una visione di mondo nella quale i popoli possono difendere le istituzioni solo quando e nelle forme scelte dal “grande fratello” statunitense. E’ una visione nella quale la democrazia non è una conquista ma un dono concesso dall’alto.
Si mettano tranquilli gli honduregni, vuol dire il segretario di stato nordamericano, si metta tranquillo Mel Zelaya, che in questo schema è atteso da un destino come quello toccato a Jean Bertrand Aristide che passò anni elemosinando udienze al tempo di Clinton marito, siamo noi del Nord che sappiamo quel che è bene per loro.
Se invece i popoli vogliono prendere il proprio destino nelle mani e modificarlo in maniera pacifica e non violenta (nonostante il diritto internazionale darebbe ragione al popolo honduregno anche se resistesse in armi al dittatore di Bergamo alta) allora i popoli divengono “temerari”.
Al contrario Hillary Clinton (e mi piacerebbe che Marco Pannella ed Emma Bonino lo riconoscessero)! Temerario sarebbe fidarsi di voi come tutta la storia dell’America latina dimostra.
In Honduras siamo oramai di fronte a una straordinaria maturazione di un popolo che non è già più inginocchiato e disposto a piegare la testa di fronte alla violenza golpista e ad attendere supino una giustizia che non è di questo mondo. E’ un popolo, quello honduregno, che da un mese sta resistendo in maniera non violenta al colpo di stato. E’ un popolo che dimostra così, nelle ore più difficili e con i gorilla al potere, che il seme del lavoro sotterraneo di vent’anni da parte dei movimenti sociali in favore di una democrazia partecipativa sta oggi, nel momento più difficile, germogliando frutti meravigliosi in termini di coscienza civile e sta cambiando la storia.
18 luglio 2009
:: Straker - Tanker Enemy ::: 24 ore
Lo scopo di tutto ciò? Provate ad indovinare...
Non è una novità se il sottoscritto è uno dei principali "responsabili", insieme con il fratello e pochi altri coraggiosi ricercatori indipendenti, dell'uscita dall'ambito Internet della "questione scie chimiche". Il problema ha scavalcato i confini della Rete grazie ad alcune mie/nostre apparizioni in televisione e grazie anche a numerose conferenze in giro per l'Italia.
E' chiaro quindi che Rosario Marcianò (Straker) è divenuto un ostacolo e, dopo il fallimento degli innumerevoli tentativi di discredito ad opera di agenti incaricati di danneggiare la mia immagine e quindi di ridurre la questione chemtrails ad una semplice leggenda metropolitana collegata a pazzi paranoici, resta solo un'opzione, se si vuole escludere, almeno per ora, l'eliminazione fisica. [1] Questa opzione è un classico nelle regie occulte di stato e consiste nel neutralizzare il soggetto scomodo con un'indagine su un qualsivoglia reato infamante perfettamente inventato. Probabilmente, concludo, si sta tentando di aprire un fascicolo sul sottoscritto che non abbia assolutamente alcuna attinenza con le scie chimiche, in modo tale che la magistratura possa agire, senza particolari imbarazzi ed impedimenti: in questo progetto i Carabinieri svolgono un più o meno inconsapevole compito.
E' amaro constatare che, dopo aver eseguito esposti alla magistratura ed anche segnalato di persona (presso il comando del N.O.E. di Genova) le attività clandestine di aerosol, siano proprio i Carabinieri stessi ad aver probabilmente avuto l'incarico (da parte di chi?) di trovare materiale penalmente utile a rendermi, una volta per tutte, inoffensivo.
Le mie conclusioni sono dettate da esagerata fantasia? Lo escludo, anche se mi piacerebbe sbagliarmi. Non penso, però, che il Comando generale dei Carabinieri sia particolarmente interessato ad un anonimo blog per "studiare" e documentarsi sulle verità che i media ufficiali censurano, come, ad esempio, gli autoattentati del giorno 11 settembre 2001 oppure sul danno dei vaccini o ancora sulla chemioterapia. Dubito fortemente che il motivo sia questo.
Dobbiamo aspettarci quindi un colpo di scena? Marcianò finirà sui giornali accusato di un reato del tutto inventato alla bisogna? Volendo citare una frase di Paolo Attivissimo, il famigerato capofila della disinformazione in Italia, la questione scie chimiche "sta mietendo vittime anche a livello governativo e questo è pericoloso per noi tutti".
Visti i precedenti nella storia di questo paese, non sarebbe poi così impossibile chiudere i giochi attraverso l'ultima opzione valida prima dell'eliminazione fisica dell'avversario.
[1] Nei paesi cosidetti "democratici" vige una regola: riportare l'ordine attraverso la diffusione di notizie distorte, ma abilmente congegnate, in tal modo da apparire realistiche. In principal modo, si mira a delegittimare il nemico del sistema (colui che esce dal gregge) attraverso il discredito e la diffamazione. In un paese "democratico" si preferisce non eliminare fisicamente l'avversario, ma renderlo innocuo, dandogli del pazzo psicopatico, meglio ancora se ladro, disonesto, paranoico etc. Questo è il principale obiettivo del disinformatore, al quale non mancano mezzi e risorse, oltre che denaro. Chi paga costoro? Lo stato. Chi li gestisce? I servizi segreti "deviati". Nel libro "Colpo di Stato: manuale pratico", di Edward Luttwak, esperto militare nonché consigliere di Ronald Reagan, superconservatore e militarista, leggiamo: "Ogni individuo che si oppone dovrà operare in isolamento. Quindi dobbiamo fare ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie. Se qualche resistenza compare, dobbiamo SOTTOLINEARE CON FORZA CHE ESSA VIENE DA INDIVIDUI ISOLATI, OSTINATI, MAL INFORMATI E DISONESTI, che non sono affiliati a nessun gruppo o partito importante. Il lavoro costante sul tema dell'isolamento farà APPARIRE LA RESISTENZA INUTILE E PERICOLOSA". "Faremo uso di SELEZIONE adatta di FRASI SGRADEVOLI (per esempio ANTI-AMERICANISMO ANTI-SEMITISMO... oppure, aggiungo io, 'SCIACHIMISTA, termine dispregiativo coniato da Paolo Attivissimo') anche se il loro significato è stato oscurato dal loro normale uso costante e deliberato, esse restano utili come indicatori del nostro impeccabile nazionalismo".:: Straker - Tanker Enemy ::: 24 ore
16 luglio 2009
"Usiamo i partiti...": una prima risposta a obiezioni e critiche
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14 luglio 2009
Dibattito: "Usiamo i partiti per i nostri valori"
Flores d'Arcais: una prima risposta a obiezioni e critiche
BRESCIA Marino, il Pd e i “cittadini senza partito”
ASCOLTA Giorgio Ambrosoli oggi, nelle parole del figlio
LEGGI L'eroe borghese dimenticato. Parla la vedova Ambrosoli
Tutti noi vorremmo essere Matteo Salvini. Proprio per questo, venendo incontro alle vostre grigie esigenze trotzkiste, ho redatto un vademecum che vi permetterà di emulare in sole dieci mosse le gesta del vostro idolo.
Tagliolini di Marco Travaglio
Un giorno, in un teatro di provincia, un baritono fu sommerso di fischi. Lui s’interruppe e si rivolse al loggione: “Fischiate me? Sentirete il tenore!”. Ecco, in Italia bisogna sempre conservare una riserva di fischi per quelli che verranno dopo...
Sul "Corriere della Sera" la coincidenza di due articoli, indipendenti l’uno dall’altro, restituisce al lettore una vera e propria epifania. Ora è chiaro che cos’è il liberalismo all’italiana, che cos’è una sana e vera laicità.
12 luglio 2009
Flores d'Arcais: Usiamo i partiti per i nostri valori
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11 luglio
2009
Dibattito
Flores d'Arcais: Usiamo i partiti per i nostri valori
La discussione sulla sinistra parte dal presupposto che ve ne sia una sola possibile, l’area Ferrero-Vendola-Diliberto-chi-più-ne-ha-più-ne-metta, dis-organizzata e frammentata, da ri-organizzare. A me sembra invece che la prospettiva vada rovesciata, assumendo il punto di vista del cittadino d’opposizione radicale (preciserò poi in che senso) e non quello delle – più che malconce – organizzazioni note. Questo cittadino esiste in carne ed ossa, in alcuni milioni di esemplari, e negli ultimi anni ha vagabondato tra quattro opzioni elettorali diverse: Partito democratico, Di Pietro, una delle varie sinistre, non-voto.
Per ciascuno di noi preso singolarmente, queste opzioni non sono equivalenti, anzi sembrano disporsi in modo diversissimo su una scala di valore. E neppure per l’insieme (i famosi milioni di cittadini d’opposizione radicale) sono equivalenti, sono però scelte fungibili. Vale a dire: fermi restando gli stessi valori e interessi, il cittadino decide che lo strumento meno lontano per la loro realizzazione è di volta in volta questo o quel partito, o addirittura la rassegnazione/protesta del non-voto.
Se andiamo a vedere i contenuti, la base elettorale dell’opposizione intransigente, benché in superficie estremamente variegata (al limite: ciascuno ha la sua sfumatura/ubbia, a cui tiene idiosincraticamente) è nella sostanza molto più omogenea di quanto siano le opzioni politiche tra cui può scegliere. Credo sia convinzione di quei milioni di cittadini che la semplice applicazione della Costituzione sarebbe oggi come oggi un vero programma di riformismo rivoluzionario. E comunque, lotta al precariato e al lavoro in affitto, allargamento del welfare nell’efficienza (meritocrazia in ogni ordine di concorsi, anzichè nepotismo), giustizia eguale per tutti (cioè eguale garantismo e/o severità per il borseggiatore da strapazzo e i Madoff nostrani), distruzione del monopolio televisivo privato e della lottizzazione in quello pubblico, drastica riduzione dei privilegi della Casta, eliminazione di ogni spesa, diretta o indiretta, per l’istruzione privata, e via seguitando: credo che tutti ci troveremmo d’accordo, al di là di ogni diatriba ideologica. D’accordo anche nel considerare che, date le tragiche condizioni di partenza, un programma minimo sarebbe già una inversione epocale.
Ne traggo una conseguenza. Questi milioni di cittadini dovrebbero agire utilizzando strumentalmente i partiti esistenti tutte le volte che se ne offra una effettiva, ancorché piccola, occasione. Dovrebbero considerare, in forma permanente, tali partiti degli attrezzi “usa e getta”, abbandonando il feticismo retrò secondo cui iscriversi era gesto di identità, quasi religioso.
Per esemplificare. Si aprono tre stagioni congressuali. Quella del Pd, quella dell’IdV, quella delle sinistre (inevitabile seppure non ancora indetta, a meno che i loro dirigenti non decidano un harakiri definitivo). Per quale motivo un “militante d’avanguardia” dell’opposizione dovrebbe scegliere a quale dei tre processi partecipare? Perché mai non dovrebbe partecipare a tutti e tre, se in ciascuno di essi si aprono brecce per una possibilità non puramente ipotetica di contare qualcosa? Passare da un partito all’altro per fare carriera si chiama opportunismo. Usare i partiti in questo modo sarebbe invece disinvoltura repubblicana, o perfino “patriottismo costituzionale”, visto che l’articolo 49 della Costituzione afferma che il soggetto sono i cittadini, i partiti sono solo uno strumento, attraverso cui essi cittadini “concorrono a decidere”.
Poiché il congresso del Pd è cronologicamente la prima scadenza: se Rossana Rossanda individualmente si iscrivesse al Pd, suonerebbe come resa. Se si iscrivesse Rodotà, sempre individualmente, smentirebbe il suo passato. E così Margherita Hack, che è stata candidata dei “Comunisti italiani”, e Revelli, e la lunghissima lista di nomi che vorrei e potrei fare (di me non parlo, per falsa modestia). Ma se decine di personalità che hanno rappresentato spesso il meglio della storia della sinistra, e oggi della società civile, si iscrivessero simultaneamente al Pd, darebbero luogo ad un piccolo Big Bang capace di mobilitare centinaia di migliaia di cittadini, e di rifondarlo questo partito, alla lettera: costruirlo su fondamenta nuove, libere da crepe di nomenklature. Se andrà male, ciascuno avrà gettato alcuni euro e qualche ora di tempo, non sarebbe una tragedia. Se funzionasse, sarebbe una nemesi e una speranza vera.
Insomma, un protagonismo organizzato, e a geometria variabile, cui potrebbero fare da catalizzatore quotidiani, riviste, siti web, associazioni della società civile, immetterebbe massiccio ossigeno democratico in una morta gora nella quale l’opposizione rischia di estinguersi. Vogliamo provarci, ora?
Una missiva che documenta i rapporti tra Berlusconi e Cosa Nostra. Anche dopo la "discesa in campo". E' stata trovata tra le carte di Vito Ciancimino.
TRAVAGLIO Lettera d'amore
Troppe omissioni, censure e bugie hanno circondato il vergognoso caso di cronaca del giovane ferrarese morto in seguito alle violenze subite da parte di alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine.
Amero
Amero: moneta unica nord-americana
Eugenio Benetazzo descrive il prossimo futuro valutario:
http://www.youtube.com/user/eugeniobenetazzo
http://www.youtube.com/watch?v=EsOzM1oTYOo
in aggiunta, immagini inedite dell'Amero:
http://www.youtube.com/user/billyhizzle
http://www.youtube.com/watch?v=v7Bbe_3Ho-Y