01 giugno 2010

Perchè Israele ha attaccato dei civili nel Mediterraneo?

Israele ha pesato in anticipo le conseguenze dell’attacco che ha lanciato contro un convoglio umanitario marittimo. Quali sono i suoi obiettivi, che stanno scatenando una crisi diplomatica mondiale, perché ha sfidato il suo alleato turco ed il suo protettore gli Stati Uniti?


L’attacco condotto da tre incrociatori lancia-missili di classe Saar, il 31 maggio 2010, contro la flottiglia della libertà, nelle acque internazionali di Mediterraneo, esemplifica la fuga in avanti compiuta da Tel Aviv.

La flottiglia della libertà è un’iniziativa di militanti dei diritti dell’uomo [1] [2] , sostenuta dal governo turco. Il suo obiettivo è al tempo stesso di trasportare aiuto umanitario fino a Gaza e, ciò facendo, rompere il blocco posto illegalmente dall’esercito israeliano, nei confronti di 1,5 milione di Gazaouites.

La decisione d’abbordare delle navi civili nelle acque internazionali, costituisce un "atto di guerra" secondo il Diritto Internazionale, giuridicamente parlando c’è stato: furto di navi e del loro carico, rimozione e sequestro dei passeggeri, omicidi; o addirittura assassini, se si ammettono come veritiere le notizie della televisione turca, secondo la quale i commando avevano un elenco delle personalità da liquidare durante l’assalto.

24 maggio 2010

Highlander - l'ultimo eversore


 Il primo di luglio del 2008, il blog pubblicava il video che vedete qui sopra. Si intitolava Il Discepolo 1816, e raccontava una storia partita da lontano, da molto lontano, scritta da un manipolo di eversori - così come furono giudicati da un'apposita commissione parlamentare presieduta da Tina Anselmi - per volgere l'ordine democratico a loro favore senza passare dall'acquisizione di un regolare consenso elettorale. In parole povere, il simpatico club del piccolo golpista mirava ad arruolare personaggi chiave in ogni ambito della vita democratica del paese, dalle istituzioni alla stampa alle confessioni religiose. Il loro manuale tecnico, il libretto delle istruzioni, si chiamava Piano di Rinascita Democratica e il loro Mosè era Licio Gelli, per gli amici: lo zio.

19 maggio 2010

Lula a Teheran. La giocata del global player brasiliano

foto_mat_24892 Il Brasile di Lula, inserendosi a Teheran nel ginepraio mediorientale, gioca da attore globale. C’entra poco l’insistere sui diritti umani verso il pur repellente regime di Ahmedinejad e perfino il merito del nucleare iraniano. In ballo vi è un presunto diritto occidentale ad isolare stati canaglia veri o presunti rispetto all’agire persiano da potenza regionale dal Libano all’Oceano indiano.

È uno strumento, quello dell’isolamento, particolarmente inadeguato nella nostra epoca post-unipolare dove molteplici attori, l’Iran stesso, ovviamente Cina, India e Russia, ma anche Turchia e per quel che ci interessa il Brasile, si aggregano, fanno diplomazia e affari senza chiedere permesso a Washington o Londra o Bruxelles.

di Gennaro Carotenuto

14 maggio 2010

E' libera Internet in Italia? Byoblu.Com

E' libera Internet in Italia?

CensuraInternet
Senza fare dietrologia a tutti i costi, e sicuramente non è questo il caso, in generale non è poi cosi peregrino ritenere che molti degli strani fenomeni che avvengono sui grandi social network possano essere il risultato di telefonate non convenzionali che intercorrono tra gli apparati di controllo istituzionali (e non) e il management di aziende che tengono a stare sul mercato senza grattacapi. Soprattutto dopo avere constatato, grazie ai dati messi per la prima volta a disposizione da Google ed elaborati dal blog, che l'Italia è al primo posto assoluto per quanto riguarda le ingerenze governative nella libera diffusione dei video su YouTube.

10 maggio 2010

Grecia, terrorismo di stato e implementazione del Nuovo Ordine Mondiale

Qui sotto riporto le informazioni tratte da due articoli, dalla cui attenta analisi si evince che anche questa volta il cosiddetto terrorismo è stato scientemente organizzato e pianificato dai servizi segreti, come tante altre volte è successo in Italia (vedi soprattutto il caso del sequestro di Aldo Moro) e nel resto del mondo (basti pensare agli eventi dell'11 settembre). Quanto successo in Grecia andrebbe collegato con lo strano incidente aereo a Nigel Farage, uno dei pochi politici che si oppongono al Trattato di Lisbona e all'ancora più strano incidente che ha portato alla morte di gran parte dell'élite dirigenziale della nazione polacca. Guarda caso le scelte dei leader polacchi, in controtendenza col servilismo degli altri leader europei, hanno tenuto la polonia lontano dall'euro e dai venefici vaccini contro l'influenza suina, e guarda caso il disastro aereo in cui sono periti si è verificato proprio nell'anniversario del massacro di Katyn. Difficile pensare ad una coincidenza, allora fu la Russia Sovietica a massacrare 22.000 ufficiali e cittadini polacchi, oggi la Russia è implicata nel "disastro aereo" grazie al quale sono stati eliminati i vertici dello stato polacco.

08 maggio 2010

Byoblu.Com - Il blogger lancia un SOS

8 maggio 2010 - 10.27

Il blogger lancia un SOS



 Oggi Federico Mello, sul Fatto Quotidiano, all'interno della consueta rubrica di approfondimento sul mondo del web, dedica ampio spazio a byoblu.com e a "INTERNET FOR GIULIANI", il doppio DVD prodotto dalla rete per la rete che, in quattro ore di approfondimenti, vi racconta quello che la tv non vi dice sui terremoti.
  Io resto convinto che sia possibile mantenere aperto uno spazio indipendente, senza andare a rubare ma producendo un servizio utile alla collettività. In fin dei conti, avere poche risorse e pochi mezzi a disposizione significano però non essere neppure così pretenziosi in termini di budget. Bastano 3mila dvd venduti. E poi? E poi andremo a caccia di qualcos'altro. O vi siete già stancati di imparare cose nuove?

04 maggio 2010

Antanas Mockus, un verde per la Colombia?

Antanas Mockus, un verde per la Colombia?

Chi è Antanas Mockus, il candidato verde in testa ai sondaggi per le imminenti elezioni colombiane? Riuscirà un filosofo di origine lituana, ex sindaco di Bogotà, a sbaragliare il regime urubista? Non vale troppo la pena dar retta ai sondaggi in Colombia ma a quattro settimane dal voto le inchieste demoscopiche lo affiancano o addirittura lo mettono in testa, davanti al candidato uribista Juan Manuel Santos, padrone dei media e in grado di decidere della vita e della morte di molti colombiani. Il 30 maggio, data del primo turno, sapremo se la Colombia è attesa dalla presidenza di quello che Guido Piccoli definisce “un Beppe Grillo creolo”.