14 maggio 2010

E' libera Internet in Italia? Byoblu.Com

E' libera Internet in Italia?

CensuraInternet
Senza fare dietrologia a tutti i costi, e sicuramente non è questo il caso, in generale non è poi cosi peregrino ritenere che molti degli strani fenomeni che avvengono sui grandi social network possano essere il risultato di telefonate non convenzionali che intercorrono tra gli apparati di controllo istituzionali (e non) e il management di aziende che tengono a stare sul mercato senza grattacapi. Soprattutto dopo avere constatato, grazie ai dati messi per la prima volta a disposizione da Google ed elaborati dal blog, che l'Italia è al primo posto assoluto per quanto riguarda le ingerenze governative nella libera diffusione dei video su YouTube.

Ricordo il caso della misteriosa sparizione del video "Giuliani, l'uomo che ci salvò la vita", per fantomatiche violazioni delle norme della community, oscurato quando aveva già totalilzzato oltre cinquantamila visualizzazioni con sconcertante puntualità subito dopo essere stato menzionato in una puntata di Chi l'ha Visto? per ricomparire poi, senza spiegazione alcuna, dopo essere stato ricaricato centinaia di volta da utenti della rete incazzati neri.

Allo stesso modo, ricordo il tracollo verticale di visualizzazioni, avvenuto da un giorno con l'altro, quando YouTube introdusse di punto in bianco un limite alla condivisione di video con i propri amici, portandolo al ridicolo tetto di 100, non so se per tutti i profili o solo per alcuni. Un intervento che non trova nessuna giustificazione nell'esigenza di limitare lo spam (le comunicazioni indesiderate e massive), perché gli amici sono tutti e solo coloro i quali desiderano ricevere le tue segnalazioni, avendo accettato o direttamente richiesto l'amicizia. Di contro, ha tutta l'aria di essere un comodo escamotage per limitare la crescita indesiderata di popolarità. Così come lascia perplessi la gestione della pagina delle classifiche, che spesso omette di posizionare video di protesta molto significativi e discussi, per elencare video che al contrario hanno visualizzazioni e popolarità più basse, da qualsiasi osservazione parametrica e/o statistica le si consideri.

Altrettanto stranamente, Facebook in alcune circostanze si comporta davvero curiosamente. Strano è infatti il malfunzionamento che ha colpito "Informare X Resistere", una delle pagine di informazione con più abbonati, nei giorni immediatamente precedenti alle ultime elezioni regionali, intorno al 26 di marzo. Strana è altresì l'impossibilità che molti utenti segnalano di condivedere alcuni dei video tratti da YouTube, conservandone l'icona e la descrizione, o la singolare anomalia che talvolta impedisce al popolare social network di recuperare il titolo e l'immagine di un contenuto condiviso da Byoblu.Com o da altri siti di informazione.

Come non ricordare, da ultimo, l'inibizione dell'accesso a Byoblu.Com alla grande maggioranza dei lavoratori ministeriali, nonostante altri blog di informazione risultassero correntemente visibili, secondo un metro di valutazione che è tutto tranne trasparente? E l'inibizione alla lettura di questo blog ai terremotati "ospiti" della caserma della Guardia di Finanza di Coppito, a L'Aquila, avvenuta anch'essa da un giorno con l'altro e con la motivazione seguente: "abbiamo bloccato i siti illegali"? E, ancora, l'inspiegabile idiosincrasia che alcuni domini di posta elettronica sembrano esibire nei confronti delle newsletter inviate da "byoblu.com" che, dotate evidentemente di poteri sovannaturali, sembrano svanire nel nulla, senza lasciare traccia in nessun log e in nessun eventuale programma o funzionalità antispam?

Queste ed altre ben dissimulate perturbazioni della rete si colorano di tinte fosche ed inquietanti alla luce degli incontri clandestini, a porte chiuse, avvenuti nei giorni successivi al gesto di Tartaglia tra Roberto Maroni (incontri "privati" in rappresentanza delle istituzioni? Contraddizione in termini!) e la struttura dirigenziale di Google e Facebook. E alla luce, appunto, dei dati che denunciano le richieste governative ufficiali e ufficiose di rimozione di questo o quel contenuto - diciamo così - ritenuto inadatto, che Google ha deciso di tirare fuori mentre Facebook ancora se ne guarda bene.

Volendo assumere per buona la tesi delle magiche alchimie tra il governo e i gestori della rete internet italiana, è facile arguire che se il contenuto è pubblicato da un navigatore anonimo, farlo sparire è un'operazione a costo zero, mentre se proviene da personaggi che godono di una maggiore notorietà, rimuoverlo di peso può essere controproducente, mentre renderne estremamente difficoltosa la condivisione è un'operazione tecnicamente alla portata di qualunque programmatore di media abilità e di qualsiasi amministratore di sistema.

Ricevo e pubblico una lettera di Alessandra, che mi ha dato lo spunto per quesa riflessione, ma che espone lucidamente alcune delle considerazioni e delle perplessità che mi pervengono con molta frequenza da molti di voi. Prima però vorrei che rispondeste a questa domanda, sulla scorta delle vostre esperienze personali o semplicemente seguendo il vostro intuito personale.

Perché non mi fido di Facebook
di Alessandra G.
Ciao Claudio, mi chiamo Alessandra, ho 28 anni e ho incontrato Byoblu su Facebook. Fin qui tutto bene, ricevo costantemente i tuoi update e i tuoi articoli, ti seguo costantemente. Ma negli ultimi tempi, diciamo dall'inizio dell'anno, sempre più frequentemente accade che quando condivido le pagine del tuo blog Fb mi chieda di inserire il codice di controllo. Mi accade anche quando posto altri articoli dal contenuto informativo "sovversivo" (dal punto di vista di alcuni), eppure non mi sono mai considerata militante di alcun chè, fatta eccezione per quello che concerne le mie idee. Che inevitabilmente si basano sui valori di discernimento del guisto e dello sbagliato che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia e che ho appreso nel corso della mia vita leggendo moltissimo. Sì, sono una che ha la cattiva abitudine di pensare con la propria testa e che raccoglie gli elementi del proprio pensiero da fonti molteplici, non necessariamente concordi tra loro. Internet è casa mia.

In genere, non amo le dietrologie. Ma, il mio grande ma di tutta questa mail, deriva dalla pessima sensazione che dietro la continua rischiesta di inserire i codici di controllo per postare un articolo su Fb ci sia un intento altro da quello del controllo delle abilità psico-motorie dell'utente di turno. Mi puzza di disincentivo. Conosco molti utenti "pigri", che pur di non dover digitare un codice evitano di postare il contenuto. Ci rinunciano. Cattiva condotta la loro, certo. Ma non è un po' strano che Fb utilizzi con tanta frequenza uno strumento che disincentiva le persone a comunicare tra loro (e quindi ad andare contro quella stessa mission che ci dice essere la sua stella guida)?

Inoltre i codici negli ultimi mesi si sono fatti sempre più lunghi e complessi. Prima era una parola, lettere mescolate a casaccio. Ora sono quasi delle frasi (dal senso talvolta compiuto).

E se prima la richiesta era una tantum e slegata dal contenuto del post, ora questa viene puntualmente presentata per i soli articoli a contenuto informativo. Per dircela in breve: per i post "leggeri", per i gruppi inutili e vuoti di contenuto nessuno mi chiede il codice di controllo per sapere se sono o meno abile alla digitazione e al pensiero.

Ma per i post come quelli di Byoblu la richiesta c'è. Stamattina nel giro di un'ora ho fatto en plein, 2 su 2. E fino a stasera?

Perfino io che sono una cultrice della circolazione della conoscenza e che ho come obiettivo di guardare sempre al di là del mio naso comincio ad essere stufa di quella finestra dai caratteri neri dall'aria un po' liberty. Mi dico che un codice, una barriera di lettere tra me e il mondo non deve esistere. Quel codice non può dirmi quali informazioni devo o non devo far circolare. Non sono solo utente, sono mezzo. Attraverso il mio pc passano informazioni che arrivano ad altri utenti, che altrimenti non sarebbero entrati in contatto con quei contenuti.

Resto fedele a me stessa, ma i blogger e gli utenti dovrebbero stare all'erta, credo. Dovremmo tutti insieme redarguire Fb per questa strana forma di "controllo", che potrebbe essere considerata (dai malpensanti, ovviamente) come un germe di censura.

Sarei curiosa di sapere se accade anche ad utenti che accedono a Fb dall'estero o se è una cosa tutta made in Italy.

Ti porgo i miei più vivi ringraziamenti per il tuo lavoro, attendo il DVD. Buon lavoro, Alessandra
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www.byoblu.com

Diffondere, Divulgare, Diramare

Le Tre D che salveranno il mondo!

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